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mercoledì 11 marzo 2020

L'Atalanta è il nuovo che avanza

Nonostante il momento delicato, che percepiamo intorno a noi, proviamo a parlare di calcio. La situazione comincia a farsi pesante in tutta Europa, in Inghilterra è stata rinviata la partita tra Arsenal e Manchester City, in Liga l'associazione dei calciatori ha ufficialmente chiesto di sospendere il campionato. I calciatori, come è giusto che sia non si sentono immuni e insieme alle loro famiglie rischierebbero troppo, e onestamente non c'è proprio motivo in questo momento in cui tutta l'Europa è sotto attacco di pensare al pallone.
I risultati di ieri sera ci hanno dato i primi due nomi delle squadre che parteciperanno ai quarti di finale della Champions League. Sono due nomi su cui ai nastri di partenza nessuno avrebbe scommesso un soldo, sono due squadre che con la grande programmazione societaria sono riuscite a costruire questo capolavoro. Lipsia e Atalanta sono il nuovo che avanza nel calcio europeo.
L'Atalanta nonostante le situazioni problematiche di Bergamo si è presentata al Mestalla con grande concentrazione e voglia. Ha giocato al solito suo, con spensieratezza, senza smettere mai di giocare il suo calcio e con grandissima calma. Questo modo di giocare la porta a vincere, a vincere tanto e a farsi apprezzare in tutta Europa. L'Atalanta nel vuoto Mestalla si è presentata facendo la sua solita partita,ha voluto mettere le cose in chiaro a un minuto e mezzo dall'inizio della partita e poi ha continuato con le giocate e le progressioni magiche del suo totem Josip Ilicic ad incantare in una serata tutt'altro che spensierata. Io da quando Zamparini lo ha portato a Palermo ho sempre stravisto per lui, il suo unico problema in tutto l'arco della carriera è stata l'incostanza che non gli ha permesso di fare una carriera di un certo tipo. Ilicic quest'anno, a 32 anni suonati sta giocando la stagione più importante della sua carriera, ha segnato 15 gol in serie A e 5 in Champions. 4 dei 5 in Europa sono arrivati ieri nella magica serata di Valencia, in cui Ilicic si è preso sulle spalle l'intera Bergamo che sta affrontando una situazione difficilissima. I meriti vanno a lui, ma grande riconoscenza lui deve avere della squadra, che l'ha messo nelle condizioni di siglare queste 4 reti. Il Valencia di certo ha agevolato il compito dell'Atalanta con le assenze, ha dovuto affrontare il match con la Dea con in difesa Diakhaby e Coquelin.
L'Atalanta si è dimostrata più forte e più squadra, ha cominciato questo progresso di crescita qualche anno fa e continua a progredire con i risultati che brillano sotto gli occhi di tutti. L'Atalanta è capace all'interno di una partita di cambiare assetto e di riuscire in qualunque caso a segnare, a fare gioco e divertirsi. All'orizzonte anche se un po' oscurato dalla nebbia Coronavirus c'è un quarto di finale storico, da vivere in tutti i 180 minuti. Il problema non se lo deve porre l'Atalanta bensì la squadra che si scontrerà con la Dea.
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giovedì 12 dicembre 2019

L'impresa dell'Atalanta

Ieri vi avevo promesso l'analisi sul Napoli, ma come ben sapete l'Atalanta ha compiuto l'impresa, ha passato il girone di Champions e quindi è doveroso parlarne.
A questo punto l'articolo sul Napoli slitterà ai prossimi giorni.
La qualificazione della Dea rimarrà per sempre nei libri, un'impresa che serviva tanto al calcio italiano.
E' stata una partita non semplice, anche perchè il passaggio del turno non dipendeva solo esclusivamente dalla vittoria, serviva pure una vittoria del City.
Le cose non si erano messe benissimo, il City era passato in svantaggio, ma poi è riuscita a ribaltare la partita, inoltre da segnalare c'è anche il mancato rosso a Muriel che avrebbe ammazzato la partita.
Il primo gol è stato emozionante, con il thriller fino alla fine su un possibile fuorigioco.
Sul 1-0 c'è stata l'espulsione di Dodò per un fallo di reazione a palla lontana.
Il 2-0 è arrivato sul classico inserimento di Pasalic sul primo palo.
Il punto esclamativo è stato firmato da Robin Gosens che nei minuti di recupero ha sancito con il terzo gol il passaggio del turno.
E' una qualificazione strana, mai nessuna squadra era riuscita a qualificarsi dopo aver perso le prime 3 partite del girone.
Se andiamo a vedere il cammino dell'Atalanta, è stato un crescendo, è stata una maturazione in corso d'opera.
Tutto è iniziato con la scoppola iniziale per 4-0 contro la Dinamo Zagabria, poi è arrivata la fase dell'ingenuità, la seconda partita è stata persa e infine c'è stata la lezione contro il Manchester City che è servita tanto. Il girone di ritorno è cominciato subito con il pareggio 1-1 contro il City, nella quinta partita è arrivata la vittoria contro la Dinamo che ha permesso di mantenere le speranze di qualificazione vive, fino alla realizzazione dell'impresa nella giornata di ieri.
Nelle prime 3 partite l'Atalanta ha fatto un solo gol subendone 11, nelle altre 3 ha segnato 6 gol subendone solo 1.
Non posso che fare i complimenti all'Atalanta, che ancora una volta dimostra di essere una grande società, e soprattutto dimostra che non per forza servono tantissimi soldi per creare una squadra da Champions, la famiglia Percassi negli anni passati ha investito tantissimo sui giovani, e adesso si può permettere gli ottavi di Champions senza avere super giocatori.
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mercoledì 14 novembre 2018

