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lunedì 21 gennaio 2019

Garbage Time

Terza settimana, terza puntata di Garbage Time, la rubrica del lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti del panorama NBA della settimana precedente.

Quattordicesima settimana, ennesima settimana divertente e ricca di spunti.

La scorsa settimana l'ultima notizia era stata quella di Irving che si lamentava coi compagni di squadra, questa settimana risponde coi fatti firmando il career high con gli assist (18!!) contro Toronto, a seguire altre due prestazioni parecchio convincenti e i Celtics si trovano a tre vittorie consecutive dopo le sue dichiarazioni.

Nel frattempo sono uscite le votazioni per l'All Star Game e Luka Doncic si trova ancora in terza posizione, dietro soltanto a LeBron e Giannis.
Dal mio parere, nonostante i numeri che sta tirando giù, il terzo posto nelle votazioni è esagerato, fa strano vedere Durant, Irving, Curry e altri dietro a un giocatore che sta giocando una bella pallacanestro, ma è soltanto al primo anno.

Settimana del London Games, in cui i Knicks hanno pensato bene di buttare via un vantaggio di 11 punti all'inizio del 4 quarto.

La notizia più interessante e bella per gli amanti del basket è il rientro di DeMarcus Cousins, il centro ex Pelicans ha fatto il suo esordio venerdì notte contro i Clippers, siglando 14 punti in 15 minuti, e commettendo 6 falli. Da notare la schiacciata a una mano segnata all'inizio della partita.
Chissà che questo giocatore non possa porre fine alla corsa al primo posto delle altre compagini.

Parlando di Warriors (squadra più calda dell'NBA con 7 vittorie consecutive) bisogna parlare di un record che hanno battuto nella battaglia per il primo posto contro i Nuggets,
Golden State ha segnato 51 punti nel solo primo quarto, questo record durava da quasi 20 anni, curiosamente, anche in quella occasione furono i Nuggets ad avere la peggio (i Suns ne fecero 50 nel primo quarto del 10 novembre 1990).

Probabilmente non ne potrete più di sentir parlare di James Harden, ma purtroppo questo ragazzo qua non ha nessuna intenzione di fermarsi, questa settimana ha piazzato ben due cinquantelli ed è alla diciottesima gara consecutiva con almeno 30 punti a referto.
Con gli infortuni di Paul, Gordon e Capela, sta cercando e sta riuscendo a tenere a galla i Rockets praticamente da solo.

Guardando invece le posizioni più basse delle conference, possiamo perfettamente notare che i Cleveland Cavs non hanno la minima intenzione di vincere una partita.
Ancora peggio stanno andando i Bulls, che sono in striscia negativa da ben 10 partite.

A Ovest invece rimangono isolati i Suns, che questa settimana hanno subito il game winner di Siakam e quello di D-Rose (stanotte).

Bisogna citare la super settimana di Utah, i Jazz hanno una serie di 6 vittorie ancora aperta, e da quando Rubio si è infortunato Mitchell sembra tornato il giocatore della passata stagione, capace di infilare con continuità parecchi trentelli.
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lunedì 14 gennaio 2019

Garbage Time

Eccoci nuovamente con Garbage Time, la rubrica del Lunedì pomeriggio, che racconta tutti i principali avvenimenti del panorama Nba della settimana precedente.

Ancora una volta settimana molto interessante con super prestazioni e partite avvincenti.

Da citare assolutamente il career High da 41 punti di Kyle Kuzma, nella vittoria casalinga dei Lakers contro i Detroit Pistons, il giocatore ex Utah Utes ha giocato una partita stratosferica, segnando in tutti i modi. Il ragazzo sta cercando di limitare i danni causati dall'assenza di LeBron, riuscendoci a targhe alterne.
Restando in tema Lakers, stanotte hanno pensato bene di perdere contro i Cavs, che sono una delle squadre più deboli della Lega americana.

Passiamo alla partita più bella della stagione: San Antonio Spurs - Oklahoma City Thunder, conclusasi dopo un doppio supplementare, 154 a 147.
E' stata una partita spettacolare, in cui LaMarcus Aldridge ha siglato il suo career High con 56 punti conducendo gli speroni alla vittoria.
Dall'altra parte Westbrook si è difeso alla grande con una tripla doppia da 24 punti, 13 rimbalzi e 24 assist (career high).

Luka Doncic continua a stupire tutti, in questa settimana ha pensato bene di segnare 9 punti in 40 secondi ai Timberwolves trascinando Dallas alla vittoria.
Il ragazzo sloveno sta dimostrando di valere la seconda posizione nelle votazioni per l'All Star Game.

