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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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giovedì 12 marzo 2020

Bye Bye Calcio

Ieri abbiamo vissuto una serata di Champions favolosa, purtroppo l'impressione è che sarà l'ultima per un po'. Nonostante una partita fantastica, nonostante i 50.000 di Anfield  per 120 minuti hanno attanagliato il mondo reale, la testa alla fine torna sempre là, torna alla realtà di un mondo sotto assedio e che con ogni probabilità dovrà abbandonare il tanto amato football per qualche tempo.
Io ho sempre detto che l'Atletico Madrid poteva essere l'avversario più ostico per il Liverpool di Jurgen Klopp. Hanno due modi di giocare diametralmente opposti, e Simeone ha sempre dato fastidio alle squadre che vogliono esprimere il bel calcio.
Quando giochi contro i Colchoneros, ti verrebbe voglia di sgozzarli, giocano con due trincee da superare e quando riesci miracolosamente a passare devi vedertela contro un muro invalicabile in porta. Io non sono assolutamente d'accordo con quelli che definiscono l'Atletico l'anticalcio, perchè se batti una squadra che nessuno sa battere sei una grande di questo sport.
Bisogna distinguere il "giocare bello" e il "giocare bene". D'altronde chi gioca male non va ad Anfield a segnare 3 gol in 120 minuti.
Quest'ultimo discorso calza a pennello con la stagione di Serie A 2017/2018, quando ci fu il duello fra la cinica corazzata della Juve di Allegri e il meraviglioso Napoli di Sarri. Sappiamo tutti chi vinse lo scudetto quell'anno.
Il calcio, ieri sera ad Anfield ci ha voluto fare un ultimo saluto, perchè adesso per un po' di tempo bisognerà metterlo da parte per concentrarsi su altro. Dopo la positività al virus dei primi giocatori, è l'ora che la Uefa si pieghi alla logica.
Perchè giocare oggi a calcio non ha alcun senso, dobbiamo accettarlo e combattere per riprendercelo il più presto possibile.
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mercoledì 19 febbraio 2020

E' tornato l'Atletico del Cholo Simeone

Ieri è stato il giorno del ritorno della Champions League, la competizione che porta il più alto livello calcistico, ma anche le emozioni più estremizzate.
Sono state due grandi partite, ma oggi vi parlerò nel dettaglio della vittoria dell'Atletico Madrid contro il Liverpool.
La squadra di Klopp come detto in precedenza si è dovuto inchinare 1-0 al Wanda Metropolitano.
E' stata una vittoria di puro Cholismo, con i colchoneros che si prendono questo risultato positivo, ma bisognerà vedere la reazione focosa del Liverpool in quel di Anfield.
Questa era la prima sfida tra Klopp e Simeone.
Da una parte l'allenatore del momento, campione di tutto, rivoluzionario, che ha portato un calcio esaltante. Ha vinto la Champions League, il Mondiale per club, la Supercoppa Europea a salvo cataclismi, presto alzerà la tanto ambita Premier League.
Di fronte si trovava l'allenatore che ha fatto una grande rivoluzione, ha rimesso l'Atletico sulle mappe più importanti del calcio Mondiale. Lo ha portato a vincere una Liga, lo ha portato due volte in finale di Champions League e ha conquistato in totale 7 titoli.
Quello che non è riuscito al Cholo è stato il cambio di pelle, nel momento in cui l'Atletico era pronto a spiccare il volo sotto il punto di vista del gioco ha fatto dei clamorosi passi indietro.
La sorte ha voluto che il tecnico argentino dovesse affrontare questo match nel momento più difficile dei suoi 8 anni nella capitale spagnola.
In questa serata dai significati più profondi per Simeone e i suoi, la squadra spagnola ha ritrovato la sua pelle, il suo carattere forte e irascibile.
Quello che ha ritrovato, e di conseguenza riproposto Simeone è stata la fusione totale con l'ambiente, ha passato tutto il secondo tempo ad aizzare il suo pubblico.
Altra nota lieta è stata la ritrovata capacità di assorbire il gioco degli avversari. L'Atletico è tornato ad essere impermeabile, ha concesso 0 tiri in porta, ad una squadra che ha fatto il 73% del possesso palla. I madrileni hanno tessuto la propria rete, ed ha imbrigliato una delle squadre più forti del mondo.
Bisogna dire che nei reds non ha funzionato praticamente niente: i terzini non sono riusciti ad imporre il ritmo sperato, e i tre campioni del tridente hanno fornito una prova opaca.
Da sottolineare che questa è soltanto la terza sconfitta stagionale del Liverpool, ma due di queste 3 sconfitte sono arrivate in Champions. Per il Liverpool adesso inizia la stagione della coppa dalle grandi orecchie, e sono curioso di vedere se dopo aver utilizzato tantissime energie per il campionato, avrà ancora benzina per spingere pure per la Champions.
Intanto il messaggio che questa partita fa trapelare è molto chiaro: in casa Atletico il fuoco arde ancora, e un messaggio del genere fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i sostenitori dei colchoneros.
Il passaggio del turno non è assolutamente deciso, anzi ci aspetta una gara di ritorno infuocata ad Anfield, intanto però c'è tantissimo altro di cui scrivere, oggi gioca l'Atalanta, domani è il turno dell'Europa League, e poi nel fine settimana sarà nuovamente il turno della nostra amata serie A.
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mercoledì 2 ottobre 2019

