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 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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martedì 11 febbraio 2020

Derby pirotecnico a San Siro

Ieri abbiamo ricominciato a riavvolgere il nastro della giornata di serie A raccontando la cocente sconfitta della Roma in casa contro il Bologna. Ci sono veramente tantissimi argomenti di cui parlare e sono obbligato a dover fare una scelta. La mia decisione ricade ovviamente sul gran colpo di giornata: l'Inter ha rimontato il Milan in una serata piena zeppa d'emozioni, di grande giocate, con 6 gol e 2 pali.
Il derby è cambiato al gol di Brozovic, fino a quel momento il Milan era stato semplicemente perfetto. I rossoneri hanno preparato perfettamente la partita e hanno eseguito a perfezione le indicazioni di Pioli. La coppia Bennacer - Kessie ha retto alla grande contro un'Inter che in quella parte di campo poteva mettere seriamente in difficoltà il centrocampo milanista.
Il Milan è in tutto e per tutto il suo totem: Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese è l'uscita sicura per la palla, è il riferimento, è lo stimolo per i compagni, ma è anche il risolutore. La società lombarda prima di domenica sera aveva segnato solamente un gol di testa, nel derby invece c'è stata un inversione di tendenza, il doppio vantaggio era arrivato grazie a una sponda a 2,50 metri di altezza e ad un colpo di testa ravvicinato, tutte e due le giocate firmate Ibra. Tutto ciò era qualcosa d'impensabile fino a qualche settimana fa.
Un successo del Milan avrebbe cambiato totalmente la stagione di molte squadre del nostro campionato. Questo però non potremo mai saperlo, perchè l'Inter è rientrato dall'intervallo con gli occhi infuocati.
Ibra ha 38 anni e di conseguenza all'interno della partita ha bisogno di prendersi delle pause, è stata proprio questa la chiave di volta nel secondo tempo. Nel momento in cui il movimento costante di Zlatan è venuto a mancare, il Milan è collassato su se stesso ed è stato ribaltato dall'Inter che ha cambiato il match con la bella conclusione di Marcelo Brozovic. La bellissima stoccata del croato ha tramortito il Milan che è andato nel pallone. Brozovic è stato il giocatore che ha segnato il gol della riscossa, ma non è l'unico giocatore che ha offerto una prestazione degna di nota.
Un giocatore (che a me piace tantissimo) come Vecino si dimostra ancora una volta all'altezza della situazione, quando è stato chiamato in causa ha sempre dato ottime risposte, ha segnato il gol del momentaneo pareggio, ma in generale ha giocato una partita di grande sostanza e sacrificio.
Se Vecino ha segnato il gol del pareggio, De Vrij ha fatto ancora meglio, ha segnato un gol favoloso, una rete in torsione mantenendo l'equilibrio in maniera impeccabile. Inoltre nel primo tempo quando la squadra di Conte imbarcava acqua da tutte le parti, lui ha più volte messo delle pezze con degli interventi decisivi. L'olandese è un vero leader di questo Inter.
Alla fine ci è stata gloria anche per Lukaku, che ha segnato il gol che ha chiuso il derby.
Eriksen non è partito titolare, è entrato a gara in corso al posto di un non lucidissimo Sanchez, e nei miei occhi brilla ancora la punizione che ha tirato il danese all'incrocio dei pali da distanza siderale.
Bisogna valutare la situazione dei portieri in casa Inter, Padelli paga il lungo periodo d'inattività e non è comunque un grandissimo secondo portiere.
L'Inter nonostante la bella vittoria, non ha tempo per festeggiare, si deve preparare allo scontro diretto con la Lazio e in mezzo ha la partita di Coppa Italia contro il Napoli. Bisognerà in tutti i modi riprendere lucidità, tutto ciò sarà facilitato dal rientro di Lautaro Martinez.
Il Milan invece deve ripartire dalla dimostrazione data, d'altronde non ci scordiamo che i rossoneri nei primi 50 minuti hanno messo sotto la capolista.
E' stato un grandioso derby, una partita fantastica sotto tutti i punti di vista, un altro momento di grande spettacolo per un campionato che quest'anno è una girandola emozionale che ci sta facendo divertire.
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martedì 4 febbraio 2020

Come arrivano Inter e Milan al derby?

La giornata di serie A, ieri conclusa, è stata ricca di emozioni.
E' stata soprannominata la domenica dei bomber, hanno segnato i 3 principali marcatori, portando punti pesanti alle rispettive squadre.
A meno di una settimana dal derby della Madonnina, ho voglia di mettere a paragone le due partite delle milanesi per vedere come arriveranno a una delle partite più importanti dell'anno.
INTER
Partiamo dalla squadra di Conte, l'Inter ha vinto per 2-0 grazie a una doppietta di Lukaku, sul campo di un Udinese che non merita assolutamente le 3 sconfitte consecutive.
Tra Milan, Parma e Inter avrebbe meritato dei punti, ma continua a fare fatica dal punto di vista realizzativo. E' una squadra che non capitalizza, ed è il motivo principale per cui non si è ancora tirata fuori dai discorsi retrocessione. Io mi sento di dire, che con questa guida, e questi giocatori focalizzati verso l'obiettivo, la squadra friulana non avrà problemi.
L'Inter dal canto suo con questi 3 punti sofferti lancia segnali importanti. Ha avuto modo di testare già i nuovi innesti, e grazie a loro la squadra non ha dovuto giocare a mille per 90 minuti.
Ha saputo soffrire, ed è riuscito a ribaltare la partita con gli ingressi dalla panchina.
I due gol sono stati siglati da un Lukaku che si sta dimostrando sempre più leader a tutto tondo.
Dobbiamo considerare anche che la squadra di Conte ha dovuto affrontare la partita senza Handanovic (egregiamente sostituito da Padelli, che non giocava da 1500 giorni). Lo sloveno rimarrà con ogni probabilità fuori pure nel derby, e la sua assenza si sommerà a quella di Lautaro Martinez.
La partita è stato il palcoscenico del debutto di Eriksen in serie A, è stato un debutto difficile, con il danese che ha faticato parecchio, e l'Inter che ha cambiato passo proprio quando il danese ha lasciato il posto a Brozovic. Dobbiamo comunque ricordare che è arrivato una settimana fa, e si è subito dovuto inserire all'interno di un modus operandi ben delineato.
Barella risulta ancora decisivo, è stato proprio lui a creare l'occasione per il gol di Lukaku, che ha sbloccato la partita.
Segnali importanti li lancia anche Sanchez, probabilmente anche un po' punzecchiato da Conte che ha preferito Esposito a lui.
Ottima idea secondo me quella di non prendere un altro attaccante per dare maggiori minuti al 2002 Esposito, lo stesso ragazzo ha risposto bene all'investitura del tecnico leccese.
Per l'Inter questa è un'altra vittoria esterna estremamente importante per rimanere in scia.
Quella contro l'Udinese la possiamo intendere come il primo passo verso nuovi orizzonti.
L'Inter si è migliorata indubbiamente e l'ha dimostrato, adesso è chiamata a confermare queste sensazioni nell'impegno di domenica prossima contro il Milan.

