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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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sabato 11 settembre 2021

Juventus, tanti i problemi da risolvere: Max Allegri riuscirà a rendere competitiva la Vecchia Signora?

 Stagione 2015-16, dopo tre giornate la Juventus ha racimolato un solo punto, sconfitta all'esordio con l'Udinese, stesso risultato nella seconda giornata contro la Roma e il primo punto stagionale arriva contro il Chievo.

Dopo la sosta per le nazionali, arrivò la prima vittoria, con la vittoria sul Genoa, che però non servì a scacciare la crisi, con la Vecchia Signora che dopo dieci giornate si trovava all'undicesimo posto in classifica a undici lunghezze di distanza dalla Roma capolista. I bianconeri da quel momento seppero invertire con grande forza e attenzione la tendenza, mettendo insieme 15 vittorie di fila, con 25 partite vinte su 26 disputate.

Massimiliano Allegri dimostrò ancora una volta la propria predisposizione al lavoro mentale, riuscì a lavorare a stretto contatto con tutto l'ambiente garantendo risultati di squadra e un gioco che seppur non spumeggiante permise di regalare grandi gioie, raggiungendo comodamente lo scudetto con 9 punti di vantaggio sul Napoli e 11 sulla Roma.

Quella falsa partenza è più che mai ricorrente nell'odierna situazione bianconera, remore di un avvio di stagione difficoltoso, con Max Allegri che però è apparso fin troppo tranquillo ai microfoni delle televisioni, essendo convinto che la società di Andrea Agnelli abbia margine per rientrare e competere fino all'ultimo sia in ambito nazionale che internazionale.

La paura viene però fuori rapidamente nelle teste dei tifosi osservando gli episodi che stanno condannando nelle prime giornate la Juventus, che, con Allegri, era sempre riuscita ad adottare la filosofia del "risultatismo" vincendo di misura e concedendo sempre il minimo indispensabile all'avversario.

I gol, gli errori difensivi, la mancata comunicazione tra i reparti, sono sicuramente temi che in queste ore sono pensieri ricorrenti nella testa di Allegri e soci, con la testa già focalizzata all'esordio in Champions League di martedì sera contro il Malmoe, dove non sarà concesso sbagliare.

A queste difficoltà vanno sicuramente aggiunte l'immobilità nel mercato estivo (escludendo Kaio Jorge e Locatelli) e la partenza di CR7, che seppur tra alti e bassi ha regalato alla società piemontese 101 gol in tre annate. Il tempo è dalla parte di Max Allegri, la stagione è ancora lunga e lascia ancora spazio a clamorosi ribaltoni, ma ulteriori passi falsi potrebbero compromettere seriamente le ambizioni di una società che dopo uno degli anni più complicati dell'ultimo decennio è chiamata a reagire per non entrare in un tunnel pericoloso.

juventus allegri


venerdì 28 febbraio 2020

FantaFalco: i consigli per i fantallenatori

Benvenuti a FantaFalco la nuova rubrica del venerdì che va a consigliare gli 11 (secondo me) giocatori che potrebbero fare la differenza in questo turno di serie A.
Essendo il primo appuntamento potrebbero esserci delle modifiche in corso, al fine di migliorare questo corner.
Inoltre cercherò d'inserire nomi interessanti, senza citare i giocatori più scontati, in maniera tale da non essere troppo ovvio nelle scelte ed aiutarvi in situazioni complicate.
Partiamo dai portieri:

  • Gollini: l'Atalanta gioca al Via Del Mare contro il Lecce. La squadra di Liverani prima della brutta sconfitta con la Roma veniva da 3 successi di fila che l'avevano tirata su in classifica. In più la Dea ha avuto modo di riposare dopo la grande prestazione in Champions, mi aspetto una vittoria e Gollini fornirà una prestazione all'altezza.
  • Silvestri: Il Verona è la piacevole sorpresa di questo campionato, è ottavo in classifica e insegue un sogno chiamato Europa League. Un grande merito va alla fase difensiva, i veneti sono la squadra che ha fatto segnare il maggior numero di clean sheet in stagione (9), e giocano lunedì sera contro la Samp.
  • Begovic: Il terzo portiere che vi consiglio è Begovic. Con Donnarumma fuori gioco, tocca al bosniaco difendere i pali dei rossoneri. Con Gigio in porta la squadra di Pioli ha tenuto la porta inviolata 9 volte, questo numero è simbolo di grande solidità difensiva, e chissà che pure Begovic non possa portare bonus in questa giornata.
Difensori:

