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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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giovedì 26 agosto 2021

Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere. Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati fondamentali per garantire il matrimonio. Un rapporto importante, in un momento della carriera del portoghese particolare, che hanno si portato risultati di spessore, ma non riuscendo a centrare l'obiettivo per cui si era deciso di puntare su di lui: la Champions League.

Dopo tre stagioni in bianconero, coronate da 81 gol in 98 presenze, due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, il fuoriclasse portoghese sembra non trovarsi più a suo agio a Torino, con un allenatore, Max Allegri, che ha tanta qualità nel reparto offensivo e potrebbe fare a meno della stella nativa di Madeira.

La scorsa annata, Andrea Pirlo in panchina, l'eliminazione prematura dalla Champions e successivamente il mancato scudetto, avevano fatto storcere il naso a CR7, che specialmente nella seconda parte di stagione non era riuscito a essere decisivo come sua abitudine. Il ritorno di Allegri, la volontà della società di ripartire da lui, per arrivare alla tanta agognata conquista della Champions, sembrava aver convinto Ronaldo, che a causa del pesante ingaggio questa estate non era stato quasi mai accostato ad alcuna squadra.

La panchina nella prima di campionato contro l'Udinese ha colto di sorpresa gli appassionati e probabilmente anche Ronaldo, che mai si sarebbe aspettato un esclusione di questo tipo. Nel prepartita ci aveva pensato Pavel Nedved a mettere una pezza, con Cristiano Ronaldo che però sentendosi tradito ha deciso di incaricare il procuratore Jorge Mendes per trovare un'alternativa valida ai bianconeri.

L'agente del portoghese si trova in queste ore a Torino, a stretto contatto con l'organigramma dirigenziale della Juventus, sondando nel frattempo le piste che portano a Manchester City e Psg, con gli inglesi che però appaiono in vantaggio nel possibile ballottaggio. La Vecchia Signora sembrerebbe aperta alla cessione, ma vorrebbe comunque rientrare nella spesa fatta tre anni fa e quindi prendere qualcosa dal cartellino del giocatore, con i Citizens che invece avrebbero chiesto di pagare soltanto l'esoso ingaggio del classe '85.

Il connubio tra la Juventus e Cristiano Ronaldo, che tre anni fa sembrava potesse essere indissolubile, sembra invece destinato a sciogliersi con il portoghese che sogna un ruolo da protagonista in una squadra che possa dargli in tempi brevi la possibilità di competere nuovamente per la Champions League. Il futuro è incerto, il mercato è entrato nel vivo e solo i prossimi giorni potranno fare luce sul pezzo finale della brillante storia che CR7 sta scrivendo da 20 anni a questa parte.

juventus



venerdì 24 aprile 2020

Il Real dei Galacticos

Per iniziare il racconto di questa storia dobbiamo tornare indietro di due decenni, nel 2000.
Il cambio di millennio coincise con il Real Madrid proiettato verso una nuova galassia, per mano di un imprenditore facoltoso e visionario: Florentino Perez.
Il Real nel 2000 vince la Champions sconfiggendo agevolmente il Valencia di Cuper per 3-0.
Nonostante ciò il Real vive un cambio dirigenziale, nelle elezioni del 2000 Florentino Perez riesce a battere Lorenzo Sans (che aveva portato due coppe dei campioni ai blancos.)
Prende la guida del Real Madrid con un'idea concreta, quella di iniettare grandi risorse economiche, ma non spenderle in modo classico, piuttosto investire per arrivare ad avere i più grandi campioni del mondo.
Comincia quindi l'era dei Galacticos, con il primo colpo ad effetto: Luis Figo, la stella del Barcellona prelevata per 60 milioni di euro (siamo nel 2000 e la cifra è spropositata).

