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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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venerdì 24 aprile 2020

Il Real dei Galacticos

Per iniziare il racconto di questa storia dobbiamo tornare indietro di due decenni, nel 2000.
Il cambio di millennio coincise con il Real Madrid proiettato verso una nuova galassia, per mano di un imprenditore facoltoso e visionario: Florentino Perez.
Il Real nel 2000 vince la Champions sconfiggendo agevolmente il Valencia di Cuper per 3-0.
Nonostante ciò il Real vive un cambio dirigenziale, nelle elezioni del 2000 Florentino Perez riesce a battere Lorenzo Sans (che aveva portato due coppe dei campioni ai blancos.)
Prende la guida del Real Madrid con un'idea concreta, quella di iniettare grandi risorse economiche, ma non spenderle in modo classico, piuttosto investire per arrivare ad avere i più grandi campioni del mondo.
Comincia quindi l'era dei Galacticos, con il primo colpo ad effetto: Luis Figo, la stella del Barcellona prelevata per 60 milioni di euro (siamo nel 2000 e la cifra è spropositata).

Portuguese Luis Figo of Real Madrid, gestures duri | Giornalettismo

Florentino nella sua prima stagione ne mette altrettanti per prendere Flavio Conceicao, Pedro Munitis, Solari, il portiere Cesar e Claude Makelelè (che sarà quello meno calcolato, ma che sarà fondamentale per questo periodo di successi).
La prima partita di quella stagione non è un granchè, il Real perde la Supercoppa Europea contro il Galatasaray. Anche il primo classico è un disastro totale, le merengues perdono 2-0, però alla fine il campionato lo vinsero i Galacticos arrivando davanti al Deportivo e Florentino Perez pensa già al mercato successivo.
Passa poco tempo e nell'estate del 2001 piazza un altro grande colpo, per oltre 70 milioni di euro prende Zidane dalla Juventus.
Maglia gara Zidane Real Madrid Ultimo Match, 2006 - CharityStars
Florentino ha all'interno della sua squadra i due giocatori più forti di quel momento.
Alla sua seconda stagione 2001-2002 il Real Madrid va a vincere la Champions League, in una finale ad Hampden Park contro il Bayern Leverkusen che è diventata storia.
Una finale che era diventata complicata:
Il Real segna subito con Raul, il Leverkusen pareggia con Lucio, alla fine quella finale di Champions viene risolta da uno dei gol più belli in una finale di Champions.
La fuga a sinistra di Roberto Carlos, un cross sbilenco, la palla s'impenna e cade sul sinistro di Zidane che con grande coordinazione manda la palla all'incrocio dei pali.
888sport su Twitter: "16 years ago today, Zinedine Zidane scored ...
Quel Real Madrid giocava con Casillas in porta, i due terzini Roberto Carlos e Michel Salgado, Hierro e Ivan Helguera in difesa, in mezzo al campo l'elemento chiave è Makelelè, poi Zidane, Figo, Guti e davanti i due riferimenti sono Raul e Morientes.
Nonostante il Real si affacci all'estate 2002 con il titolo di campione d'europa, Florentino sente di dover piazzare un altro colpo: il Real prende Ronaldo il fenomeno dall'Inter per 45 milioni.
Doppio Ronaldo: il "Fenomeno" torna al Real | Sky Sport
Con tutti questi campioni il Real sembra un All Star Team. L'arrivo del brasiliano sconvolge gli equilibri della squadra, le merengues non riescono a riconfermarsi in Champions, torna però a vincere la Liga, e chiude la stagione con 3 trofei e quindi tutti sono contenti.
Florentino non può esimersi dal fare il suo quarto colpo galattico, nel 2003 la maglia bianca se la mette David Beckham.
Liga - Real Madrid, torna Beckham: sarà ambasciatore nel mondo ...
David Beckham viene preso, e viene messo in mezzo al campo a fare da regista.
Il 2003 è anche l'anno in cui comincia il declino della prima era di Florentino Perez, arriva Beckam, ma lasciano la squadra Del Bosque (l'allenatore), vanno via altri giocatori importanti, va via Morientes, va via Hierro, ma la cessione più sorprendente è quella di Makelelè al Chelsea.
Tolto il tassello francese, il tutto comincia a sgretolarsi: infatti nella stagione 2003-2004 il Real vincerà solo la Supercoppa di Spagna contro il Maiorca, perderà una Liga incredibile perdendo le ultime 5 partite di campionato. Con il Real che in questo arco di tempo passa dal primo al quarto posto. Le due stagioni successive saranno altrettanto avare senza titoli e dunque si arriverà nel 2006 alle dimissioni di Florentino Perez. Il bilancio in quanto a titoli è un tantino scarno, però Florentino nei suoi primi 3 anni di reggenza vince due campionati, 2 supercoppe di Spagna, 2 Champions League, una Supercoppa europea e anche una Coppa intercontinentale.
Questa è un'età centrale per comprendere lo stato attuale del Real Madrid, durante l'era galattica le merengues tornano a essere la prima squadra del mondo dal punto di vista del fatturato e del valore economico.
Se oggi il Real Madrid è da considerare il club numero 1 al mondo sotto tutti i punti di vista il merito va dato all'era dei galacticos nella prima gestione di Florentino Perez, perchè poi è tornato e quello che ha fatto nella sua seconda era con Zidane allenatore, Cristiano Ronaldo, le 3 Champions, tutto quello che è successo nell'ultimo decennio è una storia molto conosciuta e la racconteremo un'altra volta.
Blog: Il Real Madrid dei "Galacticos": l'impero delle merengues ...