  • Theo Hernandez/ Criscito: Un consiglio, due nomi. Mi aspetto una partita giocata a viso aperto e i due esterni possono dire la loro. Criscito inoltre ha il grande vantaggio di tirare i rigori e le punizioni, ha segnato 7 rigori su 8 ed è praticamente una certezza. Dall'altra parte Theo con i suoi 5 gol non sfigura affatto, anzi sono tutti arrivati su azione.
  • Luiz Felipe: La Lazio gioca contro il Bologna, il brasiliano è sicuro del posto da titolare a causa dell'assenza di Acerbi. E' cresciuto tantissimo e sta attraversando un momento di forma smagliante.
  • Gosens: In questo caso sarò scontato, ma non poteva fare a meno di nominarlo. Vale lo stesso discorso fatto per Gollini, i bergamaschi giocano contro il Lecce, per cui potrebbero esserci degli spazi o magari delle marcature rivedibili che potrebbero portare all'ennesimo bonus per il calciatore tedesco.
  • Kolarov: Ha vissuto qualche settimana d'oblio, ma sono convinto che sia un giocatore imprescindibile per questa Roma. Questa scelta fatela con cautela, perchè la Roma ha una partita complicata contro un Cagliari che è obbligato a tornare al successo. 
Centrocampisti: 
  • Chalanoglu: Nel nuovo sistema del Milan è un giocatore determinante. Può finalmente essere maggiormente impattante nelle conclusioni dalla distanza. Magari potrebbe deciderla con una sua punizione...
  • Mkhitaryan: E' un giocatore in crescendo, essendosi lasciato gli infortuni alle spalle, sta cominciando ad avere continuità, ed è secondo me il trequartista giusto per sopperire all'assenza di Nicolò Zaniolo.
  • Pulgar: Quella tra Udinese e Fiorentina sarà una partita vera, un match scintillante e penso che un giocatore come Pulgar possa risultare una pedina importante per la squadra di Iachini. Ha messo insieme numeri importanti per essere un vertice basso, ha fornito 3 assist e ha segnato 4 rigori.
  • De Paul: Se da una parte Pulgar può secondo me essere impattante, dall'altra prendo assolutamente il leader dei friulani. Quando Rodrigo De Paul s'accende con le sue vampate, tutta l'Udinese lo segue e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante i numeri non lo premiano più di tanto (5 gol e 2 assist), l'argentino sta giocando una stagione importante, l'annata che potrebbe finalmente consacrarlo e portarlo in una squadra importante. Prima però vuole salvare l'Udinese e quindi occhio a Rodrigo De Paul.
Attaccanti: 
  • Zapata: Potrebbe sembrare un nome scontato, ma non lo è affatto. La fisicità e l'incisività del colombiano possono rivelarsi determinanti per il successo dell'Atalanta. E' in crescita, non è ancora al 100%, ma nelle prossime settimane penso che aumenteranno le sue realizzazioni.
  • Boga: Il Sassuolo gioca contro il Brescia,  e ha bisogno di ritrovare la vittoria dopo lo stop doloroso contro il Parma e il rinvio di Domenica scorsa contro l'Atalanta. L'ivoriano ha avuto un leggero calo del rendimento, ma è fisiologico, potrebbe essere la partita giusta per tornare a splendere
  • Ibrahimovic: Nella scorsa giornata Ibra è stato privato di un super gol per un fallo di mano a Firenze. Ha trasformato il Milan e non vede l'ora di essere sempre più protagonista di questa squadra.
Infine volevo darvi un suggerimento a proposito del derby d'Italia tra Juventus e inter, se potete evitate di schierare giocatori di questa partita. Potrà sembrarvi una follia, ma è sempre rischioso mettere giocatori importanti in queste partite così imprevedibili. 
Per il resto, divertitevi e commentate, scrivendo il vostro 11 di questa giornata.
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mercoledì 12 febbraio 2020

I sogni del Bologna

Ve lo avevo promesso lunedì nell'analisi del periodo nero della Roma, dopo aver dovuto per ovvi motivi dare precedenza al derby di Milano, oggi vi porto l'approfondimento sul Bologna, una squadra che sta bene e si sta rivelando una squadra di grande prospettiva.
Il Bologna è una squadra che ha trovato la svolta, è coraggiosa, estremamente organizzata, con grandissima voglia di vincere. Il Bologna dopo aver battuto la Roma è arrivata a 3 vittorie consecutive e 4 successi nelle ultime 5.
Rispecchia alla perfezione il carattere di Mihajlovic, nella prima parte di stagione quello che ho elencato in precedenza ( squadra coraggiosa, estremamente organizzata e con grandissima voglia di vincere) avveniva ad intermittenza, da quando l'allenatore è tornato in panca la squadra è decollata e adesso ha una classifica particolarmente interessante.
Il lavoro sta pagando e possiamo subito vederlo nell'attacco, la squadra di Saputo ha una fase offensiva che trova gol, ed ha visto una crescita in tutti gli elementi.
Orsolini sta avendo continuità realizzativa, ed è un giocatore che è cresciuto tantissimo nel suo tipo di gioco; il rendimento di Palacio è qualcosa di pazzesco, ha da poco compiuto i 38 anni, ma è ancora un giocatore fantastico, è la guida di questa squadra grazie al suo acume tattico; infine Musa Barrow, è l'attaccante che serviva a questa squadra, è stato una grande presa nel mercato di riparazione e si è messo in luce segnando una doppietta di grande voglia.
Il Bologna si sta dimostrando un club di livello, sta investendo in maniera oculata su giovani prospetti. Lo stesso Barrow è stato acquistato per venti milioni, sforzo significativo per un club di quelle dimensioni. Il gambiano è arrivato ed ha dimostrato di essere il tassello giusto che serviva per completare questa splendida realtà.
Gli emiliani hanno rinunciato a giocatori più affermati ed esperti come Dzemaili, Poli e Medel, per dare spazio a dei giovani che si stanno dimostrando all'altezza. I vari Svanberg, Olsen, Dominguez... nonostante la giovane età si stanno facendo trovare pronti.
Altra grande idea di Mihajlovic e staff è stata quella di basare la difesa sui 4 centrali, una scelta che poteva sembrare folle, ma in realtà sta portando tanti benefici alla squadra.
Il Bologna con la Roma all'Olimpico ha vinto ancora, e adesso si trova a 33 punti in classifica, solo 6 in meno dei giallorossi. Adesso può sognare, la strada è lunga, ma questa squadra è pronta a stupirci in questa grande bagarre chiamata Serie A.
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mercoledì 29 gennaio 2020

L'Inter ha finito la benzina?

