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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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venerdì 24 gennaio 2020

Juve e Inter alzano il livello...

Gennaio dal punto di vista calcistico è un mese molto particolare: c'è il campionato, c'è il mercato e pure la Coppa Italia. Tutto ciò s'intreccia e vengono fuori 31 giorni strani, ma scoppiettanti.
Questa settimana si sono giocati due dei quattro quarti di finale di Coppa Italia. Il Napoli ha battuto la Lazio per 1-0 dopo una partita molto viva, la Juventus invece ha sbaragliato la concorrenza della Roma, infliggendogli la seconda sconfitta nel giro di pochi giorni.
La Vecchia Signora conquista la semifinale con una prova di forza, è stata molto brava a travolgere ancora i giallorossi in apertura di gara. Nonostante la vittoria ancora una volta la Juventus a un certo punto si è seduta un po' troppo, rischiando di far rientrare in partita la squadra di Fonseca.
Questa partita ci fornisce parecchi spunti interessanti. Il tabellino ci dice che Cristiano Ronaldo ha segnato ancora, ci dice che Higuain è un giocatore evoluto che si è trasformato in positivo (segna meno di prima, ma fa un lavoro inestimabile). E dimostra ancora una volta la bravura di Buffon, che nonostante i 41 anni ha dimostrato di poter tranquillamente fare il secondo portiere in una squadra come la Juventus.
L'Inter invece questa settimana ha potuto godere del riposo, infatti giocherà in Coppa Italia la settimana prossima contro la Fiorentina. Questa settimana di stacco è importantissima per la squadra di Conte, che in questa maniera ha avuto modo di ricaricare le batterie e permettere ai nuovi arrivi di integrarsi al meglio. Young e Moses si sono già uniti al gruppo, con Young che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe già scendere titolare contro il Cagliari domenica alle 12:30. Bisognerà vedere in che condizioni sono questi giocatori, che vengono da una prima parte di stagione parecchio complicata.
A questi due innesti potrebbe aggiungersi Eriksen nei prossimi giorni. Sembrerebbero ore cruciali per il passaggio del danese in nerazzurro, col giocatore che tra l'altro gradirebbe la destinazione.
Eriksen porterebbe nuova linfa ad una squadra che sembra in difficoltà fisiche. L'Inter con questi giocatori aumenta le proprie possibilità, aumenta le proprie varianti di gioco, aumenta anche la chance di non dover sempre andare al massimo delle proprie potenzialità. Si potrebbe provare a far lavorare di più la palla e meno il fisico, specialmente con l'arrivo di Eriksen. Con questi acquisti più il recupero di Sanchez, l'Inter potrebbe veramente sognare, e non solo in campionato. Il prossimo turno di campionato sarà un altro banco di prova importante, l'Inter se la vedrà con un Cagliari, in leggera ripresa, mentre la Juventus dovrà gestire un Napoli che viene da una bella vittoria in Coppa Italia e che ha ripreso un po' di fiducia. In mezzo ci sarà pure il derby di Roma, in cui la Lazio deve dare una risposta da grande squadra dopo la brutta frenata d'arresto in Coppa Italia. Ci aspetta una domenica da fuochi d'artificio, e prima abbiamo anche parecchie cose di cui parlare. Sto preparando un pezzo sul nuovo Barcellona e un punto sulla Premier e qualche altro pezzo di calciomercato, insomma saranno giorni molto densi, quindi rimanete aggiornati su tutti i nuovi articoli che usciranno.
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lunedì 20 gennaio 2020

che spettacolo in serie A, tantissimi gol ed emozioni

Questo turno di serie A ci ha dato tante indicazioni su quello che potrebbe essere il futuro del campionato. La Juve in fuga, l'Inter rallenta mentre la Lazio sogna; aspettando l'Atalanta stasera contro la Spal. Tutte le altre dietro arrancano cercando di tenere il più possibile sulle prime 3.
Andiamo però con ordine:
Partiamo dalla Lazio, che cala il pokerissimo contro la Samp vincendo per 5-1. Questo risultato vale l'11esima vittoria consecutiva e porta la Lazio a una settimana molto importante, con due partite: Napoli (Coppa Italia) e Roma (campionato).
Immobile segna, ma è solo la ciliegina sulla torta. E' una squadra che fa paura per gioco e risultati. La qualità dei 5 dal centrocampo in su è impressionante: Lucas Leiva (fornisce equilibrio), Milinkovic Savic e Luis Alberto sono due giocatori a tutto tondo e poi c'è Correa che è il partner perfetto per Immobile. Se manca qualcuno?? Nessuno problema, Caicedo, Parolo, Cataldi, sono pronti a non far sentire la mancanza dei titolarissimi.
La partita delle 18 vedeva affrontarsi al Mapei Stadium Sassuolo e Torino, con i neroverdi che hanno sconfitto i granata 2-1. Per la squadra di De Zerbi è una vittoria che fornisce ossigeno. La qualità della rosa si evince dal gol di Boga, il ragazzo del Barça sigla un bellissimo gol. Berardi sembra finalmente aver superato il momento difficile della sua carriera.
Il Torino appare incapace di mantenere i risultati di vantaggio, ancora una volta si fa rimontare e perde la partita. Il Torino ha poche certezze: Sirigu, Belotti e poco altro.
Alle 20:45 ci trasferiamo nel capoluogo partenopeo dove il Napoli sprofonda contro una buona Fiorentina. Questa sconfitta sa tanto di fallimento del progetto.
Le due squadre nel girone d'andata hanno faticato veramente tanto, ma adesso c'è una differenza importante. La Fiorentina da quando ha cambiato allenatore vola, mentre il Napoli continua ad arrancare. Questo è per dati statistici il peggior Napoli dal ritorno in serie A.
La squadra appare piatta e senza stimoli, la difesa rimane un rebus e inoltre manca l'equilibrio a centrocampo. Il gioco del Napoli risulta essere monotono, tutto gira intorno a Lorenzo Insigne, di conseguenza diventa prevedibile e quindi è difficile sorprendere l'avversario.
Iachini dalla sua ha risollevato una squadra che sembrava finita, è riuscito a far esprimere finalmente a buoni livelli Chiesa, che aldilà del gol ha giocato una partita di grande caratura. 
Altri elementi che hanno lanciato segnali importanti sono stati Lirola e Castrovilli.
Davanti nonostante Cutrone, Vlahovic potrà dire la sua, ha segnato un gol importantissimo e di grande fattura. Inoltre ha reinserito nell'11 titolare Benassi, scalando dietro Pulgar.
Buone sensazioni si respirano pure a San Siro nel match delle 12:30, dove il Milan batte l'Udinese per 3-2 in una bella, viva e infinita partita. Donnarumma ieri dopo aver sbagliato sul primo gol, ha effettuato 2-3 parate sensazionali che hanno permesso al Milan di portare a casa 3 punti. I meriti vanno a Pioli che ha azzeccato il cambio rimpiazzando Bonaventura con Rebic.
Leao ha giocato un grandissimo secondo tempo, venendo a prendere palla e ha offerto diverse giocate da grande giocatore. Castillejo ieri ha trovato nuovamente la titolarità ed è risultato nuovamente decisivo, l'ex Villareal aiuta molto di più rispetto a Suso in chiave difensiva.
Theo Hernandez ha segnato ancora una volta il gol decisivo, ha segnato il sesto gol del suo campionato.
Nonostante ciò l'Udinese si conferma una buona squadra, un punto poteva tranquillamente starci, qualcosa in più se non ci fosse stato Donnarumma.
Le milanesi in questa giornata si invertono il ruolo, se il Milan può gioire, di certo l'Inter deve piangere. A Lecce alle 15 è arrivato un brutto pareggio che rallenta l'inseguimento alla Juventus che scappa a +4. L'Inter probabilmente è in debito d'ossigeno e solo il mercato di riparazione può portare qualche soluzione. Il Lecce ha fatto una partita di sacrificio per rubacchiare questo punto all'Inter.
Nelle altre due partite delle 15 abbiamo assistito a 2 pareggi: Verona-Bologna 1-1 e Brescia-Cagliari 2-2.
La prima partita è stata giocata a una buona intensità, il Verona ha giocato un'altra grande partita, ma ha sbattuto su uno straordinario Skorupski, alla fine è Borini a rispondere a Bani. Da segnalare un'altra grande prestazione di Orsolini, che con l'infortunio di Zaniolo sta cercando di guadagnarsi una chiamata per l'Europeo.
Brescia-Cagliari è stata pure molto divertente, il pareggio è arrivato grazie a due doppiette, per il Cagliari Joao Pedro (13 gol in stagione), mentre per il Brescia Torregrossa (uno dei due gol molto bello, con un tiro dalla distanza).
Alle 18 ci trasferiamo a Marassi, dove si sfidano Genoa e Roma. La Roma ha giocato una partita ordinata, ma ha rischiato parecchio, grandi meriti vanno a Pau Lopez che ha effettuato degli interventi importanti. Spinazzola nonostante la telenovela in settimana ha giocato una grande partita.
Cercasi assolutamente il vice Dzeko, Kalinic è stato più volte chiamato in causa, ma non ha risposto bene, il bosniaco mostra segnali di stanchezza.
Infine chiudiamo con la partita dell'Allianz Stadium delle 20:45 dove la Juventus batte per 2-1 il Parma. La Juventus nelle ultime 2 giornate è riuscita a staccare di 4 punti l'Inter. Continua a non essere particolarmente bella, ma quando hai un fuoriclasse come Ronaldo diventa tutto più semplice.
La Juventus ha un problema secondo me: non riesce a tenere la spina attaccata per 90 minuti in campionato, mentre in Champions il problema non c'è perchè tutti i giocatori stanno concentrati per tutta la partita.
Abbiamo finito il giro di tutti i campi, manca solamente la partita di stasera tra Atalanta e Spal che dovrebbe avere un pronostico abbastanza certo, ma sappiamo bene che nel mondo del calcio i problemi si cominciano ad avere quando si hanno i favori del pronostico.
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lunedì 30 dicembre 2019

