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sabato 21 novembre 2020

Nba: le prospettive di Gallinari agli Hawks

 Arrivata come un fulmine a ciel sereno nella nottata italiana la notizia della firma di Gallinari agli Atlanta Hawks. Il lombardo ha firmato un triennale da 61,5 milioni di dollari.

Le dichiarazioni di Gallinari durante il festival dello sport organizzato dalla Gazzetta avevano fatto sperare ai tifosi che fosse arrivato finalmente il momento di concorrere per qualcosa di grosso. Durante quell'intervista aveva dichiarato di mettere i soldi da parte per provare a vincere.
La notizia della firma con gli Hawks ha dunque spiazzato un po' tutti, la squadra di Atlanta non ha di certo le potenzialità per competere già quest'anno per il titolo, ma ha comunque un roster molto giovane che con l'aggiunta di qualche veterano può provare a stupire già in questa annata.

Gli Atlanta Hawks

La squadra di Atlanta gioca ad est, e in ottica lotta playoff questa è già una bella notizia. Giocatori come Trae Young, Cameron Reddish, De'Andre Hunter, Kevin Huerter e John Collins hanno davanti a loro un futuro roseo e con l'inserimento di qualche veterano possono fare un importante salto di qualità. Non ho citato appositamente nel ragionamento Clint Capela perchè a mio modo di vedere è destinato a partire. 

Atlanta era l'unica squadra che poteva offrire questo tipo di contratto a queste cifre a Gallinari, e una cifra del genere a 32 anni è difficile da rifiutare. Il nativo di Sant'Angelo Lodigiano è l'unico giocatore sopra i 30 anni ad aver ricevuto queste cifre senza aver mai preso parte all'All Star Game.
Nonostante questi soldi messi sul piatto per Gallinari, i falchi hanno ancora soldi da poter spendere. Le voci nelle ultime ore portano a Bogdan Bogdanovic, che potrebbe essere un'altra super presa per continuare questo processo di crescita. 

Atlanta lo scorso anno a causa della pandemia non ha terminato la stagione regolare e ha chiuso con un record di 20-47. Già l'anno scorso per il valore del roster questa classifica era bugiarda, con l'innesto di Gallinari e magari Bogdanovic sono convinto che questa squadra si candiderebbe seriamente a recitare una stagione gagliarda nell'est.

Perchè niente contender per il Gallo

Per gli amanti del basket è stata una sveglia strana stamattina, appena acceso il telefono sicuramente la prima cosa che è arrivata agli occhi è stata la firma di Gallinari con gli Hawks. Come piace fare in Italia, non si è perso un attimo e un sacco di persone si sono riversate sui social per criticare la scelta del Gallo.
Le dichiarazioni di Gallinari erano state altre, voleva andare in una squadra da anello.

Se però scorriamo le varie contender è difficile trovare un posto a delle cifre accettabili per un giocatore da 20 punti a sera in Nba.

  • Nei Bucks nel ruolo del Gallo ci sono Middleton e Antetokoumpo
  • Dallas che poteva probabilmente avere margine non si è mossa 
  • Boston sta provando in tutti i modi a estendere Hayward
  • Miami ha rifirmato Dragic e Leonard e pare intenzionata a confermare Crowder
  • Lakers hanno firmato Harrell, Matthews e devono ancora confermare Anthony Davis
  • Clippers aldilà della point guard sembrano voler rimanere così
In poche parole nessuna squadra che puntava al titolo aveva strettamente necessità di uno come Gallinari, e soprattutto avevano pochissimo spazio salariale.
Il lombardo negli ultimi anni sta dimostrando di valere tanto e anche il numero di problemi fisici è diminuito notevolmente. 
Ha scelto gli Hawks che sono una squadra dal futuro certo, ad un contratto che nessun altro poteva offrirgli.





giovedì 5 marzo 2020

Garbage Time

Bentornati con Garbage Time, la rubrica che fa il punto della settimana Nba appena trascorsa.
Abbiamo tantissime cose di cui parlare, con anche un tema scottante che esce dal parquet.
E' stata una settimana ricca di career high:

  1. Mitchell Robinson realizza 23 punti in una settimana in cui i Knicks vincono due partite.
  2. Jerami Grant mette a referto 29 punti nella vittoria contro Detroit dei Nuggets.
Proprio Denver ha perso in maniera pesante (103-132) lo scontro diretto contro i Clippers, e ancora una volta probabilmente gli manca l'ultimo tassello per essere una reale contender. Al momento sono comunque terzi nella Western Conference con un record di 41-20.

I Clippers hanno subito il career high più pesante della settimana, ovvero il record di punti di Shake Milton. Giocatore che gioca poco, ma quando viene chiamato in causa risponde sempre alla grande. Questa grande prestazione acquista ulteriormente valore se consideriamo che i Clippers attuano una buona fase difensiva.

Altro career high è quello di Seth Curry (sconfitta contro gli Heat). Mavericks che nell'ultimo periodo non riescono a trovare continuità, ma rimangono saldamente in settima posizione nella Western Conference.

Questa settimana c'è stato per la prima volta Zion contro Lebron, era una partita molto attesa, e ha rispettato le aspettative. Le due star hanno giocato alla grande rendendo molto avvincente la partita.

Nella Eastern Conference i Bucks continuano a dominare la lega. Giannis ha fatto registrare la prima partita in carriera da 40 punti e 20 rimbalzi (41+20) nella partita più faticosa del previsto contro gli Hornets. Un dato però assolutamente da sottolineare sono le due sconfitte rifilate in stagione su altrettante sfide degli Heat proprio a Milwaukee.

Inoltre Cobe White è il primo rookie dopo Micheal Jordan nella storia dei Chicago Bulls a fare 3 partite di fila sopra i 30 punti.

Passiamo all'argomento caldo della settimana, perchè abbiamo assistito allo scambio di frecciatine tra Giannis e Harden. Tutto è partito dalla mancata scelta di Harden tra i titolari dell'All Star Game. Antetokoumpo ha preferito scegliere Trae Young. A questo si sommano delle dichiarazioni del greco che reputa il gioco di Harden  brutto e non coinvolgente per i compagni.
La risposta di Harden non si è fatta attendere, ed ha risposto dicendo che se lui avesse il fisico di Giannis farebbe 50 punti, 20 rimbalzi e 20 assist a sera.
Io non mi voglio esprimere su questa accesa discussione, ma onestamente devo ammettere che mi piace quando due giocatori se le dicono di tutti i colori.

Chiudiamo col quintetto della settimana:
  1. Shake Milton
  2. Giannis
  3. Jerami Grant
  4. Mitchell Robinson
  5. Seth Curry
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venerdì 6 dicembre 2019

Garbage Time Il ritorno

Dopo aver faticato a pubblicare contenuti sul blog nelle prime due settimane di Nba, eccoci qua per ricominciare la nostra rubrica Garbage Time, che ci porta dentro il mondo a stelle e strisce, andando a rivivere le situazioni più importanti avvenute in settimana.
Questa è la sesta settimana di regular season.

