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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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martedì 18 febbraio 2020

Stop pesante per l'Inter

Come ormai vuole la prassi, ci troviamo a commentare un weekend di serie A ricco di fatti e di emozioni. Nella fattispecie oggi ho voglia di analizzare la brutta battuta d'arresto dell'Inter nello scontro diretto con la Lazio.
L'Inter ha subito uno stop severo, ma anche giusto per come è andata la partita.
La cosa più evidente che viene fuori da questa partita è la differenza di qualità tra i due centrocampi, i nerazzurri non sono riusciti a bilanciare la differenza qualitativa con i laziali, inoltre l'Inter ancora una volta si era trovato in vantaggio, ma non è riuscito a conservarlo fino alla fine.
La squadra di Conte è al primo anno di un progetto importante, ed è ancora una squadra immatura, che pecca in qualità dal punto di vista del gioco.
Nel mercato invernale sono stati fatti degli acquisti importanti, il primo che sta facendo molto bene è Ashley Young, il terzino si sta dimostrando di un livello superiore rispetto a Biraghi, sta bene fisicamente e ha un piede che gli permette di fare delle cose estremamente importanti nella metà campo avversaria.
Se parliamo di acquisti invernali non possiamo non citare Christian Eriksen. Nonostante le difficoltà che sta incontrando, il danese rimane un giocatore importantissimo, per le prospettive generali dell'Inter. E' un giocatore diverso rispetto al DNA di questa squadra, e di conseguenza ci vuole un po' di pazienza. Rimane determinante secondo me inserire Eriksen per dare un gioco diverso, più creativo e più imprevedibile.
Ritornando alla partita, la squadra interista ha affrontato il match con troppo timore, e questo non è stato particolarmente gradito dai tifosi.
Lautaro Martinez è finito anche lui al tavolo degli imputati, per non essere stato particolarmente incisivo, ma bisogna anche dire che è stato sorvegliato con grande attenzione da Lucas Leiva.
Partite di questa importanza girano sui dettagli, e anche in questo caso ha vinto chi ha sbagliato di meno, l'Inter dopo il vantaggio, si è fatto riprendere a causa di alcuni malintesi difensivi.
Proprio i malintesi difensivi mettono ancora in dubbio la stabilità di una difesa priva di Handanovic.
Skriniar sta attraversando un periodo complicato, De Vrij paga il troppo utilizzo mentre Godin ancora una volta dimostra di non vivere una delle migliori stagioni della propria carriera.
Come detto in precedenza, tutto questo si unisce all'assenza di Handanovic, che per ora è stato sostituito da Padelli.
Le grandi squadre, hanno dei secondi portieri sicuramente più affidabili di Padelli: La Juve ha Buffon, il City ha Bravo, il Real ha Areola e il Barça ha Neto.
Il portiere ex Toro non ha commesso errori clamorosi, ma nell'occasione del rigore della Lazio c'è una mancata comunicazione, mentre nel gol di Milinkovic Savic non è stato rapidissimo ad andare giù.
L'Inter esce comunque dall'Olimpico con un vantaggio che non deve essere sottovalutato: i nerazzurri hanno il vantaggio negli scontri diretti e, in una classifica così corta, la prospettiva di arrivare a pari punti non è così lontana dalla realtà.
Questo scontro diretto dimostra una volta di più che il gap si è ridotto, l'Inter e la Lazio sono diventate concorrenti credibili per la Juventus.
Risultato immagini per sconfitta Inter

martedì 11 febbraio 2020

Derby pirotecnico a San Siro

Ieri abbiamo ricominciato a riavvolgere il nastro della giornata di serie A raccontando la cocente sconfitta della Roma in casa contro il Bologna. Ci sono veramente tantissimi argomenti di cui parlare e sono obbligato a dover fare una scelta. La mia decisione ricade ovviamente sul gran colpo di giornata: l'Inter ha rimontato il Milan in una serata piena zeppa d'emozioni, di grande giocate, con 6 gol e 2 pali.
Il derby è cambiato al gol di Brozovic, fino a quel momento il Milan era stato semplicemente perfetto. I rossoneri hanno preparato perfettamente la partita e hanno eseguito a perfezione le indicazioni di Pioli. La coppia Bennacer - Kessie ha retto alla grande contro un'Inter che in quella parte di campo poteva mettere seriamente in difficoltà il centrocampo milanista.
Il Milan è in tutto e per tutto il suo totem: Zlatan Ibrahimovic.
Lo svedese è l'uscita sicura per la palla, è il riferimento, è lo stimolo per i compagni, ma è anche il risolutore. La società lombarda prima di domenica sera aveva segnato solamente un gol di testa, nel derby invece c'è stata un inversione di tendenza, il doppio vantaggio era arrivato grazie a una sponda a 2,50 metri di altezza e ad un colpo di testa ravvicinato, tutte e due le giocate firmate Ibra. Tutto ciò era qualcosa d'impensabile fino a qualche settimana fa.
Un successo del Milan avrebbe cambiato totalmente la stagione di molte squadre del nostro campionato. Questo però non potremo mai saperlo, perchè l'Inter è rientrato dall'intervallo con gli occhi infuocati.
Ibra ha 38 anni e di conseguenza all'interno della partita ha bisogno di prendersi delle pause, è stata proprio questa la chiave di volta nel secondo tempo. Nel momento in cui il movimento costante di Zlatan è venuto a mancare, il Milan è collassato su se stesso ed è stato ribaltato dall'Inter che ha cambiato il match con la bella conclusione di Marcelo Brozovic. La bellissima stoccata del croato ha tramortito il Milan che è andato nel pallone. Brozovic è stato il giocatore che ha segnato il gol della riscossa, ma non è l'unico giocatore che ha offerto una prestazione degna di nota.
Un giocatore (che a me piace tantissimo) come Vecino si dimostra ancora una volta all'altezza della situazione, quando è stato chiamato in causa ha sempre dato ottime risposte, ha segnato il gol del momentaneo pareggio, ma in generale ha giocato una partita di grande sostanza e sacrificio.
Se Vecino ha segnato il gol del pareggio, De Vrij ha fatto ancora meglio, ha segnato un gol favoloso, una rete in torsione mantenendo l'equilibrio in maniera impeccabile. Inoltre nel primo tempo quando la squadra di Conte imbarcava acqua da tutte le parti, lui ha più volte messo delle pezze con degli interventi decisivi. L'olandese è un vero leader di questo Inter.
Alla fine ci è stata gloria anche per Lukaku, che ha segnato il gol che ha chiuso il derby.
Eriksen non è partito titolare, è entrato a gara in corso al posto di un non lucidissimo Sanchez, e nei miei occhi brilla ancora la punizione che ha tirato il danese all'incrocio dei pali da distanza siderale.
Bisogna valutare la situazione dei portieri in casa Inter, Padelli paga il lungo periodo d'inattività e non è comunque un grandissimo secondo portiere.
L'Inter nonostante la bella vittoria, non ha tempo per festeggiare, si deve preparare allo scontro diretto con la Lazio e in mezzo ha la partita di Coppa Italia contro il Napoli. Bisognerà in tutti i modi riprendere lucidità, tutto ciò sarà facilitato dal rientro di Lautaro Martinez.
Il Milan invece deve ripartire dalla dimostrazione data, d'altronde non ci scordiamo che i rossoneri nei primi 50 minuti hanno messo sotto la capolista.
E' stato un grandioso derby, una partita fantastica sotto tutti i punti di vista, un altro momento di grande spettacolo per un campionato che quest'anno è una girandola emozionale che ci sta facendo divertire.
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martedì 4 febbraio 2020

Come arrivano Inter e Milan al derby?