MILAN
Il Milan senza Ibra (influenzato) ha interrotto la propria striscia di vittorie consecutive, ha pareggiato 1-1 contro il Verona. E' stata una partita complicata anche a causa delle assenze, ha rischiato di perderla, con il Verona che ha per ampi tratti dominato la partita incendiando San Siro.
I rossoneri si sono trovati di fronte un avversario tosto, inizialmente hanno sbandato parecchio, con l'assenza di Zlatan che si è fatta sentire.
Il Milan oltre a Ibra, ha dovuto rinunciare a Kjaer e Bennacer, giocatori importantissimi per il Milan versione 2020. I rossoneri non riuscivano a far uscire bene il pallone, Leao ha sofferto la mancanza del fuoriclasse svedese, offrendo una prestazione opaca. Nonostante una prestazione non memorabile, il portoghese quando accelera appare complicato da fermare. I miglioramenti di Leao sono evidenti.
Un'altro che ha cambiato estremamente la sua stagione è stato Rebic, il croato è diventato estremamente impattante.
Altro giocatore che conferma la sua forma è Chalanoglu, il turco ha segnato ancora, e adesso siamo a 3 gol nelle ultime 2 partite.
Castillejo è sembrato leggermente in calo, ma non si può pensare che lo spagnolo possa giocare tutte le partite al 100%.
Il problema però è dall'altra parte: Bonaventura sta attraversando un brutto momento, e Paqueta è entrato, ha riassaporato il terreno, ma ha fornito una prestazione scadente, sbagliando giocate elementari.
Un'altra nota lieta sono stati i debutti di Saelemaekers, che ha dimostrato di essere un giocatore di personalità, e di Daniel Maldini, è la terza generazione dei Maldini (Cesare, Paolo e ora Daniel).
I rossoneri nonostante questo pareggio, rimangono una squadra in crescita, e che può dire la sua nel derby.
L'Inter è alla ricerca del poker di vittorie consecutive (nel derby), mentre al Milan manca un gol per raggiungere le 300 reti (sempre nei derby). Mi aspetto un derby ad alto ritmo, con entrambe le squadre che si affronteranno a testa bassa, questo derby nonostante possa sembrare una frase di circostanza, è uno dei più importanti degli ultimi anni, con entrambe le squadre che sono impegnate in due corse molto difficili, ma allo stesso tempo stimolanti.
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giovedì 30 gennaio 2020

Milan una vittoria nel segno di Kobe

Martedì sera è stata una serata lunga a San Siro, col Milan che alla fine si è preso un altro risultato positivo e ha raggiunto le semifinali di Coppa Italia. Adesso dovrà vedersela con la Juventus.
Ha piegato il Torino, trovando il pari nei minuti di recupero e poi facendolo fuori nei supplementari.
E' un risultato che significa tanto per la squadra di casa, è una vittoria che porta conferme.
Prima di analizzare il match, bisogna partire dal momento emotivamente più forte della serata, ovvero l'omaggio a Kobe Bryant. Omaggio ben fatto con una partecipazione globale. E' stato un momento doloroso per lo sconcerto del modo in cui Kobe ci ha lasciato.
Kobe lascia tantissimo al mondo del basket, ma in generale lascia tanto al mondo dello sport e non sarà mai dimenticato.
Lasciamoci alle spalle questa triste scomparsa per concentrarci sul calcio giocato.
Il Milan vince, ancora una volta all'ultimo secondo, fornisce una prestazione di carattere venendo fuori alla distanza.
Il carattere è venuto fuori proprio nel momento in cui Ibra ha messo piede in campo, lo svedese ha catalizzato energie e le ha portate alla squadra. Questo cambiamento è palpabile seguendo le partite del Milan.
Ibra non è l'unico giocatore che ha dato la svolta, ci sono le conferme di Rebic e Castillejo: il primo è un giocatore che sta dando tanto per ora, mentre il secondo trasuda voglia di essere protagonista, si dà molto da fare ed è un acceleratore di gioco, una figura che tanto serviva alla squadra di Pioli.
Nell'articolo dell'altra volta (https://sportivandoo.blogspot.com/2020/01/milan-un-inizio-di-2020-col-turbo.html) scrivevo di Bonaventura e Chalanoglu, e del fatto che non avessero particolarmente convinto nelle precedenti occasioni, ebbene ieri anche loro hanno dato risposte importanti: Bonaventura (nonostante sia stato discontinuo all'interno della partita) ha aperto le danze, mentre il turco ha regalato il successo ai rossoneri con una bella doppietta.
Stefano Pioli deve essere soddisfatto, tutta la squadra sta rispondendo alla grande, con il 20enne portoghese Leao che ha fornito un'altra presenza che testimonia una grande crescita sul piano della focalizzazione, della partecipazione; è un giocatore che quando parte diventa inarrestabile.
Il portoghese è il vero intoccabile di questa formazione, è una risorsa troppo importante e sta migliorando pure dal punto di vista della continuità.
Risultati immagini per kobe milanPurtroppo il neo rimangono gli esuberi, sembrerebbero definite le cessioni di Suso al Siviglia e di Ricardo Rodriguez al PSV, rimangono da piazzare Piatek (sembrerebbe vicino all'Herta Berlino) e soprattutto Paqueta che sta passando un brutto periodo personale.
Intanto, il cambio di passo c'è stato ed è abbastanza chiaro, 0 sconfitte nel 2020, una classifica in serie A che sta migliorando di settimana in settimana e una semifinale di Coppa Italia raggiunta. In campionato adesso i rossoneri sono attesi da una partita complicata (Hellas Verona) che potrebbe definitivamente far uscire il Milan da quel tunnel che tanto buio era sembrato nei mesi scorsi.

