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lunedì 30 dicembre 2019

Le mosse del Napoli per riprendere la stagione

Come già detto nei precedenti articoli, con il campionato fermo, ci occupiamo di analizzare alcune situazioni complicate del panorama calcistico italiano.
Oggi parleremo del Napoli, che dopo 17 partite si trova ottavo in classifica con 24 punti.
Partenza complicata, culminata con l'esonero di Ancelotti e l'arrivo di Gattuso che ha l'obbligo di dare una scossa all'ambiente.
Le prossime 4 partite del Napoli saranno cruciali: i partenopei dovranno affrontare in fila Inter, Lazio, Fiorentina, Juventus e in più il Barça in Champions League.
Per dare una scossa a questa squadra servono dei sacrifici finanziari di De Laurentiis, si cerca un mediano e un terzino sinistro.
Partiamo dal primo ruolo, Gattuso è alla ricerca di un regista, nella partita contro il Sassuolo, ha usato Allan che però è una mezzala e non ha le caratteristiche per essere un regista.
Un'altra opzione potrebbe essere Fabian Ruiz, lo spagnolo però è un trequartista e dunque non può essere impiegato come mediano.
Si parla di diverse opzioni, adesso andremo ad analizzarle una per una e in più vi parlerò di un giocatore di cui non si è sentito parlare, ma che l'anno scorso con Gattuso al Milan era diventato una pedina fondamentale.
  1. Il primo nome che gira è quello di Berge, norvegese del Genk, ottima stazza, ottimo sul piano tecnico. Nonostante sia molto giovane, ha già disputato partite di Europa e Champions League a 21 anni.
  2. Altro giocatore che secondo i media è molto attenzionato è Lobotka del Celta Vigo. Impressionante organizzatore di gioco. Quest'anno il Celta è in difficoltà in campionato, ma nonostante ciò Lobotka si sta esprimendo su buoni livelli. Se al Napoli però serve un gladiatore, non è il giocatore giusto.
  3. L'ultimo nome tra quelli di cui si parla è Lucas Torreira, giocatore dell'Arsenal, avendo giocato nella Samp, parla italiano e conosce il campionato. E' un giocatore che garantisce visione e intensità. la nota dolente è senza dubbio l'altezza, supera a stento i 170cm, è aggressivo, ma non garantisce altezza. Per l'affare si parla di 35/40 milioni.
Questi 3 giocatori sono quelli sulla cresta dell'onda, ora però volevo fare un ragionamento mio.
Se ci pensate l'anno scorso il Milan dopo l'arrivo di Bakayoko, aveva trovato tutto un altro volto.
Certo, non ha la visione di Pjanic, ma permetterebbe alla squadra di Gattuso di assorbire le ripartenze.
Se dobbiamo fare un paragone il francese assomiglia come ruolo a Casemiro, e sappiamo tutti quanto è indispensabile il brasiliano per l'equilibrio del Real Madrid.
Abbiamo affrontato il tema del mediano, perchè è quello più in voga, ma non è l'unico ruolo da sistemare a Castel Volturno.
Serve assolutamente un terzino sinistro: Ghoulam sembra un fantasma, Mario Rui è troppo debole in difesa mentre Hisay è ai margini del progetto da tempo.
I sostituti di cui si parla, mi lasciano parecchio perplesso, Rodriguez del Milan è diventato il secondo di Hernandez e nella sua esperienza in Italia non ha per nulla convinto.
Kolasinac questa estate è stato sostituito nell'Arsenal da Tierney e ha dei limiti, non è il giocatore giusto per una situazione complicata come quella del Napoli.
Il terzo terzino in lizza è Bradaric, 20enne in forza al Lille. Nonostante la giovane età, sembra questa la pista più perseguibile, il croato è bravo sia in fase offensiva che difensiva ed è un calciatore giovane e di possibile affidamento per il futuro.
La situazione nella città partenopea non è assolutamente semplice, si dovrà tentare una rincorsa disperata nella seconda parte di stagione, e per farlo serviranno i giusti investimenti di De Laurentiis nel mercato di gennaio.

venerdì 13 dicembre 2019

Come cambierà il Napoli con Gattuso in panchina?