Juventus: vittoria da grande squadra

La Juventus vince per 3-0 sul Bayer Leverkusen. Partita non bellissima da vedere, ma brava la formazione bianconera a farla girare dalla parte giusta. Inizialmente la squadra di Sarri ha lasciato l'iniziativa al Leverkusen, ma è stata brava poi nel momento giusto a trafiggere la difesa avversaria. Nonostante l'esperimento in campionato Dybala-Ronaldo, non sia andato male, Sarri decide di affidarsi alla coppia già consolidata Higuain-Ronaldo, con Berbardeschi (rispolverato dopo un avvio di stagione non soddisfacente) messo nella posizione di trequartista.
Innegabile che la chimica di gioco vada migliorando di partita in partita, e io rimango convinto che la juve tra un mese sarà veramente difficile da arginare. 
Higuain con il primo gol dimostra ancora una volta di essere in uno straordinario stato di grazia, segna un gol di posizione, inserendo in questa rete: senso della posizione, senso del gol e classe.
Il secondo gol lo realizza Bernardeschi che dopo un crosso arretrato di higuain ( forse per Ronaldo) si ritrova la palla tra i piedi e trafigge per la seconda volta il Bayer.
Il terzo gol arriva grazie a Cristiano Ronaldo, che nonostante una giornata parecchio complicata, in cui ha sbagliato cose per lui semplici, riesce comunque a trovare la rete.
Nell'altra partita del girone, l'Atletico Madrid ha battuto il Lokomotiv Mosca per 2-0.
Con questi risultati comincia a delinearsi la classifica che vede Juve e Atletico appaiate al primo posto con 4 punti, il Lokomotiv Mosca a 3 e infine il Bayer Leverkusen a 0.


lunedì 23 settembre 2019

Juventus, bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Dopo aver analizzato nella giornata di sabato la grande vittoria del Napoli contro i campioni d'Europa in carica, oggi tocca alla Juventus che nella trasferta al Wanda Metropolitano di Madrid ha raccolto un punto, che nel complesso può rendere contenti, ma che per come si era messa la partita può sembrare un occasione sprecata.
La Juventus rispetto all'incontro dell'anno scorso ha affrontato diversamente la trasferta madrilena, ed è questa probabilmente la cosa più rassicurante di questa partita, anche se è innegabile, che ci sia delusione in casa juve per i mancati tre punti.
La partita vera è venuta fuori nel secondo tempo, è la che i bianconeri hanno dato dimostrazione che Sarri piano piano sta inculcando loro una mentalità diversa dalla passata stagione. Soprattutto a inizio secondo tempo (primi 20 minuti) si è vista la Juventus targata Maurizio Sarri.
Andiamo ad analizzare i due gol della Juventus:

  • Nella prima azione, tutto comincia da un'uscita elegante dalla difesa di Leonardo Bonucci (che secondo me è un giocatore fondamentale nello scacchiere di Maurizio Sarri), che lancia una palla lunghissima, la palla viene raccolta da Gonzalo Higuain (un giocatore che sta tornando ai suoi livelli e a cui Sarri ha dato le chiavi dell'attacco), che con un passaggio illuminante scarica un pallone al millimetro per Juan Cuadrado, che con un grande gol all'incrocio mette fuori causa Oblak e porta la Juventus avanti. 
  • Il secondo gol è costruito ancora meglio del primo, Cuadrado si sposta di fascia, e va ad occupare quella in cui militano Ronaldo e Alex Sandro, il cross del brasiliano è veramente ben eseguito e viene perfettamente seguito dal taglio in mezzo dell'intelligente Matuidi, che è sicuramente uno dei giocatori simbolo di questa nuova Juve targata Sarri.
Purtroppo però il tempo non dura solamente 20 minuti, ce ne sono altri 25, ed è li che la Juventus si è fatta punzecchiare due volte rovinando quanto di buono fatto fino a quel momento.
Probabilmente la soluzione a questo problema si può trovare nella non ancora perfetta condizione fisica, che sarebbe perfettamente normale se consideriamo che siamo a fine settembre.
Un'altro elemento che fa pensare che possa essere questo il problema è quello che Sarri giochi sempre con gli stessi 11 e per questo i giocatori risentono la fatica di giocare 3 volte in 7 giorni.
Il problema della condizione atletica non giustifica certo i troppi gol presi su palla inattiva, quello è un problema che va sicuramente risolto, anche perchè Chiellini non tornerà prima di Marzo.
Non si può scrivere un articolo sulla juventus non parlando di CR7, come ha giocato il portoghese?
Ebbene dopo una partita non facile per lui, ha quasi rischiato di vincerla da solo con una giocata da alieno puro, terminata di poco al lato del palo.
Dal punto di vista dell'Atletico, Simeone strappa via un punto che evita che si possano complicare le cose in questo girone che è partito subito con una sorpresa, infatti il Lokomotiv Mosca ha battuto in Germania il Bayern Leverkusen.
L'Atletico ha tanto potenziale, e molto passa dai piedi e dal talento di Joao Felix.
Un girone molto intricato, ma la Juventus ha tutte le carte in regola per passare agli ottavi di finale, così come per l'Atletico.
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domenica 1 settembre 2019

Champions League: il girone della Juve

La Juventus esce discretamente bene dalle urne di Montecarlo.
I bianconeri hanno trovato l'Atletico Madrid, il Bayern Leverkusen e il Lokomotiv Mosca.
Ovviamente neanche a dirlo l'avversario principale è l'Atletico Madrid.
Colchoneros completamente rivoluzionati rispetto alla passata stagione: hanno perso Godin, Griezmann, Filipe Luis, Juanfran, Lucas Hernandez e Rodri.
Da queste cessioni ha guadagnato tanti soldi e ha investito su nuovi giocatori.
Il primo ovviamente è Joao Felix (pagato 127 milioni di £), che già nelle prime due giornate di Liga ha fatto vedere sprazzi del suo talento. In più ci sono Morata e Diego Costa.
Il centrocampo ha subito delle variazioni, ma sia Koke che Saul sono rimasti al centro del progetto.
Potenziale pericolo potrebbe essere rappresentato dal Bayern Leverkusen.
E' una squadra a grande propensione offensiva.
La stellina si chiama Kei Havertz, trequartista con grandi capacità tecniche.
E' un trequartista particolarmente prolifico, l'anno scorso tra Bundesliga e competizioni europee ha segnato 20 gol. Il Leverkusen tra le sue file può contare pure su Bellarabi e il cileno Aranguiz.
Difesa abbastanza solida capitanata da Tah.
in più ha l'incontenibile Leon Bailey, giocatore che se trova spazio lascia terra bruciata. Insomma squadra che merita rispetto.
Anche la Lokomotiv Mosca merita attenzione, squadra che negli ultimi anni è tornata ad affacciarsi sul panorama europeo.
Tra i volti noti per gli appassionati della serie A ci sono Howedes e Joao Mario (appena arrivato).
E' comunque una squadra che tende a sbilanciarsi e spesso concede molti spazi in contropiede.
La Juventus se gioca come sa fare non dovrebbe avere problemi a passare il girone.
Alla Juve però servono 6 grandi partite.
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mercoledì 13 marzo 2019

