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giovedì 30 maggio 2019

Tempo di Finals NBA

Ebbene si, il momento più atteso per gli appassionati di basket americano è arrivato, purtroppo dopo 7 mesi di basket ad alto livello, siamo arrivati all'epilogo di questa stagione.
Ad Ovest è arrivata la squadra che da tutti era data come l'avversaria da battere,  che dunque ha mantenuto i pronostici.
Ad Ovest c'era lo spazio vuoto lasciato da Cleveland, che è stato colmato dai Toronto Raptors di Kawhi Leonard.
Si tratta di due squadre molto diverse, con i Warriors che partono favoriti, anche perchè i Raptors potrebbero pagare l'inesperienza a questi livelli. Gli unici ad aver giocato partite di questo tipo sono stati Ibaka, Green e Leonard.
Già questo sarà un fattore positivo per i Warriors e negativo per i Raptors.
Gara 1 si giocherà a Toronto, perchè i Raptors hanno avuto un record migliore durante la stagione regolare. Neanche a dirlo, per rimanere nella serie, per Toronto è necessario che la panchina sia produttiva.
Nelle finali di Conference la sostanziale differenza è stata data dalla panchina. Per capire questo concetto basta guardare la differenza tra le prime due partite della serie (quelle vinte dai Bucks) e le altre partite.
Nelle prime due uscite la panchina dei Raptors non è neanche scesa in campo. Cosa ben diversa è accaduta nelle altre 4 partite, in cui la panchina dei Raptors ha surclassato letteralmente gli avversari.
Per Toronto il giocatore chiave potrebbe essere Marc Gasol, lo spagnolo nelle finali di Conference, non ha praticamente mai messo piede dentro l'area, ma con l'assenza di Cousins può avere il vantaggio con tutti gli avversari.
Kerr potrebbe optare per Green in marcatura sul centro spagnolo, Gasol è alto 2,16 m mentre Green 2,1 m. Questo significa che Gasol può tranquillamente tirare in testa a Green e mettere in difficoltà gli Warriors, attirando raddoppi e lasciando tiratori liberi per le conclusioni da 3. Bisogna inoltre ricordare che Draymond è un tipo abbastanza caldo, e potrebbero dunque scapparci dei falli tecnici.
Dal punto di vista difensivo Gasol, si potrebbe trovare più in difficoltà. I Raptors non devono assolutamente cambiare sul pick and roll Curry-Green, perchè altrimenti lo spagnolo finirebbe in marcatura su Steph Curry.
Toronto per mettere in difficoltà la squadra della baia dovrà scoprire un gioco di squadra che debba mettere tutti nelle condizioni migliori per giocare.
Golden State dalla sua, deve cercare di tornare alla Oracle Arena, con almeno una vittoria conquistata in Canada per evitare che possano nascere dei malumori all'interno dello spogliatoio.
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mercoledì 29 maggio 2019

Garbage Time speciale playoff

Prima o poi doveva arrivare, ultima puntata di Garbage Time, la rubrica che analizza tutto quello che è accaduto nella settimana precedente nel basket americano.
Settimana che ha visto solo due partite, gara 5 e gara 6 della serie tra Raptors e Bucks.
Chiaramente non ci sono tanti argomenti da trattare, ma quei pochi sono veramente interessanti.
Infatti dopo queste due partite, sappiamo quali saranno le due squadre che si contenderanno gli anelli NBA in questa stagione. Queste due partita hanno visto entrambe i Raptors vincitori, e sinceramente erano abbastanza impronosticabili, soprattutto gara 5.
La differenza è stata fatta dai giocatori che stanno dietro le star, in particolare da quelli che stanno dietro Kawhi Leonard. Proprio quest'ultimo, sta riscrivendo la storia della postseason, sia dei Raptors che della lega. Lowry Van Vleet e Powell hanno letteralmente spiegato pallacanestro ai vari Bledsoe, George Hill, Connaughton e Tony Snell. Lowry che finalmente è riuscito a trovare un minimo di continuità in queste finali di Conference, aiutando Leonard a portare i canadesi in finale NBA.
Questa sarà la prima apparizione nella storia della franchigia per i Toronto Raptors per quel che riguarda le Finals.
I Raptors sfideranno col fattore campo a favore i Golden State Warriors.
L'altro lato della medaglia, quello più triste a causa della sconfitta, sono i Milwaukee Bucks, che dopo le prime due partite sembravano perfettamente in controllo.
I Bucks hanno sulla coscienza anche gara 3, partita persa dopo due supplementari, in cui Milwaukee ha avuto diverse possibilità di vincere la partita.
In una maniera o nell'altra, con Kawhi sempre molto clutch, gara 3 la vince Toronto, che prende coraggio e porta a casa la serie.
A parte Brook Lopez, che ha giocato una serie importante, tutti gli altri hanno lasciato molto a desiderare. Middleton ha deluso parecchio, Bledsoe è incostante come pochi, Mirotic e Ilyasova hanno smesso di segnare, un po' per meriti di Toronto, un po' per demeriti dei Bucks.
Tutto ciò non cancella comunque la bella stagione dei Bucks, che se riescono a mantenere il nucleo della squadra e a migliorare dietro a Giannis, questa stagione è solo l'inizio di qualcosa d'importante.
Questa rimane un'occasione che non è detto ricapiti i prossimi anni.
Inoltre la settimana scorsa sono usciti i quintetti della stagione Nba.
Contento per Kemba Walker che si toglie una soddisfazione, nella sua carriera fin qui sfortunata. Per il resto sugli altri nomi sono d'accordo.
Adesso si aspetta metà giugno, per gli NBA Awards.