Domenica difficile per l'Inter, è arrivato un pareggio casalingo contro il Cagliari. Proprio il Cagliari che era stato battuto di recente e nettamente a San Siro in Coppa Italia ed era senza vittorie da 7 partite.
Non sono bastati questi dati, i nerazzurri hanno pareggiato le ultime 3 partite, arriva dunque un'altra frenata.
Questa partita conferma il momento di difficoltà dell'Inter e inoltre sono emersi diversi problemi.
Andiamo intanto ad analizzare il match: Partita finita 1-1 con l'Inter che aveva trovato il vantaggio grazie a Lautaro Martinez. Handanovic ha salvato più volte la porta e l'Inter ha creato occasioni da gol per chiudere la partita, ma non è bastato.
La partita si può dividere in maniera netta in due parti: i primi 70 minuti e gli ultimi 25, con l'Inter che è andata abbassandosi sempre di più fino a quando non si è fatta schiacciare.
Il pareggio dei sardi, ha innervosito tanto i padroni di casa, con Lautaro che si è beccato il cartellino rosso e salterà il derby tra due giornate. In questa maniera l'argentino macchia un periodo d'oro dal punto di vista personale.
Lo stesso nervosismo si è riversato su Conte, che ha deciso di non prendere parte alla conferenza stampa nel post partita.
Il problema principale dell'Inter, risulta essere il gioco, l'azione classica della squadra di Conte è estremamente diretta, e si basa sulla palla servita in verticale per gli attaccanti.
Questa è una delle due risorse di cui fa uso l'Inter, l'altra è il cambio di gioco sugli esterni. I nerazzurri proprio sugli esterni si sono potenziati, sono arrivati Young e Moses, con il terzino inglese che già domenica ha fornito un assist molto preciso per il gol di Lautaro Martinez.
Questo sulle fasce è comunque un gioco molto dispendioso, essendo arrivati a metà anno, la fatica comincia a chiedere il conto. Il modo di giocare sta diventando anche prevedibile, e non è un caso che le ultime tre squadre che si sono trovate l'Inter contro, abbiano schierato la difesa a tre. Si preferiscono 3 difensori per avere maggiore copertura sui 2 attaccanti interisti.
effettivamente questa mossa paga, perchè la coppia d'oro Lautaro-Lukaku ha segnato solamente 2 gol nelle ultime 3 partite (entrambi segnati dall'argentino).
Con i nuovi innesti bisognerà trovare nuove varianti di gioco, per risultare meno prevedibili.
Il nome più indicato è ovviamente quello di Christian Eriksen: il giocatore giusto per questo tipo di necessità e per questo genere di squadra. Il danese sarà indubbiamente chiamato a fare la mezzala.
In quel ruolo può portare tante cose in cui l'inter pecca: Può portare lavorazione del pallone, maggiore quantità del possesso palla, inoltre è una mezzala che salta l'uomo, una mezzala che sa passare la palla coi tempi giusti e uno che sa anche concludere con decisione.
Insomma con l'ex Tottenham si possono fare tante cose in più, che darebbero la possibilità di giocare maggiormente la partita e non solo di aggredirla.
Già stasera però l'Inter dovrà affrontare un momento importante della stagione, infatti dovrà giocare il quarto di finale contro la Fiorentina. Fin da subito potrà provare a dare risposte dirette alla Juventus che la settimana scorsa (sempre in Coppa Italia) ha eliminato la Roma di Fonseca.
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sabato 25 gennaio 2020

Milan un inizio di 2020 col turbo

Tantissimo calcio, nel weekend, e come promesso tanti appuntamenti sul blog. La giornata di serie A ha preso il via nella serata di ieri con il successo del Milan sul Brescia.
Per il Milan si tratta della quarta vittoria consecutiva tra campionato e Coppa Italia.
E' una vittoria non particolarmente convincente, ma importante, in primis alza la classifica, ma porta  pure conferme sia sul piano della continuità (fondamentale per aprire orizzonti europei), ma anche sul piano dei progressi che sono in crescita costante.
Dopo la vittoria roboante contro l'Udinese, quelli di Brescia sono stati 3 punti di solidità e di mentalità.
Il Milan ha giocato una partita da grande squadra, sapendo soffrire e segnando in una delle prime occasioni utili. Altro dato che sottolinea i progressi del Milan è la statistica sui gol subiti: i rossoneri hanno tenuto la porta inviolata in 3 delle ultime 4. Grande merito di tutto ciò va a Gianluigi Donnarumma che nonostante l'errore della settimana scorsa, sta disputando un campionato ottimo e le sue parate sono risultate ancora una volta decisive.
Se c'è un giocatore che nelle ultime 2 partite ha portato 6 punti importantissimi al Milan, quello è Rebic, ancora una volta è entrato dalla panchina, ancora una volta ha insaccato la palla in rete. Gol di fame, d'opportunismo e di presenza.
La presenza di Ibra risulta ancora una volta determinante, nonostante un brutto gol sbagliato,  ha anche fatto diverse giocate importanti.
Leao nonostante il cambio nel secondo tempo ha mostrato ancora una volta qualità sopra la media, da alcune sue accelerazioni sono scaturite le azioni più importanti del Milan. Ancora gli manca la continuità per diventare un grande giocatore.
Altre certezze le possiamo trovare in Theo Hernandez, ancora prorompente e quando accelera diventa devastante.
Altro giocatore totalmente recuperato è Castillejo, lo spagnolo incendia il contropiede, ma è bravo pure a tornare a dare una mano (cosa che Suso na faceva mai).
Non ci sono solamente cose positive in questo Milan, le cose certamente sono migliorate, ma c'è ancora qualcosa da chiarire.
Il comparto di centrocampo, specialmente l'esterno sinistro ancora non ha un padrone, sia Bonaventura che Calhanoglu non hanno convinto. Questa è una posizione molto delicata, che secondo me potrebbe essere occupata pure da Paqueta.
Va trovata assolutamente la soluzione per i 3 più grandi esclusi, ovviamente mi riferisco a Piatek, Suso e proprio Paqueta.
Infine, questo nuovo sistema ha migliorato il gioco offensivo, ma espone il centrocampo a un lavoro estremo e troppo dispendioso, ancora una volta Kessie e Bennacer hanno sofferto troppo.
Il Milan ha trovato una vittoria importante, in una partita importante, ma in questo weekend ci saranno tantissime cose di cui scrivere, per cui rimanete connessi per tutti i nuovi articoli del blog.
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venerdì 24 gennaio 2020

Juve e Inter alzano il livello...