sabato 25 gennaio 2020

Milan un inizio di 2020 col turbo

Tantissimo calcio, nel weekend, e come promesso tanti appuntamenti sul blog. La giornata di serie A ha preso il via nella serata di ieri con il successo del Milan sul Brescia.
Per il Milan si tratta della quarta vittoria consecutiva tra campionato e Coppa Italia.
E' una vittoria non particolarmente convincente, ma importante, in primis alza la classifica, ma porta  pure conferme sia sul piano della continuità (fondamentale per aprire orizzonti europei), ma anche sul piano dei progressi che sono in crescita costante.
Dopo la vittoria roboante contro l'Udinese, quelli di Brescia sono stati 3 punti di solidità e di mentalità.
Il Milan ha giocato una partita da grande squadra, sapendo soffrire e segnando in una delle prime occasioni utili. Altro dato che sottolinea i progressi del Milan è la statistica sui gol subiti: i rossoneri hanno tenuto la porta inviolata in 3 delle ultime 4. Grande merito di tutto ciò va a Gianluigi Donnarumma che nonostante l'errore della settimana scorsa, sta disputando un campionato ottimo e le sue parate sono risultate ancora una volta decisive.
Se c'è un giocatore che nelle ultime 2 partite ha portato 6 punti importantissimi al Milan, quello è Rebic, ancora una volta è entrato dalla panchina, ancora una volta ha insaccato la palla in rete. Gol di fame, d'opportunismo e di presenza.
La presenza di Ibra risulta ancora una volta determinante, nonostante un brutto gol sbagliato,  ha anche fatto diverse giocate importanti.
Leao nonostante il cambio nel secondo tempo ha mostrato ancora una volta qualità sopra la media, da alcune sue accelerazioni sono scaturite le azioni più importanti del Milan. Ancora gli manca la continuità per diventare un grande giocatore.
Altre certezze le possiamo trovare in Theo Hernandez, ancora prorompente e quando accelera diventa devastante.
Altro giocatore totalmente recuperato è Castillejo, lo spagnolo incendia il contropiede, ma è bravo pure a tornare a dare una mano (cosa che Suso na faceva mai).
Non ci sono solamente cose positive in questo Milan, le cose certamente sono migliorate, ma c'è ancora qualcosa da chiarire.
Il comparto di centrocampo, specialmente l'esterno sinistro ancora non ha un padrone, sia Bonaventura che Calhanoglu non hanno convinto. Questa è una posizione molto delicata, che secondo me potrebbe essere occupata pure da Paqueta.
Va trovata assolutamente la soluzione per i 3 più grandi esclusi, ovviamente mi riferisco a Piatek, Suso e proprio Paqueta.
Infine, questo nuovo sistema ha migliorato il gioco offensivo, ma espone il centrocampo a un lavoro estremo e troppo dispendioso, ancora una volta Kessie e Bennacer hanno sofferto troppo.
Il Milan ha trovato una vittoria importante, in una partita importante, ma in questo weekend ci saranno tantissime cose di cui scrivere, per cui rimanete connessi per tutti i nuovi articoli del blog.
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giovedì 2 gennaio 2020

Cosa portarà Ibra in dote al Milan?

La notizia del ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic, mi ha suscitato parecchia curiosità.
Se ci pensiamo, è una scelta completamente fuori linea rispetto ai progetti rossoneri, ma è evidente che i risultati scadenti in campionato sommati al malcontento generale, abbiano indotto la società rossonera a fare delle scelte diverse.
Facciamo adesso un ragionamento, il Milan prende un 38enne che gioca da 2 anni in America e che non gioca da 2 mesi. Per quasi tutti i 38enni, la definirei una follia totale, ma parliamo di Ibrahimovic, lo svedese in carriera è sempre stato osannato meno del dovuto, e probabilmente avrebbe meritato qualcosina in più.
Bisognerà vedere come arriverà a Milanello, se sarà integro fisicamente.
Potrebbe portare leadership ad uno spogliatoio che soffre terribilmente la mancanza di uomini di carisma, e inoltre nonostante i suoi metodi un po' rudi potrebbe insegnare tanto alla rosa.
L'arrivo di Zlatan sarà però con ogni probabilità un problema grandissimo per Piatek, piuttosto che per Leao, il giocatore polacco infatti deve giocare in area, mentre Leao è uno che può svariare.
L'arrivo di Zlatan vorrebbe dire dunque, il fallimento di Piatek, un giocatore su cui la società rossonera ha veramente speso una cifra importante.
Andando ad analizzare il contratto, Ibra ha firmato un contratto di 6 mesi, più un altro anno di contratto in caso di raggiungimento di determinati obiettivi. Per questo mi aspetto un Ibrahimovic molto motivato e carico, alla ricerca della conferma.
E' un giocatore che ha dato tanto per la causa rossonera e vorrà sicuramente confermarsi su alti livelli.
Ma nonostante ciò la tifoseria non guarderà la carriera e neanche alla personalità, si baserà solamente sull'effettività, ed è li che Zlatan Ibrahimovic si dovrà fare trovare preparato.
Direi che questo colpo si possa definire il giusto botto per inaugurare l'anno nuovo e per dare il via ad una sessione di mercato invernale che si prospetta scoppiettante.
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sabato 28 dicembre 2019