Portuguese Luis Figo of Real Madrid, gestures duri | Giornalettismo

Florentino nella sua prima stagione ne mette altrettanti per prendere Flavio Conceicao, Pedro Munitis, Solari, il portiere Cesar e Claude Makelelè (che sarà quello meno calcolato, ma che sarà fondamentale per questo periodo di successi).
La prima partita di quella stagione non è un granchè, il Real perde la Supercoppa Europea contro il Galatasaray. Anche il primo classico è un disastro totale, le merengues perdono 2-0, però alla fine il campionato lo vinsero i Galacticos arrivando davanti al Deportivo e Florentino Perez pensa già al mercato successivo.
Passa poco tempo e nell'estate del 2001 piazza un altro grande colpo, per oltre 70 milioni di euro prende Zidane dalla Juventus.
Maglia gara Zidane Real Madrid Ultimo Match, 2006 - CharityStars
Florentino ha all'interno della sua squadra i due giocatori più forti di quel momento.
Alla sua seconda stagione 2001-2002 il Real Madrid va a vincere la Champions League, in una finale ad Hampden Park contro il Bayern Leverkusen che è diventata storia.
Una finale che era diventata complicata:
Il Real segna subito con Raul, il Leverkusen pareggia con Lucio, alla fine quella finale di Champions viene risolta da uno dei gol più belli in una finale di Champions.
La fuga a sinistra di Roberto Carlos, un cross sbilenco, la palla s'impenna e cade sul sinistro di Zidane che con grande coordinazione manda la palla all'incrocio dei pali.
888sport su Twitter: "16 years ago today, Zinedine Zidane scored ...
Quel Real Madrid giocava con Casillas in porta, i due terzini Roberto Carlos e Michel Salgado, Hierro e Ivan Helguera in difesa, in mezzo al campo l'elemento chiave è Makelelè, poi Zidane, Figo, Guti e davanti i due riferimenti sono Raul e Morientes.
Nonostante il Real si affacci all'estate 2002 con il titolo di campione d'europa, Florentino sente di dover piazzare un altro colpo: il Real prende Ronaldo il fenomeno dall'Inter per 45 milioni.
Doppio Ronaldo: il "Fenomeno" torna al Real | Sky Sport
Con tutti questi campioni il Real sembra un All Star Team. L'arrivo del brasiliano sconvolge gli equilibri della squadra, le merengues non riescono a riconfermarsi in Champions, torna però a vincere la Liga, e chiude la stagione con 3 trofei e quindi tutti sono contenti.
Florentino non può esimersi dal fare il suo quarto colpo galattico, nel 2003 la maglia bianca se la mette David Beckham.
Liga - Real Madrid, torna Beckham: sarà ambasciatore nel mondo ...
David Beckham viene preso, e viene messo in mezzo al campo a fare da regista.
Il 2003 è anche l'anno in cui comincia il declino della prima era di Florentino Perez, arriva Beckam, ma lasciano la squadra Del Bosque (l'allenatore), vanno via altri giocatori importanti, va via Morientes, va via Hierro, ma la cessione più sorprendente è quella di Makelelè al Chelsea.
Tolto il tassello francese, il tutto comincia a sgretolarsi: infatti nella stagione 2003-2004 il Real vincerà solo la Supercoppa di Spagna contro il Maiorca, perderà una Liga incredibile perdendo le ultime 5 partite di campionato. Con il Real che in questo arco di tempo passa dal primo al quarto posto. Le due stagioni successive saranno altrettanto avare senza titoli e dunque si arriverà nel 2006 alle dimissioni di Florentino Perez. Il bilancio in quanto a titoli è un tantino scarno, però Florentino nei suoi primi 3 anni di reggenza vince due campionati, 2 supercoppe di Spagna, 2 Champions League, una Supercoppa europea e anche una Coppa intercontinentale.
Questa è un'età centrale per comprendere lo stato attuale del Real Madrid, durante l'era galattica le merengues tornano a essere la prima squadra del mondo dal punto di vista del fatturato e del valore economico.
Se oggi il Real Madrid è da considerare il club numero 1 al mondo sotto tutti i punti di vista il merito va dato all'era dei galacticos nella prima gestione di Florentino Perez, perchè poi è tornato e quello che ha fatto nella sua seconda era con Zidane allenatore, Cristiano Ronaldo, le 3 Champions, tutto quello che è successo nell'ultimo decennio è una storia molto conosciuta e la racconteremo un'altra volta.
Blog: Il Real Madrid dei "Galacticos": l'impero delle merengues ...

venerdì 27 dicembre 2019

Come si fa a mettere in discussione Cristiano Ronaldo?