Milwaukee torna a essere prima nella classifica globale della Nba (insieme ai Lakers) col record di 19-3. Sono arrivati a 13 vittorie consecutive, con un Giannis stratosferico che ultimamente riesce anche a far canestro da oltre l'arco.

Come detto in precedenza un'altra squadra molto calda sono i Lakers. LeBron è diventato il quarto giocatore nella storia della Nba a superare quota 33000 punti. In settimana abbiamo potuto assistere al ritorno di Anthony Davis in quel di New Orleans dove è stato accolto con tantissimi fischi.
Lui ha risposto sul campo con una prestazione da 41 punti e ha permesso ai Lakers di rimontare uno svantaggio di 20 punti e d'imporsi per 114-110.

Una squadra su cui io riponevo qualche dubbio almeno sul breve periodo mi sta stupendo particolarmente, sto parlando dei Dallas Mavericks versione europea. Hanno interrotto la striscia di vittorie dei Lakers. Ovviamente non si può non parlare di Luka Doncic, che ha infranto un altro record: è diventato il terzo giocatore di sempre a chiudere un mese con la tripla doppia di media.

In questa settimana densa, c'è stato pure il ritorno dei 76ers a Toronto dopo l'eliminazione negli scorsi playoff. Si avvertiva che aleggiava tensione nell'aria e Embiid ha chiuso la partita con 0 punti segnati, suscitando l'ilarità di Drake e di mezzo mondo.
Parlando dei Raptors invece non possiamo che complimentarci con loro, nonostante la perdita di Leonard, si stanno dimostrando una squadra solidissima con Siakam che sta giocando una stagione da all star.
Per quel che concerne James Harden, non esiste garbage time dove lui non venga menzionato, quindi non perde occasione per farsi notare ed essere inserito nella rubrica. Questa settimana il Barba ha segnato 60 punti in solo 3 quarti, e si è lamentato con D'Antoni, quando è stato tirato fuori perchè voleva provare a fare il career high.
Ultima notizia è il ritorno ad alti livelli di Carmelo Anthony, questa settimana ha vinto il premio come miglior giocatore della Western conference, non vinceva questo premio dal 2014 quando vestiva la maglia dei New York Knicks. Tra l'altro in questi giorni i Blazers hanno trasformato il contratto di Melo da parzialmente garantito a totalmente garantito. Felice per lui e spero che possa giocare ancora per qualche anno ad alti livelli.
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sabato 13 luglio 2019

Scambio Westbrook-Paul tra Okc e Houston

Dopo aver parlato nella giornata di ieri delle mosse di mercato dei Los Angeles Clippers, siamo qui per discutere di un'altra trade che ha scosso per l'ennesima volta il mercato NBA.
Ebbene Russell Westbrook è un nuovo giocatore degli Houston Rockets, e andrà a comporre il duo delle meraviglie con James Harden. Per Westbrook, Houston ha sacrificato 4 prime scelte al draft: due protette e due scambi.
Nel breve termine la trade dovrebbe essere stata vinta dai Rockets, ma nel lungo periodo i Thunder potrebbero aver fatto la scelta giusta, infatti potrebbero trovarsi nei prossimi anni con tantissime scelte al primo giro che potrebbero permettere di scegliere diversi giocatori alle prime chiamate del draft..
Houston potrebbe aver trovato un duo veramente atomico, certo molti in questi giorni dicono che hanno bisogno di due palloni in campo per giocare assieme, ma la stessa cosa si affermava quando Chris Paul arrivò a Houston e poi in qualche modo sono arrivati due volte a un passo dalle finali NBA.
Se mettiamo nella stessa situazione un Russell Westbrook più atletico, più pronto fisicamente, più giovane, teoricamente le cose dovrebbero migliorare in Texas.
Se i risultati non dovessero essere quelli sperati per Houston i problemi sarebbero enormi, da parte dei Rockets questa è stata una scelta molto rischiosa, e sarà molto curioso vedere come Mike D'Antoni riuscirà a rendere efficace questo duo.
Il gioco penetra e scarica di Westbrook messo in un sistema di gioco come quello di Houston, che prevede solo tiratori potrebbe diventare l'arma segreta dei Rockets.
Su questo duo ho parecchi dubbi e non credo che porterà ai risultati sperati, ma se mi dovessi sbagliare e riuscissero a trovare la quadra a quel punto diventerebbe parecchio complicato contrastare gli Houston Rockets.
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venerdì 12 luglio 2019

Kawhy Leonard e Paul George ai Los Angeles Clippers

Dopo quasi un mese di pausa dovuto ad impegni personali e vacanze, torno a scrivere sul blog.
Neanche il tempo di allontanarsi che ci sono state un sacco di bombe di mercato in NBA.
Cominciamo dalla notizia che ha sconvolto letteralmente la parte Clippers di Los Angeles: l'arrivo di Kawhi Leonard e Paul George, il primo è arrivato dalla free agency e ha firmato un triennale da 103 milioni, mentre il secondo è arrivato in cambio di Gallinari,Shai Gilgeous Alexander e quattro prime scelte.
Da quello che è trapelato, sembrerebbe che nel primo incontro Leonard avrebbe detto alla dirigenza Clippers, che lui avrebbe firmato con la franchigia solamente se fosse arrivata un'altra star.
Questi due, vanno ad aggiungersi ad un roster già di suo molto valido,con Patrick Beverley, Lou Williams, Montrezl Harrell, Mo Harkless e Landry Shamet.
Inoltre sembrerebbe che sia stato Paul George a chiedere la trade ai Thunder
I Toronto Raptors perdono Kawhi Leonard dopo una stagione, ma hanno vinto il titolo.
I Lakers, hanno preso Anthony Davis, Danny Green e Avery Bradley, ma non sono riusciti a convincere Leonard.
La squadra che invece stupisce di più con questa trade è ovviamente Oklahoma City (che nel frattempo ha pure scambiato Westbrook a Houston in cambio di Chris Paul), adesso sembrerebbe che sia Gallinari che Paul siano destinati a lasciare i Thunder per accasarsi magari in qualche contender.
Adesso dopo questa mossa i Clippers possono tranquillamente inserirsi nella lista per il titolo.
In pochissime ore è cambiata per l'ennesima volta completamente la NBA.
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giovedì 30 maggio 2019

