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venerdì 12 gennaio 2018

Bruno Tedino il mago che ha svegliato alcuni calciatori del Palermo

Posavec, Struna, Jajalo, Chochev e Trajkovski.
Una lista mica tanto breve questa che vede in fila cinque interpreti rosanero bersagliati, fino a qualche mese fa e a buon ragione, da gran parte dei tifosi del Palermo.
Fischi al "Barbera", improperi lanciati dal divano quando si giocava in trasferta, pagelle inguardabili, a volte anche insulti personali e, dunque, fuori luogo per questi giocatori che ancora non erano riusciti nell'impresa neanche troppo ardue di entrare nel cuore della piazza palermitana. Sarebbe bastato un cenno di presenza, di orgoglio che a volte esula anche dalla prestazione, eppure, complici le due precedenti annate disastrose, il pubblico del Barbera non ha potuto abbracciarli ed accoglierli come sa fare.
Fino all'arrivo di Tedino.

Perchè il tecnico friulano, anche lui oggetto dello scetticismo iniziale, sin dal suo arrivo ha saputo porre delle priorità nel piano del lavoro stabilito per riportare il Palermo in A.
E prima del gioco e degli schemi, era necessario recuperare tanti calciatori le cui motivazioni erano andate perse tra la cocente retrocessione dello scorso anno e le vicende fuori dal campo. Così, con calma e fiducia, Tedino ha sciolto una matassa che pareva tanto ingarbugliata da non poter più essere utile alla causa\.

A partire da Josip Posavec -a mia memoria il giocatore più fischiato dell'era Zamparini.
Al giovanissimo croato mancava soltanto un'aggressione fisica, poi avrebbe completato l'iter per laurearsi come il più odiato dai tifosi rosa. Errori decisivi? Papere inguardabili? Non solo: ciò che davvero appariva inaccettabile era l'incapacità di reagire alle critiche con prestazioni all'altezza. Tedino gli ha rinnovato la fiducia, contro tutto e tutti, pur avendo a disposizione un rimpiazzo come Pomini che certamente sarebbe stato garanzia di sicurezza per la categoria.
Il portiere classe '96 ha risposto presente: qualche incertezza iniziale ha fatto vacillare ancora una volta la pazienza degli stanchi spettatori, ma se oggi la difesa rosanero è la migliore del campionato, una parte del merito va dato anche a lui.

E per restare in tema difensivo, un'altra fetta del primato della retroguardia va ad Aljaz Struna, uno di quelli che parla poco ma, evidentemente, lavora tanto. Due anni fa, con la maglia rosanero aveva combinato parecchi disastri. Tanto da essere prontamente ceduto, seppur in prestito. Il suo ritorno avrebbe dovuto essere passeggero, di sponda in attesa della cessione definitiva. In primo luogo il presidente Zamparini, invece, ha deciso di puntare forte sullo sloveno, che oggi, al termine del girone d'andata, figura tra i migliori difensori della cadetteria.
Nessuno ci avrebbe scommesso un soldo bucato tranne Tedino, che lo ha piazzato al centro dei tre di difesa e gli ha affidato i compiti di impostazione dal basso. Anche in questo caso, lo scetticismo di inizio campionato è andato a farsi benedire.

Capitolo centrocampo, là dove risiede il motore della macchina rosanero.
Perchè se non si fa filtro da quelle parti, dietro c'è da soffrire un po' di più. E se il gioco offensivo non passa dal cerchio di centrocampo, quelli in avanti non fanno soffrire le difese avversarie.
Insomma, i centrocampisti sono il fulcro di gioco di ogni squadra. E quei due, Jajalo e Chochev a questo giro hanno ragione del reparto e, lo dice la classifica, degli avversari. Il bosniaco non ha mai avuto feeling con la piazza. Con i tecnici, invece, si. Non era, non è, nè sarà mai un regista, un Andrea Pirlo o, per restare all'ombra del Monte Pellegrino, un Corini, ma tutti gli allenatori passati da Palermo negli ultimi tre anni hanno visto in lui un uomo imprescindibile per fisicità e caratura morale. Quest'anno Jajalo sta dimostrando un ottimo rapporto con la porzione di campo a lui riservata. E se cominciano a scappargli anche le giocate (vedi il gol contro la Salernitana), allora il suo apporto diventa imprescindibile. Come Chochev, che adesso tutti vogliono sempre in campo, mentre fino ad agosto tutti volevano in un campo di patate. Tedino l'ha detto fin dal primo giorno: il bulgaro è indispensabile, i risultati gli danno ancora una volta ragione.