Periodo di Natale, sosta natalizia e poco calcio da vedere in televisione. Approfittiamone per andare a commentare qualche gesto tecnico che abbiamo potuto apprezzare in questa prima parte di stagione.
Ovviamente parliamo del gol di Ronaldo contro la Sampdoria.
Per un appassionato di calcio, vedere un gol del genere è il massimo godimento, un gol del genere, con quel tipo di elevazione, si vede poche volte nella vita.
Andando ad analizzare le statistiche, sono almeno 4 anni che CR7 ad inizio stagione attraversa delle difficoltà e sotto Natale riscalda i motori per affrontare la parte clou della stagione nella maniera più incredibile.
Il 29 ottobre 2016, alla vigilia del match tra Real Madrid e Alaves, Cristiano Ronaldo aveva fatto registrare il peggiore avvio di stagione da quando gioca nel Real: ha segnato solo 2 volte nelle sue precedenti gare e nell'ultima partita giocata in casa è stato addirittura fischiato.
Ovunque si va, si dice di un Ronaldo che alla soglia dei 32 anni, è avviato verso il declino della sua carriera. Proprio il 29 ottobre 2016 contro l'Alaves CR7 realizza 3 reti e chiude la stagione con 42 centri in tutte le competizioni, di cui 16 nelle ultime 10 partite.
Quell'anno vince Liga e Champions, a Cardiff, contro la Juventus.
Avanziamo all'anno successivo: 25 novembre 2017, vigilia della partita di campionato tra real Madrid e Malaga. Ronaldo vive un grandissimo periodo in Champions, ma in campionato fa enorme fatica.
Nelle prime 12 giornate di quel campionato, Ronaldo segnò 1 solo gol, su 55 tiri tentati. Quindi solo l'1,8% dei suoi tiri va a bersaglio.
Ancora una volta, in giro si sente dire, Ronaldo si dosa per le partite importanti, Ronaldo ha 33 anni... ed è vicino al tramonto.
In quella partita Ronaldo sbaglia un rigore, ma sul tap in è il più veloce a metterla dentro, realizza il gol della vittoria ed esulta con un ghigno, come a togliersi le critiche di dosso.
Da quel momento in poi realizza 33 gol nelle successive 28 partite, vince il mondiale per Club, vince la Champions e in estate lascia il Real Madrid con numeri incredibili per accasarsi alla Juventus.
Avanziamo di un altro anno e arriviamo a 12 mesi fa, precisamente 15 dicembre 2018 vigilia del derby della mole, vigilia di Juventus-Torino.
Ronaldo viene accolto ovviamente con grande calore, viene visto da tutti come il tassello che manca per vincere la Champions.
CR7 nel girone ha fatto 1 gol soltanto, facendosi tra l'altro espellere alla prima partita col Valencia.
In campionato ha segnato 10 gol in 15 partite, quasi tutti però contro le piccole.
Nell'aria aleggia un sospetto: Non è che la Juventus ha speso tantissimi soldi su un giocatore ormai finito? Perchè il Real Madrid avrebbe dovuto lasciare andare Cristiano Ronaldo? Ovviamente si dice anche che a 34 anni il fisico non lo regge più ed è arrivato al capolinea.
Indovinate cosa succede quella sera, Ronaldo decide il derby, segna 17 volte nelle restanti 23 partite stagionali, fa il gol decisivo nella Supercoppa contro il Milan, timbra tutte e 5 le reti tra ottavi e quarti di finale di Champions. Vince la serie A segnando 21 reti e in estate si prende pure la Nations League trionfando con il Portogallo.
Dopo questo rapido riepilogo veniamo al giorno d'oggi, alla fine di novembre 2019.
La situazione è la seguente, Ronaldo è stato sostituito 2 volte consecutive da Sarri, fino a quel momento ha segnato 5 gol in campionato e 1 in Champions League.
Ancora una volta tutti approfittano del momento no del portoghese per attaccarlo, si sente di tutto, e alcuni definiscono Ronaldo addirittura un peso.
Dal 1 dicembre ad oggi Ronaldo ha giocato 6 partite segnando in 5 di queste. Nelle ultime 6 ha segnato 6 gol, di cui l'ultimo proprio quello di cui parlavamo all'inizio: quello alla Sampdoria.
In questo gol c'è tutta la rabbia e l'atletismo di un fuoriclasse, che abbatte ogni critica.
Tra l'altro, e adesso sciorino altri dati, in questa stagione Ronaldo tra club e nazionale ha giocato 26 partite segnando 23 gol.
Tutto questo discorso era per dare la dimostrazione (con i numeri) che è impossibile mettere in discussione un fuoriclasse come CR7, anzi dobbiamo godercelo fino a quando giocherà.
Risultato immagini per CR7"