Tempo di Finals NBA

Ebbene si, il momento più atteso per gli appassionati di basket americano è arrivato, purtroppo dopo 7 mesi di basket ad alto livello, siamo arrivati all'epilogo di questa stagione.
Ad Ovest è arrivata la squadra che da tutti era data come l'avversaria da battere,  che dunque ha mantenuto i pronostici.
Ad Ovest c'era lo spazio vuoto lasciato da Cleveland, che è stato colmato dai Toronto Raptors di Kawhi Leonard.
Si tratta di due squadre molto diverse, con i Warriors che partono favoriti, anche perchè i Raptors potrebbero pagare l'inesperienza a questi livelli. Gli unici ad aver giocato partite di questo tipo sono stati Ibaka, Green e Leonard.
Già questo sarà un fattore positivo per i Warriors e negativo per i Raptors.
Gara 1 si giocherà a Toronto, perchè i Raptors hanno avuto un record migliore durante la stagione regolare. Neanche a dirlo, per rimanere nella serie, per Toronto è necessario che la panchina sia produttiva.
Nelle finali di Conference la sostanziale differenza è stata data dalla panchina. Per capire questo concetto basta guardare la differenza tra le prime due partite della serie (quelle vinte dai Bucks) e le altre partite.
Nelle prime due uscite la panchina dei Raptors non è neanche scesa in campo. Cosa ben diversa è accaduta nelle altre 4 partite, in cui la panchina dei Raptors ha surclassato letteralmente gli avversari.
Per Toronto il giocatore chiave potrebbe essere Marc Gasol, lo spagnolo nelle finali di Conference, non ha praticamente mai messo piede dentro l'area, ma con l'assenza di Cousins può avere il vantaggio con tutti gli avversari.
Kerr potrebbe optare per Green in marcatura sul centro spagnolo, Gasol è alto 2,16 m mentre Green 2,1 m. Questo significa che Gasol può tranquillamente tirare in testa a Green e mettere in difficoltà gli Warriors, attirando raddoppi e lasciando tiratori liberi per le conclusioni da 3. Bisogna inoltre ricordare che Draymond è un tipo abbastanza caldo, e potrebbero dunque scapparci dei falli tecnici.
Dal punto di vista difensivo Gasol, si potrebbe trovare più in difficoltà. I Raptors non devono assolutamente cambiare sul pick and roll Curry-Green, perchè altrimenti lo spagnolo finirebbe in marcatura su Steph Curry.
Toronto per mettere in difficoltà la squadra della baia dovrà scoprire un gioco di squadra che debba mettere tutti nelle condizioni migliori per giocare.
Golden State dalla sua, deve cercare di tornare alla Oracle Arena, con almeno una vittoria conquistata in Canada per evitare che possano nascere dei malumori all'interno dello spogliatoio.
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mercoledì 15 maggio 2019

Garbage Time edizione playoff

Diamo nuovamente continuità a Garbage Time, la rubrica che racconta tutto ciò che è accaduto nella settimana precedente nei parquet NBA.
In questa settimana abbiamo visto la fine di tutte e quattro i turni di playoff e adesso ci apprestiamo a vivere le finali di Conference. é stata una sette giorni di partite spettacolari e divertenti.
Cominciamo dalla serie che è finita prima, ovvero Milwaukee Bucks - Boston Celtics.
Delusione pazzesca i Celtics, che erano una delle squadre più accreditate per raggiungere le NBA Finals. Uno dei principali candidati a doversi assumere le proprie responsabilità è Kirye Irving, che è stato autore di alcune prestazioni veramente scadenti. La colpa non è sua, non è di Stevens e neanche di Hayward, ma troppe cose sono andate storte quest'anno ai Celtics.
Irving, è il giocatore che più si è esposto davanti ai giornalisti e quindi merita qualche critica in più rispetto ad altri.
Dopo questa disfatta ci saranno sicuramente tante decisioni chiave da prendere per Danny Ainge.
Vedendola dalla parte dei Bucks, Antetokoumpo, dopo aver perso malamente gara 1 si è messo in moto e ha letteralmente spazzato via i celtici.
I Bucks incontreranno in finale di conference i Toronto Raptors, che hanno estromesso dalla corsa al titolo i Philadelphia 76ers in gara 7. Gara 7 molto rocambolesca, con Kawhi Leonard ancora una volta dominante, è quarto in assoluto per punti segnati all'interno di una singola serie di playoff, sta viaggiando a 36 punti di media. Raptors che dando via DeRozan, hanno preso Kawhy e sono arrivati alle finali di conference.
Leonard è forse l'unico giocatore in grado di bloccare Giannis, e sicuramente sarà una serie spettacolare, d'altronde si sfidano le due migliori compagini dell'est.
Passiamo alla Western Conference parlando dell'eliminazione degli Houston Rockets. Eliminazione in gara 6 che ha sorpreso parecchio, infatti dopo l'infortunio di Durant in gara 5, tutti davano già la serie a gara 7, ma poi sono entrati in gioco gli Splash Brothers, che hanno portato da soli gli Warriors alle conference Finals. Perdere in gara 6 in quella maniera non è accettabile per i Rockets, che avevano una chanche ghiottissima di portare la serie alla settima partita, e l'hanno sprecata.
Per Houston, era l'occasione della vita, e non l'hanno sfruttata.
Ultima serie è quella tra Denver Nuggets e Portland Trail Blazers, che si è conclusa in gara 7 con un suicidio sportivo da parte dei Nuggets, che dopo essere stati sopra di 18 punti ad inizio partita, sono partiti di nervi. I Blazers invece sono rimasti tranquilli, e alla fine trascinati da McCollum, Turner e Lillard hanno portato a casa gara 7 tornando alle finali di Conference dopo 19 anni.
Adesso si scontreranno contro gli Warriors, e voglio godermi la serie, perchè questi Blazers sono impronosticabili e possono ancora stupire.
Delusione comunque i Nuggets, che hanno pagato l'inesperienza e diverse scelte errate nella partita decisiva.