Quanto è importante Ilicic per Gasperini

Al termine di Chievo Atalanta, terminata con il punteggio simil tennistico di 1 a 5 (tripletta di Ilicic), Gasperini sottolineò l'importanza dello sloveno nello scacchiere tattico bergamasco, e la fine (forse) di un periodo buio e di assestamento "mentale" per la Dea. Tralasciando numeri e vittorie (la 4° consecutiva, dopo il 4 a 1 all'Inter), l'Atalanta infatti può essere tranquillamente presa ad esempio come formazione, squadra e società, che si trova ad affrontare quel salto di qualità da realtà provinciale di medio/bassa classifica a medio/alta classifica. Non si può certo banalizzare tutto ad una questione di mentalità, perché è la qualità dei giocatori che scende in campo, ma il contraccolpo per l'uscita prematura dall'UEL, a vantaggio del Copenaghen, ha pesato. Sempre Gasperini, dopo il Chievo, ammise la delusione evidente del gruppo per un obiettivo stagionale sfumato, in virtù di averlo assaporato lungamente la stagione precedente (uscita ai sedicesimi contro il Borussia Dortmund), quasi a voler giustificare i numerosi passi falsi accaduti dopo quell'evento. Non che l'Atalanta avesse sfornato prestazioni sottotono nel periodo incriminato (da Settembre ad inizio Ottobre), ma è evidente che anche l'assenza di alcuni uomini chiave (Ilicic e Zapata su tutti, oltre che un Gomez a mezzo servizio), incise. Qui, in questa piccola crepa, si innesta tutto il succo del discorso. Quando la mente di giocatori, staff e società vola verso obiettivi ambiziosi, scendere a patti con la realtà, tramortiti dalla crudezza del risultato, è dura. Serve profondità di rosa, qualità degli interpreti e soprattutto assestamento mentale, la cui durata evidenzia la distanza in essere verso il raggiungimento del percorso di crescita iniziato dai bergamaschi. Ovvio che esistano molteplici attenuanti a sfumare questo pippotto del lunedì mattina, tra le quali un mercato impostato sul player trading e la massimizzazione delle plusvalenze possibili dei giocatori in rosa, ma ritengo che questo sia lo scalino che Gasperini, giocatori e società debbano compiere, per diventare habitué dei piani alti della A, senza più faticose rincorse autunnali o primaverili.

venerdì 10 agosto 2018

L'Atalanta ipoteca il passaggio del turno

Tutto facile per l’Atalanta, che ipoteca il passaggio del turno grazie a quattro gol in terra israeliana.
Nonostante un inizio di match distratto e pericolosamente sotto ritmo, agli uomini di Gasperini è stato sufficiente migliorare la qualità del possesso nella metà campo avversaria per trovare gli spazi giusti da cui concludere a rete.
I bergamaschi appaiono comprensibilmente ancora compassati dal punto di vista atletico, ma la qualitá tecnica a loro disposizione è sufficiente per superare il modesto ostacolo opposto dall’Hapoel Haifa.
Duvan Zapata, con la sua struttura fisica importante, richiede tempo prima di arrivare a una freschezza atletica apprezzabile, motivo per cui il confronto con Musa Barrow, più rapido e mobile per caratteristiche, si dimostra ancora impietoso. Se il gambiano dovesse migliorare velocemente dal punto di vista coordinativo e della partecipazione alla manovra, Zapata e Cornelius potrebbero pure prenotare il lato lungo della copertina.
A Pessina bisogna dare tempo. La sua prestazione è sempre generosa, ma evidentemente lacunosa sotto il profilo delle scelte e delle giocate. Il giovane centrocampista soffre dell’enorme gap che permane tra prima e seconda divisione italiana, sotto ogni punto di vista: ritmo, tempi di gioco, rapidità di decisione.
A quello che è stato il miglior giovane della scorsa Serie B (primato certificato) va concesso il beneficio del dubbio, perlomeno per il primo quadrimestre: Gasperini saprà plasmarlo a dovere.
Sulla scia di tale considerazione, è evidente come l’ingresso di Pasalic abbia notevolmente migliorato la situazione, nonostante fosse già ampiamente in ghiaccio, grazie soprattutto alle prestazioni di Toloi e Gomez.
I primi turni preliminari di Europa League non richiedono particolari strategie per formazioni di livello superiore, soprattutto italiane, spagnole e tedesche (la cui parte tecnica è preponderante nel contesto tattico generale). Tuttavia, il prossimo turno (ovvero il Playoff) proporrà un notevole incremento nella qualità dell’avversario (soprattutto nel caso in cui fosse il Copenaghen) e per questo servirà la versione atalantina più vicina alla perfezione, sia in termini di organico che di preparazione fisica.