mercoledì 13 marzo 2019

Miracolo Juventus, rimonta l'Atletico e vola ai quarti

L'Atletico cade sotto i colpi della migliore Juventus della stagione e di un Ronaldo stratosferico per leadership ed efficacia sul campo.
Le due partite sono state completamente diverse.
Simeone è stato giustamente incensato per aver imbrigliato la Juventus nella partita d'andata, d'altronde sappiamo bene, che quando la partita si fa sporca, nervosa e frammentata i colchoneros sono una delle peggiori squadre da affrontare.
Con le spalle al muro, con la pressione di una possibile uscita dalla Champions prematura, Allegri ha tirato fuori il coraggio, le idee ed il classico coniglio dal cilindro, per colpire laddove la formazione del Cholo risulta maggiormente vulnerabile: le catene laterali. Le assenze dei due terzini titolari Hernandez e Filipe Luis, hanno pesato nell'equilibrio tattico dei Colchoneros. L'arretramento di Can ha rappresentato la dinamite per scardinare le due fasce avversarie che avevano già fatto intravedere particolari difficoltà.
Questa scelta tecnica ha permesso ad Allegri di accelerare e consolidare le fasi attive di possesso e di aggiungere un uomo in pressione in fase di non possesso.
Con Cancelo, Bernardeschi e Spinazzola liberi da compiti difensivi, Juanfran e Arias si sono trovati costantemente in difficoltà nell'uno contro uno.
Dagli spunti dei 3 giocatori bianconeri sono nate le azioni più pericolose della Vecchia Signora.
Bernardeschi ha dimostrato una grande capacità di strappo nelle ripartenze, e non è un caso che dai suoi piedi sia nato il primo assist per Ronaldo e il rigore, che ha sancito la qualificazione dei bianconeri.
La sconfitta bruciante dell'Atletico, ci restituisce un Atletico fenomenale nell'interpretare uno spartito tecnico consolidato, meno quando lo stesso si allontana dai binari conosciuti.
E in quel momento che contano gli interpreti. E' li che nascono quei dettagli che determinano la vittoria dalla sconfitta. E' li che ieri sera si è notata la differenza tra avere Ronaldo in rosa e averlo contro.
Risultati immagini per ronaldo

