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mercoledì 22 gennaio 2020

Il punto sugli Australian Open

Come promesso, nuovo giorno, nuovo appuntamento con il riassunto degli Australian Open.
Anche oggi parecchie partite, e diversi giocatori in campo.
Partiamo come sempre dai nostri compaesani, oggi in campo sono scesi 3 azzurri, 2 hanno perso, mentre un altro ha vinto. Sono arrivate con parecchia sorpresa le sconfitte di Sinner e soprattutto di Berrettini, che sono stati battuti rispettivamente da Fucsovics e da Sandgren.
Sulla partita dell'altoatesino riponevo però qualche riserva, l'ungherese veniva da una vittoria convincente contro Shapovalov e di conseguenza si sapeva che sarebbe stato ostico.
Tutt'altro possiamo dire della sconfitta di Berrettini, la partita è iniziata male ed è finita peggio, con in mezzo un buon Berrettini. Una sconfitta che ferma troppo presto probabilmente il cammino del numero 8 del mondo romano nel primo slam stagionale.
La vittoria italiana è arrivata grazie a Fabio Fognini, che dopo un'altra maratona ha battuto un mai domo Jordan Thompson. Una partita folle, con Fognini che dopo i primi due set sembrava agevolmente in controllo, un rilassamento gli costa il terzo e il quarto set. Nel quinto il ligure torna a giocare con criterio e nonostante la resistenza dell'australiano riesce a chiudere al supertiebreak per 10-4. Una vittoria voluta fortemente ed ottenuta dopo oltre 4 ore di battaglia. Il prossimo turno sarà dopo domani e lo vedrà opposto all'argentino Pella. Con l'uscita di Berrettini quello squarcio di tabellone appare libero fino al quarto di finale ipotetico contro Federer... Ma conoscendo Fabio, ragioniamo partita per partita e pensiamo intanto a Guido Pella.
Per Federer due set facili facili con in mezzo una frazione un po' più complicata dove Krajinovic è anche riuscito a rompere il servizio di Roger. L'impressione principale che è venuta fuori da questi due match è stata la grande concentrazione tenuta da Roger. Adesso dopo l'eliminazione di Dimitrov potrebbe avere la strada spianata almeno fino alla semifinale. Nel prossimo turno lo svizzero se la vedrà contro l'australiano John Milmann. Djokovic ha altrettanto passeggiato contro il giapponese Ito.
Domani ci aspetta una giornata altrettanto intensa, tornano in campo Nadal, Thiem e ci sarà spazio anche per Seppi e Camila Giorgi. L'altoatesino se la vedrà con Stanislas Wawrinka, mentre la Giorgi affronterà la Russa Svetlana Kuznetsova.
Tanto tennis di cui parlare, ma in generale tanti temi da affrontare, per cui rimanete collegati e aspettatevi altri approfondimenti nel corso della settimana.
Risultati immagini per australian open 2020

mercoledì 12 settembre 2018

Delpo

50 degli ultimi 60.
50 degli ultimi 60 Slam sono andati a Federer, Nadal o Djokovic. Un numero mostruoso, impensabile, inimmaginabile. Ieri DelPo non ci è andato neanche vicino, a guardare il punteggio (secco 3-0). Invece ha avuto le sue occasioni. Un gioco perso nel primo set da 40-0, con quel servizio che si ritrova. Tre palle break nel secondo set, tutte nello stesso gioco. Pochi punti, un niente, quasi. Il problema è che nelle ultime 60 occasioni in cui si è giocato un torneo importante, per 50 volte “quasi” non è stato abbastanza. Quei pochi punti in più, quel break decisivo, quel recupero decisivo, lo hanno fatto sempre loro tre. Tre mostri. Tre fra i più grandi di sempre, anche se il concetto del “più grande di sempre” è terrificante, inutile e anche dannoso, per lo sport e soprattutto per i tifosi.
Ieri, triste, deluso, con le lacrime appena esaurite, DelPo si è presentato in conferenza stampa. Candido, come sempre. “Novak ha meritato”, la sostanza. Ha spiegato di come fosse costretto a giocare costantemente al limite, ma nonostante questo Nole era sempre lì, a ributtare la palla dall’altra parte, aggredendo al minimo cedimento. Delle poche cose che ha detto, però, una lo eleva come tennista, come uomo e nella mia classifica di sportivi amati: “Non mi sento triste per non aver potuto vincere più di uno Slam a causa loro, sono soltanto uno di quelli che ha avuto la fortuna di giocare nella loro stessa era”.
Fortuna. Non Sfortuna, come avrebbe potuto tranquillamente dire. Si ritiene fortunato, anche se in un’altra era probabilmente sarebbe stato il numero uno. Si ritiene fortunato, nonostante senza infortuni al polso probabilmente avrebbe più di un “solo” Slam, e sarebbe stato molto più costantemente al vertice della classifica ATP.
Palito ieri mi ha dato un insegnamento importante: giocare contro i migliori, competere contro i migliori, è una fortuna.
Anche se bisogna asciugarsi le lacrime una volta di più. Anche se bisogna asciugarsi le lacrime una volta di troppo.
Lui, come Wawrinka, sono due che hanno capito il loro posto nel mondo. Gli altri tre, semplicemente, sono di un altro pianeta e il massimo che si può fare, per poter dormire sereni, è uscire dal campo sapendo di aver dato tutto.
Stan se l’è anche tatuato addosso:
“Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.“
Gracias, DelPo.