giovedì 23 maggio 2019

Garbage Time speciale playoff

Nuovo episodio di Garbage Time, la rubrica che riassume tutto quello accaduto nella settimana precedente nel mondo del basket oltreoceano. Stagione quasi giunta al culmine, cioè alle NBA Finals.
Nella settimana appena trascorsa sono iniziate le Conference Finals.
Da una parte si sono già concluse, ed hanno portato ai Warriors la quinta partecipazione consecutiva alle Finals NBA. Warriors troppo forti anche senza Durant, rispetto ai Blazers. Sia in gara 2, sia in gara 3, Portland si era trovata sul +18, ma Curry e compagni sono riusciti in entrambe le circostanze a ribaltare il risultato. Curry sta viaggiando a 35 punti di media, cifre surreali.
Con questa serie, i Warriors hanno dimostrato che anche senza Durant sono uno squadrone senza precedenti. Senza KD mettono in risalto altre caratteristiche, che magari con l'ex Oklahoma si evincono di meno.
L'Eastern Conference Finals, sono ancora in corso e ci stanno regalando parecchie gioie. Era prevedibile che la serie sarebbe stata divertente, le prime due partite sono state divertenti, ma non combattute. Gara 3 è stata la partita più bella con due supplementari e alla fine ha visto trionfare i Raptors, che poi successivamente si sono aggiudicati pure gara 4.
La particolarità di questa serie al momento, è che è decisa non da Leonard e Giannis, che più o meno si annullano a vicenda, ma dagli altri. Spero che questa serie duri il più possibile, per potere assistere ad altri dialoghi di trash talking, tra Giannis e Drake.

