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giovedì 20 febbraio 2020

Dea divina a San Siro

Ieri è stato un momento storico per la città di Bergamo, per gli atalantini e per tutti gli appassionati di calcio. Il 4-1 della Dea proietta la squadra di Gasperini vicina ai quarti di finale della Champions League. L'Atalanta merita assolutamente la vittoria, ha giocato una partita brillante, non dando spazio al Valencia di esprimersi. Razionalmente bisogna però dire che il Valencia si è presentato a San Siro, con una squadra totalmente rivisitata. Si è sentita la mancanza dei due centrali titolari (non ci saranno nemmeno al ritorno), ma anche quella di Rodrygo, attaccante migliore del Valencia che avrebbe potuto creare parecchi problemi alla retroguardia atalantina.
Il gol preso in casa rimane comunque un neo, perchè lascia una porta aperta al Valencia, e mi aspetto un Mestalla infuocato al ritorno.
L'Atalanta anche nella serata più importante della sua storia, non ha cambiato di una virgola il modo di giocare. E' una squadra che pensa, che gioca, ma non cambia mai spartito, non cambia mai mentalità, e infatti Gasperini a quindici minuti dalla fine, sul 4-1 ha inserito Zapata al posto di Caldara. La Dea è sicuramente una signora squadra, ma è anche un gruppo di giocatori molto importante, che hanno tutti le caratteristiche per essere protagonisti a questo livello.
Un'altra cosa che stupisce nell'Atalanta è la costruzione del gioco per arrivare a premiare l'inserimento da dietro.
L'Atalanta in una partita così determinante è arrivata a segnare il gol del 1-0 con in area di rigore due difensori: un difensore centrale (Palomino) e un esterno destro (Hateboer). Devi avere grandi attributi per riuscire a fare una cosa del genere in tutte le partite che giochi, indipendentemente se giochi la partita all'oratorio o l'appuntamento più importante della carriera.
Non sappiamo come finirà, ma anche se l'Atalanta dovesse venire eliminata verrà ricordata per tantissimo tempo, grazie alle sue idee e alle sue capacità di far innamorare gli appassionati di calcio con le sue splendide trame.
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domenica 21 aprile 2019

Fognini annichilisce Nadal e vola in finale

Che l'aria di mare faccia bene lo si sapeva già, Fognini dopo aver iniziato nel peggiore dei modi il proprio percorso sulla terra, subendo quattro eliminazioni a primo turno, sente l'aria di mare del principato di Monaco, sente aria di casa e disputa uno dei tornei migliori della sua carriera, arrivando in finale contro Lajovic avendo fatto lungo il percorso, vittime illustri come Zverev, Coric e per finire Nadal.
Per ricostruire il percorso di Fabio bisogna partire però dal match con Rublev, il ligure, va sotto di un set e nel secondo il russo ha la palla per il 5-1, lì scatta la reazione di Fognini, che lotta punto su punto porta la partita al terzo e poi la vince, non giocando bene, ma con la grinta, quella che fino a Montecarlo era mancata a Fabio.
Dopo quella partita Fognini viene agevolato dal ritiro di Simon, poi se la deve vedere con il ragazzo prodigio Zverev, ma gioca una partita perfetta e il next gen (numero 3 ATP) non può far altro che inchinarsi allo strapotere di Fogna.
A questo punto è la volta di Borna Coric, il copione sembra lo stesso del match di primo turno con Rublev, con Fognini che regala punti all'avversario, che si trova senza fare niente di particolare sopra di un set e di un break nel secondo set.
Fognini ha problemi al gomito, se lo fa fasciare e da quel momento inizia un'altra partita, l'italiano comincia a giocare sciorinando una quantità di colpi impressionante e mettendo in crisi il croato, che va in confusione e agevola Fognini nel chiudere la pratica.
Andiamo al match con Nadal, cosa dire, straordinario, Fabio gioca un match dal punto di vista tattico perfetto lasciando al maiorchino le briciole.
Nadal dalla sua gioca uno dei peggiori match su terra da quando gioca a tennis, ma probabilmente Fognini ha messo il suo contributo per farlo giocare così male.
Il tennista di Manacor non trova mai continuità, con Fognini che non fa mai due colpi uguali e cambia spessissimo le traiettorie dei colpi per poi chiudere con dei vincenti a 150 km/h.
Inaspettatamente dunque la finale vedrà contro Lajovic e Fognini.
Il tennista ligure dal punto di vista della classifica parte favorito, ma in questa settimana Lajovic sta esprimendo un tennis d'alto livello, dunque ci sono tutti i presupposti per una partita bella e intensa.
Appuntamento alle ore 14 per questo incontro che potrebbe portare Fognini a vincere il primo titolo 1000 in carriera e di conseguenza portarlo al best ranking (12).
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martedì 10 aprile 2018

Commento a caldo Roma Barcellona

Domani sarà bello.
Domani racconteremo di questa torbida notte di Aprile dove, un manipolo di guerrieri, guidati dal loro imperatore Eusebio Di Francesco ha sfidato i colossi del calcio.
Racconteremo di un'impresa arrivata quando il destino sembrava già scritto.
Racconteremo del capitano Edin che si è preso sulle spalle tutto il suo esercito.
Racconteremo di uno stadio olimpico stracolmo che fa venire i brividi solo a guardarlo.
Racconteremo di questi uomini, vestiti di giallo e di rosso, con il cuore gonfio di orgoglio.
Racconteremo dell'orda di barbari spagnoli, composta si da ottimi guerrieri, ma che nulla ha potuto contro il potere del cuore.
Perchè se sei della Roma non puoi essere uno che molla, perchè Roma è storia.
Roma è storia di eroi, di gladiatori, di grandi conquistatori.
Roma è città eterna.
Ed eterna rimarrà questa notte che profuma di magia, di storia, di bellezza.
L'Europa si guardi bene le spalle, Roma è tornata grande.

Se vogliamo entrare un po' più nel dettaglio una Roma praticamente perfetta raggiunge le semifinali di Champions League per la prima volta  nella sua storia, da quando la coppa delle grandi orecchie ha questo nome. Che dire, 90 minuti tutti di un fiato, linee compatte, intensità e pressing asfissiante, a reprimere sul nascere ogni sortita offensiva, difesa che è cominciata dall'attacco. Di Francesco aveva chiesto in settimana più cinicità sottoporta. Accontentato? Assolutamente si. Menzione d'onore per Dzeko. Quasi venduto a Gennaio, professionista vero da quel momento in poi.
Il gol, però, è solo la ciliegina sulla torta di una prestazione individuale fantastica.
Ma, stasera, mai come stasera impossibile trovare un solo insufficiente nella rosa giallorossa.

Al Barcellona i titoli di coda.
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