Todibo e Kulusevski, due promesse per la Milano calcistica

Archiviata la prima parte di stagione, adesso tocca al calciomercato, strumento fondamentale per le squadre per rinforzare la rosa e risolvere le lacune.
Due giocatori molto discussi in questo periodo sono Todibo e Kulusevski.
Il primo potrebbe arrivare già a gennaio al Milan, mentre il secondo più probabile arrivi in estate all'Inter.
Parliamo di due giocatori che hanno in comune il grandissimo talento, ma che hanno ruoli completamente diversi.
Todibo è stato preso dal Barcellona a parametro 0 dal Tolosa, nasce mediano, ma gioca da centrale difensivo. Per essere 1,90 m è molto rapido ed ha dei piedi molto educati.
Spesso si fida troppo dei suoi piedi rischiando la giocata.
Finora non ha trovato la continuità sperata al Barça e per questo spera in un trasferimento.
Ha avuto qualche problema fisico di troppo e quest'anno nella buona partita giocata contro il Siviglia in Liga è uscito per infortunio, stessa sorte gli è toccata nel Mondiale under 20 giocato quest'estate dove ha racimolato solamente 30 minuti.
Da un lato questo acquisto andrebbe in linea con i progetti del Milan, ma non so se può essere la soluzione, probabilmente servirebbe un centrale più esperto.
In più il Barcellona è disposto a venderlo, mettendo una clausola sulla recompra, ma ancora i club sono molto lontani dall'intesa.
Bisognerà vedere come si evolverà la situazione ma non è un'affare assolutamente scontato.
Se il Milan sta trattando un ottimo prospetto, non è da meno l'Inter che sembra fortemente interessata a Kulusevski.
Il giocatore del Parma in prestito dall'Atalanta è sulla bocca di tutti, si può assolutamente definire la rivelazione del campionato.
Classe 2000, intelligenza tattica fuori dal comune, sinistro cristallino, in questa stagione si sta dimostrando l'arma in più della società emiliana.
Sta dimostrando anche di saper interpretare più ruoli, da quando è a Parma ha fatto il trequartista, l'esterno nel tridente e pure il falso nueve.
Io però non lo vedo bene all'Inter, prima di tutto c'è un problema di modulo, al Parma 4-3-3, mentre all'Inter 3-5-2. Questo vuol dire che farebbe la seconda punta, ma Conte ha dimostrato che vuole due vere punte ed è per questo che Politano sta trovando poco spazio.
Dal mio punto di vista, lui potrebbe diventare una grandiosa mezzala offensiva, ma chiaramente c'è tanto lavoro da fare.
Se devo fare un paragone, in lui ci rivedo De Bruyne, che quando è arrivato sotto le grinfie di Guardiola ha compiuto il salto di qualità decisivo che l'ha fatto diventare tra i migliori al mondo.
Certo Guardiola e Conte sono due tipi di allenatori completamente diversi, ma Conte ha la capacità di fare esprimere i suoi giocatori sempre al massimo.
Non se questi due giocatori effettivamente sbarcheranno a Milano, ma di una cosa sono sicuro, sono due talenti cristallini che se cresciuti bene potranno dire la loro in maniera decisa in futuro.

lunedì 23 settembre 2019

Il derby di Milano si tinge di nerazzurro

Quarta giornata che si è conclusa nella giornata di ieri, con la vittoria della Lazio sul Parma per 2 reti a 0.
Campionato che si sta dimostrando vivo fin dalla prima giornata con tante squadre che sembrano fin da subito intenzionate a dir la loro.
Match clou? Non c'è bisogno neanche di chiederlo, ovviamente il derby di Milano.
Il derby ha messo di fronte due compagini che sono molto diverse tra loro,
l'Inter seppur con qualche momento di distrazione si sta dimostrando squadra, una rosa compatta, che aldilà del passo falso in Champions sta dimostrando una grande solidità mentale.
Dall'altra parte, la sensazione è stata quella di una non squadra, Giampaolo ancora non è riuscito a differenza di Conte a forgiare la squadra, che ancora sembra troppo fragile per potersi inserire tra i top team della serie A.
Sicuramente i due organici hanno due carature differenti: l'Inter può contare su gente come Lukaku, che si sta integrando alla grande, Barella che sta crescendo in maniera esponenziale e Godin giocatore infinito che ha portato a Milano l'esperienza importantissima per un club con gli obiettivi ambiziosi dell'Inter. Non ci scordiamo di Alexis Sanchez, che stiamo tutti aspettando con grande voglia di vederlo in azione.
La forza mentale di questo gruppo si può apprezzare dalla bella prestazione del derby, in cui l'Inter veniva dal brutto pareggio in Champions contro lo Slavia Praga.
I rossoneri sono ancora troppo confusionari, anche se secondo me del talento inespresso in questa formazione c'è, bisogna solamente riuscire a tirarlo fuori, e velocemente.
Le prossime due partite del Milan diventano fondamentali, sia per la squadra che per Giampaolo, che se dovesse steccare altre due partite potrebbe dover salutare la panchina rossonera dopo appena 6 giornate.
La Milano nerazzurro invece non può che essere soddisfatta, punteggio pieno, primi in classifica.
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giovedì 17 gennaio 2019

Supercoppa Italiana Juventus 1 Milan 0

A volte le partite non le vincono chi ha più cuore, ma chi ha il campione più in palla.
Ed infatti la risolvono due fuoriclasse: Pjanic alza la testa, disegna un pallonetto per Ronaldo che solo soletto insacca di testa, scattando sulla linea del fuorigioco per un rientro in colpevole ritardo del seppur ottimo Rodriguez.
Per come si sono svolte le azioni, non ci sarebbe molto altro da dire. Ottimo Dybala in questa veste di "shadow striker", dietro la punta: svaria, offre appoggi semplici, dribbla e rientra. Credo che sia uno di quei pochi casi dove, se anche non segna, non è affatto un problema.
Chiellini è come il vino, più invecchia più migliora. Certo, non vanta la tecnica e il tocco di Bonucci, ma è monumentale.
Il Milan offre uno spettacolo di tutto cuore gli ultimi venti minuti. Dopo una traversa di Cutrone che meriterebbe più presenza in campo dal primo minuto, e un Donnarumma sicuro sia nelle uscite che nelle prese, si scontra contro la difesa solida della Juventus. Ottima la prova di Kessie, macchiata purtroppo da un rosso (ottenuto dopo controllo al VAR) per un brutto fallo su Emre Can.
La Juventus solleva l'ennesimo trofeo, Gattuso ha la certezza di poter ripartire dallo spirito del Milan, da un ritrovato Conti e da un giocatore dedito alla causa come Calabria.
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lunedì 26 novembre 2018