Si arriva così al bell'addormentato fresco di risveglio, Alek Trajkovski. Anche lo scommettitore più accanito gli avrebbe dato al massimo due centesimi. E la prima parte del girone d'andata ha confermato la sfiducia nel macedone. Poi è uscito dal coma. E non si può non prendere atto delle parole di Tedino, reiterate ad ogni domanda sul numero 7: dategli tempo. Trajkovski il tempo se l'è preso proprio tutto, ma alla fine ha soddisfatto le aspettative dell'allenatore e dei tifosi diventando un'elemento imprescindibile nelle ultime giornate.

Il più lampante risultato della cura Tedino oggi è scritto nella casella dei punti fatti dal Palermo: 39 in 21 giornate; primo posto in classifica; imbattibilità in trasferta; miglior difesa; appena due sconfitte.

La piazza pretendeva un mercato che rivoltasse la rosa come un calzino. La rivoluzione, invece, l'ha fatta il tecnico: fiducia nei giocatori a disposizione e tanta tanta pazienza.
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lunedì 27 novembre 2017

Serie B: Palermo che meraviglia

Un campo difficile, un avversario ostico tanto quello precedente e l'espulsione di Cionek sul finale del primo tempo: le premesse per un'altra sconfitta c'arano tutte ma alla fine il Palermo si è imposto alla grande, portando a casa tre punti che valgono il secondo posto in classifica a un solo punto dalla capolista Bari.

Nonostante un buon ritmo, inizialmente la gara ha stentato un po' a decollare con entrambe le squadre, poco lucide in fase di rifinitura, che si son rese pericolose solamente con conclusioni dalla distanza, come quella pregevolissima tentata da un Jajalo che sabato, dopo una sfilza di partite anonime, ha giocato una buonissima gara. A rompere le simmetrie ci ha pensato l'autogol di Molina dovuto ad un goffo tentativo d'anticipo su Nestorovski: un episodio favorevole, dopo una lunga serie di circostanze sfortunate, su cui il Palermo ha costruito il risultato finale.
Dopo il rosso (severo) comminato a Cionek per un'entrata comunque irruente, la squadra di Tedino aveva un solo modo per spegnere le velleità avversarie, ovvero quello di colpire l'avversario a freddo a inizio ripresa: la provvidenza si manifesta in Coronado lesto nel rubare con un break da mediano palla a Moretti per poi involarsi in fuga per la vittoria verso l'area servendo l'assist per il raddoppio di Gnahorè. Dopo il secondo gol è arrivata la reazione degli irpini, più emotiva che non ragionata, ben contenuta da una concentratissima retroguardia rosanero che non ha fatto passare praticamente nulla.
A suggello di una grande prestazione è arrivato il terzo gol di Nestorovski, sentenza di cassazione dentro l'area di rigore, con un sinistro secco e potente su una bella giocata di Jajalo. L'immediato gol della bandiera degli irpini di Asencio, è figlio di un calo di tensione fisiologico e fa testo il giusto.
Nello spartito tecnico disegnato sabato da mister Tedino, con un centrocampo irrobustito dalla presenza di Gnahorè, si è rivisto il Palermo che vorremmo sempre vedere: ben organizzato, gagliardo sotto il profilo dell'atteggiamento e cinico sotto porta. Come già successo dopo la sconfitta contro il Novara anche stavolta è arrivata una grande reazione che dimostra la maturità di un gruppo sul quale, in attesa del futuro societario, bisogna cominciare seriamente a credere.
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