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martedì 11 febbraio 2020

Derby pirotecnico a San Siro

Ieri abbiamo ricominciato a riavvolgere il nastro della giornata di serie A raccontando la cocente sconfitta della Roma in casa contro il Bologna. Ci sono veramente tantissimi argomenti di cui parlare e sono obbligato a dover fare una scelta. La mia decisione ricade ovviamente sul gran colpo di giornata: l'Inter ha rimontato il Milan in una serata piena zeppa d'emozioni, di grande giocate, con 6 gol e 2 pali.
Il derby è cambiato al gol di Brozovic, fino a quel momento il Milan era stato semplicemente perfetto. I rossoneri hanno preparato perfettamente la partita e hanno eseguito a perfezione le indicazioni di Pioli. La coppia Bennacer - Kessie ha retto alla grande contro un'Inter che in quella parte di campo poteva mettere seriamente in difficoltà il centrocampo milanista.
Il Milan è in tutto e per tutto il suo totem: Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese è l'uscita sicura per la palla, è il riferimento, è lo stimolo per i compagni, ma è anche il risolutore. La società lombarda prima di domenica sera aveva segnato solamente un gol di testa, nel derby invece c'è stata un inversione di tendenza, il doppio vantaggio era arrivato grazie a una sponda a 2,50 metri di altezza e ad un colpo di testa ravvicinato, tutte e due le giocate firmate Ibra. Tutto ciò era qualcosa d'impensabile fino a qualche settimana fa.
Un successo del Milan avrebbe cambiato totalmente la stagione di molte squadre del nostro campionato. Questo però non potremo mai saperlo, perchè l'Inter è rientrato dall'intervallo con gli occhi infuocati.
Ibra ha 38 anni e di conseguenza all'interno della partita ha bisogno di prendersi delle pause, è stata proprio questa la chiave di volta nel secondo tempo. Nel momento in cui il movimento costante di Zlatan è venuto a mancare, il Milan è collassato su se stesso ed è stato ribaltato dall'Inter che ha cambiato il match con la bella conclusione di Marcelo Brozovic. La bellissima stoccata del croato ha tramortito il Milan che è andato nel pallone. Brozovic è stato il giocatore che ha segnato il gol della riscossa, ma non è l'unico giocatore che ha offerto una prestazione degna di nota.
Un giocatore (che a me piace tantissimo) come Vecino si dimostra ancora una volta all'altezza della situazione, quando è stato chiamato in causa ha sempre dato ottime risposte, ha segnato il gol del momentaneo pareggio, ma in generale ha giocato una partita di grande sostanza e sacrificio.
Se Vecino ha segnato il gol del pareggio, De Vrij ha fatto ancora meglio, ha segnato un gol favoloso, una rete in torsione mantenendo l'equilibrio in maniera impeccabile. Inoltre nel primo tempo quando la squadra di Conte imbarcava acqua da tutte le parti, lui ha più volte messo delle pezze con degli interventi decisivi. L'olandese è un vero leader di questo Inter.
Alla fine ci è stata gloria anche per Lukaku, che ha segnato il gol che ha chiuso il derby.
Eriksen non è partito titolare, è entrato a gara in corso al posto di un non lucidissimo Sanchez, e nei miei occhi brilla ancora la punizione che ha tirato il danese all'incrocio dei pali da distanza siderale.
Bisogna valutare la situazione dei portieri in casa Inter, Padelli paga il lungo periodo d'inattività e non è comunque un grandissimo secondo portiere.
L'Inter nonostante la bella vittoria, non ha tempo per festeggiare, si deve preparare allo scontro diretto con la Lazio e in mezzo ha la partita di Coppa Italia contro il Napoli. Bisognerà in tutti i modi riprendere lucidità, tutto ciò sarà facilitato dal rientro di Lautaro Martinez.
Il Milan invece deve ripartire dalla dimostrazione data, d'altronde non ci scordiamo che i rossoneri nei primi 50 minuti hanno messo sotto la capolista.
E' stato un grandioso derby, una partita fantastica sotto tutti i punti di vista, un altro momento di grande spettacolo per un campionato che quest'anno è una girandola emozionale che ci sta facendo divertire.
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martedì 4 febbraio 2020

Come arrivano Inter e Milan al derby?