La giornata di serie A, ieri conclusa, è stata ricca di emozioni.
E' stata soprannominata la domenica dei bomber, hanno segnato i 3 principali marcatori, portando punti pesanti alle rispettive squadre.
A meno di una settimana dal derby della Madonnina, ho voglia di mettere a paragone le due partite delle milanesi per vedere come arriveranno a una delle partite più importanti dell'anno.
INTER
Partiamo dalla squadra di Conte, l'Inter ha vinto per 2-0 grazie a una doppietta di Lukaku, sul campo di un Udinese che non merita assolutamente le 3 sconfitte consecutive.
Tra Milan, Parma e Inter avrebbe meritato dei punti, ma continua a fare fatica dal punto di vista realizzativo. E' una squadra che non capitalizza, ed è il motivo principale per cui non si è ancora tirata fuori dai discorsi retrocessione. Io mi sento di dire, che con questa guida, e questi giocatori focalizzati verso l'obiettivo, la squadra friulana non avrà problemi.
L'Inter dal canto suo con questi 3 punti sofferti lancia segnali importanti. Ha avuto modo di testare già i nuovi innesti, e grazie a loro la squadra non ha dovuto giocare a mille per 90 minuti.
Ha saputo soffrire, ed è riuscito a ribaltare la partita con gli ingressi dalla panchina.
I due gol sono stati siglati da un Lukaku che si sta dimostrando sempre più leader a tutto tondo.
Dobbiamo considerare anche che la squadra di Conte ha dovuto affrontare la partita senza Handanovic (egregiamente sostituito da Padelli, che non giocava da 1500 giorni). Lo sloveno rimarrà con ogni probabilità fuori pure nel derby, e la sua assenza si sommerà a quella di Lautaro Martinez.
La partita è stato il palcoscenico del debutto di Eriksen in serie A, è stato un debutto difficile, con il danese che ha faticato parecchio, e l'Inter che ha cambiato passo proprio quando il danese ha lasciato il posto a Brozovic. Dobbiamo comunque ricordare che è arrivato una settimana fa, e si è subito dovuto inserire all'interno di un modus operandi ben delineato.
Barella risulta ancora decisivo, è stato proprio lui a creare l'occasione per il gol di Lukaku, che ha sbloccato la partita.
Segnali importanti li lancia anche Sanchez, probabilmente anche un po' punzecchiato da Conte che ha preferito Esposito a lui.
Ottima idea secondo me quella di non prendere un altro attaccante per dare maggiori minuti al 2002 Esposito, lo stesso ragazzo ha risposto bene all'investitura del tecnico leccese.
Per l'Inter questa è un'altra vittoria esterna estremamente importante per rimanere in scia.
Quella contro l'Udinese la possiamo intendere come il primo passo verso nuovi orizzonti.
L'Inter si è migliorata indubbiamente e l'ha dimostrato, adesso è chiamata a confermare queste sensazioni nell'impegno di domenica prossima contro il Milan.

MILAN
Il Milan senza Ibra (influenzato) ha interrotto la propria striscia di vittorie consecutive, ha pareggiato 1-1 contro il Verona. E' stata una partita complicata anche a causa delle assenze, ha rischiato di perderla, con il Verona che ha per ampi tratti dominato la partita incendiando San Siro.
I rossoneri si sono trovati di fronte un avversario tosto, inizialmente hanno sbandato parecchio, con l'assenza di Zlatan che si è fatta sentire.
Il Milan oltre a Ibra, ha dovuto rinunciare a Kjaer e Bennacer, giocatori importantissimi per il Milan versione 2020. I rossoneri non riuscivano a far uscire bene il pallone, Leao ha sofferto la mancanza del fuoriclasse svedese, offrendo una prestazione opaca. Nonostante una prestazione non memorabile, il portoghese quando accelera appare complicato da fermare. I miglioramenti di Leao sono evidenti.
Un'altro che ha cambiato estremamente la sua stagione è stato Rebic, il croato è diventato estremamente impattante.
Altro giocatore che conferma la sua forma è Chalanoglu, il turco ha segnato ancora, e adesso siamo a 3 gol nelle ultime 2 partite.
Castillejo è sembrato leggermente in calo, ma non si può pensare che lo spagnolo possa giocare tutte le partite al 100%.
Il problema però è dall'altra parte: Bonaventura sta attraversando un brutto momento, e Paqueta è entrato, ha riassaporato il terreno, ma ha fornito una prestazione scadente, sbagliando giocate elementari.
Un'altra nota lieta sono stati i debutti di Saelemaekers, che ha dimostrato di essere un giocatore di personalità, e di Daniel Maldini, è la terza generazione dei Maldini (Cesare, Paolo e ora Daniel).
I rossoneri nonostante questo pareggio, rimangono una squadra in crescita, e che può dire la sua nel derby.
L'Inter è alla ricerca del poker di vittorie consecutive (nel derby), mentre al Milan manca un gol per raggiungere le 300 reti (sempre nei derby). Mi aspetto un derby ad alto ritmo, con entrambe le squadre che si affronteranno a testa bassa, questo derby nonostante possa sembrare una frase di circostanza, è uno dei più importanti degli ultimi anni, con entrambe le squadre che sono impegnate in due corse molto difficili, ma allo stesso tempo stimolanti.
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venerdì 31 gennaio 2020

L'Inter suona la carica

La partita di mercoledì sera tra Inter e Fiorentina ha completato il quadro delle semifinali di Coppa Italia. La squadra di Conte ha battuto quella di Iachini per 2-1 e ora se la vedrà contro il Napoli.
Le due semifinali saranno due sfide molto gustose: oltre a Inter-Napoli si affronteranno anche Milan e Juventus. Ma torniamo alla partita dei nerazzurri.
La partita di ieri era già di per se importante, in più si attendeva l'esordio di Eriksen, che è arrivato immediatamente, con il danese che si è fatto trovare pronto.
Il primo tempo è stato brutto, partita bloccata fino al 44esimo, minuto in cui Ceccherini commette un errore, regala palla a Lautaro che trova fortunosamente Candreva che segna.
Questo gol ha messo in discesa la partita dell'Inter, che in avvio di secondo tempo ha sfiorato il raddoppio.
La Fiorentina riesce a riaprire il match grazie al colpo di testa di Caceres, ed addirittura ha pure la palla del sorpasso, a cui Handanovic si oppone.
Per risolvere le problematiche dell'Inter ci è voluto un super gol di Barella, che ha permesso ai nerazzurri di gestire il punteggio nel finale.
L'Inter è scesa in campo con un 3-4-1-2 con Sanchez dietro al duo Lautaro-Lukaku.
Molti hanno pensato che fosse una prova generale per l'inserimento di Eriksen nel modulo, invece Conte ha semplicemente spiegato nel postpartita che l'obiettivo era provare Sanchez, e tra l'altro bisognava sopperire ad alcune assenze (Sensi, Borja Valero, Gagliardini).
Andiamo al modulo: può essere un'alternativa per la squadra, ma Eriksen è più adatto a questo gioco rispetto al cileno. Il Nino Maravilla non può lavorare spalle alla porta e non può stare a 15-20 metri di distanza dall'area di rigore. Semplicemente in questo ruolo le caratteristiche dell'ex Udinese vengono molto limitate, è un giocatore che ha bisogno di vedere l'orizzonte davanti a se.
L'inter che ha in mente Conte, si è visto probabilmente con l'ingresso di Christian Eriksen, quello del danese è stato un debutto brillante, ricco di giocate di classe.
Il danese appena entrato si è messo a fare la mezzala sinistra, ed è quello il ruolo che con tutta probabilità ricoprirà.
A centrocampo Barella è stato il migliore in campo, il sardo è un giocatore che sta maturando sempre di più, deve imparare a gestire meglio la sua irruenza che spesso lo porta a prendere troppi cartellini gialli. Proseguiamo in ordine di reparto e andiamo ad analizzare un'altra prestazione positiva, stiamo parlando di Vecino, si dimostra un giocatore da Antonio Conte, è abile nei colpi di testa e sa inserirsi coi tempi giusti.
Lautaro Martinez nonostante il passo falso di domenica si conferma al top: è un giocatore indiavolato, iperattivo e iperincisivo. E' un giocatore al momento insostituibile, Lukaku e l'Inter in generale pagheranno l'assenza del toro nelle prossime due partite.
Un reparto chiave, e giustamente rinforzato nel mercato di riparazione è quello dei laterali, ieri hanno giocato titolari Candreva e Young, ma ha debuttato anche Victor Moses.
Ashley Young quando sale col pallone fra i piedi è pericolosissimo, mentre Moses è un giocatore abituato a rullare sulla fascia e deve tanto ad Antonio Conte.
Passiamo all'ultimo reparto: la difesa. Bastoni al momento è titolare, è l'unico difensore mancino in rosa, e in più Godin continua a fare fatica, soffre il ruolo e ad esempio domenica scorsa il pareggio è scaturito da un suo errore. Lo stesso Ranocchia ha dato buone risposte facendosi trovare pronto.
I nerazzurri dopo gli sforzi societari per rinforzare la rosa, hanno dato le risposte giuste, con i nuovi innesti adesso ci sono più varianti e quindi di conseguenza maggiori orizzonti.
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mercoledì 29 gennaio 2020

L'Inter ha finito la benzina?