venerdì 26 ottobre 2018

La Juventus infiamma la Champions

La vittoria di martedì sera ha posto ancora più in risalto il grande valore dei bianconeri, che si sono ancora una volta dimostrati grandi candidati ad alzare la coppa, ma come ogni cosa, c'è sempre qualcosa che si può migliorare.
Il tecnico toscano, è stato molto lucido nell'analizzare la gara. Cercare problemi nei meccanismi dei piemontesi è una cosa imbarazzante, ma qualche lacuna si trova.
Innanzitutto, la cinicità. Per la mole di gioco che la Juve crea deve segnare di più.
 Spesso manca l'ultimo passaggio, e probabilmente il problema è dato dalla vista di Ronaldo.
Mi spiego meglio, in pratica quando i compagni vedono CR7 la passano solamente a lui, e tra l'altro il portoghese non ha ancora trovato il suo primo sigillo in Champions League, ma ciò non può costituire un problema, visto e considerato che fin qui in bianconero ha giocato nella competizione europea 1 partita e 30 minuti.
Inoltre anche all'interno della singola ci sono delle variazioni nell'interpretazione della stessa, la squadra di Allegri solitamente disputa dei primi tempi ottimi, staccando poi la spina nei secondi 45 minuti.
Probabilmente questo è collegato anche alla forma fisica, nei mesi di Marzo e Aprile dove cominceranno le partite importanti probabilmente la squadra bianconera avrà una forma fisica tale da potersi permettere di giocare 90 minuti tutti con la stessa concentrazione.
Bisogna certamente recuperare Khedira e Can che sono due giocatori importantissimi per lo sviluppo del gioco della Vecchia Signora.
Fatta questa premessa generale, tornando alla partita di Old Trafford, la Juve ha fatto una partita spaziale. Adesso il passaggio agli ottavi come prima del girone è a portata di mano, perchè al giro di boa del girone ha già 5 lunghezze di vantaggio sulla seconda squadra che è proprio lo United.
Occorre però rimanere sul pezzo e non effettuare voli pindarici, perchè il PSG della scorsa stagione ne è l'esempio.
L'anno scorso i parigini superarono il girone senza troppi patemi, ma nella doppia sfida degli ottavi di finale contro il Real Madrid presero una sonora lezione di calcio e di umiltà.
Naturalmente le potenzialità per essere una delle candidate al titolo ci sono tutte, ma a febbraio inizierà un altro torneo e la caratura delle rivali potrebbe essere decisamente superiore.
Per quanto riguarda invece Manchester United e Valencia ci si sarebbe sicuramente aspettato di più, ma i risultati che stanno arrivando nei rispettivi campionati rispecchiano un periodo difficile.
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lunedì 1 ottobre 2018

La Juventus ha dei punti deboli?

Dopo la convincente vittoria contro la diretta concorrente Napoli, la Juventus sembra aver  davanti a se  la strada spianata per andarsi a prendere l'ottavo scudetto consecutivo.
Il vero punto debole della squadra di Torino è proprio la Juve.
Il Napoli è una grande squadra, ben messa in campo e dura a morire. Lo dimostra la clamorosa occasione mancata da Callejon, qualche minuto dopo l'espulsione per doppia ammonizione di Mario Rui. Quello che è mancato ai partenopei, come ha affermato correttamente Adani, è l'apporto degli interpreti offensivi, la personalità e la responsabilità di prendersi in carico la squadra. Insigne, Callejon e Mertens non sono Ronaldo, ma attaccare una Juventus poco precisa negli appoggi e nei disimpegni era fondamentale. Qua, in una partita aperta, si è giocato il mismatch dell'incontro. Allegri sa di avere gli interpreti per ribaltare la partita, sa che i campioni fanno la differenza e per ora va bene così. E' da 4 anni però che il tecnico livornese batte sul tasto della concentrazione, dell'essere all'interno del match per 90 minuti. Ciò è l'obiettivo finale, finora raggiunto a sprazzi, aldilà della vittoria. Il Napoli può quindi recriminare per quei primi venti minuti di superiorità, ma resta la rivale più credibile per tenere aperto un campionato, che vede già la seconda in classifica a -6.
Allan migliore in campo per il Napoli, Ronaldo per i bianconeri.
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martedì 18 settembre 2018