mercoledì 8 maggio 2019

Garbage Time speciale playoff

Dopo una settimana di pausa dovuta a diversi impegni personali, eccoci ritornati con Garbage Time, la rubrica che riassume tutto quello accaduto nella settimana precedente.
Anche in questa settimana ci siamo divertiti tanto, con molte partite in bilico fino alla fine.
Partiamo da Golden State-Houston, i Rockets vincendo ieri notte hanno portato la serie in parità, e adesso andranno a Oakland con tutta la pressione addosso ai campioni in carica.
Partite non bellissime, ma molto equilibrate, giocate con il sangue agli occhi da ambe le parti.
Harden nonostante l'occhio rossissimo dopo la botta subita da Draymond Green, sta mettendo su numeri pazzeschi che stanno permettendo ai texani di rimanere incollati ai campioni in carica.
La serie più divertente del secondo turno è invece Denver-Portland, che ha toccato l'apice nella partita dell'altra notte che ha avuto ben 4 supplementari, con le squadre rimaste quattro ore e mezza sul parquet e con Jokic che ha toccato i 65 minuti. Partita incredibilmente risolta da Rodney Hood, che viene pescato dalla panca nel quarto supplementare e infila la bomba della vittoria.
Stanotte i Nuggets hanno vinto gara 5 con un immenso Jokic, e hanno portato la serie sul 3-2.
Passando nell'altra Conference andiamo a vedere la serie tra Boston e Milwaukee. Avevamo parlato della vittoria nel Wisconsin da parte dei celtici, ma da quella partita Boston non ne ha più vinta una, con Milwaukke che ha vinto due volte al Boston Garden e portandosi sul 3-1. Questa serie dal punti di vista spettacolare e probabilmente quella che sta deludendo di più, non ci sono state partite ai supplementari o vinte alla sirena, si vede che sono due squadre corazzate per andare avanti nei playoff e si stanno giocando una finale anticipata. Sul 3-1 penso che la serie sia giunta al capolinea, occhio però a dare per morti i Boston Celtics.
L'ultima serie di cui parleremo e ovviamente quella tra Philadelphia e Toronto. Kawhy sta viaggiando a cifre stratosferiche. Toronto dopo la vittoria facile di questa notte conduce la serie 3-2. In questa serie stanno deludendo Simmons ed Embiid (tolta gara 3), che stanno lasciando completamente solo Butler. Un accoppiamento interessante è quello tra Gasol ed Embiid, il lungo dei Sixers sta patendo molto la marcatura del centro spagnolo, che lo sta tenendo a cifre tutto sommato ragionevoli.
Il giocatore che sta mancando ai Raptors è Lowry, come ogni anno quando arrivano i playoff, il playmaker sembra scordarsi come si gioca a pallacanestro.
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martedì 23 aprile 2019

Garbage Time speciale playoff

Edizione speciale del classico Garbage Time, che c'ha accompagnato lungo tutta la stagione regolare.
Questo riassunto riguarda i primi 10 giorni, dove sono successe parecchie cose intriganti.
Cominciamo a parlare salutando la prima squadra che è stata eliminata, gli Indiana Pacers.
I Pacers privi della loro star Oladipo, avevano poche possibilità e i Celtics, giocando male, ma difendendo si qualificano agevolmente al secondo turno.
La cosa più incredibile successa fino ad ora in questi playoff è stata la storica rimonta con vittoria annessa dei Clippers sui Warriors all'Oracle Arena.
A metà del terzo quarto i Clippers erano sotto di 31 punti, ma sono riusciti lo stesso a vincere in casa dei campioni in carica.
A questa vittoria sono susseguite due successi dei Warriors nella città degli angeli, che hanno portato Golden State sul 3-1.
Altra cosa da menzionare sono le botte a cui abbiamo potuto assistere nella serie tra Nets e 76ers.
Philadelphia dopo aver perso all'esordio ha rifilato tre sconfitte ai Nets che hanno praticamente chiuso la serie. Questa è stata una serie molto divertente, ricca di colpi di scena, vittorie in trasferta, dichiarazioni incredibili con Embiid e Dudley che sparano cavolate senza pensarci troppo.
Altra serie interessante è Oklahoma City-Portland Trail Blazers.
Il 3-1 di Portland è dato probabilmente dall'infortunio di Paul George e dalla brutta serie giocata da Westbrook.
Serie che sta vedendo la splendida lotta tra Lillard e Westbrook, con Portland che grazie a un rinato Kanter non sta sentendo la mancanza dell'infortunato Nurkic.
Un altro primo turno molto interessante, che ancora deve entrare nel proprio culmine è quello tra Spurs e Nuggets. Punteggi alti e partite rocambolesche, con entrambe le squadre che sprecano un vantaggio di 20 punti in trasferta perdendo.
Partite parecchio divertenti fra due squadre che si rispettano, con Malone che è stato in passato assistente allenatore di Popovich e ha impresso su questi Nuggets qualche segreto dell'allenatore degli Spurs.
La serie che invece più mi ha deluso è stata quella tra Utah Jazz e Houston Rockets.
Gli Houston si trovavano fino a questa notte 3-0, poi un moto d'orgoglio di Mitchell ha evitato lo sweep. In gara tre i Jazz hanno perso con Mitchell che ha sbagliato la bomba del pareggio e con Harden che ha fatto 0-15 dal campo prima di trovare il fondo della retina.
La serie che invece mi ha sorpreso è stata quella tra Toronto Raptors e Orlando Magic.
In gara 1 i Magic hanno espugnato l'air Canada Centre, con i Raptors che si sono successivamente portati sul 3-1 anche se il punteggio non rispecchia quello visto in campo.
La serie che doveva essere meno interessante e si è rivelata tale, è stata quella tra Milwaukee Bucks e Detroit Pistons. I Bucks nella notte hanno vinto gara 4 e hanno raggiunto i Celtics al secondo turno.
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lunedì 8 aprile 2019

Garbage Time

Venticinquesima e ultima settimana di Nba per quel che concerne la regular season e dunque per Garbage Time. La rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti della settimana trascorsa.
Settimana con parecchie cose incredibili con in primis la settimana da leoni di Westbrook.
La stella dei Thunder pensa bene di registrare un 20+20+20.
Raggiunge Wilt Chamberlain come unica persona nella storia dell'NBA ad aver fatto una cosa del genere. Basta questo per renderla una prestazione leggendaria. Grazie a questa storica prestazione è riuscito ad avere la tripla doppia di media per la terza stagione consecutiva. Nonostante questo giocatore abbia una miriade di problemi riesce a essere super decisivo.

Altra notizia che ha scosso il mondo a stelle e strisce è stata quella riguardante Steph Curry, il giocatore dei Warriors ultimamente non vedeva bene. Per questo ha cambiato lenti ed adesso vede perfettamente. Rimanendo in tema Warriors, questa settimana la squadra della baia ha vinto lo scontro diretto contro Denver, assicurandosi definitivamente il primo posto nella Western Conference.

Parlando di playoff andiamo a seguire la lotta serrata che infuoca nella Eastern Conference. Stanotte si sono ufficialmente qualificati ai playoff gli Orlando Magic e i Brooklyn Nets. I Magic tornano nella postseason, dove mancano dal 2012, mentre i Nets tornano a giocare i playoff dopo la stagione 2014/2015.