Gennaio dal punto di vista calcistico è un mese molto particolare: c'è il campionato, c'è il mercato e pure la Coppa Italia. Tutto ciò s'intreccia e vengono fuori 31 giorni strani, ma scoppiettanti.
Questa settimana si sono giocati due dei quattro quarti di finale di Coppa Italia. Il Napoli ha battuto la Lazio per 1-0 dopo una partita molto viva, la Juventus invece ha sbaragliato la concorrenza della Roma, infliggendogli la seconda sconfitta nel giro di pochi giorni.
La Vecchia Signora conquista la semifinale con una prova di forza, è stata molto brava a travolgere ancora i giallorossi in apertura di gara. Nonostante la vittoria ancora una volta la Juventus a un certo punto si è seduta un po' troppo, rischiando di far rientrare in partita la squadra di Fonseca.
Questa partita ci fornisce parecchi spunti interessanti. Il tabellino ci dice che Cristiano Ronaldo ha segnato ancora, ci dice che Higuain è un giocatore evoluto che si è trasformato in positivo (segna meno di prima, ma fa un lavoro inestimabile). E dimostra ancora una volta la bravura di Buffon, che nonostante i 41 anni ha dimostrato di poter tranquillamente fare il secondo portiere in una squadra come la Juventus.
L'Inter invece questa settimana ha potuto godere del riposo, infatti giocherà in Coppa Italia la settimana prossima contro la Fiorentina. Questa settimana di stacco è importantissima per la squadra di Conte, che in questa maniera ha avuto modo di ricaricare le batterie e permettere ai nuovi arrivi di integrarsi al meglio. Young e Moses si sono già uniti al gruppo, con Young che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe già scendere titolare contro il Cagliari domenica alle 12:30. Bisognerà vedere in che condizioni sono questi giocatori, che vengono da una prima parte di stagione parecchio complicata.
A questi due innesti potrebbe aggiungersi Eriksen nei prossimi giorni. Sembrerebbero ore cruciali per il passaggio del danese in nerazzurro, col giocatore che tra l'altro gradirebbe la destinazione.
Eriksen porterebbe nuova linfa ad una squadra che sembra in difficoltà fisiche. L'Inter con questi giocatori aumenta le proprie possibilità, aumenta le proprie varianti di gioco, aumenta anche la chance di non dover sempre andare al massimo delle proprie potenzialità. Si potrebbe provare a far lavorare di più la palla e meno il fisico, specialmente con l'arrivo di Eriksen. Con questi acquisti più il recupero di Sanchez, l'Inter potrebbe veramente sognare, e non solo in campionato. Il prossimo turno di campionato sarà un altro banco di prova importante, l'Inter se la vedrà con un Cagliari, in leggera ripresa, mentre la Juventus dovrà gestire un Napoli che viene da una bella vittoria in Coppa Italia e che ha ripreso un po' di fiducia. In mezzo ci sarà pure il derby di Roma, in cui la Lazio deve dare una risposta da grande squadra dopo la brutta frenata d'arresto in Coppa Italia. Ci aspetta una domenica da fuochi d'artificio, e prima abbiamo anche parecchie cose di cui parlare. Sto preparando un pezzo sul nuovo Barcellona e un punto sulla Premier e qualche altro pezzo di calciomercato, insomma saranno giorni molto densi, quindi rimanete aggiornati su tutti i nuovi articoli che usciranno.
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lunedì 30 dicembre 2019

Le mosse del Napoli per riprendere la stagione

Come già detto nei precedenti articoli, con il campionato fermo, ci occupiamo di analizzare alcune situazioni complicate del panorama calcistico italiano.
Oggi parleremo del Napoli, che dopo 17 partite si trova ottavo in classifica con 24 punti.
Partenza complicata, culminata con l'esonero di Ancelotti e l'arrivo di Gattuso che ha l'obbligo di dare una scossa all'ambiente.
Le prossime 4 partite del Napoli saranno cruciali: i partenopei dovranno affrontare in fila Inter, Lazio, Fiorentina, Juventus e in più il Barça in Champions League.
Per dare una scossa a questa squadra servono dei sacrifici finanziari di De Laurentiis, si cerca un mediano e un terzino sinistro.
Partiamo dal primo ruolo, Gattuso è alla ricerca di un regista, nella partita contro il Sassuolo, ha usato Allan che però è una mezzala e non ha le caratteristiche per essere un regista.
Un'altra opzione potrebbe essere Fabian Ruiz, lo spagnolo però è un trequartista e dunque non può essere impiegato come mediano.
Si parla di diverse opzioni, adesso andremo ad analizzarle una per una e in più vi parlerò di un giocatore di cui non si è sentito parlare, ma che l'anno scorso con Gattuso al Milan era diventato una pedina fondamentale.
  1. Il primo nome che gira è quello di Berge, norvegese del Genk, ottima stazza, ottimo sul piano tecnico. Nonostante sia molto giovane, ha già disputato partite di Europa e Champions League a 21 anni.
  2. Altro giocatore che secondo i media è molto attenzionato è Lobotka del Celta Vigo. Impressionante organizzatore di gioco. Quest'anno il Celta è in difficoltà in campionato, ma nonostante ciò Lobotka si sta esprimendo su buoni livelli. Se al Napoli però serve un gladiatore, non è il giocatore giusto.
  3. L'ultimo nome tra quelli di cui si parla è Lucas Torreira, giocatore dell'Arsenal, avendo giocato nella Samp, parla italiano e conosce il campionato. E' un giocatore che garantisce visione e intensità. la nota dolente è senza dubbio l'altezza, supera a stento i 170cm, è aggressivo, ma non garantisce altezza. Per l'affare si parla di 35/40 milioni.
Questi 3 giocatori sono quelli sulla cresta dell'onda, ora però volevo fare un ragionamento mio.
Se ci pensate l'anno scorso il Milan dopo l'arrivo di Bakayoko, aveva trovato tutto un altro volto.
Certo, non ha la visione di Pjanic, ma permetterebbe alla squadra di Gattuso di assorbire le ripartenze.
Se dobbiamo fare un paragone il francese assomiglia come ruolo a Casemiro, e sappiamo tutti quanto è indispensabile il brasiliano per l'equilibrio del Real Madrid.
Abbiamo affrontato il tema del mediano, perchè è quello più in voga, ma non è l'unico ruolo da sistemare a Castel Volturno.
Serve assolutamente un terzino sinistro: Ghoulam sembra un fantasma, Mario Rui è troppo debole in difesa mentre Hisay è ai margini del progetto da tempo.
I sostituti di cui si parla, mi lasciano parecchio perplesso, Rodriguez del Milan è diventato il secondo di Hernandez e nella sua esperienza in Italia non ha per nulla convinto.
Kolasinac questa estate è stato sostituito nell'Arsenal da Tierney e ha dei limiti, non è il giocatore giusto per una situazione complicata come quella del Napoli.
Il terzo terzino in lizza è Bradaric, 20enne in forza al Lille. Nonostante la giovane età, sembra questa la pista più perseguibile, il croato è bravo sia in fase offensiva che difensiva ed è un calciatore giovane e di possibile affidamento per il futuro.
La situazione nella città partenopea non è assolutamente semplice, si dovrà tentare una rincorsa disperata nella seconda parte di stagione, e per farlo serviranno i giusti investimenti di De Laurentiis nel mercato di gennaio.

