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domenica 21 aprile 2019

Fognini sei nella storia

Fognini è straordinario, vince agevolmente contro Lajovic e guadagna un posto nella storia del tennis italiano. Il paradiso si schiude dopo una steccata di dritto in risposta di Lajovic, che manda Fognini tra il miele e le dolcezze di un mondo fin qui sconosciuto: nessun italiano aveva mai vinto un titolo 1000 da quando esiste questa categoria (1990).
E' un premio meritatissimo per Fabio, il giusto risultato di una carriera baciata dal talento e imbrigliata soltanto dagli sbalzi d'umore.
Alla soglia dei 32 anni Fogna si prende la vittoria che ti può cambiare la carriera tennistica.
Per Fabio vincere a Montecarlo, è ancora più importante, perchè si gioca a meno di 40 km da Arma di Taggia, dove lui è nato e cresciuto.
Fognini da lunedì diventerà numero 12 del mondo, miglior piazzamento in carriera e ad appena 245 dalla top ten.
Dal punto di vista dello spettacolo, non è la partita più bella di sempre, si intuisce che la sfida è tra due giocatori che sanno di avere l'occasione della vita.
Tra i due quello che sente meno l'emozione inizialmente appare il serbo, che conquista il break nel terzo game. All'inizio Fabio sbatte contro un muro, ma appena alza il ritmo trovando equilibrio nei colpi da fondo l'inerzia del match cambia, Fogna trova subito il contro break, e addirittura poi conquista un break di vantaggio portandosi sul 4-2.
In un match dove gli errori superano i vincenti, vince chi sbaglia meno, e Fognini specialmente nei momenti chiave è chirurgico. Dopo 44 minuti il primo set si chiude col punteggio di 6-3 in favore dell'italiano.
Con le ali dell'entusiasmo Fognini conquista subito il break in apertura del secondo set, ma restituisce subito il game di vantaggio nel game successivo. Fognini dopo aver salvato palle break, toglie il servizio all'avversario e si porta 3-2, là si vivono attimi di paura, infatti Fognini si tocca la coscia con una smorfia di dolore che non fa ben sperare, se la fa fasciare e prosegue il match, chiudendo al secondo match point. Fognini bacia la terra di Montecarlo.
Stravince un torneo in modo meritato, da campione quel'è, facendo finalmente suonare l'inno italiano per la vittoria di un master 1000.
Questa volta nessuna polemica, ma soltanto complimenti e gioia.
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lunedì 15 ottobre 2018

Nazionale: E' il momento della svolta?

92 minuti dall'inizio di Polonia - Italia, Insigne batte il corner, Lasagna la tocca verso il secondo palo e trova Biraghi che la butta dentro da pochi passi.
Gli azzurri sbancano lo stadio Chorzow e tornano al successo che, in una gara che conta mancava da più di un anno. Con questo risultato ci salviamo e rimaniamo in serie A, mentre condanniamo Piatek e compagni alla retrocessione nella seconda divisione. Tra l'altro oltre a salvarci abbiamo la grande chance di qualificarci tra le prime quattro di questo torneo. Dovremo battere il Portogallo a San Siro e sperare che i lusitani non vincano in casa contro i polacchi.

Potrebbe essere finalmente arrivato il presupposto per la svolta, per l'apertura di un nuovo ciclo. Certo il detto "una rondine non è primavera" è più che giusto in questo contesto, ma la rete del terzino viola potrebbe davvero aver aperto nuovi orizzonti al nostro calcio.

Non volendo tornare su Ventura, su cui si è già discusso anche troppo, occorre sottolineare come Mancini abbia riportato la qualità. Quest'ultima cosa è troppo importante per una squadra che si pone obiettivi importanti. Il tecnico di Jesi vuole una compagine che giochi nella metà campo avversaria e che comandi il gioco in qualsiasi campo. Se andiamo a vedere gli 11 scesi in campo possiamo benissimo notare che la tecnica non manca assolutamente: Bonucci, Jorginho, Verratti, Insigne, Bernardeschi e Chiesa. L'Italia può fare quello che vuole, e infatti ieri è stato uno spettacolo.
Era dai tempi di Conte che non si vedeva un'Italia così intraprendente. Rispetto a quella nazionale, però questa selezione ha ancor più qualità. Nell'Europeo 2016 si è visto come fosse il gruppo a fare la differenza, la squadra odierna, oltre a essere molto unita ha un potenziale ancora più alta.
Certo si può dire che manca il vero centravanti, ma con la sua aggiunta si potrebbe risolvere il problema. Probabilmente Immobile per questo tipo di gioco non è il giocatore giusto, e la scelta di inserire Lasagna alla fine della partita di ieri potrebbe essere piuttosto indicativa.
Con Bonucci e Chiellini la difesa è al top, tra l'altro dietro di loro ci sono giocatori affidabili come Acerbi e Romagnoli, aspettando anche Caldara. Il centrocampo che appariva in grande difficoltà con Ventura, soprattutto in fase di impostazione, trova nel doppio regista la risposta a tutti i problemi.
Barella, Cristante o Bonaventura possono essere il terzo centrocampista bravo a inserirsi nell'area avversaria per ricevere i passaggi. In porta Donnarumma e Perin non si discutono.
Insomma dopo qualche anno di buio, con l'apice toccato con il mancato Mondiale sembra che un po' di luce cominci a vedersi all'orizzonte. Con questa mentalità, questi uomini con 2-4 anni in più potranno dire la loro sia all'Europeo, ma soprattutto al Mondiale 2022 in Qatar.
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