La giornata di serie A, ieri conclusa, è stata ricca di emozioni.
E' stata soprannominata la domenica dei bomber, hanno segnato i 3 principali marcatori, portando punti pesanti alle rispettive squadre.
A meno di una settimana dal derby della Madonnina, ho voglia di mettere a paragone le due partite delle milanesi per vedere come arriveranno a una delle partite più importanti dell'anno.
INTER
Partiamo dalla squadra di Conte, l'Inter ha vinto per 2-0 grazie a una doppietta di Lukaku, sul campo di un Udinese che non merita assolutamente le 3 sconfitte consecutive.
Tra Milan, Parma e Inter avrebbe meritato dei punti, ma continua a fare fatica dal punto di vista realizzativo. E' una squadra che non capitalizza, ed è il motivo principale per cui non si è ancora tirata fuori dai discorsi retrocessione. Io mi sento di dire, che con questa guida, e questi giocatori focalizzati verso l'obiettivo, la squadra friulana non avrà problemi.
L'Inter dal canto suo con questi 3 punti sofferti lancia segnali importanti. Ha avuto modo di testare già i nuovi innesti, e grazie a loro la squadra non ha dovuto giocare a mille per 90 minuti.
Ha saputo soffrire, ed è riuscito a ribaltare la partita con gli ingressi dalla panchina.
I due gol sono stati siglati da un Lukaku che si sta dimostrando sempre più leader a tutto tondo.
Dobbiamo considerare anche che la squadra di Conte ha dovuto affrontare la partita senza Handanovic (egregiamente sostituito da Padelli, che non giocava da 1500 giorni). Lo sloveno rimarrà con ogni probabilità fuori pure nel derby, e la sua assenza si sommerà a quella di Lautaro Martinez.
La partita è stato il palcoscenico del debutto di Eriksen in serie A, è stato un debutto difficile, con il danese che ha faticato parecchio, e l'Inter che ha cambiato passo proprio quando il danese ha lasciato il posto a Brozovic. Dobbiamo comunque ricordare che è arrivato una settimana fa, e si è subito dovuto inserire all'interno di un modus operandi ben delineato.
Barella risulta ancora decisivo, è stato proprio lui a creare l'occasione per il gol di Lukaku, che ha sbloccato la partita.
Segnali importanti li lancia anche Sanchez, probabilmente anche un po' punzecchiato da Conte che ha preferito Esposito a lui.
Ottima idea secondo me quella di non prendere un altro attaccante per dare maggiori minuti al 2002 Esposito, lo stesso ragazzo ha risposto bene all'investitura del tecnico leccese.
Per l'Inter questa è un'altra vittoria esterna estremamente importante per rimanere in scia.
Quella contro l'Udinese la possiamo intendere come il primo passo verso nuovi orizzonti.
L'Inter si è migliorata indubbiamente e l'ha dimostrato, adesso è chiamata a confermare queste sensazioni nell'impegno di domenica prossima contro il Milan.

MILAN
Il Milan senza Ibra (influenzato) ha interrotto la propria striscia di vittorie consecutive, ha pareggiato 1-1 contro il Verona. E' stata una partita complicata anche a causa delle assenze, ha rischiato di perderla, con il Verona che ha per ampi tratti dominato la partita incendiando San Siro.
I rossoneri si sono trovati di fronte un avversario tosto, inizialmente hanno sbandato parecchio, con l'assenza di Zlatan che si è fatta sentire.
Il Milan oltre a Ibra, ha dovuto rinunciare a Kjaer e Bennacer, giocatori importantissimi per il Milan versione 2020. I rossoneri non riuscivano a far uscire bene il pallone, Leao ha sofferto la mancanza del fuoriclasse svedese, offrendo una prestazione opaca. Nonostante una prestazione non memorabile, il portoghese quando accelera appare complicato da fermare. I miglioramenti di Leao sono evidenti.
Un'altro che ha cambiato estremamente la sua stagione è stato Rebic, il croato è diventato estremamente impattante.
Altro giocatore che conferma la sua forma è Chalanoglu, il turco ha segnato ancora, e adesso siamo a 3 gol nelle ultime 2 partite.
Castillejo è sembrato leggermente in calo, ma non si può pensare che lo spagnolo possa giocare tutte le partite al 100%.
Il problema però è dall'altra parte: Bonaventura sta attraversando un brutto momento, e Paqueta è entrato, ha riassaporato il terreno, ma ha fornito una prestazione scadente, sbagliando giocate elementari.
Un'altra nota lieta sono stati i debutti di Saelemaekers, che ha dimostrato di essere un giocatore di personalità, e di Daniel Maldini, è la terza generazione dei Maldini (Cesare, Paolo e ora Daniel).
I rossoneri nonostante questo pareggio, rimangono una squadra in crescita, e che può dire la sua nel derby.
L'Inter è alla ricerca del poker di vittorie consecutive (nel derby), mentre al Milan manca un gol per raggiungere le 300 reti (sempre nei derby). Mi aspetto un derby ad alto ritmo, con entrambe le squadre che si affronteranno a testa bassa, questo derby nonostante possa sembrare una frase di circostanza, è uno dei più importanti degli ultimi anni, con entrambe le squadre che sono impegnate in due corse molto difficili, ma allo stesso tempo stimolanti.
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giovedì 30 gennaio 2020