Le mosse del Napoli per riprendere la stagione

Come già detto nei precedenti articoli, con il campionato fermo, ci occupiamo di analizzare alcune situazioni complicate del panorama calcistico italiano.
Oggi parleremo del Napoli, che dopo 17 partite si trova ottavo in classifica con 24 punti.
Partenza complicata, culminata con l'esonero di Ancelotti e l'arrivo di Gattuso che ha l'obbligo di dare una scossa all'ambiente.
Le prossime 4 partite del Napoli saranno cruciali: i partenopei dovranno affrontare in fila Inter, Lazio, Fiorentina, Juventus e in più il Barça in Champions League.
Per dare una scossa a questa squadra servono dei sacrifici finanziari di De Laurentiis, si cerca un mediano e un terzino sinistro.
Partiamo dal primo ruolo, Gattuso è alla ricerca di un regista, nella partita contro il Sassuolo, ha usato Allan che però è una mezzala e non ha le caratteristiche per essere un regista.
Un'altra opzione potrebbe essere Fabian Ruiz, lo spagnolo però è un trequartista e dunque non può essere impiegato come mediano.
Si parla di diverse opzioni, adesso andremo ad analizzarle una per una e in più vi parlerò di un giocatore di cui non si è sentito parlare, ma che l'anno scorso con Gattuso al Milan era diventato una pedina fondamentale.
  1. Il primo nome che gira è quello di Berge, norvegese del Genk, ottima stazza, ottimo sul piano tecnico. Nonostante sia molto giovane, ha già disputato partite di Europa e Champions League a 21 anni.
  2. Altro giocatore che secondo i media è molto attenzionato è Lobotka del Celta Vigo. Impressionante organizzatore di gioco. Quest'anno il Celta è in difficoltà in campionato, ma nonostante ciò Lobotka si sta esprimendo su buoni livelli. Se al Napoli però serve un gladiatore, non è il giocatore giusto.
  3. L'ultimo nome tra quelli di cui si parla è Lucas Torreira, giocatore dell'Arsenal, avendo giocato nella Samp, parla italiano e conosce il campionato. E' un giocatore che garantisce visione e intensità. la nota dolente è senza dubbio l'altezza, supera a stento i 170cm, è aggressivo, ma non garantisce altezza. Per l'affare si parla di 35/40 milioni.
Questi 3 giocatori sono quelli sulla cresta dell'onda, ora però volevo fare un ragionamento mio.
Se ci pensate l'anno scorso il Milan dopo l'arrivo di Bakayoko, aveva trovato tutto un altro volto.
Certo, non ha la visione di Pjanic, ma permetterebbe alla squadra di Gattuso di assorbire le ripartenze.
Se dobbiamo fare un paragone il francese assomiglia come ruolo a Casemiro, e sappiamo tutti quanto è indispensabile il brasiliano per l'equilibrio del Real Madrid.
Abbiamo affrontato il tema del mediano, perchè è quello più in voga, ma non è l'unico ruolo da sistemare a Castel Volturno.
Serve assolutamente un terzino sinistro: Ghoulam sembra un fantasma, Mario Rui è troppo debole in difesa mentre Hisay è ai margini del progetto da tempo.
I sostituti di cui si parla, mi lasciano parecchio perplesso, Rodriguez del Milan è diventato il secondo di Hernandez e nella sua esperienza in Italia non ha per nulla convinto.
Kolasinac questa estate è stato sostituito nell'Arsenal da Tierney e ha dei limiti, non è il giocatore giusto per una situazione complicata come quella del Napoli.
Il terzo terzino in lizza è Bradaric, 20enne in forza al Lille. Nonostante la giovane età, sembra questa la pista più perseguibile, il croato è bravo sia in fase offensiva che difensiva ed è un calciatore giovane e di possibile affidamento per il futuro.
La situazione nella città partenopea non è assolutamente semplice, si dovrà tentare una rincorsa disperata nella seconda parte di stagione, e per farlo serviranno i giusti investimenti di De Laurentiis nel mercato di gennaio.

martedì 17 dicembre 2019

I sorteggi delle italiane in Champions League.

Per gli appassionati di calcio, il momento dei sorteggi è sacro, e viene vissuto con grande attenzione.
Mi sembra giusto fare dei pronostici, anche se queste partite si giocheranno tra due mesi, ci sarà una sessione di mercato e gli stati di forma potranno alterarsi notevolmente.
Bisogna assolutamente dire, che al calcio italiano sarebbe potuto andare decisamente peggio questo sorteggio, ovviamente è un discorso in linea generale e i tifosi del Napoli possono indubbiamente affermarlo. Una squadra che sta avendo tantissime difficoltà, ha subito una crisi d'identità, ha trovato sul suo cammino il peggiore avversario possibile: il Barcellona. I Blaugrana li ho visti giocare più di una volta quest'anno e fanno letteralmente paura, tra due mesi, quando il tridente davanti sarà ancor più collaudato non so bene come si potranno fermare. E' giusto dire, che le due migliori prestazioni in questa stagione tribolata del Napoli, sono state quelle contro i campioni d'Europa in carica, da quelle due partite la società partenopea è uscita con 4 punti totali, è l'unica squadra che quest'anno finora è riuscita a battere i Reds.
Chiudiamo il capitolo Napoli e passiamo ai campioni d'Italia.
Alla Juventus è andata di lusso, l'urna di Nyon ha decretato il Lione di Garcia il prossimo avversario della Vecchia Signora. In seconda fascia c'erano squadre come Real Madrid e Tottenham, che hanno un peso specifico da prima fascia.
Il Lione è una squadra molto talentuosa, ha gente come Aouar, Tousard, Dembelè e Traorè, sono tutti giocatori molto interessanti. Finora però la squadra francese ha avuto parecchi alti e bassi.
Nei giocatori talentuosi citati in precedenza non ho volutamente inserito Memphis Depay, l'olandese ha subito un brutto infortunio e potrebbe dover stare fuori tutta la stagione.
In conclusione, è un'impegno da affrontare con la giusta concentrazione, ma è il sorteggio migliore che poteva capitare alla squadra di Maurizio Sarri.
Un'altro gran bell'ottavo è quello che attende l'Atalanta. La squadra di Gasperini se la vedrà con il Valencia, partita da non sottovalutare minimamente, con il Valencia che ha vinto il proprio raggruppamento tenendo alle proprie spalle Chelsea e Ajax.
Il Valencia ha un grande regista come Dani Parejo, giocatore che è in grado da solo di far girare una squadra, e ha come arma letale il contropiede, ha due attaccanti molto rapidi come Gameiro e Rodrigo.
Saranno secondo me 180 minuti di spettacolo, si affrontano due squadre con mentalità offensive, e questo per gli appassionati di calcio non può che far bene.
Insomma in quel di Bergamo si può assolutamente sognare.
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venerdì 13 dicembre 2019

Come cambierà il Napoli con Gattuso in panchina?

