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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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venerdì 15 febbraio 2019

Il PSG potrebbe aver trovato la sua dimensione in Europa

Se parliamo di dimensione internazionale, non possiamo che citare quella che, probabilmente è la società più proiettata verso l'atto finale di Madrid, ovvero il PSG di Thomas Tuchel.
Probabilmente saranno presuntuosi, poco simpatici, ma pare che finalmente abbiano trovato quell'equilibrio che mancava per poter dimostrare la propria forza.
Il PSG riesce a giocare in verticale con una semplicità solitamente espressa in un calcio orizzontale.
L'intuizione di Marquinhos come mediano si è rivelata veramente azzeccata, meravigliosa l'interpretazione del ruolo da parte del brasiliano, che insieme a Verratti costituisce una coppia di centrocampo ben assortita e piuttosto sorprendente.
Inoltre l'allenatore ex Dortmund sta portando avanti un progetto parallelo, con l'obiettivo di dare spinta a un ricambio generazionale.
Kimpembe, Kehrer, Dagba, Nkunku, Diaby, senza tenere il conto di Mbappe, stanno trovando sempre più spazio in una squadra piena zeppa di fuoriclasse.
Attenzione a questo risvolto "green" della società, per eccellenza, delle superstar, che, nel frattempo, già è proiettata verso il sorteggio dei quarti di finale di Nyon.
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lunedì 17 dicembre 2018

Gironi Champions: La Roma prende il Porto, la Juventus l'Atletico Madrid

Senza dubbio il match più complicato da analizzare è quello della formazione juventina, che trova l'Atletico del Cholo Simeone.
Se ci soffermiamo sui singoli dati è abbastanza evidente che la formazione torinese abbia numeri migliori, ma sappiamo benissimo che la squadra spagnola è un avversario molto complesso.
L'Atletico finora ha perso solamente due partite in tutta la stagione, ed è la migliore difesa della Liga con solo 12 gol al passivo.
Entrambe le società sono accomunate da un fatto: le difficoltà maggiori fino ad ora sono arrivate contro avversari che non avevano paura di mettere pressione sulla prima costruzione di gioco, senza timore reverenziale. Alla Juventus è successo contro lo Young Boys, mentre all'Atletico nella pesante sconfitta del Signal Iduna Park.
I Madrileni hanno però zoppicato anche contro squadre decisamente meno quotate (Leganes, Villareal, Girona e Club Brugge) chiaro segno di non aver ancora raggiunto la piena maturità a muovere difese schierate.
E' abbastanza superfluo dire che il gioco dell'Atletico dipenda quasi eslusivamente dal suo numero 7. Le Petit diable è già arrivato in doppia cifra e rappresenta il vero faro dell'attacco colchoneros, ancor di più per ora che Diego Costa è infortunato, anche se quest'ultimo sarà pienamente recuperato per febbraio.
Da non sottovalutare è il dato dei marcatori totali dell'Atletico, ben 14 e dunque 3 in più rispetto ai bianconeri. Dunque bisogna stare attenti sui calci piazzati, con Gimenez e Godin sempre pronti, e alla crescita di elementi come Lemar, Gelson Martins, Vitolo e Angel Correa, molto abili a ripartire forte.
Servirà dunque la migliore Juve per superare un'ostacolo che, comunque, deve essere affrontato con rispetto, non con timore.