Milan una vittoria nel segno di Kobe

Martedì sera è stata una serata lunga a San Siro, col Milan che alla fine si è preso un altro risultato positivo e ha raggiunto le semifinali di Coppa Italia. Adesso dovrà vedersela con la Juventus.
Ha piegato il Torino, trovando il pari nei minuti di recupero e poi facendolo fuori nei supplementari.
E' un risultato che significa tanto per la squadra di casa, è una vittoria che porta conferme.
Prima di analizzare il match, bisogna partire dal momento emotivamente più forte della serata, ovvero l'omaggio a Kobe Bryant. Omaggio ben fatto con una partecipazione globale. E' stato un momento doloroso per lo sconcerto del modo in cui Kobe ci ha lasciato.
Kobe lascia tantissimo al mondo del basket, ma in generale lascia tanto al mondo dello sport e non sarà mai dimenticato.
Lasciamoci alle spalle questa triste scomparsa per concentrarci sul calcio giocato.
Il Milan vince, ancora una volta all'ultimo secondo, fornisce una prestazione di carattere venendo fuori alla distanza.
Il carattere è venuto fuori proprio nel momento in cui Ibra ha messo piede in campo, lo svedese ha catalizzato energie e le ha portate alla squadra. Questo cambiamento è palpabile seguendo le partite del Milan.
Ibra non è l'unico giocatore che ha dato la svolta, ci sono le conferme di Rebic e Castillejo: il primo è un giocatore che sta dando tanto per ora, mentre il secondo trasuda voglia di essere protagonista, si dà molto da fare ed è un acceleratore di gioco, una figura che tanto serviva alla squadra di Pioli.
Nell'articolo dell'altra volta (https://sportivandoo.blogspot.com/2020/01/milan-un-inizio-di-2020-col-turbo.html) scrivevo di Bonaventura e Chalanoglu, e del fatto che non avessero particolarmente convinto nelle precedenti occasioni, ebbene ieri anche loro hanno dato risposte importanti: Bonaventura (nonostante sia stato discontinuo all'interno della partita) ha aperto le danze, mentre il turco ha regalato il successo ai rossoneri con una bella doppietta.
Stefano Pioli deve essere soddisfatto, tutta la squadra sta rispondendo alla grande, con il 20enne portoghese Leao che ha fornito un'altra presenza che testimonia una grande crescita sul piano della focalizzazione, della partecipazione; è un giocatore che quando parte diventa inarrestabile.
Il portoghese è il vero intoccabile di questa formazione, è una risorsa troppo importante e sta migliorando pure dal punto di vista della continuità.
Risultati immagini per kobe milanPurtroppo il neo rimangono gli esuberi, sembrerebbero definite le cessioni di Suso al Siviglia e di Ricardo Rodriguez al PSV, rimangono da piazzare Piatek (sembrerebbe vicino all'Herta Berlino) e soprattutto Paqueta che sta passando un brutto periodo personale.
Intanto, il cambio di passo c'è stato ed è abbastanza chiaro, 0 sconfitte nel 2020, una classifica in serie A che sta migliorando di settimana in settimana e una semifinale di Coppa Italia raggiunta. In campionato adesso i rossoneri sono attesi da una partita complicata (Hellas Verona) che potrebbe definitivamente far uscire il Milan da quel tunnel che tanto buio era sembrato nei mesi scorsi.

