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martedì 11 febbraio 2020

Derby pirotecnico a San Siro

Ieri abbiamo ricominciato a riavvolgere il nastro della giornata di serie A raccontando la cocente sconfitta della Roma in casa contro il Bologna. Ci sono veramente tantissimi argomenti di cui parlare e sono obbligato a dover fare una scelta. La mia decisione ricade ovviamente sul gran colpo di giornata: l'Inter ha rimontato il Milan in una serata piena zeppa d'emozioni, di grande giocate, con 6 gol e 2 pali.
Il derby è cambiato al gol di Brozovic, fino a quel momento il Milan era stato semplicemente perfetto. I rossoneri hanno preparato perfettamente la partita e hanno eseguito a perfezione le indicazioni di Pioli. La coppia Bennacer - Kessie ha retto alla grande contro un'Inter che in quella parte di campo poteva mettere seriamente in difficoltà il centrocampo milanista.
Il Milan è in tutto e per tutto il suo totem: Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese è l'uscita sicura per la palla, è il riferimento, è lo stimolo per i compagni, ma è anche il risolutore. La società lombarda prima di domenica sera aveva segnato solamente un gol di testa, nel derby invece c'è stata un inversione di tendenza, il doppio vantaggio era arrivato grazie a una sponda a 2,50 metri di altezza e ad un colpo di testa ravvicinato, tutte e due le giocate firmate Ibra. Tutto ciò era qualcosa d'impensabile fino a qualche settimana fa.
Un successo del Milan avrebbe cambiato totalmente la stagione di molte squadre del nostro campionato. Questo però non potremo mai saperlo, perchè l'Inter è rientrato dall'intervallo con gli occhi infuocati.
Ibra ha 38 anni e di conseguenza all'interno della partita ha bisogno di prendersi delle pause, è stata proprio questa la chiave di volta nel secondo tempo. Nel momento in cui il movimento costante di Zlatan è venuto a mancare, il Milan è collassato su se stesso ed è stato ribaltato dall'Inter che ha cambiato il match con la bella conclusione di Marcelo Brozovic. La bellissima stoccata del croato ha tramortito il Milan che è andato nel pallone. Brozovic è stato il giocatore che ha segnato il gol della riscossa, ma non è l'unico giocatore che ha offerto una prestazione degna di nota.
Un giocatore (che a me piace tantissimo) come Vecino si dimostra ancora una volta all'altezza della situazione, quando è stato chiamato in causa ha sempre dato ottime risposte, ha segnato il gol del momentaneo pareggio, ma in generale ha giocato una partita di grande sostanza e sacrificio.
Se Vecino ha segnato il gol del pareggio, De Vrij ha fatto ancora meglio, ha segnato un gol favoloso, una rete in torsione mantenendo l'equilibrio in maniera impeccabile. Inoltre nel primo tempo quando la squadra di Conte imbarcava acqua da tutte le parti, lui ha più volte messo delle pezze con degli interventi decisivi. L'olandese è un vero leader di questo Inter.
Alla fine ci è stata gloria anche per Lukaku, che ha segnato il gol che ha chiuso il derby.
Eriksen non è partito titolare, è entrato a gara in corso al posto di un non lucidissimo Sanchez, e nei miei occhi brilla ancora la punizione che ha tirato il danese all'incrocio dei pali da distanza siderale.
Bisogna valutare la situazione dei portieri in casa Inter, Padelli paga il lungo periodo d'inattività e non è comunque un grandissimo secondo portiere.
L'Inter nonostante la bella vittoria, non ha tempo per festeggiare, si deve preparare allo scontro diretto con la Lazio e in mezzo ha la partita di Coppa Italia contro il Napoli. Bisognerà in tutti i modi riprendere lucidità, tutto ciò sarà facilitato dal rientro di Lautaro Martinez.
Il Milan invece deve ripartire dalla dimostrazione data, d'altronde non ci scordiamo che i rossoneri nei primi 50 minuti hanno messo sotto la capolista.
E' stato un grandioso derby, una partita fantastica sotto tutti i punti di vista, un altro momento di grande spettacolo per un campionato che quest'anno è una girandola emozionale che ci sta facendo divertire.
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giovedì 9 gennaio 2020

Inter: Vidal o Eriksen?