Domenica difficile per l'Inter, è arrivato un pareggio casalingo contro il Cagliari. Proprio il Cagliari che era stato battuto di recente e nettamente a San Siro in Coppa Italia ed era senza vittorie da 7 partite.
Non sono bastati questi dati, i nerazzurri hanno pareggiato le ultime 3 partite, arriva dunque un'altra frenata.
Questa partita conferma il momento di difficoltà dell'Inter e inoltre sono emersi diversi problemi.
Andiamo intanto ad analizzare il match: Partita finita 1-1 con l'Inter che aveva trovato il vantaggio grazie a Lautaro Martinez. Handanovic ha salvato più volte la porta e l'Inter ha creato occasioni da gol per chiudere la partita, ma non è bastato.
La partita si può dividere in maniera netta in due parti: i primi 70 minuti e gli ultimi 25, con l'Inter che è andata abbassandosi sempre di più fino a quando non si è fatta schiacciare.
Il pareggio dei sardi, ha innervosito tanto i padroni di casa, con Lautaro che si è beccato il cartellino rosso e salterà il derby tra due giornate. In questa maniera l'argentino macchia un periodo d'oro dal punto di vista personale.
Lo stesso nervosismo si è riversato su Conte, che ha deciso di non prendere parte alla conferenza stampa nel post partita.
Il problema principale dell'Inter, risulta essere il gioco, l'azione classica della squadra di Conte è estremamente diretta, e si basa sulla palla servita in verticale per gli attaccanti.
Questa è una delle due risorse di cui fa uso l'Inter, l'altra è il cambio di gioco sugli esterni. I nerazzurri proprio sugli esterni si sono potenziati, sono arrivati Young e Moses, con il terzino inglese che già domenica ha fornito un assist molto preciso per il gol di Lautaro Martinez.
Questo sulle fasce è comunque un gioco molto dispendioso, essendo arrivati a metà anno, la fatica comincia a chiedere il conto. Il modo di giocare sta diventando anche prevedibile, e non è un caso che le ultime tre squadre che si sono trovate l'Inter contro, abbiano schierato la difesa a tre. Si preferiscono 3 difensori per avere maggiore copertura sui 2 attaccanti interisti.
effettivamente questa mossa paga, perchè la coppia d'oro Lautaro-Lukaku ha segnato solamente 2 gol nelle ultime 3 partite (entrambi segnati dall'argentino).
Con i nuovi innesti bisognerà trovare nuove varianti di gioco, per risultare meno prevedibili.
Il nome più indicato è ovviamente quello di Christian Eriksen: il giocatore giusto per questo tipo di necessità e per questo genere di squadra. Il danese sarà indubbiamente chiamato a fare la mezzala.
In quel ruolo può portare tante cose in cui l'inter pecca: Può portare lavorazione del pallone, maggiore quantità del possesso palla, inoltre è una mezzala che salta l'uomo, una mezzala che sa passare la palla coi tempi giusti e uno che sa anche concludere con decisione.
Insomma con l'ex Tottenham si possono fare tante cose in più, che darebbero la possibilità di giocare maggiormente la partita e non solo di aggredirla.
Già stasera però l'Inter dovrà affrontare un momento importante della stagione, infatti dovrà giocare il quarto di finale contro la Fiorentina. Fin da subito potrà provare a dare risposte dirette alla Juventus che la settimana scorsa (sempre in Coppa Italia) ha eliminato la Roma di Fonseca.
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venerdì 24 gennaio 2020

Juve e Inter alzano il livello...

Gennaio dal punto di vista calcistico è un mese molto particolare: c'è il campionato, c'è il mercato e pure la Coppa Italia. Tutto ciò s'intreccia e vengono fuori 31 giorni strani, ma scoppiettanti.
Questa settimana si sono giocati due dei quattro quarti di finale di Coppa Italia. Il Napoli ha battuto la Lazio per 1-0 dopo una partita molto viva, la Juventus invece ha sbaragliato la concorrenza della Roma, infliggendogli la seconda sconfitta nel giro di pochi giorni.
La Vecchia Signora conquista la semifinale con una prova di forza, è stata molto brava a travolgere ancora i giallorossi in apertura di gara. Nonostante la vittoria ancora una volta la Juventus a un certo punto si è seduta un po' troppo, rischiando di far rientrare in partita la squadra di Fonseca.
Questa partita ci fornisce parecchi spunti interessanti. Il tabellino ci dice che Cristiano Ronaldo ha segnato ancora, ci dice che Higuain è un giocatore evoluto che si è trasformato in positivo (segna meno di prima, ma fa un lavoro inestimabile). E dimostra ancora una volta la bravura di Buffon, che nonostante i 41 anni ha dimostrato di poter tranquillamente fare il secondo portiere in una squadra come la Juventus.
L'Inter invece questa settimana ha potuto godere del riposo, infatti giocherà in Coppa Italia la settimana prossima contro la Fiorentina. Questa settimana di stacco è importantissima per la squadra di Conte, che in questa maniera ha avuto modo di ricaricare le batterie e permettere ai nuovi arrivi di integrarsi al meglio. Young e Moses si sono già uniti al gruppo, con Young che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe già scendere titolare contro il Cagliari domenica alle 12:30. Bisognerà vedere in che condizioni sono questi giocatori, che vengono da una prima parte di stagione parecchio complicata.
A questi due innesti potrebbe aggiungersi Eriksen nei prossimi giorni. Sembrerebbero ore cruciali per il passaggio del danese in nerazzurro, col giocatore che tra l'altro gradirebbe la destinazione.
Eriksen porterebbe nuova linfa ad una squadra che sembra in difficoltà fisiche. L'Inter con questi giocatori aumenta le proprie possibilità, aumenta le proprie varianti di gioco, aumenta anche la chance di non dover sempre andare al massimo delle proprie potenzialità. Si potrebbe provare a far lavorare di più la palla e meno il fisico, specialmente con l'arrivo di Eriksen. Con questi acquisti più il recupero di Sanchez, l'Inter potrebbe veramente sognare, e non solo in campionato. Il prossimo turno di campionato sarà un altro banco di prova importante, l'Inter se la vedrà con un Cagliari, in leggera ripresa, mentre la Juventus dovrà gestire un Napoli che viene da una bella vittoria in Coppa Italia e che ha ripreso un po' di fiducia. In mezzo ci sarà pure il derby di Roma, in cui la Lazio deve dare una risposta da grande squadra dopo la brutta frenata d'arresto in Coppa Italia. Ci aspetta una domenica da fuochi d'artificio, e prima abbiamo anche parecchie cose di cui parlare. Sto preparando un pezzo sul nuovo Barcellona e un punto sulla Premier e qualche altro pezzo di calciomercato, insomma saranno giorni molto densi, quindi rimanete aggiornati su tutti i nuovi articoli che usciranno.
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lunedì 20 gennaio 2020