Ronaldo si è sbloccato

Lo so, è martedì ed è finalmente tempo di Champions League, ma non ho avuto tempo di parlare dei primi due gol di CR7 in serie A e dunque meglio tardi che mai.
Finalmente Ronaldo ha segnato. Con buona pace di giornalisti e telecronisti già pronti a snocciolare numeri e stendere articoli sul fuoriclasse portoghese. Il 2 a 1 dell'Allianz mette in luce pregi e difetti dei bianconeri, come anche degli avversari. Un Sassuolo che sembra già aver compreso la volontà del suo tecnico De Zerbi. Costruzione basa esasperata, anche a costo di perdere palloni sanguinosi (si veda Marlon con Matuidi), ricerca continua dei triangoli e del gioco sulle fasce. Boateng è un terminale offensivo che stuzzica non solo le fantasie fantacalcistiche, ma che è interessante nell'evoluzione del suo ruolo. Da trequartista capace di inserirsi a numero 9 boa in grado di far salire la squadra. Leggerini i due attaccanti esterni, così come il centrocampo, via via dominato fisicamente con lo scorrere del minutaggio. Il rimpianto di non aver inserito prima Babacar è forse l'unico errore di De Zerbi. Dare maggior peso offensivo avrebbe potuto creare maggiori grattacapi alla difesa bianconera. Capitolo Juventus. I cambi dalla panchina esprimono la profondità della rosa in mano ad Allegri. Nonostante ciò il gioco non è spumeggiante come vorrebbero gli esteti del calcio e molto probabilmente mai lo sarà. Il calcio è fatto di equilibri, di conoscenza tra gli interpreti e di testa. I padroni di casa sono artefici e carnefici del proprio destino, inutile girarci attorno. Pretendere poi dal tecnico livornese, di rinunciare al pragmatismo e alla concretezza di mettere fieno in cascina per il prosieguo del campionato, è pura follia. Dividere i giudizi ad Allegri non interessa, se l'obiettivo finale è vincere. Si può questionare il come, come non si può non condannare il gesto di Costa nei confronti di Di Francesco. Una sequenza di fotogrammi ignobile, che merita la punizione del giudice sportivo e del club.

martedì 4 settembre 2018

CR7 continua il digiuno da gol

RONALDO, Ronaldo e ancora Ronaldo. Il protagonista è sempre CR7. Ora, il dilemma è: perchè in 3 giornate di serie A non si è ancora sbloccato?
Dopo JUVENTUS-Lazio si erano fatte molte ipotesi: troppa pressione, adattamento alla nuova squadra e al nuovo campionato. Tutto vero. Si dava per scontato che lo stato di forma del protoghese fosse al top, ma forse non è così. Cristiano dovrà risultare importante e determinate quando la Vecchia Signora ne avrà realmente bisogno. Si parla, quindi, della fase calda della stagione dalla quale, attualmente, siamo lontani. Come dimostrato, nelle prime 3 giornate di serie A, i Campioni d'Italia hanno conquistato 9 punti anche senza il contributo delle reti del loro nuovo campione. Insomma, si può e si deve attendere per osservare Ronaldo nella migliore condizione. Se si guarda al citato triduo di gare, si nota un CR7 che prova colpi importanti. Tali soluzioni sono sovente riuscite in passato. Questa volta, no. Certi movimenti hanno anche espresso un po' di "macchinosità", di pesantezza atletica che presto svanirà. Insomma, in gergo si dice che è "imballato": Durante questa sosta per le Nazionali, Cristiano rimarrà a Torino e la sensazione è quella che già dalla partita contro il Sassuolo, si potranno vedere dei miglioramenti (non che sino a ora le prestazioni siano state negative). Se si osserva la storia del campione, poi, si nota che spesso la condizione è cresciuta più tardi durante il corso della stagione.
E' interessante, poi, un articolo presente sulla Gazzetta dello Sport che spiega come la Juve debba trovare la maniera più congeniale per porre CR7 nella sua "confort zone". E' compito di Allegri e il tecnico non si tira indietro ammettendo che è necessario trovare "il modo di servirlo meglio". La Rosea sottolinea come la recente storia del portoghese dimostri che i suoi gol derivino da un movimento e un solo tocco effettuato nell'area di rigore avversaria. E' necessario talento, quindi. Occorre riuscire a servirlo con maggiore precisione, poi, il suo movimento è sempre perfetto e letale. Sotto questo profilo, non si può prescindere da Dybala, Douglas Costa e Pjanic. Grande, invece, diventa il rammarico per la partenza di Higuain. Già nella trascorsa stagione, il Pipita ha mostrato ottime doti di rifinitore. Detto cio, la Juve non può certo lamentarsi del materiale a disposizione e Allegri sarà bravo a trovare le necessarie contromisure per aiutare CR7 a essere il solito, cecchino spietato, decisivo e letale.