domenica 3 febbraio 2019

La Juventus comincia a scricchiolare

Cosa ne è stato della Juventus che incantava all'Old Trafford? Quella Juventus era bella da vedere, ma aveva il grave difetto di non saper chiudere le partite. La Juventus odierna non riesce ancora a chiudere le partite (chiedere a Gervinho e compagni), con l'aggravante di un'infermeria piuttosto ricca, un mercato enigmatico, sinergie da ritrovare e un imballamento dovuto ai carichi di lavoro del richiamo di preparazione. Poi c'è Allegri, il pompiere o, anche, il normal man. I bianconeri sono vittime del loro stesso credo - vincere non è importante, è l'unica cosa che conta - ma il tecnico livornese non si fa problemi a scansarlo. La sua Juventus ha distorto la percezione della vittoria, rendendola un fatto dovuto più che il raggiungimento di un percorso di gruppo. Allegri vi si è dedicato nella conferenza pre Parma. È evidente che i bianconeri abbiano problemi di sinergie tra i giocatori, vero punto di forza della formazione di Allegri nelle passate stagioni. Laddove i principi di gioco faticano ad attecchire e i singoli steccano la sinfonia del concerto, la Juventus fatica tremendamente. La formazione torinese sembra aver semplicemente migliorato gli interpreti in campo, ma non essere cresciuta rispetto al passato. Servirebbe un calcio più dogmatico in questi frangenti, ma Conte è solo un lontano ricordo. Cosa serve allora? Pazienza o calma, come direbbe Allegri. Tre pareggi su diciannove partite accontenterebbero anche i palati più raffinati, ma si sa che il tifoso pretende, una volta abituatosi a certi standard. Non basta più la vittoria, soppiantata dall'importanza dell'estetica del risultato. Da qui il malcontento malcelato di una frangia della tifoseria verso Allegri. E gli avversari? Semplici sparring partner da otto anni a questa parte. O forse no? Il Parma di questa stagione è una squadra costruita con criterio, con elementi di spicco per classificarsi tranquillamente oltre la zona retrocessione. Difesa posizionale e trasformazione delle fasi passive di gioco in attive, attraverso verticalizzazioni immediate. Nulla di trascendentale, ma a che serve essere belli esteticamente se l'efficacia va a farsi benedire? Allegri concorderebbe.

martedì 4 settembre 2018

CR7 continua il digiuno da gol

RONALDO, Ronaldo e ancora Ronaldo. Il protagonista è sempre CR7. Ora, il dilemma è: perchè in 3 giornate di serie A non si è ancora sbloccato?
Dopo JUVENTUS-Lazio si erano fatte molte ipotesi: troppa pressione, adattamento alla nuova squadra e al nuovo campionato. Tutto vero. Si dava per scontato che lo stato di forma del protoghese fosse al top, ma forse non è così. Cristiano dovrà risultare importante e determinate quando la Vecchia Signora ne avrà realmente bisogno. Si parla, quindi, della fase calda della stagione dalla quale, attualmente, siamo lontani. Come dimostrato, nelle prime 3 giornate di serie A, i Campioni d'Italia hanno conquistato 9 punti anche senza il contributo delle reti del loro nuovo campione. Insomma, si può e si deve attendere per osservare Ronaldo nella migliore condizione. Se si guarda al citato triduo di gare, si nota un CR7 che prova colpi importanti. Tali soluzioni sono sovente riuscite in passato. Questa volta, no. Certi movimenti hanno anche espresso un po' di "macchinosità", di pesantezza atletica che presto svanirà. Insomma, in gergo si dice che è "imballato": Durante questa sosta per le Nazionali, Cristiano rimarrà a Torino e la sensazione è quella che già dalla partita contro il Sassuolo, si potranno vedere dei miglioramenti (non che sino a ora le prestazioni siano state negative). Se si osserva la storia del campione, poi, si nota che spesso la condizione è cresciuta più tardi durante il corso della stagione.
E' interessante, poi, un articolo presente sulla Gazzetta dello Sport che spiega come la Juve debba trovare la maniera più congeniale per porre CR7 nella sua "confort zone". E' compito di Allegri e il tecnico non si tira indietro ammettendo che è necessario trovare "il modo di servirlo meglio". La Rosea sottolinea come la recente storia del portoghese dimostri che i suoi gol derivino da un movimento e un solo tocco effettuato nell'area di rigore avversaria. E' necessario talento, quindi. Occorre riuscire a servirlo con maggiore precisione, poi, il suo movimento è sempre perfetto e letale. Sotto questo profilo, non si può prescindere da Dybala, Douglas Costa e Pjanic. Grande, invece, diventa il rammarico per la partenza di Higuain. Già nella trascorsa stagione, il Pipita ha mostrato ottime doti di rifinitore. Detto cio, la Juve non può certo lamentarsi del materiale a disposizione e Allegri sarà bravo a trovare le necessarie contromisure per aiutare CR7 a essere il solito, cecchino spietato, decisivo e letale.

lunedì 20 agosto 2018

Analisi prima giornata di campionato

Con 3 partite ancora da disputare, di cui due rinviate a causa del disastro di Genova è complicato fare un analisi precisa e completa del primo turno di serie A, le indicazioni sono esigue, infatti la prima giornata non fornisce elementi determinanti, vincolanti e definitivi.
In questa stagione c'è un vantaggio in favore dei giornalisti, rispetto alle annate precedenti: il calciomercato è già chiuso.

Fatto questa breve premessa passiamo ai campi, Juventus, Napoli e Roma sono partite col piede giusto, l'Inter invece è inciampato su uno spettacolare Sassuolo, che se gioca tutte le partite come ieri si candida a sorpresa del campionato. Ieri i neroverdi hanno giocato una partita tatticamente e qualitativamente perfetta non permettendo all'Inter di giocare.

La Juventus ha faticato parecchio per battere un Chievo assatanato, e solo un gol di Bernardeschi ha salvato l'esordio di CR7 in bianconero. Ancora chiaramente manca la chimica giusta tra i giocatori, specialmente tra gli attaccanti, ma quello che contava era la vittoria e questa è arrivata per trovare l'amalgama giusta c'è e ci sarà tempo.

Il Napoli ha espugnato l'Olimpico battendo la Lazio 2-1.
Si è subito visto che il gioco di Ancelotti è completamente diverso da quello di Sarri, l'emiliano è meno bello da vedere, ma più funzionale, non a caso un centravanti puro come Milik si trova perfettamente a proprio agio nello scacchiere campano. Probabilmente questa per il polacco sarà l'anno della consacrazione in serie A.

La Roma invece vince di misura sul campo del Torino, un bel gol di Dzeko sbriga la pratica granata, ma è l'olandese Kluivert a cambiare l'inerzia della partita. I capitolini sono candidati ai posti più alti della classifica e sono una delle rivali più accreditate della Juve per il titolo. Io penso che sarà complicato per le altre grandi venire a vincere nella tana di Mazzarri. Il Torino ha dato l'impressione di essere una buona squadra che può migliorare con il passare del tempo.