La capitale in difficoltà dal punto di vista calcistico

La Capitale delle occasioni perse e degli ormai sempre più continui vorrei ma non posso. La Lazio spreca un'occasione d'oro. Contro un Milan incerottato crea gioco, conclude (poco), va sotto e la riacciuffa all'ultimo secondo. Quarto posto confermato e pareggio raggiunto con i nervi le uniche note positive. L'assenza tecnica e fisica - rispettivamente - di Alberto e Savic ormai prolungata, nonostante la loro presenza regolare in campo, si fa sentire, con una squadra diventata d'un tratto normale. Vittorie con le squadre più deboli, sconfitte con quelle più forti (Inter, Napoli, Juventus e sulla carta Roma). Elogio alla normalità che sa di continue occasioni perse. Verranno tempi di magra e i punti messi in cascina ora avrebbero fatto comodo. Se Atene piange, Sparta non ride. In estate la squadra viene privata di 2/3 dell'asse portante dell'undici in campo. Sulla panchina siede un allenatore che fa dei dogmi tattici un suo punto di forza. Si pretende che, l'equazione "sostituisco un giocatore con un pari ruolo", produca effetti come alla PlayStation. Al diavolo le sinergie tra giocatori, il carisma dei ceduti, il loro apporto tecnico e tattico. Ecco, Di Francesco avrà anche i suoi limiti, consistenti nel non rendere oro una squadra che potrebbe lottare al massimo per l'argento, ma è colpevole in concorso con la società. I risultati dissonanti tra campionato e Champions derivano anche dall'approccio, che gli avversari della Roma impongono alle partite. Con squadre chiuse come l'Udinese, i giallorossi faticano incredibilmente. Monchi e chi per lui avrebbero dovuto capirlo a suo tempo, conoscendo potenzialità e limiti dei giocatori presi in relazione a quelle del proprio allenatore.

venerdì 28 settembre 2018

Dove deve migliorare il Milan?

Dopo il pareggio (immeritato, ma pur sempre pareggio) di ieri sera, molti tifosi cominciano a mormorare e lamentarsi a causa dei parecchi punti persi per strada fino ad ora.
Se andiamo a vedere però ogni partita singolarmente, possiamo tranquillamente affermare che i rossoneri sono una squadra a larghi tratti bella da vedere giocare, il livello tecnico e di palleggio medio è pregevole, anche se nessuno sia un top player, tranne Higuain.
Suso e Bonaventura sono giocatori di tecnica e di talento, ma non calciatori di livello europeo, più per struttura fisica che per altro: e per quanto siano degli ottimi giocatori, non sono dei fuoriclasse assoluti.
Calhanoglu e Kessie, che avrebbero invece tutto per essere dei top europei, sono ancora troppo discontinui, ma possono arrivarci.
Per quanto riguarda la fase difensiva Romagnoli e Musacchio sono una buona coppia, ma non necessariamente sempre concentrati, cosi come Calabria che deve ancora crescere molto, e non ha il fisico per scalare in area con successo. Dall'altra parte invece Rodriguez va spesso a ruota e non è supportato mai da una mezzala difensivamente ordinata dal suo lato.
Donnarumma è un portiere con dei riflessi e una capacità di scendere giù fuori dal normale, ma deve lavorare tanto specialmente con i piedi.
I cambi possono garantire un rendimento di livello alla squadra a cui manca solamente la determinazione e la mentalità che ti fa portare a casa i risultati.
La favola del "giocar male e vincere" con cui si riempie la bocca da sempre la maggior parte della popolazione calcistica italiana rimane per me la favola che piace raccontarsi.
Giocare bene è certamente una maggiore garanzia di successo (lo rende più probabile), ma allo stesso tempo giocare bene è anche saper difendere, che è meno spettacolare, e saper reggere come squadra, e portare a casa il risultato.
Basti pensare per avere la conferma, che la Juventus quando è andata in vantaggio nel 2018 ha perso poco più del 5% dei punti disponibili. Il Milan in questo dato è la peggiore squadra.
Si tratta solo di crescere ed avere pazienza, è più facile smettere di fare errori e di cercarsi la sfortuna che dare un gioco ad una squadra.
Per questo motivo il Milan è ampiamente in lotta con le 3 rivali per i posti dal 3 al 6 esattamente come lo scorso anno.
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martedì 25 settembre 2018

La Juve vola, Il Napoli insegue, Inter, Milan e Lazio si inseriscono in extremis mentre la Roma è nell'inferno

Passato il primo mese di serie A è giusto tirare le prime somme, se si volesse fare un riassunto breve si potrebbe dire tranquillamente che la Juventus domina, mentre il Napoli insegue dietro di mezza ruota. Poi ci sono i veementi ritorni di Lazio, Inter e Milan che provano ad aggiungersi in extremis al duo di testa, mentre la Roma è in crisi nera e Di Francesco pare dopo poche giornate già appeso a un filo molto sottile.

Insomma siamo solamente a fine Settembre, ma il campionato vive già una fase calda con il turno infrasettimanale alle porte che fa da antipasto a un fine settimana piuttosto succulente con il piatto del dessert che ci offre Roma - Lazio e Juventus-Napoli.

Detto questo, è utile concentrarsi sui vari spunto che queste prime 5 giornate di campionato ci hanno lasciato.

La Juve sta proseguendo con molta calma sulla falsariga dello scorso campionato, la Vecchia signora è l'unica squadra ad aver calato il pokerissimo con 5 vittorie su 5 e dunque è anche l'unica squadra a punteggio pieno. Basta andare a vedere i primi quattro incontri per notare che la Juventus non ha avuto dei match particolarmente preoccupanti, ma come sappiamo bene ogni partita nasconde le proprie insidie. A eccezione della prima partita contro il Chievo i Campioni d'Italia non sono mai andati in grande difficoltà contro Lazio, Parma, Sassuolo e Frosinone. Non si può dire nulla diverso della Champions, la Juve ha meritatamente portato a casa i tre punti a Valencia.
Dunque un ottimo inizio di stagione che lascia un solo dubbio: Quante giornate dovrà saltare Ronaldo in Champions League?

Il Napoli segue la squadra torinese con 3 punti di distacco, ed è fino ad ora la squadra che ha dimostrato ripetutamente di poter essere l'antiJuve. Se escludiamo il passaggio a vuoto contro la Samp la squadra di Ancelotti ha sempre vinto. In questo caso però bisogna andare a vedere le squadre che Insigne e compagni hanno affrontato e battuto: Lazio, Milan, Fiorentina e Torino. Insomma vittorie di un certo spessore, in un inizio di campionato che poteva nascondere qualche insidia di troppo. C'è da dire però che i partenopei non hanno mai convinto del tutto, perchè hanno trionfato in rimonta sia contro i biancocelesti che con i rossoneri e in più in Champions hanno pareggiato in casa della Stella Rossa. Ciò ammesso, la compagine del presidente De Laurentis viaggia spedita è ha le carte in regola per mettere i bastoni tra le ruote ai bianconeri.