Come vi avevo anticipato l'altro ieri, nonostante la vittoria contro il Genk per 4-0 con conseguente qualificazione agli ottavi di finale per il Napoli, la società partenopea ha rimosso dall'incarico Carlo Ancelotti, dando il ruolo di allenatore a Gennaro Gattuso.
L'esonero di Ancelotti, fa male, perchè per la prima volta dopo tanti anni, il gioco del Napoli non è fluido e spettacolare.
Il Napoli la partita di Champions l'ha vinta in maniera netta, senza alcun patema, ed è un risultato (il passaggio agli ottavi) che rimarrà nella storia, perchè solo due volte nell'era De Laurentiis la società campana aveva raggiunto questo obiettivo.
Ancelotti ha pagato lo stare in mezzo tra i due poli che si davano battaglia: da una parte la presidenza, mentre dall'altra i giocatori.
L'allontanamento di Ancelotti toglie tutti gli alibi, e quindi adesso la società si aspetterà un forte cambio di rotta, per cercare di raddrizzare il più possibile il campionato.
Il Napoli si trova ad oggi a 8 punti di distacco dalla zona Champions, e con un allenatore nuovo che dovrà cercare in tutti i modi di scuotere l'ambiente.
Gattuso ancora una volta arriva in una squadra che ha disperato bisogno di punti, ma conoscendo il carattere dell'allenatore calabrese, certo non si tirerà indietro.
Potrebbe apportare un cambiamento tattico, che gioverebbe probabilmente alla squadra: passare dal 4-4-2 inderogabile di Ancelotti a un 4-3-3.
Col 4-3-3 un giocatore diventa ancor più imprescindibile di quanto già non lo sia, sto parlando di Allan che all'interno di questa rosa è l'unico che può garantire copertura.
Questo esonero di Ancelotti, con conseguente arrivo di Gattuso, cambia tante cose all'interno della società. Le prossime due partite dovranno portare in dote 6 punti, per cominciare subito con il piede giusto la rincorsa disperata ad un posto in Europa.
Io dalla mia non sono così convinto che questo avvicendamento porterà nuovamente il Napoli a splendere, ma la risposta potrà darcela solo il tempo.
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sabato 30 novembre 2019

Italiane: settimana da protagonisti in Europa

Questa settimana dal punto di vista europeo, il calcio italiano ci ha regalato tantissime soddisfazioni.
Sia la Champions che l'Europa League hanno portato all'Italia soltanto vittorie.
Oggi andremo a parlare nello specifico delle 4 squadre che sono state impegnate nella coppa dalle grandi orecchie.

L'Inter ha battuto lo Slavia Praga per 3-1 e continua a sperare in una qualificazione agli ottavi.
L'Inter non gioca una grandissima partita, come viene invece romanzato sui giornali.
Gioca una buona partita, considerando anche le tante assenze. Lautaro Martinez e Lukaku impressionano per la facilità con cui incidono sulla squadra. Lo Slavia Praga cala progressivamente nella propria prestazione, e dovendo vincere per mantenere vive le possibilità di qualificazione si espone troppo. L'Inter dimostra maggiore capacità di sapere incidere nei momenti difficili.

Il Napoli invece conquista un punto contro i campioni d'Europa in carica. Era difficile poter pensare a questo risultato, dati gli stati mentali differenti con cui arrivavano le due squadre.
Quello del Napoli è un risultato davvero prezioso in vista dell'ultima giornata.
Ora basterà un punto contro il Genk per accedere al turno successivo. Dall'altra parte ci sarà un infuocato Salisburgo-Liverpool che sarà decisivo per le sorti delle due squadre.

La Juventus è agli ottavi di Champions come prima del girone.
De Ligt , che sta salendo di livello, salva la Juve in più di un occasione ,ma appaiono in debito d'ossigeno i giocatori più utilizzati da Sarri ( Bonucci e Pjanic).
La rete di Dybala è molto complicata da spiegare. Per sbloccare la situazione serve un gol pazzesco solo a pensarlo dell'ex Palermo nei minuti di recupero.
La Joya batte Oblak con una punizione assurda. E' davvero una punizione fantascientifica che giunge da posizione impossibile dopo una serie di giocate magiche.
Sarri in conferenza stampa ha spiegato che secondo lui in Champions ci sono meno problemi che in campionato, perchè ci sono maggiori motivazioni.

L'Atalanta invece centra la prima vittoria in Champions contro la Dinamo Zagabria vincendo 2-0.
Adesso nel gruppo C ci sarà davvero da divertirsi. Il Manchester City è già qualificato, mentre le altre tre squadre sono ancora in corsa e si giocheranno tutto nell'ultima giornata. La Dea ha comunque adesso la concreta possibilità di qualificarsi almeno in Europa League. Da segnalare la grandissima prestazione del Papu Gomez, condita anche da un grandissimo gol.
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sabato 21 settembre 2019

Il Napoli annichilisce i campioni d'Europa

E' sabato mattina, è il giorno del derby di Milano, più in generale è tempo di serie A, ma a causa di impegni personali non ho potuto scrivere a proposito dei risultati europei delle italiane.
Stamattina parlerò del grande successo del Napoli, che ha letteralmente annullato il Liverpool di Klopp, dimostrando ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) la bravura di Carlo Ancelotti.
Questa vittoria permette alla squadra del patron De Laurentis di partire col piede giusto in Champions.
Vittoria che sicuramente fa gasare l'ambiente napoletano, non definisce, ma instrada il cammino del Napoli nell'Europa che conta.
I partenopei dimostrano di essere una grande squadra, una di quelle che possono sognare in questa Champions che secondo me potrebbe essere una delle più sorprendenti degli ultimi anni.
Una squadra che rispetto agli altri anni sembra più solida in difesa, con la coppia Koulibaly-Manolas, che aldilà di qualche errore iniziale dovuto al non ancora perfetto feeling, sembrano un muro invalicabile. E' questo probabilmente il passo avanti che ha fatto il Napoli rispetto all'anno scorso, in attacco ha sempre avuto ottimi giocatori in grado di cambiare la partita con delle giocate splendide, ma spesso tutto veniva vanificato da qualche errore difensivo che costava la partita e di conseguenza i punti.
Come detto in precedenza mi preme rimarcare la bravura di Carlo Ancelotti che in 1 anno ha portato questa squadra a intendere il calcio in un modo tutto suo, migliorando anche le individualità.
Ovviamente per rendere questa squadra competitiva sono serviti pure degli innesti mirati.
Il Napoli è partito con le idee belle chiare di cosa dovesse fare quando si trovava in possesso palla, se ci avete fatto caso verticalizzava sempre. Ha giocato senza paura, con Lozano, Insigne,Mertens, Callejon che cercavano sempre di sgusciare alla difesa avversaria, in più anche Fabian Ruiz provava a inserirsi dietro Van dijk e Matip.
Da sottolineare la grande partita fatta dai due terzini napoletani, Mario Rui e soprattutto Giovanni Di Lorenzo, che all'esordio in Champions ha giocato una signora partita, contenendo alla grande un certo Sadio Manè.
Sicuramente la partita poteva essere anche vinta dal Liverpool, il Napoli deve ringraziare Meret per la super parata su Salah dopo il brutto svarione di Manolas e anche Callejon che ha in maniera scaltra conquistato il rigore.
Poi arriva anche il 2-0 di Llorente, altro acquisto estremamente funzionale per il gioco della squadra di Ancelotti. Lo spagnolo può risultare fondamentale nei finali di partita, quando la squadra è stanca, la palla arriva a lui che la protegge e permette alla squadra di salire in maniera meno forsennata.
Il Napoli vincendo questa partita ha cominciato in maniera positiva il cammino, ma ancora non c'è nulla di scontato, nell'altra partita il Salisburgo ha segnato sei gol al Genk, col gioiellino Haland che ha stupito ancora una volta segnando 3 gol.
Sicuramente per il Napoli questi sono 3 punti d'oro, ma il passaggio del turno si dovrà sudare.
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mercoledì 19 dicembre 2018

I sorteggi dei sedicesimi di Europa League

Ieri abbiamo affrontato l'argomento dei sorteggi di Champions League, oggi invece andiamo a trattare gli accoppiamenti per i sedicesimi di Europa League.
L'Europa League è la competizione più imprevedibile di tutte, non può essere affrontata nè con superficialità nè con superbia. Le squadre che disputano questo torneo lo trovano come un occasione per poter arrivare a traguardi altrimenti irraggiungibili.
Per quanto riguarda le italiane, Inter e Napoli trovano due avversari abbordabili, adatti per approcciare a questa competizione con progressivo impegno.
Il Rapid Vienna, avversario dell'Inter, vive una delle stagioni più difficili degli ultimi anni.
Nonostante una rosa che in patria è considerata ottima, difficilmente potrà accedere ai playoff, a cui accedono le sei migliori formazioni della regular season austriaca.
Il Rapid dopo aver cambiato allenatore, non ha fatto cambio di marcia in campionato, però in campo internazionale si è levato qualche soddisfazione, superando un girone per nulla semplice, con Villareal, Rangers Glasgow e Spartak Mosca.
Interessanti sono i profili di Thomas Murg e Veton Berisha (fratello di Valon) che solitamente agiscono sulle fasce.
In generale comunque il livello del Vienna è inferiore rispetto a quello del PSV, avversario che è costato il passaggio del turno in Champions.