Miracolo Juventus, rimonta l'Atletico e vola ai quarti

L'Atletico cade sotto i colpi della migliore Juventus della stagione e di un Ronaldo stratosferico per leadership ed efficacia sul campo.
Le due partite sono state completamente diverse.
Simeone è stato giustamente incensato per aver imbrigliato la Juventus nella partita d'andata, d'altronde sappiamo bene, che quando la partita si fa sporca, nervosa e frammentata i colchoneros sono una delle peggiori squadre da affrontare.
Con le spalle al muro, con la pressione di una possibile uscita dalla Champions prematura, Allegri ha tirato fuori il coraggio, le idee ed il classico coniglio dal cilindro, per colpire laddove la formazione del Cholo risulta maggiormente vulnerabile: le catene laterali. Le assenze dei due terzini titolari Hernandez e Filipe Luis, hanno pesato nell'equilibrio tattico dei Colchoneros. L'arretramento di Can ha rappresentato la dinamite per scardinare le due fasce avversarie che avevano già fatto intravedere particolari difficoltà.
Questa scelta tecnica ha permesso ad Allegri di accelerare e consolidare le fasi attive di possesso e di aggiungere un uomo in pressione in fase di non possesso.
Con Cancelo, Bernardeschi e Spinazzola liberi da compiti difensivi, Juanfran e Arias si sono trovati costantemente in difficoltà nell'uno contro uno.
Dagli spunti dei 3 giocatori bianconeri sono nate le azioni più pericolose della Vecchia Signora.
Bernardeschi ha dimostrato una grande capacità di strappo nelle ripartenze, e non è un caso che dai suoi piedi sia nato il primo assist per Ronaldo e il rigore, che ha sancito la qualificazione dei bianconeri.
La sconfitta bruciante dell'Atletico, ci restituisce un Atletico fenomenale nell'interpretare uno spartito tecnico consolidato, meno quando lo stesso si allontana dai binari conosciuti.
E in quel momento che contano gli interpreti. E' li che nascono quei dettagli che determinano la vittoria dalla sconfitta. E' li che ieri sera si è notata la differenza tra avere Ronaldo in rosa e averlo contro.
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giovedì 21 febbraio 2019

Partita soporifera per una juve assonnata

Che il momento dei bianconeri non fosse dei migliori lo sapevamo già, e probabilmente Allegri era arrivato a Madrid con l'obiettivo di fermare il più possibile la partita.
Lo possiamo capire dalle scelte di formazioni, De Sciglio al posto di Cancelo, Matuidi, Bernardeschi lasciato in panca fino al doppio svantaggio e Dybala messo in una posizione non sua.
Tutte queste scelte disegnano una squadra che si ritova a non avere i mezzi per la risalita del campo se non quelli della geometria, tanto che poi quei due o tre palloni belli da mettere in verticale, li ha sui piedi Chiellini. Il centrale juventino (anche grazie a Bonucci) ha migliorato enormemente i piedi col passare degli anni, ma creare gioco rimane qualcosa che va oltre la sua zona di comfort.
La Juve è sempre ripartita in modo compassato, dando la possibilità all'Atletico di riposizionarsi senza lasciare un minimo spazio per le offensive bianconere.
Certo si può dire che davanti la porta dei colchoneros ci fosse il pullman parcheggiato, ma la verità è che la juve ha sempre fatto fare con comodo a Godin e compagni il loro lavoro.
La retroguardia del Cholo tende a non scoprirsi mai, se per di più non c'è mai una transizione veloce è chiaro che trovare degli spazi diventi un'impresa.
La partita offensiva della Juventus si può riassumere così: in campo con una squadra votata al palleggio, ma incapace di alzare il baricentro coi tempi giusti.
Mancando i presupposti tattici, è chiaro che non rimane che aggrapparsi alla classe di Ronaldo.
Ronaldo è forte, su questo non ci sono dubbi, ma non può darsi l'assist e fare anche il gol: ma più che giocare per lui i suoi compagni pare che si aspettino che giochi solo lui.
Per fare un parallelismo, possiamo prendere l'esempio di LeBron James, il cestista si trova spesso a trascinare i suoi compagni, ma gli spazi del calcio non consentono di determinare come può determinare il Re nel basket.
La vera svolta della partita arriva con l'ingresso di Morata. Giocare contro Diego Costa è fastidioso, ma tre quarti delle volte ti viene incontro per cui lo vedi sempre, sei sempre a contatto fisico, facile anticiparlo. Quando al 60' ti mettono l'ex che non vede l'ora di mangiarsi i 40 metri che lasci alle tue spalle, allora la partita diventa veramente difficile.
A differenza di Diego Costa, Morata non lo vedi, ti si mette alle spalle, ti fa mezzo passo in profondità per fregarti, e quando parte non riesci a stargli dietro.
Per non rischiare questo, la juve si abbassa, subisce i piazzati e non può neanche ripartire perchè a una certa non esci più.
In queste situazioni di mischia l'Atletico è fortissimo, e infatti trova due occasioni coi due difensori centrali e trova due gol.
Difficile pensare a una serata più esemplificativa dello spirito dell'Atletico: una guerra lunga 90 minuti, due gol sporchi come piacciono a loro e  la firma del capitano.
Serate come queste fanno capire, il motivo per cui quando esce nelle urne la pallina con Atletico Madrid scritto sopra conviene farsi il segno delle croce.
La domanda che sorge spontanea è perchè non evitare di essere schiacciati inserendo in formazione un po' di gente che può risalire il campo?
Fin qua questo ottavo finale è stato simile alla disfatta di Caporetto e farne tre al ritorno sa tanto di battaglia di Stalingrado.
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lunedì 17 dicembre 2018