sabato 16 giugno 2018

Diario Mundial day 2

Da oggi e per tutta la durata di questo Mondiale ci sarà questo appuntamento che riassumerà le partite che si sono svolte il giorno prima.

Egitto - Uruguay 0-1
Ce l’ha messa tutta l’Egitto.
Non sono bastate le parate di un straordinario El Shenawy (ma quanto forte è?) e un’encomiabile abnegazione tattica.
L’Uruguay esce vincitore nello stesso modo in cui aveva terminato il precedente mondiale, trascinato per i capelli dall’esplosività dei propri centrali difensivi.
Godin e Gimenez sono due cagnacci in entrambe le aree di rigore, difficilissimi da contenere sulle palle aree. Il centrale dell’Atletico Madrid salta più alto di tutti a un minuto dal termine e consegna ai suoi tre punti fondamentali.
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Hector Cuper aveva imbrigliato la Celeste con due linee strettissime nella propria metà campo. Cavani e Suarez hanno faticato a trovare spazio in prossimità dell’area di rigore, costringendo spesso ad arretrare la propria posizione per ricevere palla, con una notevole diminuzione in termini di pericolosità.
I due centrali egiziani, Hegazy e Gabr, nonostante le non eccellenti capacità coordinative hanno risposto bene, attenti e aggressivi nelle uscite. Fenomenali Fathi basso a destra ed Elneny in mezzo al campo, sempre puntuali nelle chiusure.
Ottima prestazione di Mohsen da riferimento offensivo, pulito negli appoggi ai trequartisti.
Da rivedere solamente l’out avanzato di destra: in assenza di Salah, Cuper preferisce il disastroso Warda al dinamico Sobhi, appena trasferitosi all’Huddersfield Town.
Fenomale El Shenawy, preferito in porta all’eterno El Hadary: il portiere dell’Al Ahly si fa trovare tre volte reattivo su Suarez (in giornata no) e sicuro nelle uscite. Classe 1988: lo portiamo in Europa?
Nonostante la vittoria, da rivedere l’Uruguay. Probabilmente la qualificazione è in ghiaccio, in virtù del prossimo appuntamento contro l’Arabia Saudita, ma serve maggior qualità sugli esterni, soprattutto contro avversari portati al contenimento. La presenza di Laxalt sull’out di sinistra sembra essere doverosa.
Marocco - Iran 0-1
Carlos Queiroz vince tatticamente una partita fondamentale e inguaia il Marocco, apparso lucido solamente nei primi venti minuti e con un piede fuori dal Mondiale.
L’autogol di Bouhaddouz allo scadere consegna all’Iran tre punti fondamentali: con lo scontro diretto della serata tra Portogallo e Spagna, la selezione asiatica godrá di un vantaggio su almeno una delle due favorite e potrá impostare due partite ancora più conservative. Basteranno due pareggi, forse addirittura solo un punto.
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Entrambe le selezioni sorprendono negli schieriamenti iniziali (3-4-3 inedito per tutte e due), ma nel concreto si rivelano un 4-4-1-1 in fase di non possesso. Particolarmente arcigno lo schieramento iraniano: Hajsafi interpreta brillantemente l’improvvisato ruolo di terzino sinistro, facendo degna compagnia a Rezanian sul versante opposto. I due centrali iraniani, apparsi in difficoltà nelle uscite pre-Mondiale, si destreggiano bene nei corti spazi, dopo un inizio incerto. Grande lavoro in copertura per Shojaei e Ebrahimi in mezzo al campo, medianoni che non sbagliano una copertura preventiva.
Qualcosa in più ci si aspettava dagli uomini offensivi. Jahanbakhsh, che peraltro è uscito in barella, non trova mai nè la posizione migliore né la giocata per incidere nella gara. Meglio Ansarifard e Azmoun, che lavorano bene nelle ripartenze ma sprecano malamente due lampanti occasioni davanti al portiere marocchino.
Determinante, per così dire, l’ingresso di Taremi, che inganna il centravanti marocchino con un movimento a tagliare sul primo palo in occasione del marcatura vincente.
Francamente deludente il Marocco di Hervè Renard. L’allenatore francese sorprende tutti con un sistema mai visto nè durante le qualificazioni, nè durante le amichevoli e perde nettamente dal punto di vista tattico contro il collega portoghese.
L’entusiamo che porta i marocchini a creare tre buone chances all’inizio del primo tempo si spegne ben presto alla prima ripartenza iraniana. La squadra non riesce a trovare le giuste distanze e alla lunga si rivela nervosa e imprecisa.
Malissimo Ziyech, che spreca una clamorosa occasione al primo minuto e poi sparisce dal campo, forse sfavorito dal compito di copertura. El Kaabi evidenzia il cronico problema del centravanti per il Marocco: generoso ma poco abile tecnicamente. Boussoufa poco incisivo lungo la fascia di destra.
Il Marocco è nei guai. Una possibile soluzione potrà essere quella di ripristinare il classico 4-2-3-1, ma ottenere sei punti contro Spagna e Portogallo sembra un’impresa troppo grande per questa squadra.

