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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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mercoledì 17 aprile 2019

Juventus il sogno Champions è già finito

Creatività e bellezza dello sport, bisogna partire da questi due concetti per comprendere l'idea del gioco di Ten Hag. L'Ajax ha travolto la Juve ancor più nel gioco che nel risultato e ha conquistato meritatamente le semifinali di Champions League che aspettava dalla primavera del 1997.
La Juventus dalla sua, soffre particolarmente le squadre in grado di mantenere i ritmi alti per larghi tratti della partita, a questo c'è da aggiungere anche le tante assenze che rendevano il compito ancor più complicato.
Le scelte tattiche della Juve si incastrano pienamente con le caratteristiche dell'Ajax.
Gli olandesi pressano come i forsennati e giocano sempre per l'anticipo. Questo significa sicuramente che dispongono di abbondante forza d'urto, ma al contempo lasciano spazio alle spalle del pressing.
Sui duelli si è deciso molto della partita difensiva. Le tante palle perse da una manovra troppo lenta e prevedibile, sono finite, soprattutto nel secondo tempo, nei piedi di Tadic, in faccia a un Bonucci ed un Rugani, soprattutto, che in due non hanno valso l'aggressività di Chiellini.
Fare giocare una sponda all'Ajax e mandarli in campo aperto è un problema enorme, e infatti nel secondo tempo le incursioni sono diventate troppe, con continue ripartenze pericolose, che solo un Sczesny superlativo ha potuto limitare.
Nemmeno il passaggio al 3-5-2 con l'arretramento di Can e l'ingresso di Cancelo ha prodotto cambiamenti positivi.
L'Ajax è una squadra, dove non ci sono egoismi e tutti danno il massimo per raggiungere l'obiettivo finale. Se a questo aggiungi un pacchetto di giocatori dalle superlative capacità tecniche, con una grande intesa tra loro facciamo l'11 spettacolare che ammiriamo.
Squadre come queste si possono battere. Devi riuscire ad essere più squadra di loro, perchè ti metteranno sotto e non potrai sbagliare niente, perchè quell'occasione che ti capita la devi sfruttare al meglio. La Juve non ha più gli uomini per fare questa partita.
Puoi invece cercare di essere più bravo di loro, giocare meglio a calcio, valorizzando i tuoi punti forti.
La Juve secondo me ha provato a far questo, l'attacco sulle fasce in questa stagione ha portato diverse vittorie importanti. Dopo il gol del vantaggio si era messa anche discretamente bene la partita. Con la Juve che ha cercato di aggredire maggiormente per far sbandare i giovani ragazzi che c'erano nell'altra metà campo. Un rimpallo sfortunato appena calata l'intensità, però, nel calcio, può cambiare tutto e decidere le partite.
L'incapacità di variare il copione offensivo della Juve l'ha rinchiusa in una partita tatticamente inefficace, senza nemmeno la brillantezza di poterla vincere perchè sei più forte, sui duelli e sulle giocate del campione.
La Juve non è squadra nel modo in cui lo è l'Ajax, e ieri sera non poteva nemmeno essere più forte, per mille motivi differenti. Allegri sicuramente deve prendersi le sue responsabilità, ma se non c'è coesione e non c'è la capacità di improvvisazione, cosa può fare l'allenatore?
La Juventus è arrivata dove più in la non poteva restando nei limiti della normalità, societaria e tecnica. Adesso bisogna creare qualcosa in più a livello umano, non bastano impegno e serietà.
Le partite di questo tipo sono molto più giocate sul gruppo che quelle di campionato e non è un caso che il palmarès juventino sia quello che è. In Champions alla fine trionfa chi ha più entusiasmo, chi è più naturale, chi in campo si vuole bene.
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giovedì 11 aprile 2019