sabato 25 gennaio 2020

Milan un inizio di 2020 col turbo

Tantissimo calcio, nel weekend, e come promesso tanti appuntamenti sul blog. La giornata di serie A ha preso il via nella serata di ieri con il successo del Milan sul Brescia.
Per il Milan si tratta della quarta vittoria consecutiva tra campionato e Coppa Italia.
E' una vittoria non particolarmente convincente, ma importante, in primis alza la classifica, ma porta  pure conferme sia sul piano della continuità (fondamentale per aprire orizzonti europei), ma anche sul piano dei progressi che sono in crescita costante.
Dopo la vittoria roboante contro l'Udinese, quelli di Brescia sono stati 3 punti di solidità e di mentalità.
Il Milan ha giocato una partita da grande squadra, sapendo soffrire e segnando in una delle prime occasioni utili. Altro dato che sottolinea i progressi del Milan è la statistica sui gol subiti: i rossoneri hanno tenuto la porta inviolata in 3 delle ultime 4. Grande merito di tutto ciò va a Gianluigi Donnarumma che nonostante l'errore della settimana scorsa, sta disputando un campionato ottimo e le sue parate sono risultate ancora una volta decisive.
Se c'è un giocatore che nelle ultime 2 partite ha portato 6 punti importantissimi al Milan, quello è Rebic, ancora una volta è entrato dalla panchina, ancora una volta ha insaccato la palla in rete. Gol di fame, d'opportunismo e di presenza.
La presenza di Ibra risulta ancora una volta determinante, nonostante un brutto gol sbagliato,  ha anche fatto diverse giocate importanti.
Leao nonostante il cambio nel secondo tempo ha mostrato ancora una volta qualità sopra la media, da alcune sue accelerazioni sono scaturite le azioni più importanti del Milan. Ancora gli manca la continuità per diventare un grande giocatore.
Altre certezze le possiamo trovare in Theo Hernandez, ancora prorompente e quando accelera diventa devastante.
Altro giocatore totalmente recuperato è Castillejo, lo spagnolo incendia il contropiede, ma è bravo pure a tornare a dare una mano (cosa che Suso na faceva mai).
Non ci sono solamente cose positive in questo Milan, le cose certamente sono migliorate, ma c'è ancora qualcosa da chiarire.
Il comparto di centrocampo, specialmente l'esterno sinistro ancora non ha un padrone, sia Bonaventura che Calhanoglu non hanno convinto. Questa è una posizione molto delicata, che secondo me potrebbe essere occupata pure da Paqueta.
Va trovata assolutamente la soluzione per i 3 più grandi esclusi, ovviamente mi riferisco a Piatek, Suso e proprio Paqueta.
Infine, questo nuovo sistema ha migliorato il gioco offensivo, ma espone il centrocampo a un lavoro estremo e troppo dispendioso, ancora una volta Kessie e Bennacer hanno sofferto troppo.
Il Milan ha trovato una vittoria importante, in una partita importante, ma in questo weekend ci saranno tantissime cose di cui scrivere, per cui rimanete connessi per tutti i nuovi articoli del blog.
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giovedì 2 gennaio 2020

Cosa portarà Ibra in dote al Milan?