Cristiano Ronaldo 3 - Spagna 3
Prima del terzo gol di CR7 avevo in mente di scrivere un post in cui facevo presente come la Spagna avesse fatto il bello e il cattivo tempo, dominando una partita sotto ogni aspetto e regalando sostanzialmente due gol di propria iniziativa.
Poco cambia.
L’unico uomo sulla Terra che avrebbe potuto trascinare la propria squadra al pareggio contro questa Spagna é lui.
CR7 sotto pressione è un alieno. Andate a ritrovare l’ultimo gol di Ronaldo su calcio di punizione diretto. Io non ho voglia di farlo, perchè risale a non so quanto tempo fa. Eppure oggi quando doveva tirare la punizione decisiva per il pareggio non ha esitato a piazzarla sotto l’incrocio.
La Spagna ha giocato una partita sublime, macchiata da tre velleità, troppe quando giochi contro il Paranormale. L’errore più grave è l’ultimo in ordine cronologico, perchè arrivato in una condizione di assoluto controllo e da parte di uno degli elementi più carismatici ed esperti del gruppo: un eccessi di foga nella posizione più inopportuna.
La tripletta di Ronaldo oscura l’incredibile prestazione di Isco, tuttocampista per eccellenza, presente in ogni azione pericolosa delle Furie Rosse.
Grande prestazione anche per Nacho, notevolmente migliorato nell’ultima stagione sotto il profilo della personalitá.
Insuperabile Diego Costa, devastante nel lavoro senza palla e incontenibile negli ultimi venti metri.
Giornata sfortunata per De Gea, apparso sconvolto dall’errore anche in condizione di vantaggio.
Il 3-3 del Fisht Stadium consegna all’Iran il primato del Girone B. In un gruppo fortemente equilibrato, che aspetta il riscatto immediato di una formazione comunque temibile come il Marocco, due punti di vantaggio sulle dirette concorrenti non sono pochi per gli uomini di Queiroz, che proveranno l’impresa fino all’ultimo minuto.