Ajax - Juventus 1-1

Nella splendida cornice della Johan Cruiyff Arena, è finita 1 a 1 la partita tra la compagine bianconera e gli alciadi. In quel di Amsterdam si sono scontrate due filosofie di calcio completamente differenti.
L'Ajax gioca un calcio vicino alla perfezione, con la ricerca del gioco palla a a terra, nelle triangolazioni strette e nella capacità di sovraccaricare un lato della retroguardia avversaria, per poi lasciare spazio all'inserimento del terzino. I giovani prodigi di Ten Hag hanno tecnica da vendere e la sfrontatezza che solo la loro carta d'identità gli può offrire.
Dall'altra parte la juve dimostra una completezza all'interno della rosa incredibile. La maggioranza dei tifosi era preoccupata della assenza di Chiellini e Can, ma Rugani e Bentancur hanno risposto benissimo. Proprio questi ultimi due giocatori dimostrano che nella rosa bianconera le individualità non mancano e che il gap con il passato si è chiuso grazie alla maggiore qualità in panchina.
Quest'ultima teoria da me espressa viene rafforzata anche da un certo Douglas Costa, che ieri subentrando ha cambiato la partita.
La Juventus ha una capacità incredibile di interpretare le varie fasi del match, anche quelle più complicate.
La Juventus è stata bravissima a saper soffrire per poi punire l'Ajax al primo vero pericolo con un superlativo Ronaldo, che ha realizzato un gol non così scontato.
Se dovessi sbilanciarmi in vista del ritorno, potrei dire Juventus per via del gol in trasferta, ma in Champions, conta l'approccio dinamico all'incontro e l'abilità nel ridurre al minimo l'errore.
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mercoledì 6 marzo 2019

Uragano sul Bernabeu, l'Ajax elimina i Blancos

Il Real Madrid ha finito la stagione, ebbene si uscito dalla coppa del Re, a 12 punti dal Barcellona primo in campionato e adesso fuori dalla Champions League per mano di uno splendido Ajax.
Se vogliamo andare a trovare una fotografia della stagione e del match basta andare all '83 con Benzema che recupera palla, la passa ad Asensio che gliela restituisce, ma il francese solo davanti la porta scivola e non riesce a controllare la sfera.
Questa potrebbe essere la fine di un ciclo, ma la disfatta del Real non deve togliere i meriti a un grande Ajax, che ha giocato da grande squadra.
Gli olandesi hanno inflitto una lezione di calcio ai campioni d'Europa in carica.
Hanno letteralmente preso a pallonate i Galacticos.
All'andata si era già visto molto, stasera abbiamo visto tutto il resto.
D'altronde non tante squadre si possono permettere di andare a fare la partita e segnare 4 gol al Bernabeu.
Ma ciò che salta principalmente all'occhio è la qualità della formazione olandese, che comunque non scopriamo oggi.
Il pensiero filosofico dell'Ajax è ben noto da decenni e i De Ligt, i van de Beek, i Frankie de Jong e i Mazraoui di oggi rappresentano solamente la punta dell'iceberg nell'enorme mole di talento sviluppata dal settore giovanile di questa squadra.
Il passo in più che ha fatto L'Ajax quest'anno, è stato aprirsi al proprio intrinseco radicalismo.
Questo ha permesso in estate l'arrivo di Dusan Tadic e Daley Blint, che si sono rivelati gli acquisti più costosi nella storia del club e in totale controtendenza rispetto al classico modus operandi della società Ajacide: giocatori consolidati, economicamente rilevanti, ma soprattutto con un notevole bagaglio d'esperienza internazionale.
Il calcio di Ten Hag è un calcio moderno, che funziona e incanta per intensità e modo di giocare.
Avendo dato i giusti meriti alla società olandese, adesso è tempo di approfondire un'altra sfumatura del 1-4 maturato al Bernabeu.
Il Real Madrid questa settimana ha perso tutto, perdendo tre volte nelle mura amiche.
Due delle quali con situazione di partenza vantaggiosa (coppa del re e Champions League) a cui va aggiunto anche lo sbandamento con il Girona (1-2).
Dal mio punto di vista l'errore è stato non dare il via in maniera decisa ad un rinnovamento generazionale.
I Galacticos non esistono più, sono morti con la partenza di CR7.
Non serve più, oggi, qualcuno che gestisca i pochi campionissimi rimasti, ma una figura professionale che possa accompagnare l'enorme potenziale che racchiude la rosa madridista, per mezzo di idee e miglioramento quotidiano.
Fa male probabilmente dirlo, ma il Real Madrid di oggi non è più quello di Sergio Ramos e Modric, ma quello dei ragazzi giovani, e prima lo si accetta prima si tornerà a competere per i grandi obiettivi.
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lunedì 17 dicembre 2018