Usciamo dal parquet per parlare delle dichiarazioni folli di Paul Pierce. Ha detto che lui non ha ricevuto le stesse attenzioni che sta ricevendo Wade nell'anno dell'addio. Ha infierito dicendo che lui ha avuto una carriera migliore di Wade. Probabilmente ha fatto queste dichiarazioni per avere un po' di risonanza mediatica e l'ha ottenuta. Per quel che riguarda Wade, stiamo parlando di una delle 3 migliori guardie di tutti i tempi (Jordan, Bryant, Wade).
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lunedì 11 marzo 2019

Garbage Time

Come ogni lunedì, ben ritrovati a Garbage Time, la rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti della settimana precedente.
Per la prima volta dall'inaugurazione di questa rubrica, questa settimana non sono successe cose così eclatanti, ma come sempre record infranti e belle partite ci hanno accompagnato durante questa 21esima settimana di NBA.
Partiamo dai derelitti Los Angeles Lakers, che hanno mezza squadra infortunata e hanno praticamente mollato definitivamente la speranza playoff.
LeBron James ha superato Michael Jordan nella classifica dei marcatori di tutti i tempi. Dunque nonostante la pessima stagione dei gialloviola un plauso va comunque a LBJ.
Questa settimana ci sono stati alcuni scontri diretti per un posto ai playoff.
Quello più recente (ieri sera) riguarda i 76ers e i Pacers, ed ha visto trionfare la squadra di Philadelphia che con questa vittoria si prende il terzo posto.
Altra partita interessante è stata quella della Oracle Arena, che ha visto i Boston Celtics dominare sui Golden State Warriors, sulle  spalle di Hayward con un trentello.
Terzo scontro diretto è stato quello tra Oklahoma City e Portland che si giocano il quarto posto a Ovest insieme a Houston. In quella partita Lillard ne ha sparati 51, ma ha perso al supplementare.
Da segnalare le due settimane paurose di Karl Anthony Towns, che dopo l'incidente sta viaggiando a cifre incredibili ( 35 ppg, 15 r).
Fuori dai playoff ci sono i Suns, che però misteriosamente continuano a vincere partite, con il picco stanotte, dove hanno battuto gli Warriors all'Oracle Arena con un Booker da 37-8-11.
In questi sette giorni abbiamo assistito alle prime qualificazioni ufficiali ai playoff, con i Bucks e i Raptors.
Per la lotta playoff, a Est c'è una bella lotta per il 6° posto tra i Pistons e i Nets.
A Ovest la battaglia è ancora più interessante con Jazz, Spurs e Clippers che continuano a vincere in maniera convincente.
Fatemi sapere cosa ne pensate e noi ci sentiamo in un prossimo post.
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lunedì 4 marzo 2019

Garbage Time

Come ogni primo giorno della settimana ormai, ben ritrovati a Garbage Time, la rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti della settimana passata.
Ridendo e scherzando, siamo arrivati alla ventesima settimana di stagione regolare.
Ovviamente come tutte le settimane quest'anno sono successe tante cose degne di nota.
L'evento più eclatante è stato la partita tra Chicago e Atlanta che si è conclusa con la vittoria dei Bulls per 168-161 dopo 4 supplementari. Oltre ai 4 OT in questa partita sono da segnalare i career high di Lavine (47 punti), career high per Trae Young (49 punti e 16 assist). Il rookie degli Hawks, ha trascinato i suoi all'overtime e ha lottato praticamente da solo per portare a casa la partita.
Altro evento storico in questa settimana, è la conclusione di partite con almeno 30 punti da parte di James Harden, si è fermato dopo 32 partite, la seconda striscia più lunga nella storia della NBA.
Ha portato praticamente da solo i Rockets ai playoff, in una stagione che era partita molto male.
Sono d'accordo sul fatto che il suo modo di giocare possa piacere o no, ma sta facendo una stagione paurosa che potrebbe portarlo al secondo MVP consecutivo (Giannis permettendo).
Storiche le 1500 partite in NBA raggiunte da Dirk Nowitzki l'altra notte allo Staples Center, con il bellissimo gesto di Doc Rivers, che a 9 secondi dalla fine prende il microfono e chiama una standing ovation per una leggenda.
In questa settimana i Warriors hanno perso due partite consecutive, una a Miami con un buzzer beater molto fortunato di Wade. Dopo questa sconfitta rocambolesca, i Warriors probabilmente ancora un po' storditi perdono pure contro i Magic.
Rimangono comunque al comando della Western Conference, anche grazie a un leggero calo dei Nuggets che hanno perso le ultime due.
 Ultime notizia abbastanza importante riguarda il mercato, con Pau Gasol che ha raggiunto il buyout con gli Spurs e dovrebbe a breve accasarsi ai Milwaukee Bucks dove potrebbe portare l'esperienza che manca per andarsi a prendere le Finals.
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lunedì 4 febbraio 2019

Garbage Time

Quinta settimana consecutive con Garbage Time, la rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti del panorama NBA della settimana passata.

Ennesima settimana in cui succedono tantissime cose, e come sempre sono pronto a raccontarvi tutto.

L'argomento che ha fatto scalpore all'interno del mondo a stelle e strisce è stata la richiesta di trade da parte di Anthony Davis nei confronti della sua franchigia (New Orleans Pelicans).
Il giocatore si è detto frustrato perchè sta sprecando il suo talento.
Nonostante il giocatore sia abbastanza solo, ha comunque delle colpe, vedi ad esempio il fatto che non giochi venti partite ogni anno a causa degli infortuni.
Le squadre che sembrano avvantaggiate per accaparrarsi il centro dei Pelicans sembrano i Lakers e i Celtics.
Dopo c'è stata una dichiarazione da parte del padre di Davis, che diceva che non avrebbe mai potuto accettare che il figlio militasse nei Celtics, perchè questa franchigia aveva trattato in modo ignobile Isaiah Thomas.
Secondo alcuni fonti vicine al giocatore, si dice che l'unica alternativa gradita ad AD sarebbero i Los Angeles Lakers, ma ovviamente il potere è in mano alla franchigia.
Dalla parte dei gialloviola, sembrerebbe che abbiano offerto mezza squadra per arrivare al giocatore dei Pelicans.
Forse è esagerato dare via tutto lo young court (Ball, Kuzma, Ingram e Hart) per arrivare ad Anthony Davis, ma solo il futuro potrà dare risposte certe.
Col fatto che i Pelicans non lo perdono a 0 questa estate non hanno tutta questa fretta di scambiarlo.

L'altra cosa che ha sconvolto il panorama NBA riguarda le convocazioni per l'All Star Game.
A Est tutto sommato sono chiamate che possono starci, Middleton è stato premiato per essere la spalla di Antetokoumpo ai Bucks, Oladipo è stato sostituito con D'Angelo Russell e sono contento per Vucevic, che finalmente riesce a entrare nella gara delle stelle.
Il vero dramma lo possiamo trovare a Ovest, dove queste chiamate mettono in dubbio il metodo del voto.
Se uno vota ogni giorno per un mese un giocatore, Doncic prende 4 milioni di voti, D-Rose prende 3 milioni di voti e poi non li ritrovi neanche nelle riserve il sistema si dimostra incoerente.
Al loro posto troviamo gente come Aldridge, Thompson o Towns, che stanno facendo delle ottime stagioni, ma se la gente da molti più voti ad altri giocatori è giusto mandare gli altri giocatori.

