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mercoledì 21 novembre 2018

Italia vince di misura ma convince

Una vittoria che fa bene al morale e...per il ranking.
Vincere aiuta a vincere e togliersi dal groppone il tormentone della pareggite, è un antidoto fondamentale contro gli opinionisti da salotto. La prossima partita è a Marzo 2019, ma la sensazione generale è che sarebbe stato bello avere un'altra partita della nazionale, come a prenderci gusto. Mancini prosegue a grandi passi nella campagna di allargamento della rosa e le amichevoli alla portata lo permettono. La linea guida intravista, comunque, è quella di mantenere uno zoccolo duro di giocatori sempre presenti (es. Verratti, Barella, Bonucci, Chiesa anche se per un tempo), funzionali alla quadratura del cerchio trovata dal ct di Jesi. Il gol nel finale è solo il coronamento di un percorso appena iniziato, che non sarebbe cambiato neanche con il pareggio. Particolare che sia venuto da un giocatore, che ha fatto il salto di qualità proprio in questa stagione. Politano si è calato benissimo nella realtà più complessa di un grande club, in termini di pressione, rendimento e difficoltà dei match. L'amichevole di per sè poi è stata godibile, anche per merito degli Stati Uniti, molto reattivi nelle ripartenze e pericolosi sui calci piazzati. Fondamentale adesso è non sacrificare questa via sull'altare del "resultantismo". Per concludere, Mancini non sarà il miglior Ct sulla piazza, ha sbagliato qualche mese fa nel cavalcare l'onda nazionalista della presenza di italiani nei club di A, ma sta dando un senso al suo ruolo e all'incarico conferitogli: dare sfogo al cambio generazionale, creare un ciclo, in prospettiva di essere gli outsider di lusso nella corsa agli Europei.

lunedì 15 ottobre 2018

Nazionale: E' il momento della svolta?

92 minuti dall'inizio di Polonia - Italia, Insigne batte il corner, Lasagna la tocca verso il secondo palo e trova Biraghi che la butta dentro da pochi passi.
Gli azzurri sbancano lo stadio Chorzow e tornano al successo che, in una gara che conta mancava da più di un anno. Con questo risultato ci salviamo e rimaniamo in serie A, mentre condanniamo Piatek e compagni alla retrocessione nella seconda divisione. Tra l'altro oltre a salvarci abbiamo la grande chance di qualificarci tra le prime quattro di questo torneo. Dovremo battere il Portogallo a San Siro e sperare che i lusitani non vincano in casa contro i polacchi.

Potrebbe essere finalmente arrivato il presupposto per la svolta, per l'apertura di un nuovo ciclo. Certo il detto "una rondine non è primavera" è più che giusto in questo contesto, ma la rete del terzino viola potrebbe davvero aver aperto nuovi orizzonti al nostro calcio.

Non volendo tornare su Ventura, su cui si è già discusso anche troppo, occorre sottolineare come Mancini abbia riportato la qualità. Quest'ultima cosa è troppo importante per una squadra che si pone obiettivi importanti. Il tecnico di Jesi vuole una compagine che giochi nella metà campo avversaria e che comandi il gioco in qualsiasi campo. Se andiamo a vedere gli 11 scesi in campo possiamo benissimo notare che la tecnica non manca assolutamente: Bonucci, Jorginho, Verratti, Insigne, Bernardeschi e Chiesa. L'Italia può fare quello che vuole, e infatti ieri è stato uno spettacolo.
Era dai tempi di Conte che non si vedeva un'Italia così intraprendente. Rispetto a quella nazionale, però questa selezione ha ancor più qualità. Nell'Europeo 2016 si è visto come fosse il gruppo a fare la differenza, la squadra odierna, oltre a essere molto unita ha un potenziale ancora più alta.
Certo si può dire che manca il vero centravanti, ma con la sua aggiunta si potrebbe risolvere il problema. Probabilmente Immobile per questo tipo di gioco non è il giocatore giusto, e la scelta di inserire Lasagna alla fine della partita di ieri potrebbe essere piuttosto indicativa.
Con Bonucci e Chiellini la difesa è al top, tra l'altro dietro di loro ci sono giocatori affidabili come Acerbi e Romagnoli, aspettando anche Caldara. Il centrocampo che appariva in grande difficoltà con Ventura, soprattutto in fase di impostazione, trova nel doppio regista la risposta a tutti i problemi.
Barella, Cristante o Bonaventura possono essere il terzo centrocampista bravo a inserirsi nell'area avversaria per ricevere i passaggi. In porta Donnarumma e Perin non si discutono.
Insomma dopo qualche anno di buio, con l'apice toccato con il mancato Mondiale sembra che un po' di luce cominci a vedersi all'orizzonte. Con questa mentalità, questi uomini con 2-4 anni in più potranno dire la loro sia all'Europeo, ma soprattutto al Mondiale 2022 in Qatar.
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martedì 11 settembre 2018