L'Inter invece, come detto in precedenza, ha perso 1-0 al Mapei Stadium, indicata da molti come la principale antagonista alla corsa scudetto, se vorrà ambire a questo obiettivo dovrà migliorare parecchio. A me mi hanno lasciato perplesso alcune scelte di Spalletti, con Nainggolan assente, forse lasciare in panchina pure Perisic e Vrsaljko non è stata un idea brillante. Brozovic, Vecino e Gagliardini sono degli ottimi giocatori ma non fanno fare quel salto di qualità di cui il centrocampo interista ha bisogno. La Beneamata avrà tutto il tempo per recuperare sia in classifica che nella condizione fisica, dove è apparsa ancora indietro.
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sabato 18 agosto 2018

Al via tra mille polemiche il campionato di Serie A

Come sempre non mancano mai le polemiche quando si parla di calcio, ma devo dire che in questa circostanza ci possono perfettamente stare; purtroppo la tragedia di Genova è stata un disastro, e di conseguenza è facile pensare per chi non è così tanto legato al calcio che sia obbligatorio fermare e dunque rinviare la prima giornata, ma se invece chiedete ha delle persone esperte loro vi diranno che girano troppi soldi intorno al calcio, e questo è uno dei principali motivi per cui è veramente complicato rinviare le partite.

Chiusa questa breve parentesi che però era necessaria per far capire meglio la situazione, passiamo al calcio giocato.

Oggi inizia la Serie A, e comincia anche l'avventura di Ronaldo in Italia.
Proprio i bianconeri paiono i favoriti per trionfare anche in questa stagione, hanno una delle squadre più forti ed equilibrate d'Europa e che quindi oltre ai successi in ambito nazionale può puntare a vincere anche in chiave europea. E' abbastanza chiaro che il sogno dei tifosi bianconeri sia la Champions League, ma non vogliono sicuramente mollare il tricolore stampato nel petto, per cui mi aspetto una difesa del titolo con le unghie e con i denti. Il calciomercato dei bianconeri ha visto diverse uscite e parecchie entrate. Buffon è stato sostituito da Perin, Lichsteiner da Cancelo, Marchisio da Emre Can, Asamoah da Spinazzola, Caldara da Bonucci e infine Higuain da Cristiano Ronaldo. Inutile negarlo la rosa nel breve termine è stata migliorata enormemente. Certo ai tifosi juventini più anziani dispiacerà la partenza degli eroi dei 7 scudetti consecutivi, ma se andiamo a vedere nell'insieme il salto in avanti è nettamente evidente. Insomma Allegri ha a disposizione un materiale pregiatissimo.

Attenzione poi alla Roma, che ha perso Allison, prendendo Olsen, ma ha inserito a centrocampo grandi giocatori come Nzonzi e Cristante che potrebbero far rimpiangere meno la partenze di Nainggolan. A ciò contribuirà pura la qualità del "Flaco" Pastore, che tante cose belle ci ha fatto vedere nei suoi anni in Sicilia (Palermo). Con Di Francesco, tecnico molto preparato, i capitolini potrebbero essere una seria rivale della Juve. Tale ruolo viene rispecchiato anche dall'Inter, i nerazzurri guidati da Spalletti hanno aggiunto armi importanti come Nainggolan, De Vrij, Vrsaljko e il Toro Martinez, e non hanno ceduto nessuno dei prezzi pregiati.
Un'altro posto da contendente sarebbe dovuto spettare al Napoli, che era partito molto forte presentando Ancelotti. Se poi andiamo a vedere, in realtà la campagna acquisti del Napoli ha portato Fabian Ruiz e poco più.

Dopo quelle che secondo me si confermeranno anche quest'anno nei primi quattro posti, abbiamo il duo Lazio-Milan.
I rossoneri hanno effettuato 3 acquisti di livello: Higuain, Caldara e Bakayoko. Certo hanno perso Bonucci, ma facendo due conti la squadra sembra migliorata. Inoltre se ti affidi a due campioni come Leonardo e Maldini vuol dire che hai ambizioni importanti. I biancocelesti iniziano subito col botto giocando contro Napoli e Juve. Hanno perso Anderson, ma hanno trattenuto Milinkovic Savic e preso l'ex Fiorentina Badelj. Toccherà invece ad Acerbi riempire il buco vuoto lasciato da De Vrij.

Attenzione però alle possibili sorprese: Fiorentina, Atalanta, Torino e Sassuolo.
La viola ha acquistato un portiere molto promettente come Lafont, ha perso Badelj, ma ha un attacco da tenere d'occhio: Pjaca, Simeone e Chiesa. Tre giovani terribili che potrebbero fare male a molte big
Voliamo su Orio al Serio e trasferiamoci a Bergamo dove recentemente Gasperini non è sembrato particolarmente soddisfatto del mercato bergamasco, Mancheranno Caldara, Spinazzola e Petagna, ma uomini come Zapata, Rigoni e Pasalic sono degli ottimi innesti per permettere alla squadra di rimanere competitiva.
Cairo ha regalato al Toro, Soriano e Zaza, mentre il Sassuolo ha fatto un calciomercato davvero interessante: sono partiti Politano e Acerbi, ma sono giunti Boateng e giovani di prospettiva come Locatelli Djuricic e Di Francesco. Sono arrivati inoltre, Boga dal Chelsea e Marlon del Barcellona. Quando delle società di questo rango fanno partire dei giovani così promettenti vuol dire che credono nel progetto della squadra a cui prestano il giocatore. Io personalmente vedo i neroverdi come possibile sorpresa con Berardi che esplode definitivamente e comincia a essere un punto fermo per la nazionale di Mancini. Poi nella parte più bassa ci sarà la classica, ma appassionante sfida salvezza con le neopromosse Empoli, Parma e Frosinone, ma attenzione pure alle varie Chievo, Cagliari e Spal.
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lunedì 13 agosto 2018