Per parlare un po' di basket giocato, andiamo a guardare le classifiche.
A Est i Bucks hanno battuto Toronto ed adesso hanno due partite di vantaggio proprio sui Raptors.
A Ovest, invece i Nuggets si sono ripresi il primo posto con 6 vittorie consecutive e con un Jokic straripante che continua a inanellare prestazioni straordinarie.

Commentate, condividete e rimanete in attesa di prossime novità.
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lunedì 28 gennaio 2019

Garbage Time

Quarto appuntamento con Garbage Time, la rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti del panorama NBA della settimana precedente.

Partiamo da un possibile antipasto delle prossime NBA Finals: Golden State Warriors - Boston Celtics.
Dal mio punto di vista queste due squadre sono le compagini più forti e più complete della lega.
La partita di questa settimana è stata una super partita, sempre in equilibrio fino alla fine.
Gli Warriors hanno dalla loro l'immarcabilità, perchè con il rientro di Cousins potenzialmente non hanno nessun punto debole, ma onestamente spero in questa finale perchè secondo me Boston ha l'unica difesa ben organizzata per poter tenere a bada gli Warriors formato NBA Finals.

Purtroppo devo raccontare del brutto infortunio subito da Oladipo che lo costringe a terminare la stagione corrente. Nel particolare la star dei Pacers si è procurato la rottura del tendine quadricipite della gamba destra, cadendo male sul parquet.
Probabilmente questo infortunio porterà Indiana a scendere sensibilmente nella classifica della Eastern Conference.

Considerato l'avvicinarsi del 7 febbraio (trade deadline) mi sembra giusto andare a vedere i possibili spostamenti.
Partiamo con i Memphis Grizzlies; sembrerebbe che sia Gasol che Conley siano stati messi sul mercato. Questo a evidenziare quanto Memphis voglia ripartire da zero, nonostante negli scorsi anni dei bei risultati erano arrivati.
Per il prossimo punto ci trasferiamo ovviamente a Houston, non esiste Garbage Time senza Il Barba.
Il signor Harden questa settimana ha pareggiato il record di Kobe per punti al Madison Square Garden, con 61 punti.
Sognava un suo momento al Garden, l'aveva detto prima della partita, ha trovato dei buoni Knicks, ma si è preso lo stesso la sua giornata di gloria firmando un mostruoso season high con 61 punti e tante giocate fuori dal normale. 61 punti frutto di azioni personali, nessuno su assist.
Fuoriclasse, fenomeno, campione  bohh...
I Rockets occupano la quinta piazza a Ovest e tutto il merito è di James Harden.

Squadra più in forma della lega neanche a dirlo gli Warriors con 10 vittorie in fila.
Altra squadra in formissima sono i Nets, che hanno inanellato ben 6 vittorie consecutive e si trovano in sesta posizione nella Eastern Conference.

Questa settimana sono finalmente usciti i tanti attesi quintetti per l'All Star Game: Doncic e Rose sono usciti dai quintetti titolari. Sono entrati invece Harden e Durant.
A Est invece, Wade è sparito e al suo posto è stato scelto Kemba Walker.

Commentate, condividete e ci risentiamo la prossima settimana.
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lunedì 21 gennaio 2019

Garbage Time

Terza settimana, terza puntata di Garbage Time, la rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti del panorama NBA della settimana precedente.

Quattordicesima settimana, ennesima settimana divertente e ricca di spunti.

La scorsa settimana l'ultima notizia era stata quella di Irving che si lamentava coi compagni di squadra, questa settimana risponde coi fatti firmando il career high con gli assist (18!!) contro Toronto, a seguire altre due prestazioni parecchio convincenti e i Celtics si trovano a tre vittorie consecutive dopo le sue dichiarazioni.

Nel frattempo sono uscite le votazioni per l'All Star Game e Luka Doncic si trova ancora in terza posizione, dietro soltanto a LeBron e Giannis.
Dal mio parere, nonostante i numeri che sta tirando giù, il terzo posto nelle votazioni è esagerato, fa strano vedere Durant, Irving, Curry e altri dietro a un giocatore che sta giocando una bella pallacanestro, ma è soltanto al primo anno.

Settimana del London Games, in cui i Knicks hanno pensato bene di buttare via un vantaggio di 11 punti all'inizio del 4 quarto.

La notizia più interessante e bella per gli amanti del basket è il rientro di DeMarcus Cousins, il centro ex Pelicans ha fatto il suo esordio venerdì notte contro i Clippers, siglando 14 punti in 15 minuti, e commettendo 6 falli. Da notare la schiacciata a una mano segnata all'inizio della partita.
Chissà che questo giocatore non possa porre fine alla corsa al primo posto delle altre compagini.

Parlando di Warriors (squadra più calda dell'NBA con 7 vittorie consecutive) bisogna parlare di un record che hanno battuto nella battaglia per il primo posto contro i Nuggets,
Golden State ha segnato 51 punti nel solo primo quarto, questo record durava da quasi 20 anni, curiosamente, anche in quella occasione furono i Nuggets ad avere la peggio (i Suns ne fecero 50 nel primo quarto del 10 novembre 1990).

Probabilmente non ne potrete più di sentir parlare di James Harden, ma purtroppo questo ragazzo qua non ha nessuna intenzione di fermarsi, questa settimana ha piazzato ben due cinquantelli ed è alla diciottesima gara consecutiva con almeno 30 punti a referto.
Con gli infortuni di Paul, Gordon e Capela, sta cercando e sta riuscendo a tenere a galla i Rockets praticamente da solo.

Guardando invece le posizioni più basse delle conference, possiamo perfettamente notare che i Cleveland Cavs non hanno la minima intenzione di vincere una partita.
Ancora peggio stanno andando i Bulls, che sono in striscia negativa da ben 10 partite.

A Ovest invece rimangono isolati i Suns, che questa settimana hanno subito il game winner di Siakam e quello di D-Rose (stanotte).

Bisogna citare la super settimana di Utah, i Jazz hanno una serie di 6 vittorie ancora aperta, e da quando Rubio si è infortunato Mitchell sembra tornato il giocatore della passata stagione, capace di infilare con continuità parecchi trentelli.
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lunedì 14 gennaio 2019

Garbage Time

Eccoci nuovamente con Garbage Time, la rubrica del Lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti del panorama Nba della settimana precedente.

Ancora una volta settimana molto interessante con super prestazioni e partite avvincenti.

Da citare assolutamente il career High da 41 punti di Kyle Kuzma, nella vittoria casalinga dei Lakers contro i Detroit Pistons, il giocatore ex Utah Utes ha giocato una partita stratosferica, segnando in tutti i modi. Il ragazzo sta cercando di limitare i danni causati dall'assenza di LeBron, riuscendoci a targhe alterne.
Restando in tema Lakers, stanotte hanno pensato bene di perdere contro i Cavs, che sono una delle squadre più deboli della Lega americana.