che spettacolo in serie A, tantissimi gol ed emozioni

Questo turno di serie A ci ha dato tante indicazioni su quello che potrebbe essere il futuro del campionato. La Juve in fuga, l'Inter rallenta mentre la Lazio sogna; aspettando l'Atalanta stasera contro la Spal. Tutte le altre dietro arrancano cercando di tenere il più possibile sulle prime 3.
Andiamo però con ordine:
Partiamo dalla Lazio, che cala il pokerissimo contro la Samp vincendo per 5-1. Questo risultato vale l'11esima vittoria consecutiva e porta la Lazio a una settimana molto importante, con due partite: Napoli (Coppa Italia) e Roma (campionato).
Immobile segna, ma è solo la ciliegina sulla torta. E' una squadra che fa paura per gioco e risultati. La qualità dei 5 dal centrocampo in su è impressionante: Lucas Leiva (fornisce equilibrio), Milinkovic Savic e Luis Alberto sono due giocatori a tutto tondo e poi c'è Correa che è il partner perfetto per Immobile. Se manca qualcuno?? Nessuno problema, Caicedo, Parolo, Cataldi, sono pronti a non far sentire la mancanza dei titolarissimi.
La partita delle 18 vedeva affrontarsi al Mapei Stadium Sassuolo e Torino, con i neroverdi che hanno sconfitto i granata 2-1. Per la squadra di De Zerbi è una vittoria che fornisce ossigeno. La qualità della rosa si evince dal gol di Boga, il ragazzo del Barça sigla un bellissimo gol. Berardi sembra finalmente aver superato il momento difficile della sua carriera.
Il Torino appare incapace di mantenere i risultati di vantaggio, ancora una volta si fa rimontare e perde la partita. Il Torino ha poche certezze: Sirigu, Belotti e poco altro.
Alle 20:45 ci trasferiamo nel capoluogo partenopeo dove il Napoli sprofonda contro una buona Fiorentina. Questa sconfitta sa tanto di fallimento del progetto.
Le due squadre nel girone d'andata hanno faticato veramente tanto, ma adesso c'è una differenza importante. La Fiorentina da quando ha cambiato allenatore vola, mentre il Napoli continua ad arrancare. Questo è per dati statistici il peggior Napoli dal ritorno in serie A.
La squadra appare piatta e senza stimoli, la difesa rimane un rebus e inoltre manca l'equilibrio a centrocampo. Il gioco del Napoli risulta essere monotono, tutto gira intorno a Lorenzo Insigne, di conseguenza diventa prevedibile e quindi è difficile sorprendere l'avversario.
Iachini dalla sua ha risollevato una squadra che sembrava finita, è riuscito a far esprimere finalmente a buoni livelli Chiesa, che aldilà del gol ha giocato una partita di grande caratura. 
Altri elementi che hanno lanciato segnali importanti sono stati Lirola e Castrovilli.
Davanti nonostante Cutrone, Vlahovic potrà dire la sua, ha segnato un gol importantissimo e di grande fattura. Inoltre ha reinserito nell'11 titolare Benassi, scalando dietro Pulgar.
Buone sensazioni si respirano pure a San Siro nel match delle 12:30, dove il Milan batte l'Udinese per 3-2 in una bella, viva e infinita partita. Donnarumma ieri dopo aver sbagliato sul primo gol, ha effettuato 2-3 parate sensazionali che hanno permesso al Milan di portare a casa 3 punti. I meriti vanno a Pioli che ha azzeccato il cambio rimpiazzando Bonaventura con Rebic.
Leao ha giocato un grandissimo secondo tempo, venendo a prendere palla e ha offerto diverse giocate da grande giocatore. Castillejo ieri ha trovato nuovamente la titolarità ed è risultato nuovamente decisivo, l'ex Villareal aiuta molto di più rispetto a Suso in chiave difensiva.
Theo Hernandez ha segnato ancora una volta il gol decisivo, ha segnato il sesto gol del suo campionato.
Nonostante ciò l'Udinese si conferma una buona squadra, un punto poteva tranquillamente starci, qualcosa in più se non ci fosse stato Donnarumma.
Le milanesi in questa giornata si invertono il ruolo, se il Milan può gioire, di certo l'Inter deve piangere. A Lecce alle 15 è arrivato un brutto pareggio che rallenta l'inseguimento alla Juventus che scappa a +4. L'Inter probabilmente è in debito d'ossigeno e solo il mercato di riparazione può portare qualche soluzione. Il Lecce ha fatto una partita di sacrificio per rubacchiare questo punto all'Inter.
Nelle altre due partite delle 15 abbiamo assistito a 2 pareggi: Verona-Bologna 1-1 e Brescia-Cagliari 2-2.
La prima partita è stata giocata a una buona intensità, il Verona ha giocato un'altra grande partita, ma ha sbattuto su uno straordinario Skorupski, alla fine è Borini a rispondere a Bani. Da segnalare un'altra grande prestazione di Orsolini, che con l'infortunio di Zaniolo sta cercando di guadagnarsi una chiamata per l'Europeo.
Brescia-Cagliari è stata pure molto divertente, il pareggio è arrivato grazie a due doppiette, per il Cagliari Joao Pedro (13 gol in stagione), mentre per il Brescia Torregrossa (uno dei due gol molto bello, con un tiro dalla distanza).
Alle 18 ci trasferiamo a Marassi, dove si sfidano Genoa e Roma. La Roma ha giocato una partita ordinata, ma ha rischiato parecchio, grandi meriti vanno a Pau Lopez che ha effettuato degli interventi importanti. Spinazzola nonostante la telenovela in settimana ha giocato una grande partita.
Cercasi assolutamente il vice Dzeko, Kalinic è stato più volte chiamato in causa, ma non ha risposto bene, il bosniaco mostra segnali di stanchezza.
Infine chiudiamo con la partita dell'Allianz Stadium delle 20:45 dove la Juventus batte per 2-1 il Parma. La Juventus nelle ultime 2 giornate è riuscita a staccare di 4 punti l'Inter. Continua a non essere particolarmente bella, ma quando hai un fuoriclasse come Ronaldo diventa tutto più semplice.
La Juventus ha un problema secondo me: non riesce a tenere la spina attaccata per 90 minuti in campionato, mentre in Champions il problema non c'è perchè tutti i giocatori stanno concentrati per tutta la partita.
Abbiamo finito il giro di tutti i campi, manca solamente la partita di stasera tra Atalanta e Spal che dovrebbe avere un pronostico abbastanza certo, ma sappiamo bene che nel mondo del calcio i problemi si cominciano ad avere quando si hanno i favori del pronostico.
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giovedì 9 gennaio 2020

Inter: Vidal o Eriksen?

Nello scorso post abbiamo parlato del grande colpo di mercato del Milan, che ha riportato in Italia Zlatan Ibrahimovic.
Il giocatore svedese, ha fatto il suo esordio già domenica contro la Samp, ma senza particolari acuti.
L'Inter prova a rispondere con diversi giocatori nel mirino.
La trattativa è roboante, il nome è importante, ed è quello di Vidal: il giocatore cileno sembrerebbe in rottura con il Barça, e vorrebbe essere inserito al centro di un progetto.
Il trasferimento di King Arturo sembrerebbe ancora complicato, ma non impossibile.
L'Inter vuole fortemente Vidal, che andrebbe a rinforzare un centrocampo già così interessante.
E' ovvio che se il cileno dovesse lasciare la Champions per l'Europa, sarebbe per fare il titolare inamovibile, e probabilmente Barella sarebbe il prescelto per cedergli il posto da titolare. Conte potrebbe permettersi in questa maniera di far rifiatare di tanto in tanto anche Brozovic, che in questa prima parte di stagione ha avuto pochissime occasioni per riposare.
Con le sue caratteristiche gioverebbe tantissimo all'Inter, Vidal con i suoi inserimenti potrebbe infilarsi tra Lautaro e Lukaku e creare occasioni pericolose.
Il Barça, non ha nessun altro giocatore con le sue caratteristiche, e con il prestito di Alenà al Betis, i blaugrana sarebbero costretti a tornare sul mercato, ma non penso ne abbiano particolare voglia.
L'idea del Barcellona è quello di provare a tenerlo, ma se dovesse arrivare a cederlo potrebbe dare uno sguardo all'interno della rosa dell'Inter (Sensi-Lautaro?).
Vidal non è l'unico giocatore su cui l'Inter ha messo gli occhi, un altro nome gettonato nelle ultime ore è quello di Christian Eriksen, il danese è in scadenza con il Tottenham e pare non abbia alcuna intenzione di rinnovare. Gli Spurs dunque devono fare una scelta, venderlo ora e guadagnarci qualcosa o perderlo a 0 a Luglio. Più probabile la prima opzione, ed è per questo che l'Inter si è messa sulle tracce del fantasista danese.
Eriksen, sarebbe un giocatore perfetto, insieme a Brozovic e Sensi formerebbe un centrocampo veramente vario, Eriksen trequartista si incastrerebbe bene nel 3-5-2 di Conte e con la sua qualità potrebbe saltare l'uomo e creare superiorità in fase offensiva.
Quelle di Vidal ed Eriksen , sono chiaramente le trattative più chiaccherate, ma non sono le uniche.
L'Inter a sinistra ha bisogno di un innesto, Asamoah è troppo spesso infortunato e di conseguenza l'unico terzino disponibile è Biraghi, che però non può giocare tutte le partite.
Nelle ultime ore c'è stata un'accelerata per Ashley Young, terzino 34enne ormai in uscita dal Manchester United. L'ex capitano dell'Inghilterra è ormai ai margini del progetto di Solskier, e vorrebbe trovare nuovi stimoli altrove. Sembrerebbe che la trattativa possa andare in porto, con Conte che sarebbe ben accetto di ricevere un acquisto d'esperienza per continuare a sognare e tenere testa alla Juventus.
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sabato 28 dicembre 2019