mercoledì 6 marzo 2019

Uragano sul Bernabeu, l'Ajax elimina i Blancos

Il Real Madrid ha finito la stagione, ebbene si uscito dalla coppa del Re, a 12 punti dal Barcellona primo in campionato e adesso fuori dalla Champions League per mano di uno splendido Ajax.
Se vogliamo andare a trovare una fotografia della stagione e del match basta andare all '83 con Benzema che recupera palla, la passa ad Asensio che gliela restituisce, ma il francese solo davanti la porta scivola e non riesce a controllare la sfera.
Questa potrebbe essere la fine di un ciclo, ma la disfatta del Real non deve togliere i meriti a un grande Ajax, che ha giocato da grande squadra.
Gli olandesi hanno inflitto una lezione di calcio ai campioni d'Europa in carica.
Hanno letteralmente preso a pallonate i Galacticos.
All'andata si era già visto molto, stasera abbiamo visto tutto il resto.
D'altronde non tante squadre si possono permettere di andare a fare la partita e segnare 4 gol al Bernabeu.
Ma ciò che salta principalmente all'occhio è la qualità della formazione olandese, che comunque non scopriamo oggi.
Il pensiero filosofico dell'Ajax è ben noto da decenni e i De Ligt, i van de Beek, i Frankie de Jong e i Mazraoui di oggi rappresentano solamente la punta dell'iceberg nell'enorme mole di talento sviluppata dal settore giovanile di questa squadra.
Il passo in più che ha fatto L'Ajax quest'anno, è stato aprirsi al proprio intrinseco radicalismo.
Questo ha permesso in estate l'arrivo di Dusan Tadic e Daley Blint, che si sono rivelati gli acquisti più costosi nella storia del club e in totale controtendenza rispetto al classico modus operandi della società Ajacide: giocatori consolidati, economicamente rilevanti, ma soprattutto con un notevole bagaglio d'esperienza internazionale.
Il calcio di Ten Hag è un calcio moderno, che funziona e incanta per intensità e modo di giocare.
Avendo dato i giusti meriti alla società olandese, adesso è tempo di approfondire un'altra sfumatura del 1-4 maturato al Bernabeu.
Il Real Madrid questa settimana ha perso tutto, perdendo tre volte nelle mura amiche.
Due delle quali con situazione di partenza vantaggiosa (coppa del re e Champions League) a cui va aggiunto anche lo sbandamento con il Girona (1-2).
Dal mio punto di vista l'errore è stato non dare il via in maniera decisa ad un rinnovamento generazionale.
I Galacticos non esistono più, sono morti con la partenza di CR7.
Non serve più, oggi, qualcuno che gestisca i pochi campionissimi rimasti, ma una figura professionale che possa accompagnare l'enorme potenziale che racchiude la rosa madridista, per mezzo di idee e miglioramento quotidiano.
Fa male probabilmente dirlo, ma il Real Madrid di oggi non è più quello di Sergio Ramos e Modric, ma quello dei ragazzi giovani, e prima lo si accetta prima si tornerà a competere per i grandi obiettivi.
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lunedì 17 dicembre 2018