Per quanto riguarda lo Zurigo, che invece affronterà il Napoli, la squadra svizzera rappresenta una delle sorprese più liete di questa edizione di Europa League, nonostante si sia un po' sgonfiato nel finale del girone. E' una formazione giovane, con molti ragazzi che provengono dal settore giovanile, ha lottato fino all'ultimo per il primato del girone, ma poi ha dovuto cedere il passo a una formazione ben più quotata come quella del Bayern Leverkusen. Attualmente in campionato si trova al quarto posto, ma non è conosciuto per la bellezza del proprio gioco, ma piuttosto per la sua solidità mentale.
Come detto in precedenza il giovane tecnico Ludovic Magnin ha avuto il merito di puntare forte sul vivaio. Il giocatore più in voga tra i principali osservatori europei è quello del nigeriano Stephen Odey, attaccante, classe '98 velocissimo ed abile ad attaccare gli spazi.
In rampa di lancio ci sono pure il mediano classe '98 Toni Domgjoni e Hakim Guenouche, terzino sinistro classe 2000. La bandiera della squadra è Alain Nef, centrale difensivo che in gioventù ha vestito le maglie di Piacenza, Udinese e Triestina.
In generale, un Napoli in formato europeo non dovrebbe riscontrare particolari difficoltà.

Per la Lazio, invece il discorso è totalmente diverso, sfortunata nel girone e dunque sfortunata nel sorteggio. Il Siviglia rappresenta come ogni anno una delle papabili squadra candidate alla vittoria finale, inoltre sta vivendo una stagione straordinaria. Pablo Machin, ha saputo dare continuità a un progetto tecnico sempre rivolto alla qualità del palleggio e al talento dei propri calciatori offensivi.
Il Siviglia, nonostante qualche passo falso, ha saputo vincere il proprio gruppo senza dover fare troppo turnover in campo nazionale. In effetti se andiamo a guardare, la formazione andalusa si trova al secondo posto nella Liga, a soli tre punti dal Barça. Per questi risultati deve ringraziare come detto in precedenza i propri giocatori offensivi: Pablo Sarabia (15 gol e 8 assist), Ben Yedder (13 gol e 7 assist), Andrè Silva (9 gol), Evèr Banega (8 gol e 5 assist). E ancora: Luis Muriel (4 gol), Nolito (4 gol), Franco Vazquez (3 gol), Jesus Navas (6 assist), Quincy Promes (2 assist), in un reparto che veramente imbarazza per alternative possibili e stili di gioco attuabili.
Il Siviglia si conferma attualmente tra le migliori difese della Liga (16 gol subiti in altrettante partite).
Per differenza di livello tecnico, tattico e carismatico, la Lazio dovrà fare doppiamente la partita della vita, al fine di superare il turno.

Per quanto riguarda gli altri accoppiamenti, ennesimo ostacolo internazionale per il Salisburgo, che se la dovrà vedere con il Club Brugge che è una squadra difficile da scardinare.
Nessun problema per Chelsea e Arsenal, che se la vedranno con Malmoe e Bate Borisov.
Prova importante anche per il Genk, formazione piena di ragazzi terribbili, che se la dovrà vedere con lo Slavia, partendo con i favori del pronostico.
Indubbiamente le formazioni che provengono dall'est europa, spesso non riescono a equiparare le prestazioni fornite nella prima parte di stagione, in virtù delle condizioni meteorologiche a cui devono sottostare nell'arco della stagione sportiva.
Quindi occhio a formazioni come Zenit, Dynamo Kiev, Shaktar, Krasnodar e Viktoria Plzen, che potrebbero trovare soprattutto tra febbraio e marzo maggior difficoltà rispetto a quanto dimostrato nella prima partita di stagione: per loro, lo scoglio dei sedicesimi di finale spesso si dimostra insormontabile.
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giovedì 25 ottobre 2018

Napoli spettacolare pareggia 2-2 a Parigi

La squadra di Ancelotti pareggia 2-2 al campo dei Principi e continua a lanciare segnali importanti.
Gli azzurri hanno disputato un'ottima gara in cui si sono fatti preferire ai francesi, e avrebbero meritato la vittoria che è stata tolta loro al 93' dopo un tiro spettacolare di Angel Di Maria.
Nonostante lo squilibrio verso l'attacco che i parigini hanno, e l'abitudine alla poca intensità dovuta a un campionato transalpino mediocre, si sta comunque parlando di una delle candidate alla vittoria finale e di una squadra che davanti può vantare un attacco con Di Maria, Neymar, Mbappe e Cavani, insomma una grande del calcio internazionale.
Il percorso seguito fin qui dalla squadra partenopea, ricorda quello della prima Juventus targata Allegri, Ancelotti è stato bravo a non rompere i meccanismi di Sarri e nell'inserirvi all'interno quei ritocchi necessari per migliorare le lacune.
Il lavoro di Carlo, come fu quello di Max, è soprattutto sulla mentalità della squadra, resa meno timorosa e più serena. Ecco così spiegato in pochissimo tempo a cosa sono dovuti i miglioramenti che si evincono nella squadra dell'allenatore di Reggiolo.
Insigne, non è più ingabbiato all'interno dei troppi schemi ed è stato posizionato più vicino alla porta, risultando molto più efficace. A questo si aggiunge un utilizzo del turnover, che negli anni precedenti a Napoli era praticamente sconosciuto.
Coinvolgere molti giocatori, consente di far sentire tutti parte integrante del progetto e di conseguenza compatta lo spogliatoio e migliora lo svolgimento degli allenamenti.
Dicendo questo non si vuole assolutamente denigrare lo splendido lavoro effettuato da Sarri, ma semplicemente sottolineare come sia stato abile Ancelotti a migliorare laddove ce n'era bisogno, facendo diventare il Napoli una macchina quasi perfetta.
Adesso in campionato i campani si trovano al secondo posto a 4 punti dalla Juve, che pare fino a questo punto una corazzata inarrestabile.
Certo c'è da dire però che a differenza dei bianconeri hanno avuto un campionato più in salita e che potrà provare il contrattacco nel mese di Dicembre, periodo in cui i bianconeri avranno una serie di incontri ravvicinati piuttosto probanti.
Per quanto riguarda la Champions, invece gli uomini di Ancelotti sono secondi nel loro girone accoppiati con il PSG. A guidare il gruppo c'è il Liverpool con 6 punti, mentre la Stella Rossa occupa l'ultima posizione con un punto. Considerata la forza posta in campo dal Napoli e le due sfide in casa contro parigini e serbi, il Napoli ha tutte le carte in regola per accedere agli ottavi.
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giovedì 4 ottobre 2018