Todibo e Kulusevski, due promesse per la Milano calcistica

Archiviata la prima parte di stagione, adesso tocca al calciomercato, strumento fondamentale per le squadre per rinforzare la rosa e risolvere le lacune.
Due giocatori molto discussi in questo periodo sono Todibo e Kulusevski.
Il primo potrebbe arrivare già a gennaio al Milan, mentre il secondo più probabile arrivi in estate all'Inter.
Parliamo di due giocatori che hanno in comune il grandissimo talento, ma che hanno ruoli completamente diversi.
Todibo è stato preso dal Barcellona a parametro 0 dal Tolosa, nasce mediano, ma gioca da centrale difensivo. Per essere 1,90 m è molto rapido ed ha dei piedi molto educati.
Spesso si fida troppo dei suoi piedi rischiando la giocata.
Finora non ha trovato la continuità sperata al Barça e per questo spera in un trasferimento.
Ha avuto qualche problema fisico di troppo e quest'anno nella buona partita giocata contro il Siviglia in Liga è uscito per infortunio, stessa sorte gli è toccata nel Mondiale under 20 giocato quest'estate dove ha racimolato solamente 30 minuti.
Da un lato questo acquisto andrebbe in linea con i progetti del Milan, ma non so se può essere la soluzione, probabilmente servirebbe un centrale più esperto.
In più il Barcellona è disposto a venderlo, mettendo una clausola sulla recompra, ma ancora i club sono molto lontani dall'intesa.
Bisognerà vedere come si evolverà la situazione ma non è un'affare assolutamente scontato.
Se il Milan sta trattando un ottimo prospetto, non è da meno l'Inter che sembra fortemente interessata a Kulusevski.
Il giocatore del Parma in prestito dall'Atalanta è sulla bocca di tutti, si può assolutamente definire la rivelazione del campionato.
Classe 2000, intelligenza tattica fuori dal comune, sinistro cristallino, in questa stagione si sta dimostrando l'arma in più della società emiliana.
Sta dimostrando anche di saper interpretare più ruoli, da quando è a Parma ha fatto il trequartista, l'esterno nel tridente e pure il falso nueve.
Io però non lo vedo bene all'Inter, prima di tutto c'è un problema di modulo, al Parma 4-3-3, mentre all'Inter 3-5-2. Questo vuol dire che farebbe la seconda punta, ma Conte ha dimostrato che vuole due vere punte ed è per questo che Politano sta trovando poco spazio.
Dal mio punto di vista, lui potrebbe diventare una grandiosa mezzala offensiva, ma chiaramente c'è tanto lavoro da fare.
Se devo fare un paragone, in lui ci rivedo De Bruyne, che quando è arrivato sotto le grinfie di Guardiola ha compiuto il salto di qualità decisivo che l'ha fatto diventare tra i migliori al mondo.
Certo Guardiola e Conte sono due tipi di allenatori completamente diversi, ma Conte ha la capacità di fare esprimere i suoi giocatori sempre al massimo.
Non se questi due giocatori effettivamente sbarcheranno a Milano, ma di una cosa sono sicuro, sono due talenti cristallini che se cresciuti bene potranno dire la loro in maniera decisa in futuro.

mercoledì 11 dicembre 2019

Inter, così fa male...

La Champions ci ha regalato un martedì scioccante, l'Inter è stato eliminato nonostante una buona prova contro il Barcellona, il Napoli ha battuto il Genk 4-0, giocando bene, ma Ancelotti non si è salvato e ieri poco prima della mezzanotte è arrivata l'ufficialità dell'esonero.
L'esonero di Ancelotti, l'arrivo di Gattuso e tutto quello che può succedere nella città partenopea, sarà oggetto di un altro articolo che penso uscirà domani.
In questo voglio concentrarmi sulla cocente sconfitta dell'Inter che ha sancito l'eliminazione dalla Champions League.
Eliminazione piena di dolori e di rimpianti. L'Inter in tutto il girone ha avuto tantissime possibilità, che però non ha saputo sfruttare, anche ieri ha avuto diverse occasioni, ma non è riuscita a convertirle in gol. Da questo poi è scaturita una sconfitta, contro un Barça decisamente rimaneggiato.
Io sono comunque d'accordo con le parole di Conte, quest'Inter ieri ha approcciato la partita nella maniera giusta, ha provato a fare il gioco, riuscendoci anche diverse volte.
Siamo sempre la, quando si gioca ai massimi livelli , vince chi sbaglia meno, e ieri l'Inter ha sprecato veramente troppo. C'è da dire anche che l'Inter ha affrontato questa fondamentale partita senza i due centrocampisti titolari (Barella, Sensi).
L'Inter senza questi due giocatori perde tantissima qualità, il gioco ne risente e perciò si affida alle giocate dei due centravanti, ieri nonostante il gol di Lukaku, hanno entrambi un po' pasticciato.
Certo, bisogna però anche dire, che stanno giocando tutte le partite senza mai una pausa, quindi un po' di appanamento ci può stare.
Adesso le cose si complicano, l'Europa League richiede un turno in più rispetto alla Champions, perchè parte dai sedicesimi.
Come dicevo l'altra volta nell'analisi della partita contro la Roma, l'Inter ha bisogno di aggredire pesantemente qualche giocatore nel mercato invernale, qualcuno che alzi il tasso tecnico della rosa.
A vederla adesso, questa eliminazione fa secondo me ancora più male, il Borussia Dortmund in questa prima parte di stagione era stato tutt'altro che perfetto, e le speranze di passaggio del turno dei nerazzurri erano cresciute a dismisura.
Dagli errori si impara, e chissà che già in Europa League l'Inter non possa fare tesoro degli sbagli commessi e andare il più avanti possibile in questa competizione.
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domenica 8 dicembre 2019

Inter Roma 0-0

Nonostante uno scialbo 0-0 questa partita lascia diverse indicazioni.
Nel primo tempo l'Inter ha giocato meglio all'inizio e alla fine, mentre nel mezzo abbiamo potuto ammirare una bella Roma che faceva divertire.
Il secondo tempo invece è stato perlopiù di marchio nerazzurro.
La Roma con questo pareggio ha guadagnato un punto preziosissimo, giocava a Milano, contro la capolista. Se a questo aggiungiamo che la roma è scesa in campo senza Pau Lopez e Dzeko, il punto prende ancora più valore. Ha giocato una partita di personalità, dimostrando match dopo match sempre più consapevolezza nei propri mezzi.
La Roma dimostra di poter contare su una panchina più lunga di quella dell'Inter, l'esempio cardine è quello di Mirante che ieri per i romani è stato uno tra i migliori in campo.
La coppia centrale ha svolto un grandissimo lavoro contro il tandem Lukaku-Lautaro Martinez.
Tutta la squadra ha dato ottime risposte a mister Fonseca, lo stesso Spinazzola entrato dopo l'infortunio di Santon ha giocato una partita di grande sostanza, effettuando anche due grandissime diagonali che hanno salvato il risultato.
Diawara ha fatto pure una buonissima partita, con grande personalità e dimostrando di essere qualcosa di più di un'alternativa.
Se c'è un giocatore che venerdì non mi ha del tutto convinto è Pellegrini, che forse avverte un po' di stanchezza. Anche Perotti e Mkhitaryan ieri giocando da esterni hanno sofferto, in una partita del genere mi sarei aspettato più spazio per Under e Florenzi.
Se per la Roma il pareggio è un gran risultato, per l'Inter va un po' stretto questo risultato. Dal punto di vista difensivo i nerazzurri si stanno stabilizzando sempre di più.
Lautaro e Lukaku hanno fornito una buona prova, ma non eccellente come siamo abituati a vederli. Grandi meriti vanno alla difesa della Roma. Io ho l'impressione che nell'Inter tutti stiano dando il 120%, ovviamente è ammirevole, grande merito va a Conte, ma bisognerà vedere con l'andare avanti della stagione quanto dureranno le batterie della squadra milanese.
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sabato 30 novembre 2019

Italiane: settimana da protagonisti in Europa

Questa settimana dal punto di vista europeo, il calcio italiano ci ha regalato tantissime soddisfazioni.
Sia la Champions che l'Europa League hanno portato all'Italia soltanto vittorie.
Oggi andremo a parlare nello specifico delle 4 squadre che sono state impegnate nella coppa dalle grandi orecchie.

L'Inter ha battuto lo Slavia Praga per 3-1 e continua a sperare in una qualificazione agli ottavi.
L'Inter non gioca una grandissima partita, come viene invece romanzato sui giornali.
Gioca una buona partita, considerando anche le tante assenze. Lautaro Martinez e Lukaku impressionano per la facilità con cui incidono sulla squadra. Lo Slavia Praga cala progressivamente nella propria prestazione, e dovendo vincere per mantenere vive le possibilità di qualificazione si espone troppo. L'Inter dimostra maggiore capacità di sapere incidere nei momenti difficili.

Il Napoli invece conquista un punto contro i campioni d'Europa in carica. Era difficile poter pensare a questo risultato, dati gli stati mentali differenti con cui arrivavano le due squadre.
Quello del Napoli è un risultato davvero prezioso in vista dell'ultima giornata.
Ora basterà un punto contro il Genk per accedere al turno successivo. Dall'altra parte ci sarà un infuocato Salisburgo-Liverpool che sarà decisivo per le sorti delle due squadre.