Gironi Champions: La Roma prende il Porto, la Juventus l'Atletico Madrid

Senza dubbio il match più complicato da analizzare è quello della formazione juventina, che trova l'Atletico del Cholo Simeone.
Se ci soffermiamo sui singoli dati è abbastanza evidente che la formazione torinese abbia numeri migliori, ma sappiamo benissimo che la squadra spagnola è un avversario molto complesso.
L'Atletico finora ha perso solamente due partite in tutta la stagione, ed è la migliore difesa della Liga con solo 12 gol al passivo.
Entrambe le società sono accomunate da un fatto: le difficoltà maggiori fino ad ora sono arrivate contro avversari che non avevano paura di mettere pressione sulla prima costruzione di gioco, senza timore reverenziale. Alla Juventus è successo contro lo Young Boys, mentre all'Atletico nella pesante sconfitta del Signal Iduna Park.
I Madrileni hanno però zoppicato anche contro squadre decisamente meno quotate (Leganes, Villareal, Girona e Club Brugge) chiaro segno di non aver ancora raggiunto la piena maturità a muovere difese schierate.
E' abbastanza superfluo dire che il gioco dell'Atletico dipenda quasi eslusivamente dal suo numero 7. Le Petit diable è già arrivato in doppia cifra e rappresenta il vero faro dell'attacco colchoneros, ancor di più per ora che Diego Costa è infortunato, anche se quest'ultimo sarà pienamente recuperato per febbraio.
Da non sottovalutare è il dato dei marcatori totali dell'Atletico, ben 14 e dunque 3 in più rispetto ai bianconeri. Dunque bisogna stare attenti sui calci piazzati, con Gimenez e Godin sempre pronti, e alla crescita di elementi come Lemar, Gelson Martins, Vitolo e Angel Correa, molto abili a ripartire forte.
Servirà dunque la migliore Juve per superare un'ostacolo che, comunque, deve essere affrontato con rispetto, non con timore.

Trasferiamoci nel centro Italia, più precisamente a Roma.
Ai capitolini difficilmente poteva andare meglio, anche se va ricordato che il Porto è la squadra che ha raccolto il maggior numero di punti in questa edizione di Champions.
E' chiaro che nel breve periodo la Roma troverebbe difficoltà anche con la Virtus Entella (prossima avversaria di Coppa Italia).
La squadra continua a peccare di equilibrio e, all'indiscutibile crescita dei giovani (Under, Zaniolo e Kluivert), non accompagna un rendimento complessivamente soddisfacente.
Detto ciò, mancano però due mesi all'appuntamento contro i portoghesi. 
Come ben sappiamo, nell'epoca dell'assoluto monopolio juventino, gli obiettivi delle altre grandi formazioni italiane devono essere soprattutto quello della ricerca di continuità e successo in campo internazionale.
Per superare questo momento psicologicamente difficile Di Francesco si dovrà dare da fare, e dovrà inoltre sperare di recuperare il più presto possibile alcuni giocatori che sono determinanti per il successo di questa squadra.
Il Porto lo reputo comunque un ottima squadra, che non deve per nessun motivo essere sottovalutato.
Il pericolo principale è rappresentato dal fisico centravanti maliano Marega, che sta segnando con continuità in tutte le competizioni. A mettere davanti la porta Marega, ci pensa il 23enne trequartista Otàvio, che ha saputo raccogliere ben 8 assist nella prima parte di stagione.
Sulle fasce hanno diversi giocatori abili nell'uno contro uno (Torres, Brahimi, Jesus Corona ed Hernani).
In mezzo al campo a fare filtro troveremo Hector Herrera che da sempre è un pallino delle big italiane. Inoltre ritroveremo Alex Telles, l'ex terzino dell'Inter ha trovato la continuità in un ambiente più congeniale alle sue caratteristiche offensive di cui dispone ed ha già messo in cascina 5 assist in stagione.

Sugli altri ottavi di finale do' qualche nozione in generale, Tottenham Dortmund e Liverpool Bayern sono partite non adatte a chi soffre di cuore. Manchester City, Barcellona e Psg avanti abbastanza agevolmente, mentre occhio all'Ajax, imbattuta nel doppio confronto di girone contro il Bayern Monaco, se c'è una squadra che potrebbe fare lo scherzetto ai Blancos, quella sono proprio gli olandesi.
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venerdì 2 novembre 2018

Quali sono le possibili antagoniste alla corsa per la Champions della Juve?

