Post in evidenza

Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

Visualizzazione post con etichetta George. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta George. Mostra tutti i post

venerdì 12 luglio 2019

Kawhy Leonard e Paul George ai Los Angeles Clippers

Dopo quasi un mese di pausa dovuto ad impegni personali e vacanze, torno a scrivere sul blog.
Neanche il tempo di allontanarsi che ci sono state un sacco di bombe di mercato in NBA.
Cominciamo dalla notizia che ha sconvolto letteralmente la parte Clippers di Los Angeles: l'arrivo di Kawhi Leonard e Paul George, il primo è arrivato dalla free agency e ha firmato un triennale da 103 milioni, mentre il secondo è arrivato in cambio di Gallinari,Shai Gilgeous Alexander e quattro prime scelte.
Da quello che è trapelato, sembrerebbe che nel primo incontro Leonard avrebbe detto alla dirigenza Clippers, che lui avrebbe firmato con la franchigia solamente se fosse arrivata un'altra star.
Questi due, vanno ad aggiungersi ad un roster già di suo molto valido,con Patrick Beverley, Lou Williams, Montrezl Harrell, Mo Harkless e Landry Shamet.
Inoltre sembrerebbe che sia stato Paul George a chiedere la trade ai Thunder
I Toronto Raptors perdono Kawhi Leonard dopo una stagione, ma hanno vinto il titolo.
I Lakers, hanno preso Anthony Davis, Danny Green e Avery Bradley, ma non sono riusciti a convincere Leonard.
La squadra che invece stupisce di più con questa trade è ovviamente Oklahoma City (che nel frattempo ha pure scambiato Westbrook a Houston in cambio di Chris Paul), adesso sembrerebbe che sia Gallinari che Paul siano destinati a lasciare i Thunder per accasarsi magari in qualche contender.
Adesso dopo questa mossa i Clippers possono tranquillamente inserirsi nella lista per il titolo.
In pochissime ore è cambiata per l'ennesima volta completamente la NBA.
Risultati immagini per leonard e george nba

venerdì 23 marzo 2018

Loose Cannons ep 2 Oklahoma City Thunder

In quasi ogni playoff NBA ci sono sorprese. Le “favorite” rischiano di soffrire tantissimo contro squadre meno quotate, almeno sulla carta. Dopo Phila ad Est, è il momento del primo Loose Cannon, della prima Mina Vagante, ad Ovest: è il momento di OKC.
“I was dreaming of bigger things”, deve aver pensato Sam Presti quando ha visto Andre Roberson interrompere a mezz’aria il tentativo di salto, la faccia contorta dal dolore.
I numeri parlano chiaro, parlano anche oltre l’amore spassionato che provo per Andre come giocatore. Uno di quei giocatori a volte (giustamente) sbeffeggiato per i suoi mattoni tirati dalla linea del tiro libero, ma come Andre in NBA ce ne sono pochi. Pochissimi. Per me, forse, nessuno. Il Def.Rating di OKC con lui in campo è semplicemente un’altra categoria, e il fatto di poter marcare uno qualunque dei Top Player di Houston e Golden State ne faceva l’arma perfetta per affrontare le due corazzate.
Ma gli infortuni, purtroppo, fanno parte della vita. E, purtroppo, li troviamo anche nel Gioco. OKC ha avuto un calo tecnico prima che psicologico dopo l’infortunio di Roberson. Ci si aspettava qualcosa entro la trade deadline, che non è arrivata. Poi, quasi in silenzio, Sam Presti ha firmato Corey Brewer. Oggettivamente non è che proprio mi fossi emozionato.
Eppure, nelle 5 giocate da Corey per OKC (sarebbero 6, ma la prima era arrivato da poche ore e la possiamo non contare, visti i 12 min giocati contro la media di 30 successiva), il Deff di OKC è il sesto della Lega.
La verità è che Corey è sempre stato etichettato come un eccellente contropiedista. E lo è per davvero. Ora, contropiedista forse è riduttivo, nel senso che Brewer ha dato a OKC esattamente quello di cui avevano bisogno. Difesa, e punti “facili”. Gli avversari sono stati tutto tranne che complessi con l'eccezione di Houston (e infatti la persa) e Phoenix-San Antonio-Sacramento-Atlanta. Non esattamente le migliori della classe. Ma le sensazioni sono sicuramente migliori rispetto ad una decina di giorni fa. Il problema era, e in questo senso rimane, la panchina. Io sono abbastanza certo che se Roberson non si fosse fatto male Brewer sarebbe arrivato lo stesso, proprio per portare un poco di punti col secondo quintetto. Ma, come detto, gli infortuni fanno parte del gioco.
OKC ha uno dei campi più caldi della Lega. Ha un Melo che DEVE provare a dimostrare di essere ancora un giocatore di altissimo livello, e lo deve provare a dimostrare quando conta davvero. Ha un Paul George che è uno dei più forti candidati dal DPOY, e che è tranquillamente in grado di metterne 30 dall’altra parte, se in giornata. Ha un Adams che ogni volta che lo vedo giocare mi dà l’impressione di essere un poco meglio della volta prima. Ha Brewer, alla grande occasione della vita. E poi c’è Russ. Odiato, amato, idolatrato, sbeffeggiato. C’è chi dice che è “solo numeri”, che tiene troppo la palla, e lui risponde con, probabilmente, il titolo di Assistman della Lega. C’è chi dice che con lui in squadra non si possa vincere, e chi quando ce l’ha in squadra non si capacita di come fosse silenziosa la Chesapeake Arena in quell’unica partita in cui Beast non giocava.
Poi ci sono tutti gli altri, gli avversari ad Ovest. Ad oggi sarebbe New Orleans, con il seed #5. Ah, già. Perché nonostante l’infortunio al giocatore che dava equilibrio al sistema, nonostante Ovest sia sempre più il Wild Wild West, nonostante sia considerata un Loose Cannon, ad oggi OKC avrebbe il fattore campo al primo turno. E, credo io, NESSUNO vuole andare a giocare gara 1 e gara 2 del primo turno in Oklahoma. Nessuno.