Dopo un avvio di stagione da paura, con le 2 sconfitte contro Napoli e Juve, la Lazio si è ripresa molto bene è ha superato Frosinone, Empoli e Genoa ripresentandosi con prepotenza nelle parti di classifica che contano di più. D'altra parte il calendario delle prime due partite era stato poco clemente nei confronti di Immobile e compagni, ma Inzaghi è stato bravo a riprendere saldamente il comando della squadra e a riportarla dove merita.

Proseguendo in ordine di classifica troviamo l'Inter a 7 punti. I nerazzurri stanno correndo a corrente alternata, hanno perso contro il Sassuolo, hanno pareggiato in casa col Toro per poi vincere a Bologna. Dopo la sosta, hanno perso a San Siro con il Parma e vinto all'ultimo respiro su un campo complicato come Marassi. Il tutto va analizzato insieme al successo pazzesco ottenuto in Champions contro il Tottenham. 
Insomma che dire, i nerazzurri sono una compagine molto combattiva che necessita della battaglia per accendersi. Ha difficoltà a impostare e ciò gli crea parecchi problemi con avversarie che l'aspettano più dietro (vedasi il Parma). Le due vittorie arrivate alla fine contro inglesi e blucerchiati non sono una casualità, questa squadra non molla mai e, quando la sfida si accende, non si tira certo indietro.

Ora passiamo all'altra milanese: il Milan, che è ancora in attesa di recuperare il match col Genoa della prima giornata, perciò il giudizio è rimandato. La sconfitta col Napoli ci può stare, la vittoria con la Roma è un segnale, non illusorio, del valore della squadra. Il pareggio con Cagliari e Atalanta sono invece la perfetta fotografia dei rossoneri. Il potenziale è ampio, Higuain è il prototipo di centravanti che mancava, ma è necessario mantenere il livello di concentrazione alto per tutta la partita.

Infine parliamo della big più in difficoltà della Serie A: la Roma.
Dopo aver vinto contro il Torino in trasferta, i giallorossi sono piombati in una crisi tremenda e hanno collezionato in serie: il pareggio interno contro l'Atalanta, la sconfitta di San Siro con il Milan, il pari casalingo con il Chievo e l'incredibile batosta di Bologna. Il tutto intermezzato dal secco 3-0 al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. A prima vista questa partenza della Roma è abbastanza inspiegabile. E' senz'altro vero che il calciomercato ha derubato la Roma di Allison e Strootman, ma aal'ombra del Colosseo sono giunti Olsen , buon portiere, e, soprattutto, Nzonzi, Pastore e Cristante. Si parla di un campione del Mondo, un talento con grande esperienza internazionale e uno dei giovani più promettenti del calcio italiano. Insomma la situazione negativa pare davvero inspiegabile, il tutto fa ancora più risalto se si pensa che, solo 5 mesi fa, questa squadra si giocava la semifinale di Champions League contro il Liverpool. Insomma squadra in ritiro e Di Francesco appeso a un filo molto sottile. Che il tecnico abruzzese abbia perso lo spogliatoio? Il problema è risolvibile senza cambi di guida? Ai posteri l'ardua sentenza. Solo una cosa è certa: la rosa della Roma avrebbe tutte le carte in regola per essere l'antiJuve e il tempo per riprendersi di sicuro non manca.
Per farsi coraggio i giallorossi dovrebbero rivedere l'inizio di stagione della Juve nel 2015/2016.
Tutti ricorderanno come finì...
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sabato 18 agosto 2018

Al via tra mille polemiche il campionato di Serie A

Come sempre non mancano mai le polemiche quando si parla di calcio, ma devo dire che in questa circostanza ci possono perfettamente stare; purtroppo la tragedia di Genova è stata un disastro, e di conseguenza è facile pensare per chi non è così tanto legato al calcio che sia obbligatorio fermare e dunque rinviare la prima giornata, ma se invece chiedete ha delle persone esperte loro vi diranno che girano troppi soldi intorno al calcio, e questo è uno dei principali motivi per cui è veramente complicato rinviare le partite.

Chiusa questa breve parentesi che però era necessaria per far capire meglio la situazione, passiamo al calcio giocato.

Oggi inizia la Serie A, e comincia anche l'avventura di Ronaldo in Italia.
Proprio i bianconeri paiono i favoriti per trionfare anche in questa stagione, hanno una delle squadre più forti ed equilibrate d'Europa e che quindi oltre ai successi in ambito nazionale può puntare a vincere anche in chiave europea. E' abbastanza chiaro che il sogno dei tifosi bianconeri sia la Champions League, ma non vogliono sicuramente mollare il tricolore stampato nel petto, per cui mi aspetto una difesa del titolo con le unghie e con i denti. Il calciomercato dei bianconeri ha visto diverse uscite e parecchie entrate. Buffon è stato sostituito da Perin, Lichsteiner da Cancelo, Marchisio da Emre Can, Asamoah da Spinazzola, Caldara da Bonucci e infine Higuain da Cristiano Ronaldo. Inutile negarlo la rosa nel breve termine è stata migliorata enormemente. Certo ai tifosi juventini più anziani dispiacerà la partenza degli eroi dei 7 scudetti consecutivi, ma se andiamo a vedere nell'insieme il salto in avanti è nettamente evidente. Insomma Allegri ha a disposizione un materiale pregiatissimo.

Attenzione poi alla Roma, che ha perso Allison, prendendo Olsen, ma ha inserito a centrocampo grandi giocatori come Nzonzi e Cristante che potrebbero far rimpiangere meno la partenze di Nainggolan. A ciò contribuirà pura la qualità del "Flaco" Pastore, che tante cose belle ci ha fatto vedere nei suoi anni in Sicilia (Palermo). Con Di Francesco, tecnico molto preparato, i capitolini potrebbero essere una seria rivale della Juve. Tale ruolo viene rispecchiato anche dall'Inter, i nerazzurri guidati da Spalletti hanno aggiunto armi importanti come Nainggolan, De Vrij, Vrsaljko e il Toro Martinez, e non hanno ceduto nessuno dei prezzi pregiati.
Un'altro posto da contendente sarebbe dovuto spettare al Napoli, che era partito molto forte presentando Ancelotti. Se poi andiamo a vedere, in realtà la campagna acquisti del Napoli ha portato Fabian Ruiz e poco più.