Dopo le prime tre giornate, e la conseguente chiusura dei gironi d'andata, la Juve appare insieme al Barcellona la favorita per la corsa al titolo, in questo articolo analizzeremo squadra per squadra le possibili outsider che potrebbero mettere in difficoltà i bianconeri.

Va comunque preso in esame il fatto che siamo appena all'inizio e dunque qualsiasi situazione può essere completamente ribaltata, e la vittoria del Real, partito in sordina la scorsa stagione, e l'eliminazione del PSG agli ottavi che invece era partito forte ne sono la dimostrazione.
Detto questo, i Blaugrana e la Vecchia Signora appaiono le due squadre meglio organizzate, per quanto riguarda i catalani, probabilmente sono stati un po' sottovalutati a inizio Champions, ma hanno giocato in maniera impeccabile, collezionando 3 vittorie in altrettante partite e realizzando 10 gol a fronte di 2 subiti, basta questo per far capire la forza di questa corazzata. Tutto questo in un girone non particolarmente semplice, con Inter, Tottenham e Psv.
La difesa centrale si è rinforzata, e oltre Pique e Umtiti, potrà contare su Lenglet.
A centrocampo nonostante sia partito Don Iniesta, è arrivato Vidal, anche se sta trovando qualche difficoltà nel trovare spazio. Ma il giocatore cileno non è l'unico acquisto a centrocampo, infatti il Barcellona ha trovato in Arthur una mezz'ala fantastica, con grande qualità e personalità.
Poi c'è l'attacco, in cui non c'è niente da dire, in attacco il trio composto da Messi, Suarez e Coutinho, fa invidia forse a tutti tranne che alla Juve.
Parlando proprio dei bianconeri, loro hanno una delle difese più forti al mondo, Cancelo e Bonucci hanno aumentato il tasso qualitativo, Chiellini è il solito muro, mentre Alex Sandro sta tornando quello di due anni fa.
Se c'è un neo per la società torinese, quello è il centrocampo, Pjanic e Matuidi sono le certezze, Can sarebbe perfetto come terzo giocatore del centrocampo, ma la sua propensione agli infortuni, così come Khedira lo rende un giocatore discontinuo. Bentancur è un ottimo giocatore, ma ha ancora molto da imparare, quindi forse la soluzione migliore per la società bianconera, sarebbe intervenire nel mercato di Gennaio. Per quanto riguarda il reparto avanzato, anche qui, come nel caso del Barcellona poco da dire, 3 vittorie su 3 nel girone, 7 gol fatti e 0 subiti, insomma una macchina infermabile.
Queste sono le due squadre che secondo me si contenderanno il trono d'Europa, adesso passiamo alle squadre che potrebbero inserirsi in corsa: Bayern Monaco, Real Madrid, Manchester City, liverpool, PSG e Atletico Madrid. I bavaresi guidano il loro girone con 7 punti insieme all'Ajax. 
Il Bayern ha perso Vidal, ma ha mantenuto un ossatura in grado di portarla alle semifinali nella passata stagione, dove è stato sfortunato ed è stato eliminato dal Real Madrid.
Proprio gli ultimi citati, i Galacticos devono per forza di cose avere un posto riservato nella corsa alla vittoria finale. Come tutti sappiamo i Blancos stanno vivendo un periodo parecchio complicato, Lopetegui è stato esonerato dopo la bruciante sconfitta nel Clasico per 5-1, ed è stato sostituito da Solari. Aldilà di questo avvio complicato, è chiaro che centrare il quarto successo consecutivo pare davvero un'impresa complessa, ma nonostante dipartita di CR7 la rosa è molto forte.
Per quanto riguarda il City di Guardiola, gioca un calcio fenomenale e, ormai, il gruppo è al terzo anno di crescita. Sulla carta le qualità per puntare al grande traguardo europeo le avrebbe tutte, ma le difficoltà che questo club ha sempre avuto a livello europeo non si scordano, e per questo ripongo molta cautela sui Citizens.
Restando in Inghilterra è tempo di parlare di Liverpool, i Reds hanno perso la finale scorsa, ma hanno mantenuto quasi tutto lo stesso gruppo. Salah continua a segnare e non intende fermarsi, insomma sono una buona candidata.
Nello stesso girone si trova il PSG, i parigini, in quanto a singoli sono messi molto bene, ma l'equilibrio è latitante. In un gruppo in cui ci sono Liverpool, Napoli e Stella Rossa, il rischio è di non arrivare neanche agli ottavi di finale.
Infine, non si può sottovalutare l'Atletico Madrid. La squadra si Simeone è partita malino, ma è una compagine forte e concreta. Quando inizierà la fase che conta veramente bisognerà porre attenzione ai madrileni. Da non sottovalutare, poi, che la finale si disputerà nel suo stadio, il Wanda Metropolitano, il prossimo 1 giugno.
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domenica 28 ottobre 2018