Passiamo alla partita più bella della stagione: San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder, conclusasi dopo un doppio supplementare, 154 a 147.
E' stata una partita spettacolare, in cui LaMarcus Aldridge ha siglato il suo career High con 56 punti conducendo gli speroni alla vittoria.
Dall'altra parte Westbrook si è difeso alla grande con una tripla doppia da 24 punti, 13 rimbalzi e 24 assist (career high).

Luka Doncic continua a stupire tutti, in questa settimana ha pensato bene di segnare 9 punti in 40 secondi ai Timberwolves trascinando Dallas alla vittoria.
Il ragazzo sloveno sta dimostrando di valere la seconda posizione nelle votazioni per l'All Star Game.

Merita una citazione per la seconda settimana consecutiva anche Nikola Jokic, che stanotte ha tirato giù una prestazione da 40 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, continuando così a far viaggiare questi Nuggets, che stanno incantando tutti.
Bisognerà chiaramente vederli ai playoff, perchè è una squadra molto giovane in cui in pochi sono andati oltre la regular season.

A Boston invece si segnalano dei problemi in spogliatoio, i Celtics hanno perso in trasferta con Orlando, non riescono ad avere costanza nei risultati e oscillano tra la quarta e la quinta posizione nella Eastern Conference.
Sicuramente per una squadra del genere ci si aspetta molto di più e pare che Kyrie Irving si sia particolarmente arrabbiato per la gestione dell'ultimo possesso e poi per la mancanza di preparazione mentale dei compagni (principalmente quelli giovani).
Irving che si è lasciato andare con i giornalisti facendo un paragone con la stagione precedente.
L'ex Cavs afferma che la scorsa stagione nessuno si aspettava niente da loro, a causa dei tanti infortuni e quindi era più facile giocare, perchè erano una buona squadra, ma non avevano grosse aspettative.
Quest'anno invece i Celtics sono al completo, e dunque gli obiettivi sono chiari: NBA FINALS.
Se quest'anno i Celtics non arrivano in finale è un fallimento.
E da sportivo posso tranquillamente dire che quando ci sono alte aspettative c'è anche molta più pressione.
E secondo Kyrie manca proprio questa preparazione mentale per raggiungere grossi obiettivi.
E' stato molto criticato per queste frasi, ma in realtà il discorso calza perfettamente a pennello.
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lunedì 7 gennaio 2019

Garbage Time

Da questo lunedì ho voglia di far partire una nuova rubrica riguardante la settimana di NBA, in cui andremo a riprendere le partite e le statistiche più significative della settimana precedente.
Questa rubrica si chiamerà "Garbage Time".

Ho scelto la settimana migliore per certi versi per cominciare questo appuntamento, infatti è stata la settimana più pazza probabilmente della stagione con tante belle partite, super prestazioni e il ritorno di Kawhy a San Antonio.

Partiamo proprio dall'ultimo argomento, cioè il ritorno di Leonard nel palazzetto degli Spurs.
Mentre Danny Green è stato a lungo acclamato dalla folla, il povero Leonard è stato perseguito dai fischi per tutta la durata del match.
Probabilmente il giocatore ex Spurs non meritava questo, perchè si è vero, si è comportato male con la squadra, ma ha comunque contribuito a vincere un titolo assicurandosi anche l'MVP delle Finals con grande merito. Parlando del match, è stato ampiamente vinto dagli Spurs con DeRozan in tripla doppia.
Secondo evento memorabile dal mio punto di vista è stata l'incredibile partita dell'Oracle Arena tra Warriors e Rockets, con la tripla della vittoria di Harden sulla sirena.
Rockets che stanno attraversando un periodo formidabile, infatti si trovano in quinta posizione nella pazza Western Conference, quando fino a due settimane fa erano in penultima posizione.
Fortunatamente per me questa è la prima settimana in cui debbo commentare le prodezze di James Harden, altrimenti a quest'ora avrei già finito gli aggettivi
In quel di San Francisco si è assistito a una partita straordinaria, cominciata in sordina e poi terminata al cardiopalma, con la tripla di Harden in faccia a Green e Thompson.
Onestamente mi viene complicato trovare delle parole per "Il Barba", sta demolendo qualsiasi tipo di record ancora esistente, e qualora dovesse continuare il premio di MVP non glielo toglierebbe nessuno.

Per quanto riguarda l'MVP, c'è un certo greco che sta facendo volare i Bucks, la squadra del Wisconsin, è seconda a Est con un solidissimo 27-11.

A Ovest c'è un altro europeo che guida la squadra della mile high city al primo posto nella western conference, sto parlando ovviamente di Nikola jokic, che sforna con continuità prestazioni degne di nota e chissà che non possa essere anche lui una sorpresa per la corsa all'MVP.

Aldilà dei primi posti, le posizioni sono comunque ancora incerte, in tutte e due le conference le squadre si scambiano di posizione di continuo.

Adesso è tempo di parlare di record, nella partita tra Kings e Warriors abbiamo visto il record d'ogni epoca per triple segnate, 21 i Warriors e 20 i Kings, questo è un record importante da tenere sotto controllo perchè potrebbe essere il futuro della pallacanestro moderna.

Altra prestazione storica è quella di Jusuf Nurkic che nella partita vinta all'Overtime contro Sacramento ha messo insieme 24 punti, 23 rimbalzi, 7 assist, 5 stoppate e 5 recuperi, insomma un 5x5 che non capita tutti i giorni.

Parlando di infortuni, in questa settimana è venuto fuori la decisione di John Wall di saltare tutta la stagione per operarsi al tallone, per restare in tema d'infortuni LeBron è sempre fermo, e i Lakers con l'assenza stanno andando sempre più a fondo.

Chiudo col dire, che coach Thibodeau è stato licenziato dai Minnesota Timberwolves, probabilmente nel momento più sbagliato, infatti i Wolves avevano ridimensionato nel sunday night i Lakers.
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domenica 30 dicembre 2018

Buon compleanno LeBron

Nasce ad Akron, Ohio, Cleveland.
Vive un'infanzia complicata tra stenti e vita da nomade, con un padre che tutt'ora non ha mai incontrato e la sola madre a proteggerlo dal mondo intero.
Fin da ragazzino ha vissuto mille pressioni, con la gente che riponeva su di lui tantissime aspettative.
Poi c'è l'esordio contro i Kings che viene guardato da migliaia di persone che vogliono realmente vedere se questo ragazzo è così speciale.
Nonostante i numerosi record bruciati alla velocità della luce si rende conto che per vincere deve lasciare i suoi amati Cavaliers.
E quindi ecco che arriva The Decision, che fa di lui un bersaglio per gli haters, che lo reputano un perdente, perchè andando a Miami ha creato un super team.Con i titoli a Miami si toglie delle soddisfazioni, ma sa perfettamente che per farsi perdonare deve tornare a casa per chiudere un cerchio.
Si trova davanti però la migliore squadra possibile i Golden State Warriors.
Le prime Finals contro Golden State le perde e questo lo rende ancora più soggetto a critiche.