mercoledì 15 maggio 2019

Garbage Time edizione playoff

Diamo nuovamente continuità a Garbage Time, la rubrica che racconta tutto ciò che è accaduto nella settimana precedente nei parquet NBA.
In questa settimana abbiamo visto la fine di tutte e quattro i turni di playoff e adesso ci apprestiamo a vivere le finali di Conference. é stata una sette giorni di partite spettacolari e divertenti.
Cominciamo dalla serie che è finita prima, ovvero Milwaukee Bucks - Boston Celtics.
Delusione pazzesca i Celtics, che erano una delle squadre più accreditate per raggiungere le NBA Finals. Uno dei principali candidati a doversi assumere le proprie responsabilità è Kirye Irving, che è stato autore di alcune prestazioni veramente scadenti. La colpa non è sua, non è di Stevens e neanche di Hayward, ma troppe cose sono andate storte quest'anno ai Celtics.
Irving, è il giocatore che più si è esposto davanti ai giornalisti e quindi merita qualche critica in più rispetto ad altri.
Dopo questa disfatta ci saranno sicuramente tante decisioni chiave da prendere per Danny Ainge.
Vedendola dalla parte dei Bucks, Antetokoumpo, dopo aver perso malamente gara 1 si è messo in moto e ha letteralmente spazzato via i celtici.
I Bucks incontreranno in finale di conference i Toronto Raptors, che hanno estromesso dalla corsa al titolo i Philadelphia 76ers in gara 7. Gara 7 molto rocambolesca, con Kawhi Leonard ancora una volta dominante, è quarto in assoluto per punti segnati all'interno di una singola serie di playoff, sta viaggiando a 36 punti di media. Raptors che dando via DeRozan, hanno preso Kawhy e sono arrivati alle finali di conference.
Leonard è forse l'unico giocatore in grado di bloccare Giannis, e sicuramente sarà una serie spettacolare, d'altronde si sfidano le due migliori compagini dell'est.
Passiamo alla Western Conference parlando dell'eliminazione degli Houston Rockets. Eliminazione in gara 6 che ha sorpreso parecchio, infatti dopo l'infortunio di Durant in gara 5, tutti davano già la serie a gara 7, ma poi sono entrati in gioco gli Splash Brothers, che hanno portato da soli gli Warriors alle conference Finals. Perdere in gara 6 in quella maniera non è accettabile per i Rockets, che avevano una chanche ghiottissima di portare la serie alla settima partita, e l'hanno sprecata.
Per Houston, era l'occasione della vita, e non l'hanno sfruttata.
Ultima serie è quella tra Denver Nuggets e Portland Trail Blazers, che si è conclusa in gara 7 con un suicidio sportivo da parte dei Nuggets, che dopo essere stati sopra di 18 punti ad inizio partita, sono partiti di nervi. I Blazers invece sono rimasti tranquilli, e alla fine trascinati da McCollum, Turner e Lillard hanno portato a casa gara 7 tornando alle finali di Conference dopo 19 anni.
Adesso si scontreranno contro gli Warriors, e voglio godermi la serie, perchè questi Blazers sono impronosticabili e possono ancora stupire.
Delusione comunque i Nuggets, che hanno pagato l'inesperienza e diverse scelte errate nella partita decisiva.

mercoledì 8 maggio 2019

Garbage Time speciale playoff

Dopo una settimana di pausa dovuta a diversi impegni personali, eccoci ritornati con Garbage Time, la rubrica che riassume tutto quello accaduto nella settimana precedente.
Anche in questa settimana ci siamo divertiti tanto, con molte partite in bilico fino alla fine.
Partiamo da Golden State-Houston, i Rockets vincendo ieri notte hanno portato la serie in parità, e adesso andranno a Oakland con tutta la pressione addosso ai campioni in carica.
Partite non bellissime, ma molto equilibrate, giocate con il sangue agli occhi da ambe le parti.
Harden nonostante l'occhio rossissimo dopo la botta subita da Draymond Green, sta mettendo su numeri pazzeschi che stanno permettendo ai texani di rimanere incollati ai campioni in carica.
La serie più divertente del secondo turno è invece Denver-Portland, che ha toccato l'apice nella partita dell'altra notte che ha avuto ben 4 supplementari, con le squadre rimaste quattro ore e mezza sul parquet e con Jokic che ha toccato i 65 minuti. Partita incredibilmente risolta da Rodney Hood, che viene pescato dalla panca nel quarto supplementare e infila la bomba della vittoria.
Stanotte i Nuggets hanno vinto gara 5 con un immenso Jokic, e hanno portato la serie sul 3-2.
Passando nell'altra Conference andiamo a vedere la serie tra Boston e Milwaukee. Avevamo parlato della vittoria nel Wisconsin da parte dei celtici, ma da quella partita Boston non ne ha più vinta una, con Milwaukke che ha vinto due volte al Boston Garden e portandosi sul 3-1. Questa serie dal punti di vista spettacolare e probabilmente quella che sta deludendo di più, non ci sono state partite ai supplementari o vinte alla sirena, si vede che sono due squadre corazzate per andare avanti nei playoff e si stanno giocando una finale anticipata. Sul 3-1 penso che la serie sia giunta al capolinea, occhio però a dare per morti i Boston Celtics.
L'ultima serie di cui parleremo e ovviamente quella tra Philadelphia e Toronto. Kawhy sta viaggiando a cifre stratosferiche. Toronto dopo la vittoria facile di questa notte conduce la serie 3-2. In questa serie stanno deludendo Simmons ed Embiid (tolta gara 3), che stanno lasciando completamente solo Butler. Un accoppiamento interessante è quello tra Gasol ed Embiid, il lungo dei Sixers sta patendo molto la marcatura del centro spagnolo, che lo sta tenendo a cifre tutto sommato ragionevoli.
Il giocatore che sta mancando ai Raptors è Lowry, come ogni anno quando arrivano i playoff, il playmaker sembra scordarsi come si gioca a pallacanestro.
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giovedì 25 aprile 2019