La Juventus è agli ottavi di Champions come prima del girone.
De Ligt , che sta salendo di livello, salva la Juve in più di un occasione ,ma appaiono in debito d'ossigeno i giocatori più utilizzati da Sarri ( Bonucci e Pjanic).
La rete di Dybala è molto complicata da spiegare. Per sbloccare la situazione serve un gol pazzesco solo a pensarlo dell'ex Palermo nei minuti di recupero.
La Joya batte Oblak con una punizione assurda. E' davvero una punizione fantascientifica che giunge da posizione impossibile dopo una serie di giocate magiche.
Sarri in conferenza stampa ha spiegato che secondo lui in Champions ci sono meno problemi che in campionato, perchè ci sono maggiori motivazioni.

L'Atalanta invece centra la prima vittoria in Champions contro la Dinamo Zagabria vincendo 2-0.
Adesso nel gruppo C ci sarà davvero da divertirsi. Il Manchester City è già qualificato, mentre le altre tre squadre sono ancora in corsa e si giocheranno tutto nell'ultima giornata. La Dea ha comunque adesso la concreta possibilità di qualificarsi almeno in Europa League. Da segnalare la grandissima prestazione del Papu Gomez, condita anche da un grandissimo gol.
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lunedì 7 ottobre 2019

Inter Juve: rivincita Higuain a San Siro

L'aspettavamo con trepidante attesa, alla fine è arrivata, ha rispettato i pronostici, è stata una bella partita.
Nonostante fosse soltanto la settima giornata, era chiaro che questa partita contasse.
Conte ha analizzato in maniera perfetta la partita, ha detto che la Juventus ha vinto perchè abituata a questo tipo di partita, mentre l'Inter da questo punto di vista pecca un po' d'esperienza.
L'Inter è partito in maniera inaspettata, con 6 vittorie in 6 partite in campionato, ma nelle due partite più importanti (Barcellona e Juventus) sono arrivate due sconfitte.
La differenza in questo momento tra i top club e l'Inter sono la qualità e l'abbondanza delle risorse: ieri dalla panchina dell'Inter sono usciti Vecino, Bastoni e Politano, mentre da quella della Juve Bentancur, Can e il pipita Higuain (guarda caso quello che la decide).
Per il resto la Juventus è una squadra fortissima, che non sbaglia nelle partite importanti (Bayer Leverkusen e Inter ne sono l'esempio).
Il gioco della squadra bianconera sta sempre di più assimilando quello che vuole Sarri, con Pjanic che è il giocatore fondamentale per il gioco dell'allenatore toscano.
La scelta di Sarri, di cominciare con Dybala e Bernardeschi mi ha un po' stupito, mi aspettavo andasse sul sicuro schierando Higuain e Ramsey.
L'attacco comincia a girare a perfezione con Dybala che sta dando importanti segnali di risveglio e Higuain che nonostante la partenza in panchina, entra fortissimo appena chiamato in causa e la decide.
Il reparto che ancora non gira a perfezione è certamente la difesa, che anche ieri ha commesso qualche errore di troppo (De Ligt ha concesso il rigore).
All'Inter questa sconfitta farà sicuramente molto male, e fin dalla prima partita dopo la sosta contro il Sassuolo bisognerà cancellare con una grande vittoria.
L'Inter ieri non è riuscito a esprimersi al meglio, ma c'è da dire che è venuto a mancare il faro del centrocampo, Sensi che si è infortunato ed è stato costretto ad abbandonare il campo.
Un'altro problema è quello di Godin, l'uruguaiano non era abituato a giocare nella difesa a tre e questo lo mette in difficoltà perchè gli toglie i punti di riferimento.
Terza e ultima cosa che è mancata all'Inter ieri è Romelo Lukaku, il belga è ancora fuori condizione, bisognerà aspettare qualche altra settimana e poi l'ex United dimostrerà di essere un top player.
Per fortuna dell'Inter per ora è bastato Lautaro Martinez, che tra l'altro si esalta quando gioca contro le grandi.
La partita l'ha vinta la Juventus, che con questo risultato si riprende la testa della classifica scavalcando proprio l'Inter.
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giovedì 3 ottobre 2019

Inter, una bella partita non basta col Barça

L'Inter ieri ha fatto una signora partita, questo è sicuro, ma purtroppo al cospetto del Barcellona al Camp Nou non è bastato. Per almeno 60 minuti non solo ha retto i ritmi della squadra blaugrana, ma addirittura comandava il gioco. Con questa sconfitta la situazione rimane piuttosto critica in questo girone per i nerazzurri. Il girone sicuramente si è complicato, ma non è ancora chiuso, l'Inter deve portare a casa almeno 4 punti nella doppia sfida col Dortmund, deve vincere a Praga e magari pareggiare in casa col Barcellona. Adesso non c'è tempo per pensare a questa sconfitta perchè domenica sera si gioca contro la Juventus, in una partita fondamentale per vedere a che punto sono le due compagini.
L'Inter ancora una volta (non mi stancherò mai di ripeterlo) si è dimostrata squadra, con Conte che ha dato certezze ed autostima ad una formazione che sembrava morta l'anno scorso. I nerazzurri stanno trovando conferme anche dalle proprie individualità. Il primo che mi viene in mente è colui che ha sbloccato la partita di ieri, Lautaro Martinez che continua a far vedere tutto il suo potenziale, e che con Antonio Conte sta crescendo a vista d'occhio. Altri due giocatori che si confermano top, sono Barella e Sensi, che ieri hanno giocato una partita stratosferica in uno degli stadi più caldi e importanti del mondo.
Il Barcellona dalla sua ha vinto questa partita con l'enorme talento a disposizione, Suarez (che fino al momento del gol era stato praticamente nullo) ha segnato un gradissimo gol, per portare sul 1-1 i blaugrana e poi è stato bravo quando servito da Messi ha dovuto buttare dentro la palla per andare sopra 2-1. La partita è svoltata anche con l'ingresso di Vidal e Dembelè che hanno dato un'accelerazione vorticosa alla partita.
Nonostante la vittoria, il Barça mi è sembrato fuori condizione, sgonfio e deve assolutamente recuperare la condizione se vuole vincere la Champions.
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lunedì 30 settembre 2019

Inter, Juve e Atalanta, le tre squadre in fuga

Sabato, abbiamo avuto modo di ammirare le prime tre della seria A all'opera. Tutte e tre si sono confermate al vertice con tre vittorie. Certo hanno vinto in modi diversi, con avversari diversi, ma i tre punti accomunano le tre vittorie.
Iniziamo ad analizzare la prima partita, quella tra Juve e Spal, giocata alle 15.
La Juventus, ancora una volta ha fatto il compitino senza strafare, così come fatto col Brescia e il Verona, per ora basta, ma se si vuole puntare a qualcosa di grosso la qualità deve per forza salire.
Questo non vuol dire che la Juventus ha giocato male, anzi se non fosse stato per le grandi parate di Berisha la partita sarebbe finita con diversi gol di scarto.
Va detto però che la Spal vista allo Stadium è sembrata veramente poca cosa.
I miglioramenti della Juventus secondo me si possono notare di partita in partita, si vede la mano di Sarri, ci vorrà un altro mesetto, a quel punto la Juventus sarà un ingranaggio consolidato che difficilmente si incepperà. Adesso la Juventus trova davanti a se due partite fondamentali: Il Bayern Leverkusen in Champions League e poi l'Inter nello scontro diretto per la vetta del campionato.
Certo bisogna notare come in questo momento i bianconeri sono stati tenuti a galla dal duo di centrocampo Pjanic-Ramsey. Per il gioco di Sarri è fondamentale avere un mediano del calibro di Pjanic, se ci pensate al Napoli e al Chelsea ha avuto Jorginho. La Juve con 9 punti nelle ultime 3 partite sembra essere tornata la schiacciasassi di ogni anno.
Se c'è una squadra che mi sta veramente stupendo quella è l'Inter, dopo 6 giornate si trova a 18 punti, ovvero a punteggio pieno. Antonio Conte ancora volta sta facendo un lavoro straordinario, sta ancora facendo vedere quanto sia abile a plasmare le squadre a modo suo. Con la sua rabbia e grinta riesce a rivitalizzare giocatori che fino all'anno scorso sembravano finiti. Il primo esempio che mi viene in mente è quello di Candreva, nell'anno passato sembrava un giocatore che non aveva più nulla da dire, quest'anno in questo inizio è sembrato uno dei più in forma.
Questa squadra è stata costruita per vincere, ed è quello che sta facendo.
La partita contro la Samp non è chiaramente particolarmente valutabile, la Samp è in grande difficoltà ed è tutt'altro che una squadra di calcio. L'Inter nel primo tempo ha giocato un gran bel calcio, con Sensi e Brozovic che fin qui stanno giocando una stagione fantastica a pilotare la squadra.
La partita è cambiata completamente nel momento in cui Sanchez si è fatto espellere per una simulazione che poteva tranquillamente evitarsi. L'Inter in quel momento ha dimostrato di saper soffrire, reggendo l'urto dell'uomo in meno e andando a segnare il 3-1 in inferiorità numerica.
i nerazzurri hanno ancora margini di miglioramento, soprattutto in attacco.
Prossimi appuntamenti Barcellona e Juventus, saranno due splendide partite, perchè la squadra di Conte ci arriva con ua condizione psicologica e fisica smagliante.
La terza forza del campionato, l'Atalanta, nel match del sabato sera ha schiacciato il Sassuolo per 4 reti a 1. Dal mio parere è stata utile per i bergamaschi la sonora batosta in Champions contro la Dinamo Zagabria. I giocatori sono sembrati nuovamente con i piedi per terra. La vittoria contro la squadra di De Zerbi ci ha dimostrato tutta la qualità che la squadra di Gasperini ha a disposizione.
I gol sono stati segnati da Gomez, Zapata e Gosens, mentre per il Sassuolo la rete è stata siglata da Defrel. Se dobbiamo trovare un difetto in questa Atalanta forse è la difesa, che prende troppi gol.
Il sabato ci ha detto questo, le prime tre si sono confermate al vertice e non hanno alcuna intenzione di fermarsi.
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lunedì 23 settembre 2019