La parola sostenibilità nel calcio italiano

Sostenibilità. Quanto piace questa parola ricca di significati evocativi. Pronunciandola, difficile si abbia una qualsiasi percezione (anche recondita) di negatività. Come si costruisce questa sostenibilità? Può essere applicata a tutti i livelli del nostro ecosistema sociale? Anche nel calcio italiano?
"Segui il denaro e troverai la mafia" recitava il mai troppo compianto Falcone in una delle sue rare interviste. Abbassando i toni ed il paragone, è lecito aspettarsi che i problemi del calcio italiano, quello delle leghe minori, quello dalla B alla D, seguano lo stesso criterio. Mancanza di soldi, di sostenibilità. Senza soldi non c'è sostenibilità, e viceversa. Condizione biunivoca. Tutto però ha un inizio. L'escalation di penalizzazioni, fallimenti, irregolarità di questi ultimi due anni ha un'origine ben precisa.
I fatti. A Novembre del 2016 un emendamento al decreto fiscale collegato alla legge di bilancio, approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, ha posto fine alla c.d. "Fondazione per mutualità generale per gli sport", che gestiva tra i 110 e i 120 mln di euro da distribuire sottoforma di mutualità al calcio professionistico minore e ai maggiori sport di squadra extracalcistici (basket e pallavolo). Questa fondazione distribuiva il 10% dei diritti TV, ottenuti dalla A attraverso la contrattazione collettiva con i vari broadcaster, in due forme distinte e separate:
✓Il 4% come Mutualità Generale, da distribuire ai club di B e C e agli altri sport extracalcistici maggioritari per investimenti in sicurezza, infrastrutture e sviluppo dei settori giovanili;
✓6% come CPI o Mutualità di gestione ai club di B e C (in realtà poi il 7,5% in base ad accordi speciali tra Lega A e B), per la gestione delle attività correnti (stipendi, tasse, contributi di iscrizione).
La riforma del 2016 ha posto questa responsabilità in capo alla FIGC, cambiando anche le regole di distribuzione della mutualità. Eliminata la mutualità generale (e qui Petrucci, presidente della FIP, si scagliò contro l'emendamento), con il 10 % distribuito nel seguente modo:
✓6% alla Serie B;
✓2% alla Serie C;
✓1% alla Serie D;
✓1% alla FIGC stessa.
La contribuzione ovviamente non è più libera da vincoli, come accadeva con il 6% erogato dalla Fondazione, ma sottoposto a puntuale rendicontazione da presentare alla FIGC stessa. Tale mutualità non è più concessa per sostenere la gestione corrente dei club di B e C, ma solo per investimenti in sicurezza, infrastrutture e settore giovanile.
Qui nasce il vero problema della mancanza di sostenibilità. Togliete la stampella ad un paziente in riabilitazione e cadrà ogni volta, che proverà a rialzarsi. Più o meno la situazione che stanno affrontando B e C. Meno contributi, più vincoli, per un mix letale. È palese che il vecchio sistema, fatto di contributi a babbo morto era poco trasparente, ma la soluzione si è rivelata peggio del cianuro.
Solo per snocciolare alcuni dati:
✓La Bundesliga retrocede il 20% dei propri introiti alla Bundes 2;
✓Premier League e Ligue 1 alle Leghe minori un contributo variabile tra il 10% ed il 19%;
✓La Liga alla Liga Adelante il 13,5% dei diritti TV + il 40% degli introiti del marketing associativo.
Può essere sostenibile un sistema dove la mutualità verso le leghe inferiori è minore rispetto agli altri paesi e vincolata da mille cavilli burocratici? Giusta la rendicontazione, ma se i club faticano a sostenere la gestione corrente, difficile imporgli investimenti per accedere alla mutualità. È ancora troppo preponderante la contribuzione dei finanziamenti dei soci nel bilancio dei club italiani. ECCO PERCHÉ GLI IMPRENDITORI ITALIANI SCAPPANO DAI CLUB DEI CAPOLUOGHI. A fronte di investimenti anticipati elevati, i ricavi sono miseri o nulli. Un gioco a perdere, in un mondo dove i mecenati latitano (e per fortuna).
Quale sarebbe la soluzione? Fare della Lega di A il traino per l'aumento di quel 10% destinato alle leghe inferiori. Riformare nuovamente i vincoli della mutualità, lasciando un minimo spazio per la gestione corrente dei club, che vi accedono. Se il secondo punto è applicabile, il primo no. Lo dimostra il recente accordo triennale sui diritti TV della A, ridicolo per ricavi e conclusione. La Serie A non cresce e con essa la mutualità. Il discorso al generale, non c'è equità se i più ricchi non contribuiscono al sostegno dei più poveri. Non c'è sostenibilità della mutualità se non si sostengono i più ricchi nell'accrescimento della loro ricchezza.

