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 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

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domenica 8 luglio 2018

Sarà Inghilterra Croazia la seconda semifinale

Inghilterra - Svezia
Un'Inghilterra con sprazzi di spettacolare coralità ha ragione della coriacea Svezia. Gli Svedesi giocano la loro partita di sempre: grande attenzione e applicazione della zona, grande fisicità ed aggressività nei duelli e il maggior numero di ripartenze che si riesce a produrre. Sfortunatamente per gli uomini di Andersson il copione di oggi è stato perfetto per gli Inglesi. In un primo tempo giocato a tratti con 10 effettivi negli ultimi 40 metri di campo, pur senza produrre occasioni chiaramente nette, l'Inghilterra ha trovato un gol su piazzato (fattore decisivo in generale in questo Mondiale, ma in particolare per Southgate e i suoi) proprio al 30esimo. Abbastanza avanti nel primo tempo per potersi permettere di rifiatare nel finale. La prima di una serie di grandi parate da parte di Pickford è stato il pedaggio da pagare per recuperare forze fondamentali ad inizio ripresa, quando i Tre Leoni hanno raddoppiato al termine di un quarto d'ora di grande pressione. Fondamentale a cavallo delle due frazioni Henderson: abile con la sua precisione nel lanciare il contropiede nella prima per tenere vivo l'attacco inglese con Sterling, decisivo con un gran numero di recuperi palla pressando in avanti durante le transizioni per mantenere la pressione sulla retroguardia avversaria. 
La Svezia è messa comunque in grande difficoltà da subito, l'approccio volto alla ricerca degli spazi alle spalle delle linee svedesi disordina lo schieramento passivo svedese e gli Inglesi riescono spesso ad attirare un avversario fuori posizione. 
Che poi la Svezia si renda pericolosa in contropiede è un potenziale campanello d'allarme, perché la macchinosità di Maguire ed il gap fisico pagato da Walker sono punti deboli che anche altre squadre potrebbero sfruttare. Per ora un grande Pickford ha evitato guai, ma la sensazione è che questo sia un difetto endemico nella formazione inglese, scotto da pagare per tutto quanto di buono si vede nell'altra metà campo. 
Ultimo pensiero per chi sfrutterà e ha sfruttato questo exploit della Svezia per rivalutare la nostra uscita ai playoff: oggi l'Inghilterra ci ha fatto vedere come, con un approccio posizionale simile al nostro, ma eseguito naturalmente perché i calciatori hanno interiorizzato dei principi chiari e hanno le qualità per metterli in pratica, la Svezia fosse un avversario che si poteva scardinare anche attraverso il loro teorico punto di forza: il gioco alto.