Il derby di Milano si tinge di nerazzurro

Quarta giornata che si è conclusa nella giornata di ieri, con la vittoria della Lazio sul Parma per 2 reti a 0.
Campionato che si sta dimostrando vivo fin dalla prima giornata con tante squadre che sembrano fin da subito intenzionate a dir la loro.
Match clou? Non c'è bisogno neanche di chiederlo, ovviamente il derby di Milano.
Il derby ha messo di fronte due compagini che sono molto diverse tra loro,
l'Inter seppur con qualche momento di distrazione si sta dimostrando squadra, una rosa compatta, che aldilà del passo falso in Champions sta dimostrando una grande solidità mentale.
Dall'altra parte, la sensazione è stata quella di una non squadra, Giampaolo ancora non è riuscito a differenza di Conte a forgiare la squadra, che ancora sembra troppo fragile per potersi inserire tra i top team della serie A.
Sicuramente i due organici hanno due carature differenti: l'Inter può contare su gente come Lukaku, che si sta integrando alla grande, Barella che sta crescendo in maniera esponenziale e Godin giocatore infinito che ha portato a Milano l'esperienza importantissima per un club con gli obiettivi ambiziosi dell'Inter. Non ci scordiamo di Alexis Sanchez, che stiamo tutti aspettando con grande voglia di vederlo in azione.
La forza mentale di questo gruppo si può apprezzare dalla bella prestazione del derby, in cui l'Inter veniva dal brutto pareggio in Champions contro lo Slavia Praga.
I rossoneri sono ancora troppo confusionari, anche se secondo me del talento inespresso in questa formazione c'è, bisogna solamente riuscire a tirarlo fuori, e velocemente.
Le prossime due partite del Milan diventano fondamentali, sia per la squadra che per Giampaolo, che se dovesse steccare altre due partite potrebbe dover salutare la panchina rossonera dopo appena 6 giornate.
La Milano nerazzurro invece non può che essere soddisfatta, punteggio pieno, primi in classifica.
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venerdì 15 marzo 2019

Inter eliminato dall'Eintracht Francoforte

L'Inter è stato meritatamente eliminato ieri sera dall'Eintracht Francoforte.
Sicuramente a parziale giustificazione della squadra nerazzurra c'è da dire che mancassero tantissimi titolari, ma nonostante ciò si sarebbe potuto fare comunque di più.
L'Inter ha il settore giovanile migliore del nostro paese, ma nonostante ciò si è trovato a dover competere per un quarto di finale di una competizione europea in condizioni pietose.
Il Francoforte, che ha passeggiato sul suolo di San Siro, vedeva all'interno dei titolari solamente un giocatore over-30 (Hasebe), in una prestazione, che ha permesso a Jovic (1997) e N'Dicke (1999) di configurarsi come migliori in campo.
Mi appare scontato che non basti buttare nella mischia, a dieci minuti dalla fine per disperazione, due ragazzini, come effettuato da Spalletti, per sostenere di aver provato tutte le soluzioni a propria disposizione. Non è un caso che un certo Zaniolo che non aveva mai trovato spazio all'Inter, arrivato alla Roma sia esploso e sia diventato un titolare inamovibile prima nello scacchiere di Di Francesco e ora in quello di Ranieri.
Come Zaniolo ce ne sono tanti altri, e a un certo punto, per non perdere di vista il proprio potenziale e il proprio percorso di crescita, saranno costretti a dover cercare fiducia e continuità altrove.
L'Inter rappresenta la squadra tipo per dimostrare che il nostro calcio non sia cambiato per niente dopo l'esclusione dalla Coppa Del Mondo.
Uno dei prossimi post analizzerà gli accoppiamenti dei quarti di finale di Champions ed Europa League.
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mercoledì 19 dicembre 2018

I sorteggi dei sedicesimi di Europa League

Ieri abbiamo affrontato l'argomento dei sorteggi di Champions League, oggi invece andiamo a trattare gli accoppiamenti per i sedicesimi di Europa League.
L'Europa League è la competizione più imprevedibile di tutte, non può essere affrontata nè con superficialità nè con superbia. Le squadre che disputano questo torneo lo trovano come un occasione per poter arrivare a traguardi altrimenti irraggiungibili.
Per quanto riguarda le italiane, Inter e Napoli trovano due avversari abbordabili, adatti per approcciare a questa competizione con progressivo impegno.
Il Rapid Vienna, avversario dell'Inter, vive una delle stagioni più difficili degli ultimi anni.
Nonostante una rosa che in patria è considerata ottima, difficilmente potrà accedere ai playoff, a cui accedono le sei migliori formazioni della regular season austriaca.
Il Rapid dopo aver cambiato allenatore, non ha fatto cambio di marcia in campionato, però in campo internazionale si è levato qualche soddisfazione, superando un girone per nulla semplice, con Villareal, Rangers Glasgow e Spartak Mosca.
Interessanti sono i profili di Thomas Murg e Veton Berisha (fratello di Valon) che solitamente agiscono sulle fasce.
In generale comunque il livello del Vienna è inferiore rispetto a quello del PSV, avversario che è costato il passaggio del turno in Champions.

Per quanto riguarda lo Zurigo, che invece affronterà il Napoli, la squadra svizzera rappresenta una delle sorprese più liete di questa edizione di Europa League, nonostante si sia un po' sgonfiato nel finale del girone. E' una formazione giovane, con molti ragazzi che provengono dal settore giovanile, ha lottato fino all'ultimo per il primato del girone, ma poi ha dovuto cedere il passo a una formazione ben più quotata come quella del Bayern Leverkusen. Attualmente in campionato si trova al quarto posto, ma non è conosciuto per la bellezza del proprio gioco, ma piuttosto per la sua solidità mentale.
Come detto in precedenza il giovane tecnico Ludovic Magnin ha avuto il merito di puntare forte sul vivaio. Il giocatore più in voga tra i principali osservatori europei è quello del nigeriano Stephen Odey, attaccante, classe '98 velocissimo ed abile ad attaccare gli spazi.
In rampa di lancio ci sono pure il mediano classe '98 Toni Domgjoni e Hakim Guenouche, terzino sinistro classe 2000. La bandiera della squadra è Alain Nef, centrale difensivo che in gioventù ha vestito le maglie di Piacenza, Udinese e Triestina.
In generale, un Napoli in formato europeo non dovrebbe riscontrare particolari difficoltà.