Clippers sontuosi, portano a gara 6 i Warriors

La notizia più lieta di questo primo turno di playoff è il fatto, che i Los Angeles Clippers, sono in piena lotta per superare il primo turno dei playoff contro i Golden State Warriors.
Magari i Warriors, mi smentiranno subito e in gara 6 tra due giorni daranno una sonora lezione ai Clippers, ma finora la serie dice 3-2 Warriors.
Se andiamo ad analizzare alcuni dati statistici si può affermare che Golden State sta soffrendo nel pitturato. Questa notte i rimbalzi sono stati 53-43 in favore dei Clippers, e 54-38 sempre in favore dei velieri sono stati i punti nel pitturato.
La squadra di Kerr sta soffrendo contro una squadra che ha terminato la stagione regolare al 19esimo posto per rimbalzi totali e 23esima per punti al ferro.
Probabilmente l'infortunio di DeMarcus Cousins ha reso la squadra della baia più vulnerabile, ma può giustificare solo parzialmente questo problema.
Andando più nello specifico, parliamo della splendida vittoria in gara 5 dei Clippers.
Rivers conferma lo stesso quintetto, con Zubac che rimane seduto in panchina e al suo posto JaMychal Green. I Clippers sono bravissimi a mettere pressione su Curry e Thompson, costringendo Kevin Durant a prendersi maggiori responsabilità.
Inizialmente i Warriors partono bene, trovando ritmo dal perimetro e con KD che è inspirato e va a caccia del career high ai playoff, dall'altra parte Los Angeles fatica a trovare ritmo nonostante i Warriors non siano irresistibili in difesa.
Con l'ingresso del duo Harrell- Williams, entra in ritmo pure Gallinari, che riesce finalmente dopo una serie nel complesso difficile, ad invertire la tendenza.
Nel secondo quarto i Clippers sbagliano pochissimo e vanno all'intervallo sul +8.
Il secondo tempo inizia sulla falsa riga del primo, con i Clippers che tentano in tutti i modi di scappare. Golden State si rifà sotto dopo l'immancabile tecnico di Draymond Green che riesce a dare la scossa ai Warriors, nonostante ciò i ragazzi di Kerr non riescono a tornare in vantaggio, non riuscendo a fermare il duo Harrell-Williams.
L'ultimo quarto è una battaglia, Durant continua a ribattere colpo su colpo, Kerr inserisce a 5 minuti dalla fine il quintetto della morte, ma i Clippers non ci stanno e portano a casa una vittoria fondamentale.
Ancora una volta i Clippers dimostrano di non essere la vittima sacrificale.
Dall'altra parte i Warriors devono essere meno statici e trovare in tutti modi una soluzione al pick and roll fra Williams e Harrell che sta letteralmente facendo a pezzi la difesa dei campioni in carica.
Appuntamento dopodomani alle ore 4:00 per gara 6 a Los Angeles.
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venerdì 19 aprile 2019