Napoli strepitoso, 0 tiri in porta per il Liverpool

Serviva forse una partita spartiacque per certificare l'evoluzione del Napoli con Carlo Ancelotti. Anche se fosse finita con un pareggio, per quanto deludente potesse risultare, è questa la partita di cui sopra.
Le asimmetrie sono la chiave del cambiamento di questa squadra. Uno schieramento estremamente liquido, che ha saputo sempre, se non disinnescare, quantomeno rallentare la costruzione bassa del Liverpool. La posizione di Fabian Ruiz è stata la chiave. Lo spagnolo, nominalmente esterno di fascia sinistra, ha spesso preso una posizione da mezzala, alzandosi ed accentrandosi vicino a Milik. Il cuneo creato col polacco e con Insigne indirizzava fortemente il gioco del Liverpool, isolando un lato dall'altro ed impedendo ai Reds di muovere la palla sui grandi spazi. Una volta chiuso il possesso dall'una o dall'altra parte, le strategie di recupero erano differenti. Sulla propria corsia di sinistra il Napoli ingabbiava rapidamente i Reds, chiudendo gli spazi verso la linea laterale. La poca proprietà di palleggio di Gomez e Alexander-Arnold, nonché l'efficace lavoro su Salah - sempre costretto spalle alla porta - ha chiuso la porta. A destra l'atteggiamento prudente del terzino/centrale Maksimovic ha creato un imbuto dove il gioco del Liverpool veniva incanalato. Ad attendere in fondo al tunnel però c'era un tentacolare Allan, (5/7 contrasti vincenti, migliore dei suoi), che ha ringhiato sulla soglia di quel passaggio finché non ha dovuto arretrare per far da stampella ad Hamsik. Lo spettacolare lavoro di pressing ha impedito al Liverpool di allungare il campo, costringendolo per lunghi, psicologicamente frustranti, tratti nella propria metà difensiva.
Il Napoli ha superato l'asfittica necessità di cercare trame di gioco poligonali, non esagera più con il "gioca a chi vedi" quando parte dal portiere, non ha paura di giocare sul campo grande e non sovraccarica più la fascia sinistra. L'exploit di Insigne in questo inizio di stagione è tremendamente incoraggiante. Finalmente vediamo l'attaccante napoletano in un contesto che ne esalti le qualità e gli permetta di essere sempre utile alla squadra con le sue caratteristiche. Troppo spesso infatti (e sempre, in Nazionale) Insigne aveva dato l'impressione dello studente poco diligente quando chiamato a partecipare a cerebrali manovre posizionali, di fatto mancando sempre quel salto di qualità che solo la consapevolezza del proprio ruolo in campo e delle proprie qualità può dare. Sono proprio cambiate le sue ricezioni: più spesso trovato con del campo alle spalle della difesa, più spesso trovato in corsa.
Questo perché il Napoli, dicevamo, non ha più paura di giocare in un campo grande. Quando la partita lo richiede sa muovere palla per la via più veloce - quella aerea - e su lunghe distanze, concedendo più ritmo e respiro all'attacco e meno tempo alla difesa avversaria di togliere la profondità. Chiaro che contro una squadra atleticamente importantissima come il Liverpool può succedere di calare da questo punto di vista, ma qui la superiore capacità di lettura di Ancelotti viene in soccorso degli Azzurri. Forze fresche e velocità in attacco con Mertens e Verdi (del quale però non possiamo fare a meno di notificare ancora una certa inadeguatezza tecnica per certi ritmi) sia per rinvigorire con la corsa quel pressing tatticamente perfetto, ma probante, sia per poter avere maggior imprevedibilità in una fase di partita che fisiologicamente avrebbe dovuto vedere il Napoli agire di rimessa. Quando Hamsik, autore di una prova convincente, ha pagato dazio, dentro Zielinski e con lui rinnovata verticalità alla manovra. Il gol vittoria non è casuale, non solo perché arriva dopo una pletora di altre occasioni, ma anche perché rappresenta il preciso punto di arrivo di un piano gara in cui ogni dettaglio è stato studiato con rara intelligenza dal mister ed eseguito con abnegazione dalla squadra. Il Napoli è sicuramente una squadra forte nei singoli, ma probabilmente meno forte di altre. Si è detto spesso della precedente gestione che il dogmatismo era necessario, che il Napoli solo con il suo gioco così cesellato poteva competere con realtà più attrezzate. Personalmente ho sempre, articolatamente, sostenuto che proprio l'integralismo fosse il principale limite del Napoli. Non solo per la mancanza di alternative tattiche, ma anche per la mancanza di fiducia nei giocatori che presuppone. Maggiore spazio decisionale per i calciatori significa maggiore spazio di crescita. In un contesto in cui le idee dell'allenatore godono dell'infallibilità papale, quando sbaglio significa che è colpa mia, sono io ad essere scarso: si perde autostima. In un contesto invece in cui l'errore è accettato come opportunità di reagire e trovare nuove soluzioni, allora posso capirlo ed imparare qualcosa.
Dopo davvero molto tempo Ancelotti si ritrova una squadra da far crescere, più che da assemblare. Io credo che si percepisca nel suo atteggiamento quel rinnovato entusiasmo per il lavoro, che solo il toccare con mano i miglioramenti dei propri ragazzi può dare.
Se non puoi competere sul mercato, forse la vera strada è quella dell'imperfezione, dell'asimmetria, della pazienza e, alla fine, della crescita.

lunedì 1 ottobre 2018

La Juventus ha dei punti deboli?

Dopo la convincente vittoria contro la diretta concorrente Napoli, la Juventus sembra aver  davanti a se  la strada spianata per andarsi a prendere l'ottavo scudetto consecutivo.
Il vero punto debole della squadra di Torino è proprio la Juve.
Il Napoli è una grande squadra, ben messa in campo e dura a morire. Lo dimostra la clamorosa occasione mancata da Callejon, qualche minuto dopo l'espulsione per doppia ammonizione di Mario Rui. Quello che è mancato ai partenopei, come ha affermato correttamente Adani, è l'apporto degli interpreti offensivi, la personalità e la responsabilità di prendersi in carico la squadra. Insigne, Callejon e Mertens non sono Ronaldo, ma attaccare una Juventus poco precisa negli appoggi e nei disimpegni era fondamentale. Qua, in una partita aperta, si è giocato il mismatch dell'incontro. Allegri sa di avere gli interpreti per ribaltare la partita, sa che i campioni fanno la differenza e per ora va bene così. E' da 4 anni però che il tecnico livornese batte sul tasto della concentrazione, dell'essere all'interno del match per 90 minuti. Ciò è l'obiettivo finale, finora raggiunto a sprazzi, aldilà della vittoria. Il Napoli può quindi recriminare per quei primi venti minuti di superiorità, ma resta la rivale più credibile per tenere aperto un campionato, che vede già la seconda in classifica a -6.
Allan migliore in campo per il Napoli, Ronaldo per i bianconeri.
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sabato 29 settembre 2018

Serie a = Sabato da brividi

Per gli amanti del pallone questo sabato non è come tutti gli altri, si inizia alle ore 15 col derby capitolino tra Roma e Lazio, per poi alle 18 spostarsi allo Stadium di Torino per il match tra Juventus e Napoli, insomma ci attende un grande pomeriggio di calcio con 2 super sfide che potranno già fornire risposte importanti.

Roma - Lazio: Il derby della capitale giunge in un momento molto particolare per entrambe le squadre. I biancocelesti si presentano con 12 punti in 6 giornate, dati da 4 vittorie e 2 sconfitte, ma le 2 partite perse sono state contro Napoli prima, e Juve dopo. nonostante l'inizio di campionato tragico, la Lazio ha poi sconfitto Frosinone, Empoli, Genoa e Udinese.
La situazione dei giallorossi invece è molto differente. La squadra di Di Francesco arriva a questo match dopo la vittoria interna per 4-0 contro il Frosinone, ma prima di questi facili 3 punti, ha mostrato grandi difficoltà pareggiando all'Olimpico, con Atalanta e Chievo e perdendo a San Siro contro il Milan e a Bologna. Si parlava di una squadra incapace di reagire, di giocatori senza il giusto piglio. A Di Francesco, servono ulteriori risposte e non vi è sfida migliore che quella contro una Lazio lanciata .

Juventus - Napoli: Dire che questo è il big match della giornata è abbastanza scontato. Parliamo della gara tra la prima e la seconda della classe. La squadra bianconera arriva a questa fondamentale sfida dopo un en plain di successi. Se mettiamo assieme campionato e Champions League hanno conquistato 7 vittorie su 7.
Qualora dovesse vincere anche contro i principali rivali, questa sensazione che aleggia sulle altre squadre diverrebbe ancora più importante e difficile da levare. Dall'altra parte, il Napoli ha bisogno di espugnare l'Allianz Stadium, e l'anno scorso ci è riuscito per la prima volta.
Ricorderete come nello scorso Aprile un colpo di testa di Koulibaly fece si che la formazione campana espugnasse per la prima volta l'impianto torinese.
La nuova squadra targata Ancelotti ha ancora molti paradigmi del calcio di Sarri, ma ha aggiunto una dose sostanziosa di praticità. Insomma è una formazione più consapevole dei propri mezzi. 
Certo la sfida di Torino non è assolutamente decisiva ai fini dello scudetto, d'altronde non lo fu a poche giornate della fine dello scorso anno, non vedo come lo possa essere a fine settembre. Nessuna delle due squadre in caso di sconfitta dovranno ridimensionare i propri obiettivi.
Ciò detto, ci sarà sicuramente tanto divertimento.
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martedì 25 settembre 2018

La Juve vola, Il Napoli insegue, Inter, Milan e Lazio si inseriscono in extremis mentre la Roma è nell'inferno

Passato il primo mese di serie A è giusto tirare le prime somme, se si volesse fare un riassunto breve si potrebbe dire tranquillamente che la Juventus domina, mentre il Napoli insegue dietro di mezza ruota. Poi ci sono i veementi ritorni di Lazio, Inter e Milan che provano ad aggiungersi in extremis al duo di testa, mentre la Roma è in crisi nera e Di Francesco pare dopo poche giornate già appeso a un filo molto sottile.

Insomma siamo solamente a fine Settembre, ma il campionato vive già una fase calda con il turno infrasettimanale alle porte che fa da antipasto a un fine settimana piuttosto succulente con il piatto del dessert che ci offre Roma - Lazio e Juventus-Napoli.

Detto questo, è utile concentrarsi sui vari spunto che queste prime 5 giornate di campionato ci hanno lasciato.