Per la Lazio, invece il discorso è totalmente diverso, sfortunata nel girone e dunque sfortunata nel sorteggio. Il Siviglia rappresenta come ogni anno una delle papabili squadra candidate alla vittoria finale, inoltre sta vivendo una stagione straordinaria. Pablo Machin, ha saputo dare continuità a un progetto tecnico sempre rivolto alla qualità del palleggio e al talento dei propri calciatori offensivi.
Il Siviglia, nonostante qualche passo falso, ha saputo vincere il proprio gruppo senza dover fare troppo turnover in campo nazionale. In effetti se andiamo a guardare, la formazione andalusa si trova al secondo posto nella Liga, a soli tre punti dal Barça. Per questi risultati deve ringraziare come detto in precedenza i propri giocatori offensivi: Pablo Sarabia (15 gol e 8 assist), Ben Yedder (13 gol e 7 assist), Andrè Silva (9 gol), Evèr Banega (8 gol e 5 assist). E ancora: Luis Muriel (4 gol), Nolito (4 gol), Franco Vazquez (3 gol), Jesus Navas (6 assist), Quincy Promes (2 assist), in un reparto che veramente imbarazza per alternative possibili e stili di gioco attuabili.
Il Siviglia si conferma attualmente tra le migliori difese della Liga (16 gol subiti in altrettante partite).
Per differenza di livello tecnico, tattico e carismatico, la Lazio dovrà fare doppiamente la partita della vita, al fine di superare il turno.

Per quanto riguarda gli altri accoppiamenti, ennesimo ostacolo internazionale per il Salisburgo, che se la dovrà vedere con il Club Brugge che è una squadra difficile da scardinare.
Nessun problema per Chelsea e Arsenal, che se la vedranno con Malmoe e Bate Borisov.
Prova importante anche per il Genk, formazione piena di ragazzi terribbili, che se la dovrà vedere con lo Slavia, partendo con i favori del pronostico.
Indubbiamente le formazioni che provengono dall'est europa, spesso non riescono a equiparare le prestazioni fornite nella prima parte di stagione, in virtù delle condizioni meteorologiche a cui devono sottostare nell'arco della stagione sportiva.
Quindi occhio a formazioni come Zenit, Dynamo Kiev, Shaktar, Krasnodar e Viktoria Plzen, che potrebbero trovare soprattutto tra febbraio e marzo maggior difficoltà rispetto a quanto dimostrato nella prima partita di stagione: per loro, lo scoglio dei sedicesimi di finale spesso si dimostra insormontabile.
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mercoledì 12 dicembre 2018

L'Inter deve mangiarsi le mani

La squadra nerazzurra non esce per mancanza di concretezza, ma per manifesta inadeguatezza tecnica e filosofica, perlomeno a questo livello. Parliamoci chiaro: la squadra di Spalletti ha vinto con le proprie armi e con le proprie convinzioni solamente nella trasferta di Eindhoven. Nonostante ciò, l'Inter si è ritrovato a punteggio pieno dopo due partite, grazie anche al caos finale della sfida d'andata contro il Tottenham. Il doppio confronto con gli inglesi ha messo in evidenza una chiara differenza in termini tecnici e carismatici tra i due club: ciò era ampiamente preventivabile, considerando come la squadra di Pochettino veleggiasse ad altissimo livello da quasi un decennio. Il fatto, tuttavia, che la competitività internazionale dei nerazzurri fosse grossomodo paragonabile a quella del PSV Eindhoven, si è rivelata un’autentica sorpresa. La formazione olandese ha giocato una partita coerente, equilibrata, preparata nei minimi dettagli, mettendo in evidenza anche qualche scambio tecnico sulla verticale di grande levatura. Lozano e Bergwjin hanno dimostrato di avere le idee decisamente più chiare rispetto a Icardi, Politano e Perisic riguardo come creare pericolo, soprattutto nell'ambito di un'azione manovrata. In generale, la squadra di Van Bommel ha dimostrato di essere molto più avanti nel proprio processo di crescita rispetto a quella di Spalletti. Una realtà senza dubbio paradossale, considerando come in realtà siano stati i nerazzurri a giungere a un solo colpo di testa (peraltro fattibile, di un giocatore che farebbe bene a prendere tutto quello che può dal compagno di reparto, invece di andare a piangere dal paparino) dall'approdo al turno successivo. 
Anche in questo caso, l'approssimazione è stata pagata a caro prezzo. Tuttavia, se nel caso del Napoli si è trattato di un'approssimazione nei dettagli, a contorno di un lavoro coerente e apprezzabile sotto il profilo dei principi di gioco, in questo caso la superficialità entra nella profondità dei macro-argomenti, quelli che incidono sul rendimento a lungo termine di una stagione che ha ancora molto da raccontare. 
L'Inter non è migliorata rispetto allo scorso anno, forse non è migliorata nemmeno negli ultimi cinque anni. La filosofia di Spalletti dipende ancora tantissimo dal rendimento di Icardi e dalla capacità degli esterni d'attacco di determinare qualcosa nell'uno contro uno. Non si sono visti miglioramenti riguardo la ricerca di una maggior incisività nella porzione centrale di campo, nè sulla capacità di fare propria la gestione dei momenti importanti della gara. 
Spalletti aveva avuto il merito (fino a ieri) di raggiungere ciò che, alla fine, conta di più in questo sport: il risultato. L'Inter, nonostante difficoltà e momenti bui, era riuscito a tornare ai gironi di Champions League. Inoltre, la qualificazione agli ottavi di finale della competizione, unico obiettivo stagionale (oltre alla conferma entro i primi quattro posti del campionato italiano), sembrava a un certo punto alla portata. Ora come ora, mancato l'obiettivo principale, diventa inevitabile spostare l'attenzione sulla mediocrità tecnica che l'Inter, da ormai troppo tempo, fatica ad abbandonare. 
Una formazione interista che dipende dalle prestazioni del proprio centravanti e che non trova nessun altra soluzione se non quella di arrivare sul fondo dell'esterno, non è nient'altro che quella di Mancini. Sono passati tre anni, siamo ancora qua. 
L'Europa League è una competizione che si vince con qualità e convinzione delle proprie giocate: difficile possa essere il caso di questo gruppo, peraltro nemmeno troppo profondo in termini di rosa.
Postilla finale: ode a Trent Sainsbury. Il 26enne centrale difensivo australiano si è rivelato il migliore in campo per distacco, grazie alla puntualità dei propri interventi e all'attenzione verso il corretto posizionamento. A sei mesi dall'inizio del Mondiale si poteva prendere per due noccioline quando, snobbato da tutti, fu costretto a trovare continuità nel Grasshoppers, formazione di metà classifica della Super League svizzera. Avrebbe fatto comodo ad almeno tredici squadre di Serie A, essendo anche dotato di passaporto comunitario.
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giovedì 29 novembre 2018

Eriksen e Son l'hanno risolta

In assenza di Son e Eriksen, l'Inter avrebbe tranquillamente portato a casa il risultato.
Appena i due campioni hanno solcato il terreno di gioco la musica è cambiata, e una partita che era pienamente in controllo per i nerazzurri, col passare dei minuti ha cominciato a pendere dal lato dei londinesi.
Per gli uomini di Spalletti c'è molto poco da recriminare, hanno giocato una partita praticamente perfetta (e non era per niente facile), sbagliando solamente in occasione del gol di Eriksen, dove hanno fatto girare Alli con troppa tranquillità in area di rigore.
Spalletti ha impostato una partita di gestione, cercando di rallentare il ritmo per quanto possibile e sperando, di trovare il gol in contropiede.
Pochettino probabilmente si aspettava una Inter di questo tipo, il tecnico argentino ha accettato la strategia avversaria, salvaguardando l'integrità fisica dei propri fuoriclasse, per poi affondare nel momento opportuno.
Nel calcio d'oggi molto spesso sono i tre cambi a fare la differenza: se due di questi prendono il nome di Son ed Erikson, facile che qualcosa di positivo possa accadere.
Il merito principale di Pochettino è quello di aver creduto nuovamente in un giocatore come Sissoko, che era stato messo da parte in precedenza.
Il ruolo di Sissoko, schierato davanti la difesa ha permesso di minimizzare le incertezze tecniche di cui soffre, premiando al contrario le sue caratteristiche principali, ovvero progressione e forza fisica.
Quindi il francese è diventato l'ago della bilancia, in una squadra costruita intorno ai palleggiatori.
Sissoko riesce a garantire qualche soluzione offensiva in più, grazie alla tonicità e testardaggine con cui si lancia in avanti con la palla tra i piedi, ma anche, allo stesso tempo, a mettere una pezza nelle situazioni potenzialmente pericolose.
Detto questo ciò che conta è la classifica e il Barcellona, farà il proprio dovere contro gli Spurs: dovrà essere l'Inter a non perdere la calma davanti al proprio pubblico, contro un PSV che può avere tutta la voglia del mondo, ma allo stesso tempo resta parecchio lacunoso.
Quindi per una volta servirà un'Inter battagliero e concentrato dal primo all'ultimo minuto.
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