I Warriors giocano la partita perfetta, adesso è 2-1

I campioni difficilmente sbagliano due volte, ed effettivamente così è stato i Warriors giocano ai limiti della perfezione con un Durant da 38 punti e 7 assist, se a questo aggiungiamo il rendimento offensivo dei Clippers scadente, molto facile trovare i motivi di questa disfatta.
I Warriors partono con una rabbia incredibile, mettono 41 punti nel solo primo quarto, subendone 24, con KD che tira col 73% dal campo. I Clippers provano a tenere botta, con Lou Williams e Green, ma i titolari sono completamente in pallone.
Nel secondo quarto i Clippers continuano con la loro strategia e attaccano con prepotenza il ferro, guadagnando tiri liberi, fondamentali per rimanere attaccati al treno Warriors.
Ma andare in lunetta non è abbastanza e se con i Warriors non trovi continuità dalla distanza prendi imbarcate, i Warriors chiudono metà partita sul + 21, e Durant dopo 24 minuti è già a 27 punti.
Il terzo quarto è quello dei parziali migliori per quel che riguarda i Warriors, che infatti non si smentiscono e firmano un parziale di 15-5. Arrivano sul + 31, a quel punto si attiva il duo Williams-Harrell che segnano 9 punti, ma dall'altro lato Durant risponde colpo su colpo.
Il quarto quarto è più Garbage Time che altro, dura 5 minuti, ed appena Kerr capisce che la partita non può più essere persa inserisce la panchina, quindi poco da raccontare.
Nell'insieme partita senza storia, con i Clippers costretti a rincorrere dal primo all'ultimo minuto.
Se Golden State tira meglio di te, controllano la maggior parte dei rimbalzi e fanno più di 30 assist, solitamente per la squadra avversaria finisce molto male. Se poi l'intero quintetto dei Clippers non riesce a trovare la via del canestro neanche per sbaglio, a partire da Gallinari, la partita diventa impossibile.
Seguendo dati statistici adesso i Warriors hanno il 60% di probabilità di vincere la serie 4-1, i losangelini questa stagione hanno più volte sovvertito i pronostici, dunque non fidiamoci troppo di questo dato e auguriamoci che i Clippers riescano a regalarci insperate emozioni.
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lunedì 8 aprile 2019

Garbage Time

Venticinquesima e ultima settimana di Nba per quel che concerne la regular season e dunque per Garbage Time. La rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti della settimana trascorsa.
Settimana con parecchie cose incredibili con in primis la settimana da leoni di Westbrook.
La stella dei Thunder pensa bene di registrare un 20+20+20.
Raggiunge Wilt Chamberlain come unica persona nella storia dell'NBA ad aver fatto una cosa del genere. Basta questo per renderla una prestazione leggendaria. Grazie a questa storica prestazione è riuscito ad avere la tripla doppia di media per la terza stagione consecutiva. Nonostante questo giocatore abbia una miriade di problemi riesce a essere super decisivo.

Altra notizia che ha scosso il mondo a stelle e strisce è stata quella riguardante Steph Curry, il giocatore dei Warriors ultimamente non vedeva bene. Per questo ha cambiato lenti ed adesso vede perfettamente. Rimanendo in tema Warriors, questa settimana la squadra della baia ha vinto lo scontro diretto contro Denver, assicurandosi definitivamente il primo posto nella Western Conference.

Parlando di playoff andiamo a seguire la lotta serrata che infuoca nella Eastern Conference. Stanotte si sono ufficialmente qualificati ai playoff gli Orlando Magic e i Brooklyn Nets. I Magic tornano nella postseason, dove mancano dal 2012, mentre i Nets tornano a giocare i playoff dopo la stagione 2014/2015.

Usciamo dal parquet per parlare delle dichiarazioni folli di Paul Pierce. Ha detto che lui non ha ricevuto le stesse attenzioni che sta ricevendo Wade nell'anno dell'addio. Ha infierito dicendo che lui ha avuto una carriera migliore di Wade. Probabilmente ha fatto queste dichiarazioni per avere un po' di risonanza mediatica e l'ha ottenuta. Per quel che riguarda Wade, stiamo parlando di una delle 3 migliori guardie di tutti i tempi (Jordan, Bryant, Wade).
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lunedì 1 aprile 2019

Garbage Time

Nuova settimana, nuovo Garbage Time, la rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti della settimana trascorsa.
Settimana caratterizzata da parecchie cerimonie commoventi (Bosh, Collison, Ginobili). E' stato un momento particolarmente toccante con tantissimi tifosi e giocatori commossi.