Dopo quelle che secondo me si confermeranno anche quest'anno nei primi quattro posti, abbiamo il duo Lazio-Milan.
I rossoneri hanno effettuato 3 acquisti di livello: Higuain, Caldara e Bakayoko. Certo hanno perso Bonucci, ma facendo due conti la squadra sembra migliorata. Inoltre se ti affidi a due campioni come Leonardo e Maldini vuol dire che hai ambizioni importanti. I biancocelesti iniziano subito col botto giocando contro Napoli e Juve. Hanno perso Anderson, ma hanno trattenuto Milinkovic Savic e preso l'ex Fiorentina Badelj. Toccherà invece ad Acerbi riempire il buco vuoto lasciato da De Vrij.

Attenzione però alle possibili sorprese: Fiorentina, Atalanta, Torino e Sassuolo.
La viola ha acquistato un portiere molto promettente come Lafont, ha perso Badelj, ma ha un attacco da tenere d'occhio: Pjaca, Simeone e Chiesa. Tre giovani terribili che potrebbero fare male a molte big
Voliamo su Orio al Serio e trasferiamoci a Bergamo dove recentemente Gasperini non è sembrato particolarmente soddisfatto del mercato bergamasco, Mancheranno Caldara, Spinazzola e Petagna, ma uomini come Zapata, Rigoni e Pasalic sono degli ottimi innesti per permettere alla squadra di rimanere competitiva.
Cairo ha regalato al Toro, Soriano e Zaza, mentre il Sassuolo ha fatto un calciomercato davvero interessante: sono partiti Politano e Acerbi, ma sono giunti Boateng e giovani di prospettiva come Locatelli Djuricic e Di Francesco. Sono arrivati inoltre, Boga dal Chelsea e Marlon del Barcellona. Quando delle società di questo rango fanno partire dei giovani così promettenti vuol dire che credono nel progetto della squadra a cui prestano il giocatore. Io personalmente vedo i neroverdi come possibile sorpresa con Berardi che esplode definitivamente e comincia a essere un punto fermo per la nazionale di Mancini. Poi nella parte più bassa ci sarà la classica, ma appassionante sfida salvezza con le neopromosse Empoli, Parma e Frosinone, ma attenzione pure alle varie Chievo, Cagliari e Spal.
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martedì 7 agosto 2018

Chi esce vincitore dallo scambio Bonucci/Caldara/Higuain

Alcuni ragionamenti sulla tripla operazione Higuain/Caldara/Bonucci. Tutto nasce dall'acquisto di Ronaldo. Un'operazione fuori dall'ordinario (per come avevano fino ad ora gestito il mercato i bianconeri), un all in, che però ha comportato degli effetti collaterali, palesati dai costi in bilancio del fuoriclasse portoghese. Higuain è diventato evidentemente un costo inutile a bilancio, da tagliare prima di conteggiarlo nella stesura del documento contabile. In una situazione ideale la Juventus lo avrebbe ceduto definitivamente ad un club estero (Chelsea), senza rinforzare una diretta concorrente per il campionato. Una condizione ideale, che non si è mai presentata. Giova ricordare che i club professionistici sono aziende, e si muovono in prima battuta per convenienza economica e, poi, tecnica. Il romanticismo, i giudizi soggettivi, il "quello è più forte, X ci perde" vanno bene al bar. Detto ciò il Milan, una volta risolto il dilemma societario, è stato l'unico soggette che, volente o nolente, ha manifestato un minimo interesse per il Pipita, spinto dal desiderio di trovare finalmente un attaccante da 20 gol a stagione. La Juventus si è seduta al tavolo, conscia delle possibili condizioni imposte dal Milan. Higuain, dopo una lunga gestazione, è stato ceduto in prestito con diritto di riscatto per 18 milioni di euro (ossia il costo annuale dell'ammortamento a bilancio bianconero) più il costo dell'ingaggio annuale secco pagato dal Milan. Il diritto e non l'obbligo si può spiegare, nel fatto che il prossimo anno Higuain peserà a bilancio dei bianconeri, in caso di mancato riscatto dei rossoneri, per "soli" 36 milioni di euro. Se Higuain farà bene, quasi scontato che il Milan lo acquisti a titolo definitivo; se farà male, sarà più facile per i bianconeri contenere un'eventuale minusvalenza. Capitolo Bonucci - Caldara. L'ex bianconero, anche per problemi familiari (desiderio di riavvicinarsi a casa), ha espresso la volontà di ritornare come figliol prodigo in bianconero. Il Milan ha ascoltato le richieste di Bonucci, così come la Juventus, desiderosa di costruire una rosa imbattibile nel breve periodo (ricordiamo sogno Champions). I bianconeri hanno provato ad inserire Benatia o Rugani nella trattativa. Niente. O Caldara o "non s'adda fa". Marotta e Paratici alla fine hanno ceduto, contabilizzando però lo scambio alla pari (25,30 milioni di euro, correggetemi voi). Il Milan ha evitato una possibile minusvalenza, la Juventus ha iscritto a bilancio una plusvalenza (Caldara era stato acquistato a 15 milioni due stagioni fa). Giusto, sbagliato? Business e logiche di bilancio. Ronaldo è stato il classico pezzo del domino, in grado di far cascare a catena tutto il resto. La Juventus non avrebbe mai ceduto Caldara, se non costretta dalle esigenze economiche e dal Milan. Higuain non sarebbe mai stato preso dal Milan, se l'affare Bonucci Caldara non si fosse concluso. Vasi comunicanti, dove la Juventus aveva Higuain sul groppone e il Milan come unico interlocutore.
In conclusione, chi ci perde? Sul lato tecnico nel lungo periodo la Juventus, che si priva di uno dei migliori prospetti difensivi italiani del campionato e (forse) d'Europa. Nel breve no, data la convinzione ormai palese di Agnelli di voler tentare l'assalto definitivo alla Champions. Bonucci risolve gli evidenti problemi di impostazione, visti la passata stagione nella formazione di Allegri. Libera anche l'ipotesi molto ipotesi di un Pjanic out, Pogba in. Il Milan sul lato tecnico ci guadagna per il valore dei giocatori scambiati. Due per uno, ad un costo ragionevole e spalmato. Sul lato economico, escono tutti felici: entrambi i club sistemano i problemi di bilancio, Higuain mantiene uno stipendio da top player, Bonucci (ri)torna a casa (Lessie). E Caldara? Per Caldara solo il futuro dirà se sarà un campione. Il Milan incrocia le dita.
Ronaldo combinaguai.