Un Italia tutt'altro che gradevole s'inchina ai Campioni d'Europa in carica

L'Italia continua a non vincere in una partita ufficiale da oltre un anno, ma poco importa se essa serve a studiare la nuova Italia che verrà.
Questa sera usciamo sconfitti dal Portogallo Campione d'Europa, ma anche stavolta qualcosa di buono s'è visto. Dal secondo tempo in poi però, dopo che Mancini ha cambiato il modulo da 4-4-2 a 4-3-3. Il CT della Nazionale ha infatti optato per il più classico dei moduli per provare alcuni esprimenti, quali ad esempio Jorginho nel centrocampo a 2 e Lazzari terzino destro. Quest'ultimo all'esordio in Nazionale. il resto della squadra era composto da: Donnarumma; Caldara, Romagnoli, Criscito; Chiesa, Cristante, Bonaventura; Zaza, Immobile.
I numerosi cambi nell'11 iniziale rispetto alla partita contro la Polonia, sono stati cosi giustificati da Mancini: "Non volevo rischiare nessuno". Oltre la saggezza e gli esperimenti, la prima cosa che salta all'occhio è che per la prima volta, dopo anni di prevalenza, nessun giocatore della Juventus è partito dal primo minuto nella Nazionale italiana. E' un dato importante e di completa rivoluzione, soprattutto se lo andiamo a sommare al fatto che contro la Polonia, per la prima volta dal 2006, non è stato convocato nessun giocatore della rosa campione del mondo.
Passiamo alla gara.
Primo tempo molto confusionale e completamente lasciato ai portoghesi, che pur senza impegno riuscivano ad entrare in area di rigore grazie agli errori di impostazione degli azzurri che, in fase di manovra, sono stati pressochè zero. Zero come i palloni toccati da Cristante, praticamente inesistente. La prima ed unica volta che lo sentiamo nominare, infatti, è quando ha colpito la (nostra) traversa con un rimpallo. Anche Lazzari male nell'uno contro uno in difesa, mentre fa bene quando deve spingere sulla corsia. Il modulo dell'Italia, in fase d'impostazione, diventava quasi un 4-1-4-1, con Jorginho che scendeva tra le linee per impostare e con Zaza che veniva in contro mentre Immobile scattava sul fondo. Gli unici due tiri in porta nel primo tempo, infatti, sono arrivati da un incursione di Immobile e un azione personale di Chiesa. Nel secondo tempo, causa gol lampo di André Silva, Mancini cambia modulo e passa al 4-3-3 inserendo Berardi al posto di uno spento Immobile.
Da qui l'impostazione del gioco e la disposizione in campo migliorano di molto e, nonostante il risultato finale, l'Italia ha mostrato di poter sviluppare un buon gioco se si affiancano due mezz'ale al regista e se si posizionano due esterni larghi che puntano e corrono sulle fasce. Bisogna soltanto trovare gli interpreti giusti e forse con Mancini potremmo assistere ad una rivoluzione vera e propria della nostra Nazionale dopo il fallimento dello scorso gennaio.
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sabato 8 settembre 2018

Italia - Polonia 1-1, ma c'è tanto lavoro da fare

Al Dall'Ara di Bologna, Italia e Polonia impattano sul 1-1.
Gli azzurri giocano un match tutt'altro che esaltante, mostrando ampie lacune nella fase d'impostazione, tutto il centrocampo è in grande difficoltà.
Cosa dire di questa nazionale?
Giovane e coraggiosa, ma anche scollegata e poco precisa.
Non mi sento nelle condizioni di gettare la croce su nessuno, nemmeno su Jorginho: quando una squadra è giovane, non serena, ci sta anche che il "cervello" del gruppo si scolleghi e sbagli.
Balotelli nei primi venti minuti ha fatto un ottimo lavoro di sponda, proponendosi per triangolare con Insigne, poi si è perso, molle e immobile, fin troppo ritardato il cambio con Belotti, quest'ultimo molto aggressivo con un ottimo impatto sulla partita.
Lorenzo il magnifico nel complesso ha fatto abbastanza bene e con Bernardeschi sull'altra fascia, formano due ottime ali d'attacco: quando però la punta centrale non si muove è dura concludere contro raddoppi continui. Lo juventino è apparso davvero in palla, buona personalità, si vede che si sente in forma e lo dimostra.
A centrocampo manca ancora un vero leader che sappia prendere per mano la squadra: uno alla De Rossi, anche se si capisce la necessità di un cambio generazionale.
I centrali fanno quanto possono, insufficienti i terzini: distratti, compassati e con poche sovrapposizioni.
Chiesa generoso come sempre.
Insomma ci sarà tanto lavoro da fare, ma proprio tanto.
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