Il "Clasico" più strano di sempre.

Sarà il "Clasico" più strano di sempre, sarà il primo Clasico senza Messi e Ronaldo dopo 11 anni e sarà probabilmente l'ultima chance per Lopetegui sulla panchina del Real, perchè in caso di sconfitta l'esonero sarebbe molto probabile.
Mai come quest'anno è una sfida cruciale per le sorti delle due squadre, da una parte c'è il Barcellona che mancanza di Messi a parte è in buona salute, dall'altra c'è proprio il Madrid che invece ha bisogno di iniezioni di ossigeno per riprendere la corsa verso le posizioni che contano.
La squadra ha sicuramente risentito dell'addio di CR7 e Zidane e non riesce più a uscire dal tunnel che l'ha portato a essere settimo in Liga con appena 14 punti.
In Champions va leggermente meglio, le Merengues sono primi a pari punti con la Roma.
In tema Champions i blaugrana arrivano invece da tre vittorie in altrettante gare.
Sicuramente l'assenza di Messi riequilibrerà leggermente la partita di oggi pomeriggio, ma sicuramente i catalani affronteranno la partita con maggiore tranquillità.
Il risultato del Clasico, può, però cambiare tutto. Lopetegui appare in evidente difficoltà, lui, sbarcato a Madrid dopo il clamoroso addio di Zidane, potrebbe calcarne le orme.
Il francese, nella passata stagione ebbe un avvio simile, ma come ben sappiamo poi conquistò la Champions.
Lo spagnolo però che per i Blancos ha lasciato la selezione spagnola e di conseguenza non ha potuto essere presente al Mondiale dell'estate appena passata appare però in una situazione più complicata.
Aldilà dell'assenza di Ronaldo, i Galacticos sembrano avere problemi più gravi rispetto a quelli di un anno fa e anche in Spagna pensano che l'avventura del tecnico ispanico sia vicina al capolinea.
L'impressione è quella di una squadra forte, ma che ha bisogno di nuovi stimoli per ritrovare quella lucidità e fame di vittoria che tanto spesso gli viene affibbiata.
Vedremo se, per svoltare, sarà necessaria la presenza di una nuova guida, oppure la vittoria nel "Clasico" potrebbe risultare la giusta medicina.
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sabato 17 marzo 2018