Russia - Croazia
Russia-Croazia è stata una bella partita a modo suo.
C’è da fare i complimenti a entrambe le squadre, perchè comunque sono arrivate a essere tra le prime otto selezioni mondiale portando avanti la propria idea di calcio, senza mai perdere la propria identità.
Entrambe avrebbero raggiunto la semifinale senza mai vincere nella fase a eliminazione diretta, anche se probabilmente questo dato sarebbe stato maggiormente sottolineato in caso di passaggio del turno russo.
Non mi farò mai piacere Cherchesov come allenatore, nè per lo stile da generale sapientone che porta in panchina, nè per la buona dose di fortuna che ha avuto nella scelta degli interpreti (ricordando come Cheryschev e Dzyuba dovevano avere un ruolo secondario nelle gerarchie iniziali, prima che l’infortunio di Dzagoev scombinasse le carte), ma occorre fargli i complimenti per l’apertura e intelligenza tattica con cui ha affrontato questa competizione, soprattutto nella scelta di un sistema di gioco che mai aveva provato nei mesi precedenti.
Paradossalmente, la Russia esce dal torneo nella miglior prestazione delle cinque partite disputate, mettendo sempre in campo quella coesione e quella prudenza che hanno contraddistinto il suo cammino, ma con una maggior propensione alla ripartenza e alla ricerca della profondità (e confermando di avere qualche problema nelle distanze quando il baricentro diventa più alto).
Da questa squadra, con il rimpianto di non aver visto praticamente mai Aleksey Miranchuk, ricaviamo principalmente due ottimi giocatori, attualmente in grado di reggere livelli più alti della Russian Premier League: Cheryshev, che dal punto di vista calcistico con il movimento russo c’entra come l’ananas sulla pizza (essendo cresciuto e formato in Spagna), e Zobnin, meraviglioso metronomo davanti alla difesa che abbina grande lavoro difensivo a più che discrete proprietà tecniche: è un classe 1994, gioca in patria, perchè non lo vuole nessuno?
La Croazia ha sbattuto contro una squadra organizzata, ma ha dimostrato ai colleghi spagnoli come sarebbe bastato poco per superare la densitá dei russi nella propria metà campo.
È stato sufficiente pareggiare il livello di fisicità nei metri decisivi per compensare alcune difficoltà di manovra negli ultimi trenta metri: del resto, nonostante una prova di assoluto livello di Modric in mezzo al campo, i calciatori decisivi si sono rivelati Mandzukic, Kramaric e Vida.
Il confronto con l’Inghilterra sarà spettacolare, ricco di duelli fisici in ogni posizione del campo tra due formazioni che propongono un calcio contemporaneo ed equilibrato tra le varie filosofie estremiste.
Le semifinali, per concludere, invocano la programmazione.
La Francia con il proprio sistema di formazione all’avanguardia, sorretto dall’Institut National du Football di Clairefontaine e da altri tredici centri di pre-formation (Pôles Espoirs) sparsi su tutto il territorio nazionale, oltre alle varie accademie private dei club.
Il Belgio, con un sistema nazionale simile a quello francese, con i centri federali di Bruxelles e Tubize a sommarsi alle otto accademie Topsport, in cui vengono svolti stage periodici per ragazzi di 14-18 anni e dalle quali sono passati sette degli elementi attualmente in Russia.
L’Inghilterra con i suoi straordinari risultati dell’ultimo biennio, ricordando come nelle due ultime stagioni le varie selezioni inglesi abbiano raggiunto questi risultati:
WC/U17: Campione
WC/U20: Campione
Euro/U19: Campione
Euro/U17: Vicecampione
Euro/U21: Semifinalista
WC/Senior: Semifinalista (per ora)
E infine la Croazia, un Paese piccolo, attanagliato dal punto di vista calcistico da problemi e incongruenze nazionaliste nella gestione della maggior parte dei club locali, ma che proprio sulla passione e sulla necessità di dover far affidamento fin da subito sui propri ragazzi costruisce il successo di questo Mondiale.
E poi ci siamo noi, ancora convinti che, di fronte alla mediocritá filosofica di questa competizione, avremmo tutto sommato portato a casa la pagnotta.
L’esclusione dal Mondiale non ha cambiato nulla nella mentalità nostra e in quella di chi avrebbe dovuto realmente cambiare la gestione e le politiche dell’intero movimento.
Non c’è nulla che vada bene nella nostra attuale situazione e ben vengano altre esclusioni se queste dovessero realmente portare a un cambiamento.
Perche l’unico modo di sfangarla per noi in questo Mondiale sarebbe stato quello di essere come la Russia e, con tutto il rispetto, io non voglio arrivare ai quarti di finale con Dzyuba, Glushakov e Kudryashov, ma con Kane, De Bruyne e Varane.