La Juve sta proseguendo con molta calma sulla falsariga dello scorso campionato, la Vecchia signora è l'unica squadra ad aver calato il pokerissimo con 5 vittorie su 5 e dunque è anche l'unica squadra a punteggio pieno. Basta andare a vedere i primi quattro incontri per notare che la Juventus non ha avuto dei match particolarmente preoccupanti, ma come sappiamo bene ogni partita nasconde le proprie insidie. A eccezione della prima partita contro il Chievo i Campioni d'Italia non sono mai andati in grande difficoltà contro Lazio, Parma, Sassuolo e Frosinone. Non si può dire nulla diverso della Champions, la Juve ha meritatamente portato a casa i tre punti a Valencia.
Dunque un ottimo inizio di stagione che lascia un solo dubbio: Quante giornate dovrà saltare Ronaldo in Champions League?

Il Napoli segue la squadra torinese con 3 punti di distacco, ed è fino ad ora la squadra che ha dimostrato ripetutamente di poter essere l'antiJuve. Se escludiamo il passaggio a vuoto contro la Samp la squadra di Ancelotti ha sempre vinto. In questo caso però bisogna andare a vedere le squadre che Insigne e compagni hanno affrontato e battuto: Lazio, Milan, Fiorentina e Torino. Insomma vittorie di un certo spessore, in un inizio di campionato che poteva nascondere qualche insidia di troppo. C'è da dire però che i partenopei non hanno mai convinto del tutto, perchè hanno trionfato in rimonta sia contro i biancocelesti che con i rossoneri e in più in Champions hanno pareggiato in casa della Stella Rossa. Ciò ammesso, la compagine del presidente De Laurentis viaggia spedita è ha le carte in regola per mettere i bastoni tra le ruote ai bianconeri.

Dopo un avvio di stagione da paura, con le 2 sconfitte contro Napoli e Juve, la Lazio si è ripresa molto bene è ha superato Frosinone, Empoli e Genoa ripresentandosi con prepotenza nelle parti di classifica che contano di più. D'altra parte il calendario delle prime due partite era stato poco clemente nei confronti di Immobile e compagni, ma Inzaghi è stato bravo a riprendere saldamente il comando della squadra e a riportarla dove merita.

Proseguendo in ordine di classifica troviamo l'Inter a 7 punti. I nerazzurri stanno correndo a corrente alternata, hanno perso contro il Sassuolo, hanno pareggiato in casa col Toro per poi vincere a Bologna. Dopo la sosta, hanno perso a San Siro con il Parma e vinto all'ultimo respiro su un campo complicato come Marassi. Il tutto va analizzato insieme al successo pazzesco ottenuto in Champions contro il Tottenham. 
Insomma che dire, i nerazzurri sono una compagine molto combattiva che necessita della battaglia per accendersi. Ha difficoltà a impostare e ciò gli crea parecchi problemi con avversarie che l'aspettano più dietro (vedasi il Parma). Le due vittorie arrivate alla fine contro inglesi e blucerchiati non sono una casualità, questa squadra non molla mai e, quando la sfida si accende, non si tira certo indietro.

Ora passiamo all'altra milanese: il Milan, che è ancora in attesa di recuperare il match col Genoa della prima giornata, perciò il giudizio è rimandato. La sconfitta col Napoli ci può stare, la vittoria con la Roma è un segnale, non illusorio, del valore della squadra. Il pareggio con Cagliari e Atalanta sono invece la perfetta fotografia dei rossoneri. Il potenziale è ampio, Higuain è il prototipo di centravanti che mancava, ma è necessario mantenere il livello di concentrazione alto per tutta la partita.

Infine parliamo della big più in difficoltà della Serie A: la Roma.
Dopo aver vinto contro il Torino in trasferta, i giallorossi sono piombati in una crisi tremenda e hanno collezionato in serie: il pareggio interno contro l'Atalanta, la sconfitta di San Siro con il Milan, il pari casalingo con il Chievo e l'incredibile batosta di Bologna. Il tutto intermezzato dal secco 3-0 al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid. A prima vista questa partenza della Roma è abbastanza inspiegabile. E' senz'altro vero che il calciomercato ha derubato la Roma di Allison e Strootman, ma aal'ombra del Colosseo sono giunti Olsen , buon portiere, e, soprattutto, Nzonzi, Pastore e Cristante. Si parla di un campione del Mondo, un talento con grande esperienza internazionale e uno dei giovani più promettenti del calcio italiano. Insomma la situazione negativa pare davvero inspiegabile, il tutto fa ancora più risalto se si pensa che, solo 5 mesi fa, questa squadra si giocava la semifinale di Champions League contro il Liverpool. Insomma squadra in ritiro e Di Francesco appeso a un filo molto sottile. Che il tecnico abruzzese abbia perso lo spogliatoio? Il problema è risolvibile senza cambi di guida? Ai posteri l'ardua sentenza. Solo una cosa è certa: la rosa della Roma avrebbe tutte le carte in regola per essere l'antiJuve e il tempo per riprendersi di sicuro non manca.
Per farsi coraggio i giallorossi dovrebbero rivedere l'inizio di stagione della Juve nel 2015/2016.
Tutti ricorderanno come finì...
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mercoledì 19 settembre 2018