La notizia del ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic, mi ha suscitato parecchia curiosità.
Se ci pensiamo, è una scelta completamente fuori linea rispetto ai progetti rossoneri, ma è evidente che i risultati scadenti in campionato sommati al malcontento generale, abbiano indotto la società rossonera a fare delle scelte diverse.
Facciamo adesso un ragionamento, il Milan prende un 38enne che gioca da 2 anni in America e che non gioca da 2 mesi. Per quasi tutti i 38enni, la definirei una follia totale, ma parliamo di Ibrahimovic, lo svedese in carriera è sempre stato osannato meno del dovuto, e probabilmente avrebbe meritato qualcosina in più.
Bisognerà vedere come arriverà a Milanello, se sarà integro fisicamente.
Potrebbe portare leadership ad uno spogliatoio che soffre terribilmente la mancanza di uomini di carisma, e inoltre nonostante i suoi metodi un po' rudi potrebbe insegnare tanto alla rosa.
L'arrivo di Zlatan sarà però con ogni probabilità un problema grandissimo per Piatek, piuttosto che per Leao, il giocatore polacco infatti deve giocare in area, mentre Leao è uno che può svariare.
L'arrivo di Zlatan vorrebbe dire dunque, il fallimento di Piatek, un giocatore su cui la società rossonera ha veramente speso una cifra importante.
Andando ad analizzare il contratto, Ibra ha firmato un contratto di 6 mesi, più un altro anno di contratto in caso di raggiungimento di determinati obiettivi. Per questo mi aspetto un Ibrahimovic molto motivato e carico, alla ricerca della conferma.
E' un giocatore che ha dato tanto per la causa rossonera e vorrà sicuramente confermarsi su alti livelli.
Ma nonostante ciò la tifoseria non guarderà la carriera e neanche alla personalità, si baserà solamente sull'effettività, ed è li che Zlatan Ibrahimovic si dovrà fare trovare preparato.
Direi che questo colpo si possa definire il giusto botto per inaugurare l'anno nuovo e per dare il via ad una sessione di mercato invernale che si prospetta scoppiettante.
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sabato 28 dicembre 2019

Todibo e Kulusevski, due promesse per la Milano calcistica

Archiviata la prima parte di stagione, adesso tocca al calciomercato, strumento fondamentale per le squadre per rinforzare la rosa e risolvere le lacune.
Due giocatori molto discussi in questo periodo sono Todibo e Kulusevski.
Il primo potrebbe arrivare già a gennaio al Milan, mentre il secondo più probabile arrivi in estate all'Inter.
Parliamo di due giocatori che hanno in comune il grandissimo talento, ma che hanno ruoli completamente diversi.
Todibo è stato preso dal Barcellona a parametro 0 dal Tolosa, nasce mediano, ma gioca da centrale difensivo. Per essere 1,90 m è molto rapido ed ha dei piedi molto educati.
Spesso si fida troppo dei suoi piedi rischiando la giocata.
Finora non ha trovato la continuità sperata al Barça e per questo spera in un trasferimento.
Ha avuto qualche problema fisico di troppo e quest'anno nella buona partita giocata contro il Siviglia in Liga è uscito per infortunio, stessa sorte gli è toccata nel Mondiale under 20 giocato quest'estate dove ha racimolato solamente 30 minuti.
Da un lato questo acquisto andrebbe in linea con i progetti del Milan, ma non so se può essere la soluzione, probabilmente servirebbe un centrale più esperto.
In più il Barcellona è disposto a venderlo, mettendo una clausola sulla recompra, ma ancora i club sono molto lontani dall'intesa.
Bisognerà vedere come si evolverà la situazione ma non è un'affare assolutamente scontato.
Se il Milan sta trattando un ottimo prospetto, non è da meno l'Inter che sembra fortemente interessata a Kulusevski.
Il giocatore del Parma in prestito dall'Atalanta è sulla bocca di tutti, si può assolutamente definire la rivelazione del campionato.
Classe 2000, intelligenza tattica fuori dal comune, sinistro cristallino, in questa stagione si sta dimostrando l'arma in più della società emiliana.
Sta dimostrando anche di saper interpretare più ruoli, da quando è a Parma ha fatto il trequartista, l'esterno nel tridente e pure il falso nueve.
Io però non lo vedo bene all'Inter, prima di tutto c'è un problema di modulo, al Parma 4-3-3, mentre all'Inter 3-5-2. Questo vuol dire che farebbe la seconda punta, ma Conte ha dimostrato che vuole due vere punte ed è per questo che Politano sta trovando poco spazio.
Dal mio punto di vista, lui potrebbe diventare una grandiosa mezzala offensiva, ma chiaramente c'è tanto lavoro da fare.
Se devo fare un paragone, in lui ci rivedo De Bruyne, che quando è arrivato sotto le grinfie di Guardiola ha compiuto il salto di qualità decisivo che l'ha fatto diventare tra i migliori al mondo.
Certo Guardiola e Conte sono due tipi di allenatori completamente diversi, ma Conte ha la capacità di fare esprimere i suoi giocatori sempre al massimo.
Non se questi due giocatori effettivamente sbarcheranno a Milano, ma di una cosa sono sicuro, sono due talenti cristallini che se cresciuti bene potranno dire la loro in maniera decisa in futuro.