Nello scorso post abbiamo parlato del grande colpo di mercato del Milan, che ha riportato in Italia Zlatan Ibrahimovic.
Il giocatore svedese, ha fatto il suo esordio già domenica contro la Samp, ma senza particolari acuti.
L'Inter prova a rispondere con diversi giocatori nel mirino.
La trattativa è roboante, il nome è importante, ed è quello di Vidal: il giocatore cileno sembrerebbe in rottura con il Barça, e vorrebbe essere inserito al centro di un progetto.
Il trasferimento di King Arturo sembrerebbe ancora complicato, ma non impossibile.
L'Inter vuole fortemente Vidal, che andrebbe a rinforzare un centrocampo già così interessante.
E' ovvio che se il cileno dovesse lasciare la Champions per l'Europa, sarebbe per fare il titolare inamovibile, e probabilmente Barella sarebbe il prescelto per cedergli il posto da titolare. Conte potrebbe permettersi in questa maniera di far rifiatare di tanto in tanto anche Brozovic, che in questa prima parte di stagione ha avuto pochissime occasioni per riposare.
Con le sue caratteristiche gioverebbe tantissimo all'Inter, Vidal con i suoi inserimenti potrebbe infilarsi tra Lautaro e Lukaku e creare occasioni pericolose.
Il Barça, non ha nessun altro giocatore con le sue caratteristiche, e con il prestito di Alenà al Betis, i blaugrana sarebbero costretti a tornare sul mercato, ma non penso ne abbiano particolare voglia.
L'idea del Barcellona è quello di provare a tenerlo, ma se dovesse arrivare a cederlo potrebbe dare uno sguardo all'interno della rosa dell'Inter (Sensi-Lautaro?).
Vidal non è l'unico giocatore su cui l'Inter ha messo gli occhi, un altro nome gettonato nelle ultime ore è quello di Christian Eriksen, il danese è in scadenza con il Tottenham e pare non abbia alcuna intenzione di rinnovare. Gli Spurs dunque devono fare una scelta, venderlo ora e guadagnarci qualcosa o perderlo a 0 a Luglio. Più probabile la prima opzione, ed è per questo che l'Inter si è messa sulle tracce del fantasista danese.
Eriksen, sarebbe un giocatore perfetto, insieme a Brozovic e Sensi formerebbe un centrocampo veramente vario, Eriksen trequartista si incastrerebbe bene nel 3-5-2 di Conte e con la sua qualità potrebbe saltare l'uomo e creare superiorità in fase offensiva.
Quelle di Vidal ed Eriksen , sono chiaramente le trattative più chiaccherate, ma non sono le uniche.
L'Inter a sinistra ha bisogno di un innesto, Asamoah è troppo spesso infortunato e di conseguenza l'unico terzino disponibile è Biraghi, che però non può giocare tutte le partite.
Nelle ultime ore c'è stata un'accelerata per Ashley Young, terzino 34enne ormai in uscita dal Manchester United. L'ex capitano dell'Inghilterra è ormai ai margini del progetto di Solskier, e vorrebbe trovare nuovi stimoli altrove. Sembrerebbe che la trattativa possa andare in porto, con Conte che sarebbe ben accetto di ricevere un acquisto d'esperienza per continuare a sognare e tenere testa alla Juventus.
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mercoledì 6 dicembre 2017

Roma-Qarabag pensieri

Alcuni pensieri sparsi post Roma - Qarabag
 ✓2008/09, l'unica stagione nella quale la Roma si è qualificata agli ottavi di Champions da prima del girone. Anche in quella stagione il Chelsea fece da sfondo alla fase ai gironi. Corsi e ricorsi storici.
 ✓Nove gol fatti sei subiti, 3 partite concluse con clean sheet. Il lavoro di Di Francesco è apprezzabile soprattutto dalla cintola in giù. La Roma difficilmente prende gol, confidando nella potenza di fuoco esca fuori. Si pensava Fazio potesse soffrire il gioco del tecnico abruzzese, costruito su una linea difensiva molto alta. Il difensore argentino si è rivelato, anzi, molto adatto nel migliorare l'uscita palla della squadra, elevando la qualità delle transizioni offensive. Mito sfatato.
 ✓Pochissimi avrebbero dato la Roma come seria candidata al passaggio del turno. Benché meno prima. Neofiti ed esperti del settore. Chelsea schiacciasassi di Conte e Atletico arcigno di Simeone troppo duri per i giallorossi, abituati a scoppole sonore nella massima competizione europee.
 ✓Ad inizio anno mi permisi di definire Di Francesco un'aziendalista, adatto alla necessità della Roma di non avere un allenatore esigente in ottica mercato, visto il ruolo pervasivo di Monchi. Confermo quanto detto, aggiungendo la capacità di Di Francesco di rasserenare e normalizzare un'ambiente di per sé schizofrenico. Profilo basso, poche parole, intelligenza e capacità nel rivitalizzare giocatori poco brillanti come, ad esempio, Gerson ed El Sharaawy. Si dice che il miglior cuoco è quello, che cucina un gran piatto con gli ingredienti che ha a disposizione. Verità.
✓Mi piace ripetere questo aneddoto quando l'occasione è propizia, interscambiando sport tra loro molto distanti. Calcio e Basket. Allen Iverson fu l'Allen Iverson immarcabile della stagione 2000/01, nonostante la sconfitta con i Lakers in finale, anche grazie al suo coach Larry Brown. Quest'ultimo riuscì ad entrare nella testa del cestista statunitense, convincendolo che il suo sistema di gioco fosse il migliore per raggiungere l'obiettivo finale: l'anello. Così Di Francesco ha fatto in questo scorcio di stagione con i suoi giocatori. Lo ha confermato di persona ai microfoni di Premium, lo ha garantito Perotti nei giorni scorsi con le sue dichiarazioni vs Spalletti. Nel calcio odierno dove i calciatori sono sempre più superstar, almeno al livello top, l'allenatore deve essere in primis un fine psicologo. Essere credibile agli occhi dei suoi uomini, entrare nella loro testa, per convincerli della bontà delle sue scelte. Semplice da spiegare, meno da applicare.
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