Champions League: Pazza Inter, Napoli scarico

Il primo Martedì di Champions League non ha regalato sconti e rischia già di essere ricordato come quello decisivo. Inevitabile partire dallo scialbo pareggio del Napoli in terra serba. Il fatto che la Stella Rossa avesse impoverito il livello tecnico della competizione con la propria qualificazione era già stato sottolineato al termine della nostra cavalcata dei preliminari estivi. Del resto, il tecnico Milojevic non è uno sprovveduto ed è sempre stato consapevole di non avere un gruppo adatto a sostenere questa competizione, nonostante gli arrivi di Marko Marin e Richmond Boakye al fotofinish. L’unico modo per la formazione serba di uscire vivi da un girone così competitivo era proprio quello di puntare sulle principali armi a disposizione: fisicità e grande senso d’appartenenza. Detto questo, la muraglia serba non doveva comunque rappresentare un ostacolo insormontabile per la formazione partenopea. Una manovra veloce, diretta e incisiva negli ultimi trenta metri avrebbe permesso, prima o poi, di trovare una falla nella densità apportata dai padroni di casa. Il punto è proprio questo: il Napoli ha giocato sotto ritmo dall’inizio alla fine. Nonostante la squadra di Ancelotti abbia ampiamente dominato il possesso e abbia creato alcune occasioni pericolose (sebbene Borjan, portiere dei padroni di casa, non abbia dovuto sporcarsi troppo le mani), difficilmente si è riusciti a trovare una velocità di gioco tale da trovare impreparata la linea difensiva avversaria. In un contesto così arroccato, è mancata soprattutto la ricerca dei mezzi spazi: se l’area di rigore risultava fin troppo affollata per il povero Milik, anche grazie all’ottima prestazione del 24enne centrale australiano Degenek, di cui ignoro completamente il motivo per cui si trovi ancora in Serbia, lo spazio alle spalle dei centrocampisti serbi era quello decisivo nel perseguimento del successo. L’unico ad aver occupato discretamente lo spazio tra la linee si è rivelato Insigne: proprio da una situazione di questo tipo è nata la chance migliore della gara, in occasione della traversa dello stesso Lorenzinho. Peccato, perché in questo senso sia Fabian Ruiz sia Zielinski avrebbero potuto fare molto meglio. Ancelotti non è affatto uno stolto e sicuramente da tempo è al lavoro per arrivare a una pulizia di manovra che risulti essere implacabile nei confronti di avversari di questo tipo: la questione è che, in un girone così complicato, perdere due punti contro il contendente più morbido potrebbe rivelarsi sanguinoso ai fini della qualificazione alla prossima fase.
Continuiamo con il nostro percorso con il pazzo aperitivo milanese. L’Inter ha reagito alle proprie difficoltà con cinque minuti di grande determinazione. Ciononostante, la squadra di Spalletti ha ancora grandi problemi in termini di produzione offensiva. L’attacco dell’area di rigore avversaria risulta essere ancora molto debole, un po’ in continuità con quanto visto nella scorsa stagione. Nonostante l’arrivo di un elemento come Nainggolan, potenzialmente devastante nei mezzi spazi, la formazione nerazzurra fatica tantissimo a sviluppare qualcosa di produttivo nella porzione centrale del campo. Ecco dunque che la produzione offensiva si ritrova a essere vincolata dai piedi di due elementi: Politano sul lato destro del campo e Asamoah dalla parte opposta. È chiaro che entrambi fanno quello che possono nel limite delle proprie capacità e, quando effettivamente riescono a produrre qualcosa di interessante, l’area di rigore avversaria si ritrova spesso spoglia d’opportunità: con Icardi spesso braccato dai due centrali avversari, l’unica alternativa rimane la ricerca della profondità di Perisic. Difficilmente Brozovic, Vecino o lo stesso trequartista belga si propongono in inserimento frontale. Paradossalmente, a questa squadra sarebbe utilissimo un giocatore come Parolo, che certo non rappresenta l’oggetto dei sogni notturni di nessuno ma inevitabilmente è molto bravo in questo tipo di situazioni. Diciamoci la verità, l’Inter ha giocato una partita piuttosto scialba. Prima del folle finale di gara, i guantoni del portiere olandese Vorm erano rimasti pressoché immacolati. Detto questo, bisogna anche registrare una certa crescita negli equilibri del reparto difensivo, reparto in cui gli acquisti sono stati maggiormente indovinati. Skriniar ha dimostrato di poter occupare efficacemente la posizione di terzino in situazione d’emergenza, nonostante la notevole differenza strutturale nei confronti di avversari come Lucas Moura. Asamoah si è rivelato l’uomo in più a tutti gli effetti: oltre alla costante sicurezza in fase difensiva, a sorprendere è stata soprattutto la sua precisione in proiezione offensiva. Se l’Inter oggi può guardare con fiducia al proprio futuro europeo, ciò è dovuto anche all’intelligenza e alla qualità del laterale ghanese in occasione della meravigliosa volée di Icardi. Tutti abbiamo negli occhi gli impietosi cross del povero Biraghi nel finale di gara di Italia-Polonia: questo perché la grande maggioranza dei terzini non è particolarmente lucida quando arriva sul fondo del campo. Asamoah lo è stato, ringraziamo Asamoah, impariamo da Asamoah. Nonostante le difficoltà, l’Inter ritrova una componente molto importante in un contesto europeo: la risolutezza al di là delle criticità. La consapevolezza di poter arrivare sempre e comunque al risultato si rivelerà molto utile alla squadra di Spalletti in questa stagione, in virtù soprattutto del fatto che difficilmente si potrà arrivare a una fluidità di manovra degna di nota. Due fattori giocano a grande favore dei nerazzurri: la netta vittoria del Barcellona sul PSV (4-0 con tripletta di Messi) e il calendario, che metterà di fronte proprio la formazione olandese nel prossimo turno. Un eventuale successo nella trasferta di Eindhoven renderebbe le prospettive europee particolarmente interessanti, soprattutto nel caso in cui i blaugrana dovessero fare il proprio dovere a Wembley contro il Tottenham.
Liverpool-PSG è stato un piacere per gli occhi degli appassionati. L’intensità contro la superbia. Mi risulta difficile comprendere il motivo per cui una formazione come quella parigina si ritrovi effettivamente senza alcun vero regista di primo livello. Il ritiro di Thiago Motta e l’incomprensibile cessione di Lo Celso hanno lasciato un buco clamoroso in quella posizione, tanto che, in assenza dello squalificato Verratti, che comunque ha già dimostrato di non essere sufficientemente disciplinato per occupare quel compito, si è dovuto ricorrere all’adattamento di Marquinhos. A maggior ragione contro un avversario che non lascia respiro in fase di costruzione, diventa fondamentale produrre un primo possesso veloce e convincente, come sporadicamente accaduto nella partita di Anfield. Detto questo, dopo un’abbondante mezzora di apnea, il PSG è riuscito più volte a sviluppare una manovra talmente verticale da lacerare il campo. Quando i tre davanti, fenomenali nella loro intercambiabilità e nella loro determinazione, riescono a combinare e contemporaneamente portare il pallone verso la porta avversaria, non c’è gegenpressing che tenga. In ogni caso, bisognerebbe tirare ancora una volta le orecchie a Mbappe, colpevole della sanguinosa palla persa che, in pieno recupero, ha permesso a Firmino di trovare il colpo da biliardo decisivo. Quando un ragazzo di appena vent’anni si ritrova già a essere Campione del Mondo (da protagonista), teoricamente ci sarebbe poco da insegnare. Eppure, con la concentrazione e l’attitudine al sacrificio del collega Cavani, potrebbe collocarsi davvero davanti a tutti. Dopo aver imparato a trattare il pallone da Neymar, adesso servirebbe spostare la propria attenzione verso l’attaccante uruguagio per arrivare a un ulteriore upgrade. Postilla finale per Sturridge, apparso veramente in forma nel suo ritorno da titolare con la maglia del Liverpool, a distanza di sei anni dall’ultima volta: una carriera martoriata dagli infortuni, davvero felici di rivederlo competitivo ad alti livelli.
Storie ed epiloghi simili, con le dovute proporzione, per Club Brugge e AS Monaco, sconfitti di misura rispettivamente da BVB e Atletico Madrid. Le due formazioni hanno coraggiosamente deciso di affrontare la principale competizione europea con un gruppo molto giovane: e se quella dei belgi è più che altro una necessità, quella dei monegaschi è un’assoluta volontà, date le ingenti disponibilità economiche. Nell’undici monegasco, allenato dall’ottimo Leonardo Jardim, scendevano in campo elementi come Benjamin Henrichs, 21enne terzino destro arrivato dal Bayer Leverkusen, Jean Aholou, mediano di 24 anni all’esordio nella competizione, o Kevin N’Doram, 22enne centrocampista cresciuto nel vivaio monegasco e appena promosso dalla formazione riserve. Nella sfida all’Atletico Madrid, il parziale vantaggio è stato siglato da Samuel Grandsir, esterno offensivo di 22 anni, arrivato in estate dal Troyes. Allo stesso modo, nella ripresa sono entrati i giovanissimi Sylla (centravanti classe 1999), Adama Traoré (centrocampista classe 1995) e Jordi Mboula, potenziale crack del calcio europeo, acquistato dal Barcellona per 3 milioni di euro nonostante la giovanissima età (classe 1999). Poco importa se il confronto con il Cholismo è stato perduto: con queste prospettive, il percorso è ancora lungo e affascinante. Ugualmente, il Club Brugge ha dato tutto in un confronto assai complicato contro i ragazzi terribili del BVB, altro club che ha gettato il guanto di sfida alla carta d’identità (basti pensare che, sull’esterno sinistro, giocava il 18enne Sancho, senza contare le presenze di Pulisic in trequarti e Diallo al centro della difesa). La formazione belga ha sorpreso per concretezza e idee di gioco, capitolando solamente a causa di uno sfortunato rimpallo nel finale di gara, dopo aver sfiorato più volte il gol del vantaggio. Il tecnico croato Leko ha saputo costruire un’identità battagliera e competitiva, nonostante una rosa d’ampio azzardo. Il talento comunque non manca. Wesley, centravanti brasiliano di 21 anni, che abbiamo imparato a conoscere nei suoi trascorsi con la maglia dell’AS Trencin, è destinato a una carriera d’alto livello: fosse in grado di abbinare concretezza sotto porta alla prorompente fisicità, il suo valore di mercato s’alzerebbe in modo esponenziale. Arnaut Groeneveld, esterno d’attacco nigeriano, classe 1997, ha avuto un impatto pazzesco nella Jupiler Pro League, dopo essere stato acquistato dal NEC Nijmegen. Infine, sentiremo parlare di Thibault Vlientinck, altro prodotto del sistema di formazione giovanile belga: alla soglia dei 21 anni, l’esterno destro è alla prima, vera stagione da protagonista con la maglia nerazzurra.
Infine, chiudiamo con gli ultimi due confronti della serata. Schalke 04 e Porto s’annullano nella serata di Gelsenkirchen (1-1): respira il nostro connazionale Tedesco che, dopo la sfavillante scorsa stagione sulla panchina del club tedesco, non ha iniziato la nuova annata nei migliori dei modi (zero punti nelle prime tre giornate di Bundesliga). A dir la verità, anche in questo caso si è andati vicini al patatrac, soprattutto a causa della disastrosa prestazione del centrale difensivo Naldo, autore di ben due falli da rigore nella stessa serata (di cui uno fallito dall’ex interista Alex Telles). Dall’altra parte, il Galatasaray dell’intramontabile Terim si ritaglia un ruolo da protagonista nel girone più abbordabile della competizione, completato dalle due formazioni precedentemente citate. Il secco tre a zero sulla malcapitata Lokomotiv Mosca è un’autentica iniezione di fiducia verso un gruppo che aveva ricevuto qualche critica nel corso dell’estate, soprattutto a causa di un’apparente mediocre sessione di mercato. In realtà, l’undici proposto dal tecnico turco vede alcune interessanti individualità, perlomeno in grado di reggere il livello del girone in questione. Degni di nota, in particolar modo, si rivelano essere due nuovi acquisti: il 21enne nigeriano Onyekuru, autentico crack della corsia di sinistra con la propria velocità, arrivato in prestito dall’Everton (che ha rifiutato una cospicua proposta d’acquisto dallo stesso club turco, segno di come questo ragazzo sia destinato a un prossimo futuro in Premier League) e il trequartista Akbaba, particolarmente apprezzato nei suoi inserimenti in area di rigore. Pur essendo nato in Francia, deve la propria formazione calcistica al movimento turco e, dopo anni di militanza presso Alanyaspor, ha subito un’autentica crescita esponenziale nel corso dell’ultima stagione. Classe 1992, ha già realizzato due reti in Super Lig con il nuovo club e, soprattutto, due reti con la maglia della Turchia nelle recente vittoria in Nations League sul campo della Svezia, entrambe nel finale di gara.

lunedì 20 agosto 2018

Analisi prima giornata di campionato

Con 3 partite ancora da disputare, di cui due rinviate a causa del disastro di Genova è complicato fare un analisi precisa e completa del primo turno di serie A, le indicazioni sono esigue, infatti la prima giornata non fornisce elementi determinanti, vincolanti e definitivi.
In questa stagione c'è un vantaggio in favore dei giornalisti, rispetto alle annate precedenti: il calciomercato è già chiuso.