lunedì 23 settembre 2019

Il derby di Milano si tinge di nerazzurro

Quarta giornata che si è conclusa nella giornata di ieri, con la vittoria della Lazio sul Parma per 2 reti a 0.
Campionato che si sta dimostrando vivo fin dalla prima giornata con tante squadre che sembrano fin da subito intenzionate a dir la loro.
Match clou? Non c'è bisogno neanche di chiederlo, ovviamente il derby di Milano.
Il derby ha messo di fronte due compagini che sono molto diverse tra loro,
l'Inter seppur con qualche momento di distrazione si sta dimostrando squadra, una rosa compatta, che aldilà del passo falso in Champions sta dimostrando una grande solidità mentale.
Dall'altra parte, la sensazione è stata quella di una non squadra, Giampaolo ancora non è riuscito a differenza di Conte a forgiare la squadra, che ancora sembra troppo fragile per potersi inserire tra i top team della serie A.
Sicuramente i due organici hanno due carature differenti: l'Inter può contare su gente come Lukaku, che si sta integrando alla grande, Barella che sta crescendo in maniera esponenziale e Godin giocatore infinito che ha portato a Milano l'esperienza importantissima per un club con gli obiettivi ambiziosi dell'Inter. Non ci scordiamo di Alexis Sanchez, che stiamo tutti aspettando con grande voglia di vederlo in azione.
La forza mentale di questo gruppo si può apprezzare dalla bella prestazione del derby, in cui l'Inter veniva dal brutto pareggio in Champions contro lo Slavia Praga.
I rossoneri sono ancora troppo confusionari, anche se secondo me del talento inespresso in questa formazione c'è, bisogna solamente riuscire a tirarlo fuori, e velocemente.
Le prossime due partite del Milan diventano fondamentali, sia per la squadra che per Giampaolo, che se dovesse steccare altre due partite potrebbe dover salutare la panchina rossonera dopo appena 6 giornate.
La Milano nerazzurro invece non può che essere soddisfatta, punteggio pieno, primi in classifica.
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venerdì 28 settembre 2018

Dove deve migliorare il Milan?

Dopo il pareggio (immeritato, ma pur sempre pareggio) di ieri sera, molti tifosi cominciano a mormorare e lamentarsi a causa dei parecchi punti persi per strada fino ad ora.
Se andiamo a vedere però ogni partita singolarmente, possiamo tranquillamente affermare che i rossoneri sono una squadra a larghi tratti bella da vedere giocare, il livello tecnico e di palleggio medio è pregevole, anche se nessuno sia un top player, tranne Higuain.
Suso e Bonaventura sono giocatori di tecnica e di talento, ma non calciatori di livello europeo, più per struttura fisica che per altro: e per quanto siano degli ottimi giocatori, non sono dei fuoriclasse assoluti.
Calhanoglu e Kessie, che avrebbero invece tutto per essere dei top europei, sono ancora troppo discontinui, ma possono arrivarci.
Per quanto riguarda la fase difensiva Romagnoli e Musacchio sono una buona coppia, ma non necessariamente sempre concentrati, cosi come Calabria che deve ancora crescere molto, e non ha il fisico per scalare in area con successo. Dall'altra parte invece Rodriguez va spesso a ruota e non è supportato mai da una mezzala difensivamente ordinata dal suo lato.
Donnarumma è un portiere con dei riflessi e una capacità di scendere giù fuori dal normale, ma deve lavorare tanto specialmente con i piedi.
I cambi possono garantire un rendimento di livello alla squadra a cui manca solamente la determinazione e la mentalità che ti fa portare a casa i risultati.
La favola del "giocar male e vincere" con cui si riempie la bocca da sempre la maggior parte della popolazione calcistica italiana rimane per me la favola che piace raccontarsi.
Giocare bene è certamente una maggiore garanzia di successo (lo rende più probabile), ma allo stesso tempo giocare bene è anche saper difendere, che è meno spettacolare, e saper reggere come squadra, e portare a casa il risultato.
Basti pensare per avere la conferma, che la Juventus quando è andata in vantaggio nel 2018 ha perso poco più del 5% dei punti disponibili. Il Milan in questo dato è la peggiore squadra.
Si tratta solo di crescere ed avere pazienza, è più facile smettere di fare errori e di cercarsi la sfortuna che dare un gioco ad una squadra.
Per questo motivo il Milan è ampiamente in lotta con le 3 rivali per i posti dal 3 al 6 esattamente come lo scorso anno.
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mercoledì 29 novembre 2017