Gironi Champions: La Roma prende il Porto, la Juventus l'Atletico Madrid

Senza dubbio il match più complicato da analizzare è quello della formazione juventina, che trova l'Atletico del Cholo Simeone.
Se ci soffermiamo sui singoli dati è abbastanza evidente che la formazione torinese abbia numeri migliori, ma sappiamo benissimo che la squadra spagnola è un avversario molto complesso.
L'Atletico finora ha perso solamente due partite in tutta la stagione, ed è la migliore difesa della Liga con solo 12 gol al passivo.
Entrambe le società sono accomunate da un fatto: le difficoltà maggiori fino ad ora sono arrivate contro avversari che non avevano paura di mettere pressione sulla prima costruzione di gioco, senza timore reverenziale. Alla Juventus è successo contro lo Young Boys, mentre all'Atletico nella pesante sconfitta del Signal Iduna Park.
I Madrileni hanno però zoppicato anche contro squadre decisamente meno quotate (Leganes, Villareal, Girona e Club Brugge) chiaro segno di non aver ancora raggiunto la piena maturità a muovere difese schierate.
E' abbastanza superfluo dire che il gioco dell'Atletico dipenda quasi eslusivamente dal suo numero 7. Le Petit diable è già arrivato in doppia cifra e rappresenta il vero faro dell'attacco colchoneros, ancor di più per ora che Diego Costa è infortunato, anche se quest'ultimo sarà pienamente recuperato per febbraio.
Da non sottovalutare è il dato dei marcatori totali dell'Atletico, ben 14 e dunque 3 in più rispetto ai bianconeri. Dunque bisogna stare attenti sui calci piazzati, con Gimenez e Godin sempre pronti, e alla crescita di elementi come Lemar, Gelson Martins, Vitolo e Angel Correa, molto abili a ripartire forte.
Servirà dunque la migliore Juve per superare un'ostacolo che, comunque, deve essere affrontato con rispetto, non con timore.

Trasferiamoci nel centro Italia, più precisamente a Roma.
Ai capitolini difficilmente poteva andare meglio, anche se va ricordato che il Porto è la squadra che ha raccolto il maggior numero di punti in questa edizione di Champions.
E' chiaro che nel breve periodo la Roma troverebbe difficoltà anche con la Virtus Entella (prossima avversaria di Coppa Italia).
La squadra continua a peccare di equilibrio e, all'indiscutibile crescita dei giovani (Under, Zaniolo e Kluivert), non accompagna un rendimento complessivamente soddisfacente.
Detto ciò, mancano però due mesi all'appuntamento contro i portoghesi. 
Come ben sappiamo, nell'epoca dell'assoluto monopolio juventino, gli obiettivi delle altre grandi formazioni italiane devono essere soprattutto quello della ricerca di continuità e successo in campo internazionale.
Per superare questo momento psicologicamente difficile Di Francesco si dovrà dare da fare, e dovrà inoltre sperare di recuperare il più presto possibile alcuni giocatori che sono determinanti per il successo di questa squadra.
Il Porto lo reputo comunque un ottima squadra, che non deve per nessun motivo essere sottovalutato.
Il pericolo principale è rappresentato dal fisico centravanti maliano Marega, che sta segnando con continuità in tutte le competizioni. A mettere davanti la porta Marega, ci pensa il 23enne trequartista Otàvio, che ha saputo raccogliere ben 8 assist nella prima parte di stagione.
Sulle fasce hanno diversi giocatori abili nell'uno contro uno (Torres, Brahimi, Jesus Corona ed Hernani).
In mezzo al campo a fare filtro troveremo Hector Herrera che da sempre è un pallino delle big italiane. Inoltre ritroveremo Alex Telles, l'ex terzino dell'Inter ha trovato la continuità in un ambiente più congeniale alle sue caratteristiche offensive di cui dispone ed ha già messo in cascina 5 assist in stagione.