mercoledì 25 luglio 2018

Ipotesi scambio clamoroso Higuain Bonucci

Bonucci alla Juventus e Higuain al Milan. Tutto ciò avrebbe del clamoroso, ma, per la Gazzetta dello Sport, non è impossibile. Stando alla Rosea, il difensore avrebbe superato gli attriti con Allegri e già nello scorso mese di gennaio avrebbe pensato di tornare in bianconero. La stessa Vecchia Signora è alla ricerca di un centrale difensivo da affiancare a Chiellini, nell'attesa della crescita di Caldara, che si possa alternare con Benatia (l'altro nome caldo è quello di Godin). Al medesimo tempo, i Campioni d'Italia paiono intenzionati a cedere uno dei loro molteplici attaccanti e l'indiziato principale sembra Higuain che potrebbe, quindi, partire per il Milan alla ricerca di un attaccante. Il nodo sarebbe legato all'ingaggio molto elevato del Pipita. Forse, da questo punto di vista, l'operazione sarebbe più alla portata delle casse del Chelsea. Insomma, un bell'intrigo. Ma questo ipotetico scambio sull'asso Torino-Milano conviene? La Vecchia SIgnora completerebbe bene il suo reparto arretrato nella zona centrale, ma trattasi della famosa "minestra riscaldata". Il valore di Leonardo non si discute, ma ripetersi non è mai semplice. Il tutto anche in considerazione del fatto che molti tifosi della Juve non gradirebbero il ritorno dopo quello che, forse, considerano un tradimento. Per i rossoneri, invece, significherebbe arrivare a uno dei centravanti più forti del campionato che in serie A ha sempre mostrato di essere devastante, ma pure rinunciare al loro capitano, a colui che avrebbe dovuto essere al centro del nuovo progetto. E' vero, al suo posto la squadra lombarda si troverebbe "già in casa" Musacchio e Romagnoli, ma lo spagnolo non ha avuto una prima stagione italiana fenomenale e dovrebbe confermare quanto di buono ha mostrato nella Liga con la maglia del Villareal.

giovedì 25 gennaio 2018

Andrea Conti è il rinforzo del Milan del mercato di gennaio

Dovremmo essere finalmente vicini al recupero di una delle promesse migliori del panorama italiano, Andrea Conti, reduce dalla rottura del legamento crociato anteriore a metà settembre.
Cosa può dare Conti a questo Milan ?
Il ragazzo è elastico e reattivo, si insinua con naturalezza tra palla e avversario, sa allungarsi per chiudere le linee di passaggio ed è uno specialista dei recuperi grazie alla gran velocità.
Non possiamo dire che Conti faccia parte dell'avanguardia del ruolo del terzino : il suo gioco è definito più dalle sue qualità senza palla ( veloce, agile, resistente e con un tempismo innato per gli inserimenti ) che dalle sue scelte con la palla.
Non influenza lo sviluppo della manovra con conduzioni o passaggi che disordinano lo schieramento avversario, non è abituato ad entrare dentro il campo per favorire la fase di costruzione e non ha un bagaglio tecnico sufficientemente raffinato per poter fare la differenza se isolato da fermo nell'uno contro uno.
Tuttavia, ai suoi limiti corrispondono altrettante qualità : il Milan ritroverà un treno ad alta velocità, in grado di andare avanti e indietro sul proprio binario per tutta la partita, che se riceve sulla corsa è nelle giuste condizioni per fare la differenza.
La sfida sta nel saper collocare un giocatore dalle caratteristiche così definite in un sistema, trovando un compromesso tra il suo gioco e il resto della rosa a disposizione.
Alla fine tra le responsabilità di un allenatore c'è anche questa : riuscire a far fruttare l'investimento della società.
In questo caso l'investimento è stato decisamente di livello.
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martedì 28 novembre 2017

Esonerare per dare la scossa

Quando si ha esigenza di dare un segnale forte all'ambiente il primo a pagare è l'allenatore. Che Montella non fosse più nelle grazie del duo Fassone/Mirabelli lo dimostravano le dichiarazioni reiterate di queste settimane sul futuro del tecnico.
Sono bastati tre mesi veramente deficitari, a far terminare l'idillio tra il tecnico napoletano e la società rossonera? Si, anche in base alla necessità del Milan di conseguire risultati sportivi, tali da assicurare la sostenibilità finanziaria del progetto iniziato questa estate. Il Milan non può fallire l'accesso alla Champions League, non ha tempo di programmare lato sportivo, di attendere che la squadra diventi una vera squadra.
Vincere è l'unica cosa che conta, ha ripetuto Mirabelli dopo Milan Torino. Montella ha le sue responsabilità, come è giusto che sia. Kalinic è stato un suo suggerimento alla dirigenza, nonostante fossero stati spesi 40 milioni per Silva. Ha avallato gli acquisti di Biglia, Rodriguez, Musacchio, Calhanoglu, da buon aziendalista qual è, preferendogli poi Antonelli, Zapata, Montolivo, Bonaventura. Ha pesato Bonucci, che ha influenzato le scelte del modulo del tecnico napoletano.
Montella sperava che fosse la sua occasione, che il tempo ed il lavoro avrebbero reso le figurine acquistate un 11 competitivo. Ma Roma non è stata costruita in un giorno, e così anche le squadre di calcio.
La scelta di affidare a Gattuso le redini tecniche del club, non mi convince. Quando cacciarono Allegri per Seedorf, i risultati furono sotto gli occhi di tutti. Il passato di Gattuso non è esaltante ed anche con la primavera rossonera non ha brillato. Si dirà che è un uomo Milan Gattuso, che utilizzerà il suo carisma nella guida, ma questa squadra non è figlia di nessun mister, benchè meno del tecnico calabrese.
Esonerare per esonerare non ha senso, se non per lanciare un segnale all'ambiente. Eppure, di alternative migliori e possibili di Montella non ne vedo. Il tempo è tiranno, ma anche capace di ricompensare chi sa attendere una risposta.
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