Merita una citazione per la seconda settimana consecutiva anche Nikola Jokic, che stanotte ha tirato giù una prestazione da 40 punti, 10 rimbalzi e 8 assist, continuando così a far viaggiare questi Nuggets, che stanno incantando tutti.
Bisognerà chiaramente vederli ai playoff, perchè è una squadra molto giovane in cui in pochi sono andati oltre la regular season.

A Boston invece si segnalano dei problemi in spogliatoio, i Celtics hanno perso in trasferta con Orlando, non riescono ad avere costanza nei risultati e oscillano tra la quarta e la quinta posizione nella Eastern Conference.
Sicuramente per una squadra del genere ci si aspetta molto di più e pare che Kyrie Irving si sia particolarmente arrabbiato per la gestione dell'ultimo possesso e poi per la mancanza di preparazione mentale dei compagni (principalmente quelli giovani).
Irving che si è lasciato andare con i giornalisti facendo un paragone con la stagione precedente.
L'ex Cavs afferma che la scorsa stagione nessuno si aspettava niente da loro, a causa dei tanti infortuni e quindi era più facile giocare, perchè erano una buona squadra, ma non avevano grosse aspettative.
Quest'anno invece i Celtics sono al completo, e dunque gli obiettivi sono chiari: NBA FINALS.
Se quest'anno i Celtics non arrivano in finale è un fallimento.
E da sportivo posso tranquillamente dire che quando ci sono alte aspettative c'è anche molta più pressione.
E secondo Kyrie manca proprio questa preparazione mentale per raggiungere grossi obiettivi.
E' stato molto criticato per queste frasi, ma in realtà il discorso calza perfettamente a pennello.
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venerdì 6 luglio 2018

Luka Doncic è già pronto per l'NBA?

Il titolo è ovviamente provocatorio, anche perchè probabilmente lo sloveno è il giocatore più pronto alla lega americana dell'intero draft, ma ci sono comunque diverse variabili da valutare come ad esempio la capacità di reggere le 82 partite della stagione, ma soprattutto ha già il fisico per reggere il confronto con le forti guardie americane?
Fino ad ora in Europa ha dimostrato cose di un altro pianeta, viene da una stagione perfetta in cui ha vinto tutto: Eurobasket, Eurolega, vittoria del campionato spagnolo, MVP del campionato spagnolo, MVP dell'Eurolega e miglior under 22 dell'Eurolega. Il predestinato ha vinto in una sola stagione quello che molti non vincono in tutta la carriera, ma ora è arrivato nella lega cestistica più famosa del mondo e dovrà sapersi affermare.

Doncic a soli 19 anni ha una capacità di lettura di gioco e di tenuta mentale che sembra quella di un veterano. E' molto bravo a capire quando è il caso di attaccare il ferro, prendersi un isolamento oppure scaricare per un compagno.
Si può tranquillamente dire che questo ragazzo abbia leadership, se vi ricordate l'europeo 2017 dove ha trascinato insieme a Dragic la Slovenia al titolo, in una squadra dove giocatori affermati non ne mancano, per non parlare del Real Madrid post infortunio di Llull, Laso gli ha affidato le chiavi della squadra e lui ha risposto presente prendendosi sempre le responsabilità nei momenti più importanti.

Inoltre Luka possiede delle ottime capacità di passaggio, non stiamo parlando di Spanoulis, ma se consideriamo che ha solamente 19 anni e soprattutto non è propriamente playmaker, spesso cerca dei passaggi ricercati e complicati a livello tecnico.

Il pezzo forte dell'arsenale dello sloveno è senza dubbio il Ball Handling, e non è proprio scontato per un giocatore della sua stazza. I cambi di mano e i crossover sono di una bellezza rara da vedere, questa capacità potrebbe essere messa ancora più in risalto dal fatto che giocherà con a fianco Dennis Smith jr. , uno che di spettacolo se ne intende.

Non tutto però è rosa e fiori, gli scout hanno tutti notato che il giocatore non ha un grandissimo atletismo, in effetti se andate a vedere le partite di Doncic in Europa non salta tantissimo e il suo primo passo non convince per niente oltreoceano.

Una cosa invece che abbiamo notato sicuramente tutti è la difesa, non difende bene sul perimetro e spesso è troppo mollo e lascia passare giocatori che potrebbe tranquillamente fermare.

I due problemi principali sono questi, ma essendo un giocatore giovanissimo è chiaro che lavorando costantemente sui difetti si possano ridurre quasi totalmente se non del tutto.

Secondo me Luka ha tutte le carte in regola per fare bene in America, d'altronde in un momento complicato del Real Madrid (l'infortunio di Llull) è stato capace di mettersi una squadra intera sulle spalle, e l'ha fatta salire sul gradino più alto d'Europa, ci sono pochissimi cestisti in grado di prendere per mano una squadra e portarla al titolo e per questo mi sento di dire tranquillamente che Doncic è un predestinato.
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