Trasferiamoci nel centro Italia, più precisamente a Roma.
Ai capitolini difficilmente poteva andare meglio, anche se va ricordato che il Porto è la squadra che ha raccolto il maggior numero di punti in questa edizione di Champions.
E' chiaro che nel breve periodo la Roma troverebbe difficoltà anche con la Virtus Entella (prossima avversaria di Coppa Italia).
La squadra continua a peccare di equilibrio e, all'indiscutibile crescita dei giovani (Under, Zaniolo e Kluivert), non accompagna un rendimento complessivamente soddisfacente.
Detto ciò, mancano però due mesi all'appuntamento contro i portoghesi. 
Come ben sappiamo, nell'epoca dell'assoluto monopolio juventino, gli obiettivi delle altre grandi formazioni italiane devono essere soprattutto quello della ricerca di continuità e successo in campo internazionale.
Per superare questo momento psicologicamente difficile Di Francesco si dovrà dare da fare, e dovrà inoltre sperare di recuperare il più presto possibile alcuni giocatori che sono determinanti per il successo di questa squadra.
Il Porto lo reputo comunque un ottima squadra, che non deve per nessun motivo essere sottovalutato.
Il pericolo principale è rappresentato dal fisico centravanti maliano Marega, che sta segnando con continuità in tutte le competizioni. A mettere davanti la porta Marega, ci pensa il 23enne trequartista Otàvio, che ha saputo raccogliere ben 8 assist nella prima parte di stagione.
Sulle fasce hanno diversi giocatori abili nell'uno contro uno (Torres, Brahimi, Jesus Corona ed Hernani).
In mezzo al campo a fare filtro troveremo Hector Herrera che da sempre è un pallino delle big italiane. Inoltre ritroveremo Alex Telles, l'ex terzino dell'Inter ha trovato la continuità in un ambiente più congeniale alle sue caratteristiche offensive di cui dispone ed ha già messo in cascina 5 assist in stagione.

Sugli altri ottavi di finale do' qualche nozione in generale, Tottenham Dortmund e Liverpool Bayern sono partite non adatte a chi soffre di cuore. Manchester City, Barcellona e Psg avanti abbastanza agevolmente, mentre occhio all'Ajax, imbattuta nel doppio confronto di girone contro il Bayern Monaco, se c'è una squadra che potrebbe fare lo scherzetto ai Blancos, quella sono proprio gli olandesi.
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venerdì 2 novembre 2018

Quali sono le possibili antagoniste alla corsa per la Champions della Juve?

Dopo le prime tre giornate, e la conseguente chiusura dei gironi d'andata, la Juve appare insieme al Barcellona la favorita per la corsa al titolo, in questo articolo analizzeremo squadra per squadra le possibili outsider che potrebbero mettere in difficoltà i bianconeri.

