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mercoledì 12 settembre 2018

Delpo

50 degli ultimi 60.
50 degli ultimi 60 Slam sono andati a Federer, Nadal o Djokovic. Un numero mostruoso, impensabile, inimmaginabile. Ieri DelPo non ci è andato neanche vicino, a guardare il punteggio (secco 3-0). Invece ha avuto le sue occasioni. Un gioco perso nel primo set da 40-0, con quel servizio che si ritrova. Tre palle break nel secondo set, tutte nello stesso gioco. Pochi punti, un niente, quasi. Il problema è che nelle ultime 60 occasioni in cui si è giocato un torneo importante, per 50 volte “quasi” non è stato abbastanza. Quei pochi punti in più, quel break decisivo, quel recupero decisivo, lo hanno fatto sempre loro tre. Tre mostri. Tre fra i più grandi di sempre, anche se il concetto del “più grande di sempre” è terrificante, inutile e anche dannoso, per lo sport e soprattutto per i tifosi.
Ieri, triste, deluso, con le lacrime appena esaurite, DelPo si è presentato in conferenza stampa. Candido, come sempre. “Novak ha meritato”, la sostanza. Ha spiegato di come fosse costretto a giocare costantemente al limite, ma nonostante questo Nole era sempre lì, a ributtare la palla dall’altra parte, aggredendo al minimo cedimento. Delle poche cose che ha detto, però, una lo eleva come tennista, come uomo e nella mia classifica di sportivi amati: “Non mi sento triste per non aver potuto vincere più di uno Slam a causa loro, sono soltanto uno di quelli che ha avuto la fortuna di giocare nella loro stessa era”.
Fortuna. Non Sfortuna, come avrebbe potuto tranquillamente dire. Si ritiene fortunato, anche se in un’altra era probabilmente sarebbe stato il numero uno. Si ritiene fortunato, nonostante senza infortuni al polso probabilmente avrebbe più di un “solo” Slam, e sarebbe stato molto più costantemente al vertice della classifica ATP.
Palito ieri mi ha dato un insegnamento importante: giocare contro i migliori, competere contro i migliori, è una fortuna.
Anche se bisogna asciugarsi le lacrime una volta di più. Anche se bisogna asciugarsi le lacrime una volta di troppo.
Lui, come Wawrinka, sono due che hanno capito il loro posto nel mondo. Gli altri tre, semplicemente, sono di un altro pianeta e il massimo che si può fare, per poter dormire sereni, è uscire dal campo sapendo di aver dato tutto.
Stan se l’è anche tatuato addosso:
“Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.“
Gracias, DelPo.

lunedì 10 settembre 2018

14 volte Novak Djokovic

Ieri sera, assistendo alla finale maschile degli US Open, tutti gli appassionati si sono resi conto di una cosa per alcuni preoccupante, per altri incoraggiante: Novak Djokovic è tornato ai vertici del tennis mondiale. Nonostante infatti l'ottima partita di del Potro, che ha servito molto bene e usato al meglio il suo micidiale diritto, Nole è parso a lunghi tratti ingiocabile. Recuperi su recuperi hanno spinto l'argentino a rischiare di più, commettendo molti più errori e perdendo così la partita in 3 combattutissimi set. A fine match Delpo era sfinito, mentre Djoko sembrava poter continuare per altre 3 ore tranquillamente e questo ha fatto la differenza. Così Djokovic vince il suo 14esimo Slam ("solo" il terzo a NY), raggiungendo Sampras e portandosi a -3 da Rafa. Si fa ora interessantissima la race per la classifica di fine anno, con Nole che andrà probabilmente a superare Roger e potrebbe addirittura puntare a Nadal, mentre anche Delpo va ad insidiare il posto di Federer, che ha ancora molti punti da difendere fino a fine anno. Per le Finali quindi oltre a questi 4 campioni avremo quasi sicuramente Zverev e Cilic e forse Thiem e Anderson, a meno di sorprese negli ultimi tornei. Molto curioso il fatto che i finalisti dello scorso anno (Dimitrov e Goffin) potrebbero non qualificarsi, una cosa che penso non sia mai successa.
Onore a Nole e onore anche alla campionessa femminile, Naomi Osaka, che batte Serena Williams nonostante mille polemiche stupide e che fanno solo male al tennis.

sabato 8 settembre 2018

US Open: Semifinali poco appassionanti

Ahinoi le semifinali sono state molto meno appassionanti dei quarti di finale. Chi si aspettava (io in primis) una grande lotta tra i due giocatori in foto è rimasto deluso a causa del ritiro di Rafa dopo i primi due set persi, dovuto al solito infortunio al ginocchio. Dispiace vedere un campione stare male in campo e dover abbandonare una delle partite più interessanti dell'anno sulla carta. Speriamo che si riprenda in fretta e che non arrivi alle Finals mezzo distrutto come l'anno scorso. Delpo dall'altra parte, sicuramente non felice per questa vittoria, può certamente gioire per essere tornato all'atto conclusivo dopo 9 anni da quella maledetta finale vinta con Federer, unico suo Slam attualmente conquistato. Per quello che ha mostrato quest'anno si meriterebbe di vincerne un altro.
L'altra semifinale invece è stata deludente per altri motivi: Djokovic troppo forte per Nishikori, che ha giocato come con Cilic (cioè non benissimo) ma che si è ritrovato davanti ben altro avversario, che non gli ha lasciato nemmeno un set. Ora possiamo solo sperare che la finale sia combattutissima e le premesse ci fanno ben sperare dato che sono entrambi in grande forma. Io punterei su Nole in ogni caso, ma che vinca il migliore.

giovedì 6 settembre 2018

US Open tanto spettacolo

Come avevo previsto le sfide dei quarti di finale hanno saputo regalarci parecchie emozioni. A partire da una delle più belle sfide dell'anno: Thiem-Nadal finita al quinto set. Non è un caso che quasi tutte le migliori partite dell'anno (Nadal-Delpo e Nadal-Djokovic a Wimbledon ad esempio) abbiano come protagonista Rafa. Questo perché lui è il più grande combattente della storia del tennis e anche con un Thiem stratosferico, capace di rifilargli un 6-0 in 25 minuti, capace di sparare missili per quasi 5 ore, alla fine è riuscito a vincere, in un tie break dove ha tirato fuori tutta la sua grinta. Chiunque dovrebbe imparare qualcosa da questo grande campione. E ora arriva il bello: la sfida con Delpo, altro spettacolo assicurato.
L'altra partita a cui ho avuto il (dis)piacere di assistere è stata la rivincita della finale del 2014: infatti Nishikori è riuscito a sconfiggere Cilic, in un'altra partita al quinto set dove il croato pareva avere il controllo ma che si è spento per un po', lasciando così spazio allo scoppiettante giapponese - pur non esprimendo tutto 'sto gran tennis - di ribaltare la partita come solo Alessandro Borghese saprebbe fare. Una partita vinta di testa e speriamo che ora sia in forma per affrontare Djokovic (che ha prevedibilmente superato Millman), altrimenti c'è il rischio di vedere una semifinale a senso unico e di conseguenza di compromettere lo spettacolo della finale (prevedendo che Rafa e Juan Martìn lottino fino all'ultima pallina).
Il femminile, così come l'anno scorso, non mi sta interessando molto, con la sola giapponesina Osaka a far vedere qualcosa di nuovo, mentre ci sono ancora Keys (che non combina nulla tutto l'anno e poi si risveglia per questo torneo), Serena Williams (tornata in forma e pronta a riconquistare l'egemonia del circuito WTA) e la Sevastova che conosco poco, quindi non mi esprimo.