lunedì 2 luglio 2018

Mondiali 2018: Russia e Croazia ai quarti



Russia - Spagna
Quando ho dovuto approcciare alla Russia nella mia Guida a Russia 2018, la locuzione che ho  utilizzato per riassumere la selezione di Cherchesov si è rivelata: “Tiri da fuori, calci piazzati e tante preghiere”.
Questo perchè ha basato l’intera preparazione mondiale sul contesto tattico visto oggi in campo, definito fondamentale da grande densità nella propria trequarti di campo e (sporadiche) ripartenze, voluto fondamentalmente a limitare i propri difetti sotto il profilo del dinamismo (soprattutto difensivo) e tecnico. 
È chiaro che quanto visto durante la fase a gironi ha un po’ sorpreso tutti perchè, di fronte a avversari complessivamente inferiori, la selezione russa, un po’ per merito del proprio CT un po’ per casistica fortunata, ha alzato tono tecnico e densità complessiva nella seconda metà di campo, sacrificando parte dell’integralismo difensivo che poco aveva prodotto nei mesi precedenti.
Oggi, contro il modello filosoficamente opposto, non vi erano altre possibilità che ritornare ad alzare le barricate, soprattutto contro un avversario che a Luglio non può avere quella brillantezza che un sistema di gioco di totale dominio del possesso richiede.
Appare difficile arrivare ad affermare o meno se le qualificazione russa ai quarti di finale sia meritata o meno.
Sicuramente, quando un successo arriva su queste basi, il demerito degli sconfitti è superiore al merito dei vincitori.
Il problema della Spagna non è il modello filosofico che porta avanti, perchè in condizioni ottimali dal punto di vista mentale e atletico non ci sará mai storia: quando a un superlativo livello tecnico si abbinano movimento senza palla, giro palla veloce e combinazioni rapide nessuna squadra è in grado di opporsi, nemmeno con il più antico catenaccio rocchiano. 
La Spagna continuerà a essere la principale scuola calcistica contemporanea e a esportare nel mondo concetti di gioco e addetti ai lavori.
Tuttavia, per evitare situazioni come quella odierna in cui alla fine ci si ritrova a doversi affidare al caso della roulette (oggi persino russa), serve cominciare a pensare perlomeno di avere un piano B a portata di mano. Se non si riesce a garantire velocità di manovra, se non si ha la forza mentale di trovare la giusta sincronia nei movimenti per disorganizzare l’avversario, bisogna avere i mezzi per mettere il confronto sullo stesso piano, aumentando il peso in area di rigore, il grado di duello fisico nei metri che contano, bypassando le difficoltà con maggior frequenza di conclusioni dai venti metri, perchè tanto la qualità dei singoli spagnoli sarà comunque superiore anche modificando temporaneamente lo stile di gioco.
Si parla di Roberto Martinez, attuale selezionatore del Belgio, come favorito per la panchina delle Furie Rosse (ovviamente a Mondiale concluso): l’allenatore spagnolo divenne famoso ai tempi del Wigan proprio per aver ideato un sistema di gioco che eludeva le difficoltá in fase di costruzione della squadra con una più alta frequenza di tiri dalla distanza, con risultati sorprendenti. Non posso affermare con certezza che sia proprio Martinez l’uomo giusto per il movimento iberico, ma aggiungere una virgola di versatilità in più a questa squadra potrebbe portare a una nuova età dell’oro per il calcio spagnolo, perchè è difficile trovare altre criticità a un movimento che ha solo da insegnare. 
Le uniche certezze dal risultato di oggi sono l’eliminazione di una delle favorite e la strada ancor più spianata verso la finale per l’Inghilterra...Croazia permettendo.
Croazia - Danimarca
È difficile trovare le parole adatte per descrivere questo tipo di partita.
Da un punto di vista tattico, la sfida tra Croazia e Danimarca é durata poco più di mezzora.
I due gol in avvio, pressochè speculari da un punto di vista della modalità con cui si sono sviluppati, cioè da indecisioni ed errori dei difendenti, hanno subito dato un significativo campanello d’allarme alle due squadre: massima attenzione alla fase di copertura e poi se caviamo qualcosa davanti tanto meglio.
È evidente che non ne scaturisca la partita più emozionante del torneo.
Se la Danimarca grossomodo mantiene la propria identità, fornendo anche delle discrete combinazioni nella metà campo avversaria, è soprattutto la Croazia che subisce un’involuzione nella fase di possesso, soprattutto nella capacità di scardinare l’organizzazione difensiva della Danimarca.
Del resto però, pensandoci bene, forse siamo stati un po’ troppo influenzati dal circo mediatico che accompagna il gruppo di Dalic. La selezione croata sicuramente abbina qualità tecnica a profondità di rosa, soprattutto dalla mediana in avanti, ma se andiamo ad analizzare con estrema lucidità il cammino in questo Mondiale vedremo che, alla fin fine, solamente la vittoria all’esordio ha pienamente convinto. Il roboante successo sull’Argentina è nato dalla papera di Caballero, che poi ha permesso l’apertura di ampie praterie da poter attaccare. Allo stesso modo, la vittoria sull’Islanda è arrivata dalla disperata necessità dell’avversario di trovare la rete della qualificazione. Ciò non significa che la Croazia sia una pessima squadra, tutt’altro, semplicemente potrebbe essere stata sopravvalutata sotto il profilo del gioco (e di conseguenza dipendere molto più di quello che si pensi dall’episodio o dalla giocata del singolo).
Difatti, anche il confronto contro i danesi si sarebbe potuto decidere proprio in virtù dell’episodio, ovvero dalla palla persa di Eriksen in mezzo al campo e dalla conseguente imbucata centrale di Modric per un involato Ante Rebic, non fosse stato per l’errore dal dischetto successivo.
È chiaro che la selezione croata susciti in molti simpatia ed empatico supporto: detto questo, a differenza di quanto visto nella partita precedente, qualunque esito dei calci di rigore avrebbe comunque eliminato ingiustamente l’una o l’altra contendente, perchè alla fine il confronto tra Croazia e Danimarca non ha avuto un vero e proprio padrone.
Certamente, la squadra di Dalic ha maggiori possibilità di arrivare fino a fondo, a maggior ragione di una parte di tabellone alla portata.