Pronostico quarti di finale Champions League

Il sorteggio è tutto.
Mondiali, Europei, Champions ed Europa League sono state vinte negli anni grazie anche a una buona dose di fortuna nel tabellone o nel sorteggio, soprattutto per quella è la prima fase a eliminazione diretta (ottavi, quarti di finale), in cui è fondamentale più essere spinto che spingere verso le partite che contano.
In competizioni in cui sono gli episodi a fare la differenza, è fondamentale incontrare il meno possibile (o il più avanti possibile) quei campioni, o peggio fuoriclasse, che gli episodi se li mangiano a colazione.
Barça e Real Madrid andavano evitate.
Tralasciando (solamente per un attimo) la straordinaria forza delle due spagnole, è il contesto a fare la differenza: entrambe hanno tutti i motivi per mettere anima e corpo nella massima competizione europea, avendo già rispettivamente vinto e perso il campionato d'appartenenza.
La Roma esce virtualmente dalla competizione, perlomeno in quello che è il buon senso del "sulla carta": la situazione è radicalmente cambiata rispetto solamente a due ore fa, quando addirittura si paventavano prospettive di semifinale. Allo stato attuale, si dovrà andare a Barcellona con il solo scopo di prendere meno di due gol e segnarne almeno uno, mantenendo così viva la qualificazione in vista della gara di ritorno. E' chiaro che è più facile a dirsi che a farsi: il Barcellona, oltre all'evidente superiorità offensiva, è soprattutto una squadra terribilmente solida, mai come in quest'annata: solamente tredici gol subiti in 28 partite di Liga spagnola, nessuna sconfitta a referto e, udite udite, solamente DUE gol subiti in Champions League.
E' chiaro che, a questo punto, la priorità dei giallorossi potrebbe diventare quella del quarto posto in campionato, fondamentale per le prospettive di crescita della società romana.
La Juventus ha chiaramente più possibilità di passaggio del turno, sebbene l'esito del sorteggio sia comunque sfibrante. Le priorità dei madrileni coincidono perfettamente nella competizione europea: in caso di eliminazione, tutti in vacanza.
E' chiaro che, delle tre diverse squadre con la camiseta blanca affrontate nelle ultime quattro stagioni, questa è decisamente quella più superabile, ancor di più rispetto a quella battuta dal gol di Morata: lo dicono i numeri, soprattutto quelli difensivi, tutt'altro che confortanti per gli uomini di Zidane. Appare evidente, in ogni caso, che ad Allegri si chiede quel passo in più per entrare definitivamente nell'elitè culturale dei tecnici mondiali: questa è decisamente un confronto da prendere di petto, perché, se con il Tottenham l'atteggiamento remissivo poteva costare a caro prezzo, in questo caso non ci saranno ulteriori sconti. La Juve è una squadra terribile da affrontare in doppia gara, sia chiaro, e non parte certo sconfitta: ma difendere bene, non farsi sorprendere e sperare che qualcuno la risolva con un'accerelazione non basterà contro i detentori del trofeo.
Per quanto la qualificazione si decida in due gare, è la prima partita ad avere un peso specifico superiore: la Juventus giocherà in casa, cercando di non commettere gli stessi errori della sfida col Tottenham.
L'aria buona tira prepotentemente verso Monaco di Baviera: il Bayern, dopo un facile sorteggio da SECONDA classificata nel proprio girone (Besiktas), gode ancora una volta della benevolenza della Dea Bendata e pesca il Siviglia di Vincenzo Montella: tutt'altro che una squadra senza idee o principi di gioco, ma di almeno un livello inferiore rispetto a quello dimostrato dai bavaresi sotto la gestione Heynckes, singolarmente e collettivamente.
Il Bayern storicamente trova più facilità nel giocare la prima in casa, destabilizzando l'avversario per poi chiudere subito la pratica: in questo caso si comincia in Andalusia e Montella ha già dimostrato di affrontare con intelligenza il doppio confronto. E' chiaro che i bavaresi hanno tutt'altre caratteristiche (e problemi) rispetto agli avversari finora affrontati e, a mio parere, non avranno problemi a segnare quella rete decisiva nell'apparecchiare una più agevole sfida di ritorno all'Allianz Arena.
Infine, il Manchester City trova l'unica squadra finora in grado di mettere seriamente in difficoltà il proprio credo. Il Liverpool è una squadra di terribili ragazzotti che può farti passare un bruttissimo quarto d'ora. E' evidente che, tralasciando il match giocato all'Etihad a Settembre (5-0 per il City, condizionato da una prematura espulsione di Manè), anche il confronto vinto dai Reds a Gennaio non lascia grandi prospettive alla squadra di Klopp, nonostante la vittoria finale (4-3): a pesare è sempre quella coperta corta del sistema di gioco impostato dal tedesco, mai come in questa stagione tirata verso la metà campo avversaria, con inevitabili ripercussioni difensive. Per caratteristiche, sarebbe stato più interessante (per noi appassionati) giocare la gara d'andata a campi invertiti (nella realtà si giocherà la prima ad Anfield), con Salah, Manè e Firmino liberi di sprigionare la propria esplosività senza tante preoccupazioni. Allo stato attuale, il rischio per Klopp è una grande vittoria di Pirro, con quel vecchio volpone di Guardiola pronto a limitare i danni per poi legittimare la qualificazione nella sfida di ritorno.
Anzi, ripensandoci, è probabilmente ciò che accadrà.
Pronostico veloce: Barcellona, Juventus, Bayern, Manchester City.