Poi c'è il 19 giugno 2016.
C'è quella che Flavio Tranquillo definisce una "Gioconda", una stoppata capace di riassumere al meglio quella rincorsa che come sul campo ha saputo completare nella vita fino a raggiungere l'Olimpo del basket.

Ma lui, non è solamente il giocatore più forte del mondo, noi lo conosciamo anche per il suo impegno fuori dal parquet, la sua scuola che permette a tanti bambini bisognosi di poter fare tutto il percorso di studi gratuitamente, le sue prese di posizione politiche e sociali, con la consapevolezza del ruolo e del megafono a disposizione. Senza sbagliare praticamente mai.

Il 30 dicembre del 1984, cambiava la storia di Cleveland, Dell'Ohio, dell'NBA della pallacanestro.
Il 30 dicembre del 1984 nasceva un signore chiamato LeBron Raymone James.
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martedì 27 novembre 2018

I Los Angeles Clippers stanno sorprendendo

I Los Angeles Clippers sono probabilmente la squadra che sta sorprendendo più di tutte, nelle prime 19 partite hanno un record di 13-6 che vale il primo posto nell'agguerrita Western Conference.

I Clippers sono una squadra con uno dei roster più profondi della lega, senza una superstar, ma per ora sono la compagine più continua, che sta approfittando dei passi falsi delle squadre sulla carta più blasonate.
Se andiamo ad analizzare il roster possiamo notare che il punto di forza teoricamente sarebbe la difesa, infatti nessun'altra squadra può vantare di avere difensori del calibro di Bradley, Beverley, Harrell e Mbah a Moute.
In realtà se leggiamo le statistiche i losangelini figurano come 6 miglior attacco della NBA, mentre dal punto di vista difensivo si trovano solamente al 12esimo posto.

Dal punto di vista offensivo, hanno giocatori come Harris che è in scadenza ma che sta facendo una stagione molto buona, hanno Harrell (fino ad ora il Mip), che non avrà grandissimo talento, ma gioca ogni partita come se fosse indemoniato, c'è Williams che non sta mantenendo le medie superbe dell'anno scorso, ma nei momenti decisivi è glaciale e poi c'è Gallinari che fino ad ora (18 partite giocate) sta giocando la miglior stagione in carriera sotto quasi tutte le voci statistiche.
Merita una menzione d'onore anche il rookie Gilgeous-Alexander, un giocatore con ampi margini di miglioramento che sa fare un po' tutto e a cui Rivers sta concedendo tanto spazio.
Proprio quest'ultimo citato, ha probabilmente il merito più grande per questo inizio di stagione, Doc sta facendo un egregio lavoro, e sta decidendo col passare delle partite su chi puntare e su chi no.
Sicuramente il fatto che nell'era della Lob City con Griffin, Jordan e Paul non avevano mai avuto un inizio del genere fa sorridere, ma probabilmente la spiegazione sta nel fatto che questa stagione il roster non abbia una vera superstar, quindi il gruppo è più facile da allenare e quindi Rivers riesce ad avere riscontri positivi che si tramutano poi in vittorie.
Molto probabilmente non finiranno al primo posto nella Western Conference, ma una squadra che batte Oklahoma City, Houston(due volte), Milwaukee, Golden State, San Antonio e Memphis merita attenzione e rispetto.
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martedì 30 ottobre 2018

Bucks unici imbattuti

I Bucks, dopo aver battuto questa notte l'altra squadra che finora aveva sempre vinto, sono rimasti l'unica franchigia a non aver ancora sconfitte al passivo.
Per i Raptors comunque era pronosticabile un cammino da protagonista nel povero Est, mentre pochi credevano realmente Milwaukee come una reale minaccia per le prime forze dell'Eastern Conference.
Particolarmente impressionanti sono state le due vittorie contro Timberwolves e Magic ottenute rispettivamente con un margine di 30 e 22 punti, con la pratica archiviata già all'intervallo e titolari tenuti sotto i 30 minuti di utilizzo.
Senza dubbio l'artefice principale di questo splendido inizio di stagione è il nuovo coach, Mike Budenholzer.
Lui è uno dei migliori allenatori della lega, ed è stato in grado di vincere 60 partite con gli Hawks nel 2015.
La prima differenza a livello, e la più evidente, è sicuramente relativa al PACE della squadra.
I Bucks sono da anni una squadra con del potenziale offensivo alto, ma han sempre scelto di giocarea ritmi piuttosto bassi, risultando l'anno scorso tra le ultime 10 squadre della NBA per quanto riguarda il PACE (numero di possessi giocati a partita).
Quest'anno sotto la guida di Budenholzer, i Bucks giocano circa 10 possessi in più di media, risultando la sesta squadra con il PACE più alto.

E'aumentato considerevolmente anche il numero di triple tentate e segnate a partita, grazie soprattutto al contributo dei lunghi, che stan permettendo ai Bucks di allargare il campo per lasciare più spazio alle iniziative di Giannis.
Fino ad ora i vari Brook Lopez, Ilyasova e Henson stanno dando il loro contributo, tirando con continuità e con buoni risultati da fuori.

E chi l'avrebbe mai detto che nel 2018 conviene giocare in transizione e mettere in campo più tiratori possibili? E' meglio che i sostenitori della vecchia pallacanestro se ne facciano una ragione, perchè tanto in qualunque caso contrastare i Warriors è praticamente impossibile.

Giannis, grazie a questa pallacanestro, soffre molto meno le lacune al tiro, sta dominando sotto le plance, il greco sta viaggiando su una proiezione di 16.6 rimbalzi e 2.0 stoppate per 36 minuti, contro i 9.8 rimbalzi e 1.2 stoppate della passata stagione.

Difensivamente, i Bucks sono attualmente la seconda miglior squadra della lega, impressionante fino a questo momento il contributo di Henson e Giannis, con il secondo che sembra aver fatto un deciso salto di qualità anche nella metà campo difensiva.
Snell e DiVincenzo, dalla panchina si stanno rivelando due ottimi difensori perimetrali.
Ma anche il quintetto con Ilyasova e Lopez, non propriamente due defensive stopper, sta producendo degli ottimi risultati.
Sorprendentemente infatti, il quintetto Bledsoe, Middleton, Giannis, Ilyasova e Lopez subisce circa 80 punti per 100 possessi, risultando il milgiore difensivamente dei Bucks e tra i milgiori in assoluto della lega.

Ritmo più alto, quintetti "larghi" per esaltare le capacità di Giannis, salto di qualità difensivo.
I Bucks sono da considerarsi una vera e propria minaccia per il titolo ad Est, e probabilmente Giannis avrà seriamente qualche Chance di prendere la statuetta del giocatore più forte della Lega a fine anno.
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