Nicolò Melli: il grande viaggio del cestista reggiano ep 3

Capitolo 3    2010-2015

Come prevedibile, su di lui nell'estate del 2010 si avventa l'Olimpia Milano. Con il suo appeal, l'Eurolega da giocare, un corposo buyout per Reggio e un contratto di 4 anni la società milanese batte la concorrenza, assicurandosi il miglior 1991 d'Italia in attesa di firmare l'anno successivo con il miglior '92, Alessandro Gentile. Questo è un momento spartiacque per Nicolò: abbandona l'ovile dove è nato e cresciuto nella più classica delle transizioni dalla provincia alla grande città, ma il salto, come dirà lui stesso, è addirittura triplo "da una realtà di LegaDue a una squadra che gioca in Eurolega".
Il primo anno a Milano, oltre a rinunciare al #9 che Marco Mordente vuole tenere per sè e di cui Nik si riapproprierà nel 2013. Il ragazzo è promettente, ma una società obbligata a vincere subito e ad essere competitiva in Europa non può permettersi di dare troppo spazio ad un giocatore evidentemente ancora in fase di adattamento, per cui dopo sole 18 partite Nik viene mandato in prestito a Pesaro, per continuare il proprio sviluppo con un minutaggio che l'Olimpia non poteva garantirgli.
Melli non delude le aspettative della piazza marchigiana: i minuti raddoppiano da 8 a 16 e il suo contributo diventa sensibile, segnando proprio all'ultima di campionato contro Milano il proprio massimo stagionale (17 punti). I progressi sono evidenti, la maturità lo fa sembrare talmente più grande che le prese in giro dei compagni sul "vecchio del gruppo" si protrarranno per tutti gli anni milanesi, e la nuova Milano di coach Scariolo non può che richiamarlo sotto la Madonnina per la stagione 2011/2012.
In questo periodo lo staff di Milano lavora su Melli per fargli compiere il definitivo salto di qualità, quello per diventare un giocatore d'impatto europeo. Il lavoro su fatto principalmente sull'equilibrio e sulla capacità di reggere gli urti, quindi di assorbire fisicamente i contatti in un ruolo dove questo aspetto era fondamentale considerati i fisici che s'incontravano a quel livello.
Per costituzione fisica Nicolò aveva un baricentro particolarmente alto, questo lo agevola sulla corsa, ma gli complicava la reattività e altri movimenti strutturalmente difficili per lui.
Ultimi indugi sul ruolo tolti dunque, e da "4" con velleità da "3", Nik si ritrova ad affrontare una trasformazione anche mentale per trovare quella che ad oggi è la sua dimensione ideale nella pallacanestro contemporanea: un'ala grande con minuti anche da centro in un sistema che può cambiare faccia più volte nella stessa partita grazie alla sua mobilità e alla sua versatilità.
L'Olimpia, soprattutto dopo l'arrivo a Natale 2013 di Daniel Hackett dall'agonizzante rivale Siena, decolla sia in campionato che nelle top 16 d'Eurolega, giocando un basket corale, efficiente, solido e pure esaltante, che ha tra i suoi cardini proprio il 23enne Melli, cruciale nel dettare i tempi dell'attacco di coach Banchi.
La stagione, trionfale in Italia e chiusa tra gli applausi e l'amaro in bocca in Europa contro un Maccabi che proprio al Forum di Milano conquisterà poi la coppa, si rivelerà essere anche un piccolo calvario per Melli, alle prese con un problema al ginocchio difficile da tamponare a causa dei ritmi serrati di una squadra competitiva su due fronti. Ma stringere i denti e risollevarsi dai momenti di difficoltà fisica non era mai stato un problema per un giocatore mentalmente tostissimo. Una condizione però non più sopportabile e che porta prima all'operazione appena conclusasi la stagione, e poi ad una continua rincorsa ed un lavoro individuale extra per riprendere forma, ritmo e condizione nella stagione 2014-2015.
CONTINUA...
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