martedì 7 agosto 2018

Chi esce vincitore dallo scambio Bonucci/Caldara/Higuain

Alcuni ragionamenti sulla tripla operazione Higuain/Caldara/Bonucci. Tutto nasce dall'acquisto di Ronaldo. Un'operazione fuori dall'ordinario (per come avevano fino ad ora gestito il mercato i bianconeri), un all in, che però ha comportato degli effetti collaterali, palesati dai costi in bilancio del fuoriclasse portoghese. Higuain è diventato evidentemente un costo inutile a bilancio, da tagliare prima di conteggiarlo nella stesura del documento contabile. In una situazione ideale la Juventus lo avrebbe ceduto definitivamente ad un club estero (Chelsea), senza rinforzare una diretta concorrente per il campionato. Una condizione ideale, che non si è mai presentata. Giova ricordare che i club professionistici sono aziende, e si muovono in prima battuta per convenienza economica e, poi, tecnica. Il romanticismo, i giudizi soggettivi, il "quello è più forte, X ci perde" vanno bene al bar. Detto ciò il Milan, una volta risolto il dilemma societario, è stato l'unico soggette che, volente o nolente, ha manifestato un minimo interesse per il Pipita, spinto dal desiderio di trovare finalmente un attaccante da 20 gol a stagione. La Juventus si è seduta al tavolo, conscia delle possibili condizioni imposte dal Milan. Higuain, dopo una lunga gestazione, è stato ceduto in prestito con diritto di riscatto per 18 milioni di euro (ossia il costo annuale dell'ammortamento a bilancio bianconero) più il costo dell'ingaggio annuale secco pagato dal Milan. Il diritto e non l'obbligo si può spiegare, nel fatto che il prossimo anno Higuain peserà a bilancio dei bianconeri, in caso di mancato riscatto dei rossoneri, per "soli" 36 milioni di euro. Se Higuain farà bene, quasi scontato che il Milan lo acquisti a titolo definitivo; se farà male, sarà più facile per i bianconeri contenere un'eventuale minusvalenza. Capitolo Bonucci - Caldara. L'ex bianconero, anche per problemi familiari (desiderio di riavvicinarsi a casa), ha espresso la volontà di ritornare come figliol prodigo in bianconero. Il Milan ha ascoltato le richieste di Bonucci, così come la Juventus, desiderosa di costruire una rosa imbattibile nel breve periodo (ricordiamo sogno Champions). I bianconeri hanno provato ad inserire Benatia o Rugani nella trattativa. Niente. O Caldara o "non s'adda fa". Marotta e Paratici alla fine hanno ceduto, contabilizzando però lo scambio alla pari (25,30 milioni di euro, correggetemi voi). Il Milan ha evitato una possibile minusvalenza, la Juventus ha iscritto a bilancio una plusvalenza (Caldara era stato acquistato a 15 milioni due stagioni fa). Giusto, sbagliato? Business e logiche di bilancio. Ronaldo è stato il classico pezzo del domino, in grado di far cascare a catena tutto il resto. La Juventus non avrebbe mai ceduto Caldara, se non costretta dalle esigenze economiche e dal Milan. Higuain non sarebbe mai stato preso dal Milan, se l'affare Bonucci Caldara non si fosse concluso. Vasi comunicanti, dove la Juventus aveva Higuain sul groppone e il Milan come unico interlocutore.
In conclusione, chi ci perde? Sul lato tecnico nel lungo periodo la Juventus, che si priva di uno dei migliori prospetti difensivi italiani del campionato e (forse) d'Europa. Nel breve no, data la convinzione ormai palese di Agnelli di voler tentare l'assalto definitivo alla Champions. Bonucci risolve gli evidenti problemi di impostazione, visti la passata stagione nella formazione di Allegri. Libera anche l'ipotesi molto ipotesi di un Pjanic out, Pogba in. Il Milan sul lato tecnico ci guadagna per il valore dei giocatori scambiati. Due per uno, ad un costo ragionevole e spalmato. Sul lato economico, escono tutti felici: entrambi i club sistemano i problemi di bilancio, Higuain mantiene uno stipendio da top player, Bonucci (ri)torna a casa (Lessie). E Caldara? Per Caldara solo il futuro dirà se sarà un campione. Il Milan incrocia le dita.
Ronaldo combinaguai.

mercoledì 29 novembre 2017

Nicolò Melli: il grande viaggio del cestista reggiano ep 3

Capitolo 3    2010-2015

Come prevedibile, su di lui nell'estate del 2010 si avventa l'Olimpia Milano. Con il suo appeal, l'Eurolega da giocare, un corposo buyout per Reggio e un contratto di 4 anni la società milanese batte la concorrenza, assicurandosi il miglior 1991 d'Italia in attesa di firmare l'anno successivo con il miglior '92, Alessandro Gentile. Questo è un momento spartiacque per Nicolò: abbandona l'ovile dove è nato e cresciuto nella più classica delle transizioni dalla provincia alla grande città, ma il salto, come dirà lui stesso, è addirittura triplo "da una realtà di LegaDue a una squadra che gioca in Eurolega".
Il primo anno a Milano, oltre a rinunciare al #9 che Marco Mordente vuole tenere per sè e di cui Nik si riapproprierà nel 2013. Il ragazzo è promettente, ma una società obbligata a vincere subito e ad essere competitiva in Europa non può permettersi di dare troppo spazio ad un giocatore evidentemente ancora in fase di adattamento, per cui dopo sole 18 partite Nik viene mandato in prestito a Pesaro, per continuare il proprio sviluppo con un minutaggio che l'Olimpia non poteva garantirgli.
Melli non delude le aspettative della piazza marchigiana: i minuti raddoppiano da 8 a 16 e il suo contributo diventa sensibile, segnando proprio all'ultima di campionato contro Milano il proprio massimo stagionale (17 punti). I progressi sono evidenti, la maturità lo fa sembrare talmente più grande che le prese in giro dei compagni sul "vecchio del gruppo" si protrarranno per tutti gli anni milanesi, e la nuova Milano di coach Scariolo non può che richiamarlo sotto la Madonnina per la stagione 2011/2012.
In questo periodo lo staff di Milano lavora su Melli per fargli compiere il definitivo salto di qualità, quello per diventare un giocatore d'impatto europeo. Il lavoro su fatto principalmente sull'equilibrio e sulla capacità di reggere gli urti, quindi di assorbire fisicamente i contatti in un ruolo dove questo aspetto era fondamentale considerati i fisici che s'incontravano a quel livello.
Per costituzione fisica Nicolò aveva un baricentro particolarmente alto, questo lo agevola sulla corsa, ma gli complicava la reattività e altri movimenti strutturalmente difficili per lui.
Ultimi indugi sul ruolo tolti dunque, e da "4" con velleità da "3", Nik si ritrova ad affrontare una trasformazione anche mentale per trovare quella che ad oggi è la sua dimensione ideale nella pallacanestro contemporanea: un'ala grande con minuti anche da centro in un sistema che può cambiare faccia più volte nella stessa partita grazie alla sua mobilità e alla sua versatilità.
L'Olimpia, soprattutto dopo l'arrivo a Natale 2013 di Daniel Hackett dall'agonizzante rivale Siena, decolla sia in campionato che nelle top 16 d'Eurolega, giocando un basket corale, efficiente, solido e pure esaltante, che ha tra i suoi cardini proprio il 23enne Melli, cruciale nel dettare i tempi dell'attacco di coach Banchi.
La stagione, trionfale in Italia e chiusa tra gli applausi e l'amaro in bocca in Europa contro un Maccabi che proprio al Forum di Milano conquisterà poi la coppa, si rivelerà essere anche un piccolo calvario per Melli, alle prese con un problema al ginocchio difficile da tamponare a causa dei ritmi serrati di una squadra competitiva su due fronti. Ma stringere i denti e risollevarsi dai momenti di difficoltà fisica non era mai stato un problema per un giocatore mentalmente tostissimo. Una condizione però non più sopportabile e che porta prima all'operazione appena conclusasi la stagione, e poi ad una continua rincorsa ed un lavoro individuale extra per riprendere forma, ritmo e condizione nella stagione 2014-2015.
CONTINUA...
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