Gironi Champions: La Roma prende il Porto, la Juventus l'Atletico Madrid

Senza dubbio il match più complicato da analizzare è quello della formazione juventina, che trova l'Atletico del Cholo Simeone.
Se ci soffermiamo sui singoli dati è abbastanza evidente che la formazione torinese abbia numeri migliori, ma sappiamo benissimo che la squadra spagnola è un avversario molto complesso.
L'Atletico finora ha perso solamente due partite in tutta la stagione, ed è la migliore difesa della Liga con solo 12 gol al passivo.
Entrambe le società sono accomunate da un fatto: le difficoltà maggiori fino ad ora sono arrivate contro avversari che non avevano paura di mettere pressione sulla prima costruzione di gioco, senza timore reverenziale. Alla Juventus è successo contro lo Young Boys, mentre all'Atletico nella pesante sconfitta del Signal Iduna Park.
I Madrileni hanno però zoppicato anche contro squadre decisamente meno quotate (Leganes, Villareal, Girona e Club Brugge) chiaro segno di non aver ancora raggiunto la piena maturità a muovere difese schierate.
E' abbastanza superfluo dire che il gioco dell'Atletico dipenda quasi eslusivamente dal suo numero 7. Le Petit diable è già arrivato in doppia cifra e rappresenta il vero faro dell'attacco colchoneros, ancor di più per ora che Diego Costa è infortunato, anche se quest'ultimo sarà pienamente recuperato per febbraio.
Da non sottovalutare è il dato dei marcatori totali dell'Atletico, ben 14 e dunque 3 in più rispetto ai bianconeri. Dunque bisogna stare attenti sui calci piazzati, con Gimenez e Godin sempre pronti, e alla crescita di elementi come Lemar, Gelson Martins, Vitolo e Angel Correa, molto abili a ripartire forte.
Servirà dunque la migliore Juve per superare un'ostacolo che, comunque, deve essere affrontato con rispetto, non con timore.

Trasferiamoci nel centro Italia, più precisamente a Roma.
Ai capitolini difficilmente poteva andare meglio, anche se va ricordato che il Porto è la squadra che ha raccolto il maggior numero di punti in questa edizione di Champions.
E' chiaro che nel breve periodo la Roma troverebbe difficoltà anche con la Virtus Entella (prossima avversaria di Coppa Italia).
La squadra continua a peccare di equilibrio e, all'indiscutibile crescita dei giovani (Under, Zaniolo e Kluivert), non accompagna un rendimento complessivamente soddisfacente.
Detto ciò, mancano però due mesi all'appuntamento contro i portoghesi. 
Come ben sappiamo, nell'epoca dell'assoluto monopolio juventino, gli obiettivi delle altre grandi formazioni italiane devono essere soprattutto quello della ricerca di continuità e successo in campo internazionale.
Per superare questo momento psicologicamente difficile Di Francesco si dovrà dare da fare, e dovrà inoltre sperare di recuperare il più presto possibile alcuni giocatori che sono determinanti per il successo di questa squadra.
Il Porto lo reputo comunque un ottima squadra, che non deve per nessun motivo essere sottovalutato.
Il pericolo principale è rappresentato dal fisico centravanti maliano Marega, che sta segnando con continuità in tutte le competizioni. A mettere davanti la porta Marega, ci pensa il 23enne trequartista Otàvio, che ha saputo raccogliere ben 8 assist nella prima parte di stagione.
Sulle fasce hanno diversi giocatori abili nell'uno contro uno (Torres, Brahimi, Jesus Corona ed Hernani).
In mezzo al campo a fare filtro troveremo Hector Herrera che da sempre è un pallino delle big italiane. Inoltre ritroveremo Alex Telles, l'ex terzino dell'Inter ha trovato la continuità in un ambiente più congeniale alle sue caratteristiche offensive di cui dispone ed ha già messo in cascina 5 assist in stagione.

Sugli altri ottavi di finale do' qualche nozione in generale, Tottenham Dortmund e Liverpool Bayern sono partite non adatte a chi soffre di cuore. Manchester City, Barcellona e Psg avanti abbastanza agevolmente, mentre occhio all'Ajax, imbattuta nel doppio confronto di girone contro il Bayern Monaco, se c'è una squadra che potrebbe fare lo scherzetto ai Blancos, quella sono proprio gli olandesi.
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