Va comunque preso in esame il fatto che siamo appena all'inizio e dunque qualsiasi situazione può essere completamente ribaltata, e la vittoria del Real, partito in sordina la scorsa stagione, e l'eliminazione del PSG agli ottavi che invece era partito forte ne sono la dimostrazione.
Detto questo, i Blaugrana e la Vecchia Signora appaiono le due squadre meglio organizzate, per quanto riguarda i catalani, probabilmente sono stati un po' sottovalutati a inizio Champions, ma hanno giocato in maniera impeccabile, collezionando 3 vittorie in altrettante partite e realizzando 10 gol a fronte di 2 subiti, basta questo per far capire la forza di questa corazzata. Tutto questo in un girone non particolarmente semplice, con Inter, Tottenham e Psv.
La difesa centrale si è rinforzata, e oltre Pique e Umtiti, potrà contare su Lenglet.
A centrocampo nonostante sia partito Don Iniesta, è arrivato Vidal, anche se sta trovando qualche difficoltà nel trovare spazio. Ma il giocatore cileno non è l'unico acquisto a centrocampo, infatti il Barcellona ha trovato in Arthur una mezz'ala fantastica, con grande qualità e personalità.
Poi c'è l'attacco, in cui non c'è niente da dire, in attacco il trio composto da Messi, Suarez e Coutinho, fa invidia forse a tutti tranne che alla Juve.
Parlando proprio dei bianconeri, loro hanno una delle difese più forti al mondo, Cancelo e Bonucci hanno aumentato il tasso qualitativo, Chiellini è il solito muro, mentre Alex Sandro sta tornando quello di due anni fa.
Se c'è un neo per la società torinese, quello è il centrocampo, Pjanic e Matuidi sono le certezze, Can sarebbe perfetto come terzo giocatore del centrocampo, ma la sua propensione agli infortuni, così come Khedira lo rende un giocatore discontinuo. Bentancur è un ottimo giocatore, ma ha ancora molto da imparare, quindi forse la soluzione migliore per la società bianconera, sarebbe intervenire nel mercato di Gennaio. Per quanto riguarda il reparto avanzato, anche qui, come nel caso del Barcellona poco da dire, 3 vittorie su 3 nel girone, 7 gol fatti e 0 subiti, insomma una macchina infermabile.
Queste sono le due squadre che secondo me si contenderanno il trono d'Europa, adesso passiamo alle squadre che potrebbero inserirsi in corsa: Bayern Monaco, Real Madrid, Manchester City, liverpool, PSG e Atletico Madrid. I bavaresi guidano il loro girone con 7 punti insieme all'Ajax. 
Il Bayern ha perso Vidal, ma ha mantenuto un ossatura in grado di portarla alle semifinali nella passata stagione, dove è stato sfortunato ed è stato eliminato dal Real Madrid.
Proprio gli ultimi citati, i Galacticos devono per forza di cose avere un posto riservato nella corsa alla vittoria finale. Come tutti sappiamo i Blancos stanno vivendo un periodo parecchio complicato, Lopetegui è stato esonerato dopo la bruciante sconfitta nel Clasico per 5-1, ed è stato sostituito da Solari. Aldilà di questo avvio complicato, è chiaro che centrare il quarto successo consecutivo pare davvero un'impresa complessa, ma nonostante dipartita di CR7 la rosa è molto forte.
Per quanto riguarda il City di Guardiola, gioca un calcio fenomenale e, ormai, il gruppo è al terzo anno di crescita. Sulla carta le qualità per puntare al grande traguardo europeo le avrebbe tutte, ma le difficoltà che questo club ha sempre avuto a livello europeo non si scordano, e per questo ripongo molta cautela sui Citizens.
Restando in Inghilterra è tempo di parlare di Liverpool, i Reds hanno perso la finale scorsa, ma hanno mantenuto quasi tutto lo stesso gruppo. Salah continua a segnare e non intende fermarsi, insomma sono una buona candidata.
Nello stesso girone si trova il PSG, i parigini, in quanto a singoli sono messi molto bene, ma l'equilibrio è latitante. In un gruppo in cui ci sono Liverpool, Napoli e Stella Rossa, il rischio è di non arrivare neanche agli ottavi di finale.
Infine, non si può sottovalutare l'Atletico Madrid. La squadra si Simeone è partita malino, ma è una compagine forte e concreta. Quando inizierà la fase che conta veramente bisognerà porre attenzione ai madrileni. Da non sottovalutare, poi, che la finale si disputerà nel suo stadio, il Wanda Metropolitano, il prossimo 1 giugno.
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giovedì 25 ottobre 2018