Parlando di basket giocato, addentriamoci nella settimana da fenomeno di Devin Booker, il ragazzo continua a perdere ogni singola partita con i Suns, ma mette due cinquantelli in back to back.
Avvicinandosi a fine stagione, cominciano a esserci partite inguardabili, con squadre che non hanno più nulla da chiedere a questa stagione. Ci sono fortunatamente anche scontri diretti per i playoff che tengono alta l'attenzione fino alla fine della regular season.
Questa settimana abbiamo visto Indiana-Boston, con i celtici che finalmente hanno vinto una partita importante, col buzzer beater di Kyrie Irving. Vincendo questa partita si sono presi il quarto posto a Est. Rimanendo a Est, in questi 7 giorni abbiamo visto anche Orlando-Miami, in questa partita gli Heat dopo essere stati sul +15 all'intervallo hanno incredibilmente perso.
Sempre in ottica playoff, passiamo ad Ovest.
Le 8 squadre si sono ufficialmente qualificate ai playoff.
Rammarico dei Kings, che hanno perso l'ultima partita (quella che li ha eliminati ufficialmente dai playoff) contro Houston, con Harden da 50, 11, 10.
La notizia triste di questa settimana è l'infortunio grave e orribile di Jusuf Nurkic. Questo infortunio rovina i piani dei Blazers, che con il centro bosniaco infortunato e McCollum ai box vedono complicarsi anche solo il passaggio del primo turno dei playoff.
Bisogna parlare anche dei Thunder, che si sono ritrovati ottavi e rischiano di dover affrontare i Warriors al primo turno dei playoff.
Per evidenziare il momento negativo basta citare il risultato di ieri sera, in cui i Thunder hanno pensato bene di perdere contro Dallas (priva di Doncic).
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sabato 5 maggio 2018

It's time Melo

E’ tempo di fermarsi un attimo. Prendere fiato e cercare di capire. Lasciare che le nubi della mente si diradino, che torni il sereno, così da potersi prendere tutto il tempo necessario.
Per la prima volta nella sua carriera, Carmelo Anthony non ha un posto sicuro nella pallacanestro. I tempi sono cambiati. Il basket è profondamente cambiato.
Melo, invece, è sempre rimasto lo stesso. Con meno atletismo, meno voglia di difendere e, soprattutto, meno voglia di mettersi in discussione. Non c’è più spazio per il suo gioco in isolamento, anacronistico e deleterio per quello che l’evoluzione del basket sta portando avanti. Non è più possibile prendere fiato nella metà campo difensiva, senza produrre attacco con grande continuità.
Se Carmelo si sia, o meno, reso conto di tutto questo è una cosa della quale ho pochissimi dubbi. E’ un ragazzo intelligente ed è stato, al passato purtroppo, uno degli attaccanti più belli da vedere della sua generazione. Semplicemente Melo non vuole accettare quello che il campo gli ha messo davanti agli occhi con così tanta ferocia. Il suo basket offensivo non c’entra più nulla con quello contemporaneo.
In difesa le cose sono ancora peggiori. Da numero tre fatica a tenere il dinamismo dell’avversario. Da numero quattro, invece, la fisicità. E poi c’è la questione mentale. Non aver mai accettato di partire dalla panchina, ridendo di coloro che credevano potesse essere una mossa saggia per i Thunder e, soprattutto, per lui, significa non aver colto presuntuosamente il seme del cambiamento.
Melo non vuole cambiare, non è nemmeno disposto a dire a se stesso di farlo, ed è proprio per questo che, forse, in questa serie contro i Jazz abbiamo assistito alla sua versione del “canto del cigno” ai massimi livelli. Non si può più parlare il suo linguaggio cestistico nei Playoffs. Non si può pensare nemmeno di costruire una possibile contender con questo tipo di mentalità. Inutile girarci attorno.
E’ tempo, Carmelo. Mi costa molto ammetterlo perchè, diciamocelo, un giocatore così è stato in grado accendere come pochi i sogni della gente. Non è un vincente. Non lo sarà mai. Avrebbe potuto essere un giocatore migliore, ammettendo i propri limiti e ponendo la propria individualità al servizio della squadra. Non è andata così. Probabilmente non sarebbe Melo, avesse fatto diversamente.
Ora non resta che un grande silenzio. La consapevolezza che tutto è cambiato e che non è andata come tutti sognavamo. Come Carmelo sognava.
Il vento si è portato via quello che resta di una carriera costantemente alla ricerca di un orizzonte. Alla ricerca di un posto d’onore al tavolo delle leggende, dove la grandezza esalta ogni gesto e la gloria riempie il profondo dell’anima.
Quel posto ora è lontano. Tanto lontano che i suoi occhi non riescono nemmeno più a metterlo a fuoco.
Il sereno se n’è andato di nuovo. Sono tornate le nubi cariche di pioggia. Cariche di sofferenza.
Una lacrima. Un senso d’impotenza e, forse, un brivido soffiato dal rimpianto.
Quello del tempo che viene a riscuotere le occasioni perse.
Sono tante, Melo. Troppe.
La cosa che fa più male è che, forse, non ce n’è saranno più.
La paura più grande di Carmelo.
Il tempo.
Se stesso.