Come vi avevo anticipato l'altro ieri, nonostante la vittoria contro il Genk per 4-0 con conseguente qualificazione agli ottavi di finale per il Napoli, la società partenopea ha rimosso dall'incarico Carlo Ancelotti, dando il ruolo di allenatore a Gennaro Gattuso.
L'esonero di Ancelotti, fa male, perchè per la prima volta dopo tanti anni, il gioco del Napoli non è fluido e spettacolare.
Il Napoli la partita di Champions l'ha vinta in maniera netta, senza alcun patema, ed è un risultato (il passaggio agli ottavi) che rimarrà nella storia, perchè solo due volte nell'era De Laurentiis la società campana aveva raggiunto questo obiettivo.
Ancelotti ha pagato lo stare in mezzo tra i due poli che si davano battaglia: da una parte la presidenza, mentre dall'altra i giocatori.
L'allontanamento di Ancelotti toglie tutti gli alibi, e quindi adesso la società si aspetterà un forte cambio di rotta, per cercare di raddrizzare il più possibile il campionato.
Il Napoli si trova ad oggi a 8 punti di distacco dalla zona Champions, e con un allenatore nuovo che dovrà cercare in tutti i modi di scuotere l'ambiente.
Gattuso ancora una volta arriva in una squadra che ha disperato bisogno di punti, ma conoscendo il carattere dell'allenatore calabrese, certo non si tirerà indietro.
Potrebbe apportare un cambiamento tattico, che gioverebbe probabilmente alla squadra: passare dal 4-4-2 inderogabile di Ancelotti a un 4-3-3.
Col 4-3-3 un giocatore diventa ancor più imprescindibile di quanto già non lo sia, sto parlando di Allan che all'interno di questa rosa è l'unico che può garantire copertura.
Questo esonero di Ancelotti, con conseguente arrivo di Gattuso, cambia tante cose all'interno della società. Le prossime due partite dovranno portare in dote 6 punti, per cominciare subito con il piede giusto la rincorsa disperata ad un posto in Europa.
Io dalla mia non sono così convinto che questo avvicendamento porterà nuovamente il Napoli a splendere, ma la risposta potrà darcela solo il tempo.
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giovedì 25 gennaio 2018

Andrea Conti è il rinforzo del Milan del mercato di gennaio

Dovremmo essere finalmente vicini al recupero di una delle promesse migliori del panorama italiano, Andrea Conti, reduce dalla rottura del legamento crociato anteriore a metà settembre.
Cosa può dare Conti a questo Milan ?
Il ragazzo è elastico e reattivo, si insinua con naturalezza tra palla e avversario, sa allungarsi per chiudere le linee di passaggio ed è uno specialista dei recuperi grazie alla gran velocità.
Non possiamo dire che Conti faccia parte dell'avanguardia del ruolo del terzino : il suo gioco è definito più dalle sue qualità senza palla ( veloce, agile, resistente e con un tempismo innato per gli inserimenti ) che dalle sue scelte con la palla.
Non influenza lo sviluppo della manovra con conduzioni o passaggi che disordinano lo schieramento avversario, non è abituato ad entrare dentro il campo per favorire la fase di costruzione e non ha un bagaglio tecnico sufficientemente raffinato per poter fare la differenza se isolato da fermo nell'uno contro uno.
Tuttavia, ai suoi limiti corrispondono altrettante qualità : il Milan ritroverà un treno ad alta velocità, in grado di andare avanti e indietro sul proprio binario per tutta la partita, che se riceve sulla corsa è nelle giuste condizioni per fare la differenza.
La sfida sta nel saper collocare un giocatore dalle caratteristiche così definite in un sistema, trovando un compromesso tra il suo gioco e il resto della rosa a disposizione.
Alla fine tra le responsabilità di un allenatore c'è anche questa : riuscire a far fruttare l'investimento della società.
In questo caso l'investimento è stato decisamente di livello.
Risultati immagini per andrea conti

martedì 28 novembre 2017

Esonerare per dare la scossa

Quando si ha esigenza di dare un segnale forte all'ambiente il primo a pagare è l'allenatore. Che Montella non fosse più nelle grazie del duo Fassone/Mirabelli lo dimostravano le dichiarazioni reiterate di queste settimane sul futuro del tecnico.
Sono bastati tre mesi veramente deficitari, a far terminare l'idillio tra il tecnico napoletano e la società rossonera? Si, anche in base alla necessità del Milan di conseguire risultati sportivi, tali da assicurare la sostenibilità finanziaria del progetto iniziato questa estate. Il Milan non può fallire l'accesso alla Champions League, non ha tempo di programmare lato sportivo, di attendere che la squadra diventi una vera squadra.
Vincere è l'unica cosa che conta, ha ripetuto Mirabelli dopo Milan Torino. Montella ha le sue responsabilità, come è giusto che sia. Kalinic è stato un suo suggerimento alla dirigenza, nonostante fossero stati spesi 40 milioni per Silva. Ha avallato gli acquisti di Biglia, Rodriguez, Musacchio, Calhanoglu, da buon aziendalista qual è, preferendogli poi Antonelli, Zapata, Montolivo, Bonaventura. Ha pesato Bonucci, che ha influenzato le scelte del modulo del tecnico napoletano.
Montella sperava che fosse la sua occasione, che il tempo ed il lavoro avrebbero reso le figurine acquistate un 11 competitivo. Ma Roma non è stata costruita in un giorno, e così anche le squadre di calcio.
La scelta di affidare a Gattuso le redini tecniche del club, non mi convince. Quando cacciarono Allegri per Seedorf, i risultati furono sotto gli occhi di tutti. Il passato di Gattuso non è esaltante ed anche con la primavera rossonera non ha brillato. Si dirà che è un uomo Milan Gattuso, che utilizzerà il suo carisma nella guida, ma questa squadra non è figlia di nessun mister, benchè meno del tecnico calabrese.
Esonerare per esonerare non ha senso, se non per lanciare un segnale all'ambiente. Eppure, di alternative migliori e possibili di Montella non ne vedo. Il tempo è tiranno, ma anche capace di ricompensare chi sa attendere una risposta.
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