Sugli altri ottavi di finale do' qualche nozione in generale, Tottenham Dortmund e Liverpool Bayern sono partite non adatte a chi soffre di cuore. Manchester City, Barcellona e Psg avanti abbastanza agevolmente, mentre occhio all'Ajax, imbattuta nel doppio confronto di girone contro il Bayern Monaco, se c'è una squadra che potrebbe fare lo scherzetto ai Blancos, quella sono proprio gli olandesi.
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venerdì 2 novembre 2018

Quali sono le possibili antagoniste alla corsa per la Champions della Juve?

Dopo le prime tre giornate, e la conseguente chiusura dei gironi d'andata, la Juve appare insieme al Barcellona la favorita per la corsa al titolo, in questo articolo analizzeremo squadra per squadra le possibili outsider che potrebbero mettere in difficoltà i bianconeri.

Va comunque preso in esame il fatto che siamo appena all'inizio e dunque qualsiasi situazione può essere completamente ribaltata, e la vittoria del Real, partito in sordina la scorsa stagione, e l'eliminazione del PSG agli ottavi che invece era partito forte ne sono la dimostrazione.
Detto questo, i Blaugrana e la Vecchia Signora appaiono le due squadre meglio organizzate, per quanto riguarda i catalani, probabilmente sono stati un po' sottovalutati a inizio Champions, ma hanno giocato in maniera impeccabile, collezionando 3 vittorie in altrettante partite e realizzando 10 gol a fronte di 2 subiti, basta questo per far capire la forza di questa corazzata. Tutto questo in un girone non particolarmente semplice, con Inter, Tottenham e Psv.
La difesa centrale si è rinforzata, e oltre Pique e Umtiti, potrà contare su Lenglet.
A centrocampo nonostante sia partito Don Iniesta, è arrivato Vidal, anche se sta trovando qualche difficoltà nel trovare spazio. Ma il giocatore cileno non è l'unico acquisto a centrocampo, infatti il Barcellona ha trovato in Arthur una mezz'ala fantastica, con grande qualità e personalità.
Poi c'è l'attacco, in cui non c'è niente da dire, in attacco il trio composto da Messi, Suarez e Coutinho, fa invidia forse a tutti tranne che alla Juve.
Parlando proprio dei bianconeri, loro hanno una delle difese più forti al mondo, Cancelo e Bonucci hanno aumentato il tasso qualitativo, Chiellini è il solito muro, mentre Alex Sandro sta tornando quello di due anni fa.
Se c'è un neo per la società torinese, quello è il centrocampo, Pjanic e Matuidi sono le certezze, Can sarebbe perfetto come terzo giocatore del centrocampo, ma la sua propensione agli infortuni, così come Khedira lo rende un giocatore discontinuo. Bentancur è un ottimo giocatore, ma ha ancora molto da imparare, quindi forse la soluzione migliore per la società bianconera, sarebbe intervenire nel mercato di Gennaio. Per quanto riguarda il reparto avanzato, anche qui, come nel caso del Barcellona poco da dire, 3 vittorie su 3 nel girone, 7 gol fatti e 0 subiti, insomma una macchina infermabile.
Queste sono le due squadre che secondo me si contenderanno il trono d'Europa, adesso passiamo alle squadre che potrebbero inserirsi in corsa: Bayern Monaco, Real Madrid, Manchester City, liverpool, PSG e Atletico Madrid. I bavaresi guidano il loro girone con 7 punti insieme all'Ajax. 
Il Bayern ha perso Vidal, ma ha mantenuto un ossatura in grado di portarla alle semifinali nella passata stagione, dove è stato sfortunato ed è stato eliminato dal Real Madrid.
Proprio gli ultimi citati, i Galacticos devono per forza di cose avere un posto riservato nella corsa alla vittoria finale. Come tutti sappiamo i Blancos stanno vivendo un periodo parecchio complicato, Lopetegui è stato esonerato dopo la bruciante sconfitta nel Clasico per 5-1, ed è stato sostituito da Solari. Aldilà di questo avvio complicato, è chiaro che centrare il quarto successo consecutivo pare davvero un'impresa complessa, ma nonostante dipartita di CR7 la rosa è molto forte.
Per quanto riguarda il City di Guardiola, gioca un calcio fenomenale e, ormai, il gruppo è al terzo anno di crescita. Sulla carta le qualità per puntare al grande traguardo europeo le avrebbe tutte, ma le difficoltà che questo club ha sempre avuto a livello europeo non si scordano, e per questo ripongo molta cautela sui Citizens.
Restando in Inghilterra è tempo di parlare di Liverpool, i Reds hanno perso la finale scorsa, ma hanno mantenuto quasi tutto lo stesso gruppo. Salah continua a segnare e non intende fermarsi, insomma sono una buona candidata.
Nello stesso girone si trova il PSG, i parigini, in quanto a singoli sono messi molto bene, ma l'equilibrio è latitante. In un gruppo in cui ci sono Liverpool, Napoli e Stella Rossa, il rischio è di non arrivare neanche agli ottavi di finale.
Infine, non si può sottovalutare l'Atletico Madrid. La squadra si Simeone è partita malino, ma è una compagine forte e concreta. Quando inizierà la fase che conta veramente bisognerà porre attenzione ai madrileni. Da non sottovalutare, poi, che la finale si disputerà nel suo stadio, il Wanda Metropolitano, il prossimo 1 giugno.
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mercoledì 6 dicembre 2017