Fatto questa breve premessa passiamo ai campi, Juventus, Napoli e Roma sono partite col piede giusto, l'Inter invece è inciampato su uno spettacolare Sassuolo, che se gioca tutte le partite come ieri si candida a sorpresa del campionato. Ieri i neroverdi hanno giocato una partita tatticamente e qualitativamente perfetta non permettendo all'Inter di giocare.

La Juventus ha faticato parecchio per battere un Chievo assatanato, e solo un gol di Bernardeschi ha salvato l'esordio di CR7 in bianconero. Ancora chiaramente manca la chimica giusta tra i giocatori, specialmente tra gli attaccanti, ma quello che contava era la vittoria e questa è arrivata per trovare l'amalgama giusta c'è e ci sarà tempo.

Il Napoli ha espugnato l'Olimpico battendo la Lazio 2-1.
Si è subito visto che il gioco di Ancelotti è completamente diverso da quello di Sarri, l'emiliano è meno bello da vedere, ma più funzionale, non a caso un centravanti puro come Milik si trova perfettamente a proprio agio nello scacchiere campano. Probabilmente questa per il polacco sarà l'anno della consacrazione in serie A.

La Roma invece vince di misura sul campo del Torino, un bel gol di Dzeko sbriga la pratica granata, ma è l'olandese Kluivert a cambiare l'inerzia della partita. I capitolini sono candidati ai posti più alti della classifica e sono una delle rivali più accreditate della Juve per il titolo. Io penso che sarà complicato per le altre grandi venire a vincere nella tana di Mazzarri. Il Torino ha dato l'impressione di essere una buona squadra che può migliorare con il passare del tempo.

L'Inter invece, come detto in precedenza, ha perso 1-0 al Mapei Stadium, indicata da molti come la principale antagonista alla corsa scudetto, se vorrà ambire a questo obiettivo dovrà migliorare parecchio. A me mi hanno lasciato perplesso alcune scelte di Spalletti, con Nainggolan assente, forse lasciare in panchina pure Perisic e Vrsaljko non è stata un idea brillante. Brozovic, Vecino e Gagliardini sono degli ottimi giocatori ma non fanno fare quel salto di qualità di cui il centrocampo interista ha bisogno. La Beneamata avrà tutto il tempo per recuperare sia in classifica che nella condizione fisica, dove è apparsa ancora indietro.
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sabato 18 agosto 2018

Al via tra mille polemiche il campionato di Serie A

Come sempre non mancano mai le polemiche quando si parla di calcio, ma devo dire che in questa circostanza ci possono perfettamente stare; purtroppo la tragedia di Genova è stata un disastro, e di conseguenza è facile pensare per chi non è così tanto legato al calcio che sia obbligatorio fermare e dunque rinviare la prima giornata, ma se invece chiedete ha delle persone esperte loro vi diranno che girano troppi soldi intorno al calcio, e questo è uno dei principali motivi per cui è veramente complicato rinviare le partite.

Chiusa questa breve parentesi che però era necessaria per far capire meglio la situazione, passiamo al calcio giocato.

Oggi inizia la Serie A, e comincia anche l'avventura di Ronaldo in Italia.
Proprio i bianconeri paiono i favoriti per trionfare anche in questa stagione, hanno una delle squadre più forti ed equilibrate d'Europa e che quindi oltre ai successi in ambito nazionale può puntare a vincere anche in chiave europea. E' abbastanza chiaro che il sogno dei tifosi bianconeri sia la Champions League, ma non vogliono sicuramente mollare il tricolore stampato nel petto, per cui mi aspetto una difesa del titolo con le unghie e con i denti. Il calciomercato dei bianconeri ha visto diverse uscite e parecchie entrate. Buffon è stato sostituito da Perin, Lichsteiner da Cancelo, Marchisio da Emre Can, Asamoah da Spinazzola, Caldara da Bonucci e infine Higuain da Cristiano Ronaldo. Inutile negarlo la rosa nel breve termine è stata migliorata enormemente. Certo ai tifosi juventini più anziani dispiacerà la partenza degli eroi dei 7 scudetti consecutivi, ma se andiamo a vedere nell'insieme il salto in avanti è nettamente evidente. Insomma Allegri ha a disposizione un materiale pregiatissimo.

Attenzione poi alla Roma, che ha perso Allison, prendendo Olsen, ma ha inserito a centrocampo grandi giocatori come Nzonzi e Cristante che potrebbero far rimpiangere meno la partenze di Nainggolan. A ciò contribuirà pura la qualità del "Flaco" Pastore, che tante cose belle ci ha fatto vedere nei suoi anni in Sicilia (Palermo). Con Di Francesco, tecnico molto preparato, i capitolini potrebbero essere una seria rivale della Juve. Tale ruolo viene rispecchiato anche dall'Inter, i nerazzurri guidati da Spalletti hanno aggiunto armi importanti come Nainggolan, De Vrij, Vrsaljko e il Toro Martinez, e non hanno ceduto nessuno dei prezzi pregiati.
Un'altro posto da contendente sarebbe dovuto spettare al Napoli, che era partito molto forte presentando Ancelotti. Se poi andiamo a vedere, in realtà la campagna acquisti del Napoli ha portato Fabian Ruiz e poco più.

Dopo quelle che secondo me si confermeranno anche quest'anno nei primi quattro posti, abbiamo il duo Lazio-Milan.
I rossoneri hanno effettuato 3 acquisti di livello: Higuain, Caldara e Bakayoko. Certo hanno perso Bonucci, ma facendo due conti la squadra sembra migliorata. Inoltre se ti affidi a due campioni come Leonardo e Maldini vuol dire che hai ambizioni importanti. I biancocelesti iniziano subito col botto giocando contro Napoli e Juve. Hanno perso Anderson, ma hanno trattenuto Milinkovic Savic e preso l'ex Fiorentina Badelj. Toccherà invece ad Acerbi riempire il buco vuoto lasciato da De Vrij.

Attenzione però alle possibili sorprese: Fiorentina, Atalanta, Torino e Sassuolo.
La viola ha acquistato un portiere molto promettente come Lafont, ha perso Badelj, ma ha un attacco da tenere d'occhio: Pjaca, Simeone e Chiesa. Tre giovani terribili che potrebbero fare male a molte big
Voliamo su Orio al Serio e trasferiamoci a Bergamo dove recentemente Gasperini non è sembrato particolarmente soddisfatto del mercato bergamasco, Mancheranno Caldara, Spinazzola e Petagna, ma uomini come Zapata, Rigoni e Pasalic sono degli ottimi innesti per permettere alla squadra di rimanere competitiva.
Cairo ha regalato al Toro, Soriano e Zaza, mentre il Sassuolo ha fatto un calciomercato davvero interessante: sono partiti Politano e Acerbi, ma sono giunti Boateng e giovani di prospettiva come Locatelli Djuricic e Di Francesco. Sono arrivati inoltre, Boga dal Chelsea e Marlon del Barcellona. Quando delle società di questo rango fanno partire dei giovani così promettenti vuol dire che credono nel progetto della squadra a cui prestano il giocatore. Io personalmente vedo i neroverdi come possibile sorpresa con Berardi che esplode definitivamente e comincia a essere un punto fermo per la nazionale di Mancini. Poi nella parte più bassa ci sarà la classica, ma appassionante sfida salvezza con le neopromosse Empoli, Parma e Frosinone, ma attenzione pure alle varie Chievo, Cagliari e Spal.
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