Napoli spettacolare pareggia 2-2 a Parigi

La squadra di Ancelotti pareggia 2-2 al campo dei Principi e continua a lanciare segnali importanti.
Gli azzurri hanno disputato un'ottima gara in cui si sono fatti preferire ai francesi, e avrebbero meritato la vittoria che è stata tolta loro al 93' dopo un tiro spettacolare di Angel Di Maria.
Nonostante lo squilibrio verso l'attacco che i parigini hanno, e l'abitudine alla poca intensità dovuta a un campionato transalpino mediocre, si sta comunque parlando di una delle candidate alla vittoria finale e di una squadra che davanti può vantare un attacco con Di Maria, Neymar, Mbappe e Cavani, insomma una grande del calcio internazionale.
Il percorso seguito fin qui dalla squadra partenopea, ricorda quello della prima Juventus targata Allegri, Ancelotti è stato bravo a non rompere i meccanismi di Sarri e nell'inserirvi all'interno quei ritocchi necessari per migliorare le lacune.
Il lavoro di Carlo, come fu quello di Max, è soprattutto sulla mentalità della squadra, resa meno timorosa e più serena. Ecco così spiegato in pochissimo tempo a cosa sono dovuti i miglioramenti che si evincono nella squadra dell'allenatore di Reggiolo.
Insigne, non è più ingabbiato all'interno dei troppi schemi ed è stato posizionato più vicino alla porta, risultando molto più efficace. A questo si aggiunge un utilizzo del turnover, che negli anni precedenti a Napoli era praticamente sconosciuto.
Coinvolgere molti giocatori, consente di far sentire tutti parte integrante del progetto e di conseguenza compatta lo spogliatoio e migliora lo svolgimento degli allenamenti.
Dicendo questo non si vuole assolutamente denigrare lo splendido lavoro effettuato da Sarri, ma semplicemente sottolineare come sia stato abile Ancelotti a migliorare laddove ce n'era bisogno, facendo diventare il Napoli una macchina quasi perfetta.
Adesso in campionato i campani si trovano al secondo posto a 4 punti dalla Juve, che pare fino a questo punto una corazzata inarrestabile.
Certo c'è da dire però che a differenza dei bianconeri hanno avuto un campionato più in salita e che potrà provare il contrattacco nel mese di Dicembre, periodo in cui i bianconeri avranno una serie di incontri ravvicinati piuttosto probanti.
Per quanto riguarda la Champions, invece gli uomini di Ancelotti sono secondi nel loro girone accoppiati con il PSG. A guidare il gruppo c'è il Liverpool con 6 punti, mentre la Stella Rossa occupa l'ultima posizione con un punto. Considerata la forza posta in campo dal Napoli e le due sfide in casa contro parigini e serbi, il Napoli ha tutte le carte in regola per accedere agli ottavi.
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venerdì 3 agosto 2018

Commento passaggio Buffon al PSG

 Prendo spunto da un dibattito di ieri sera su Radio Sportiva riguardo Buffon ed il suo passaggio al PSG, per offrire una visione più generale di quello che oggettivamente può significare questo trasferimento. Da colonna e bandiera del club a traditore il passo è breve. Il calcio dà, il calcio toglie. Il tifoso un giorno ti adora, quello dopo ti odia più del suo peggior nemico. Non è successo - a parte una piccola nicchia - al numero uno bianconero, un po' perché a fine carriera e con uno Szczesny in rampa di lancio, un po' perché Buffon aveva un credito per essere rimasto in B dopo Calciopoli, un po' perché l'addio di Del Piero ha rappresentato lo spartiacque del concetto di bandiera. "Se è stato accompagnato alla porta lui, per quale ragione non gli altri?" questo più o meno il concetto, senza tirare una morale nostalgica o considerare i due addii similari. L'addio di Buffon rappresenta, anche se in maniera mediaticamente inferiore a quella di un Neymar o un Ronaldo, la scissione definitiva tra club e giocatore. Non esiste più un'appartenenza al club, se non formalmente contrattualistica. Nascono quindi giocatori-azienda, che giocano per sè e per le proprie aspirazioni, al servizio del datore di lavoro ed in funzione della propria squadra. Giusto, sbagliato, non ci interessa perché semplice evoluzione del nostro mondo. I giocatori hanno profili personali, vivono il proprio personaggio indipendente dalla società che gli paga gli stipendi. A pensare alla Bosman e a Schengen, ci si potrebbe girare e guardare alla preistoria. Si era all'antipasto, ora si è quasi al dolce. Detto ciò, nessuna colpa a Buffon, per quanto attiene il libero arbitrio personale e le proprie ambizioni. Bene è che giuridicamente si inizi a pensare ai giocatori non più come dipendenti, ma come liberi professionisti a prestazione, più o meno longeva. È un passo epocale, che va fatto a fronte di un mercato che dovrebbe dimenticare i prezzi dei cartellini e ragionare solo sul compenso da destinare al giocatore.