Roma-Qarabag pensieri

Alcuni pensieri sparsi post Roma - Qarabag
 ✓2008/09, l'unica stagione nella quale la Roma si è qualificata agli ottavi di Champions da prima del girone. Anche in quella stagione il Chelsea fece da sfondo alla fase ai gironi. Corsi e ricorsi storici.
 ✓Nove gol fatti sei subiti, 3 partite concluse con clean sheet. Il lavoro di Di Francesco è apprezzabile soprattutto dalla cintola in giù. La Roma difficilmente prende gol, confidando nella potenza di fuoco esca fuori. Si pensava Fazio potesse soffrire il gioco del tecnico abruzzese, costruito su una linea difensiva molto alta. Il difensore argentino si è rivelato, anzi, molto adatto nel migliorare l'uscita palla della squadra, elevando la qualità delle transizioni offensive. Mito sfatato.
 ✓Pochissimi avrebbero dato la Roma come seria candidata al passaggio del turno. Benché meno prima. Neofiti ed esperti del settore. Chelsea schiacciasassi di Conte e Atletico arcigno di Simeone troppo duri per i giallorossi, abituati a scoppole sonore nella massima competizione europee.
 ✓Ad inizio anno mi permisi di definire Di Francesco un'aziendalista, adatto alla necessità della Roma di non avere un allenatore esigente in ottica mercato, visto il ruolo pervasivo di Monchi. Confermo quanto detto, aggiungendo la capacità di Di Francesco di rasserenare e normalizzare un'ambiente di per sé schizofrenico. Profilo basso, poche parole, intelligenza e capacità nel rivitalizzare giocatori poco brillanti come, ad esempio, Gerson ed El Sharaawy. Si dice che il miglior cuoco è quello, che cucina un gran piatto con gli ingredienti che ha a disposizione. Verità.
✓Mi piace ripetere questo aneddoto quando l'occasione è propizia, interscambiando sport tra loro molto distanti. Calcio e Basket. Allen Iverson fu l'Allen Iverson immarcabile della stagione 2000/01, nonostante la sconfitta con i Lakers in finale, anche grazie al suo coach Larry Brown. Quest'ultimo riuscì ad entrare nella testa del cestista statunitense, convincendolo che il suo sistema di gioco fosse il migliore per raggiungere l'obiettivo finale: l'anello. Così Di Francesco ha fatto in questo scorcio di stagione con i suoi giocatori. Lo ha confermato di persona ai microfoni di Premium, lo ha garantito Perotti nei giorni scorsi con le sue dichiarazioni vs Spalletti. Nel calcio odierno dove i calciatori sono sempre più superstar, almeno al livello top, l'allenatore deve essere in primis un fine psicologo. Essere credibile agli occhi dei suoi uomini, entrare nella loro testa, per convincerli della bontà delle sue scelte. Semplice da spiegare, meno da applicare.
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