mercoledì 20 giugno 2018

Diario Mundial day 6

Colombia - Giappone 1-2
Il Giappone vince a sorpresa contro la Colombia e fa un passo decisivo verso gli ottavi di finale.
Dove nascono i meriti del Giappone vengono fuori i limiti della Colombia: non sappiamo come sarebbe andata in parità numerica, dal momento che i Cafeteros hanno praticamente giocato in 10 per tutta la gara. In linea di massima, tuttavia, si può dire che la vittoria della squadra di Nishino sia meritata, perché comunque ha dimostrato di avere idee più chiare in fase di possesso. Osako, centravanti del Werder, ha cercato di non dare punti di riferimento alla maldestra linea difensiva colombiana, destabilizzando i due centrali e permettendo ai centrocampisti di trovare spesso buoni inserimenti. Instancabile prova dei due terzini, Nagatomo e Sakai, molto bravi sia in fase di copetura che in fase di spinta.
Vincenti le scelte del CT Nishino che, forse su indicazione della nostra Guida a Russia 2018 (link tra i commenti), ha abbandonato il doppio regista ampiamente provato nelle amichevoli, preferendo mantenere Hasebe davanti alla difesa e sacrificando Honda in panchina, perlomeno dal primo minuto. A questo proposito, determinante l’ingresso dell’ex milanista a partita in corso: la sua abilitá da calcio piazzato si è rivelata determinante per la vittoria.
Colombia disattenta, lacunosa e senza idee. Disastrosa prova di Daivison Sanchez in mezzo alla difesa. L’errore in avvio di gara, dal quale é nato il rigore vincente di Kagawa, lo ha pesantemente condizionato dal punto di vista mentale. Troppo ingenuo Carlos Sanchez: la scelta di prendere col braccio (al secondo minuto di gioco!) il tiro di Kagawa indirizzato verso la porta da parte dell’ex mediano della Fiorentina si è rivelata sanguinosa. Ciò ha costretto Pekerman a sacrificare Cuadrado, unico elemento in grado di poter impensierire i veloci difensori nipponici, per riequilibrare l’assetto tattico. Inoltre, Sanchez era l’elemento designato per iniziare l’azione, in quanto né Lerma nè il subentrato Barrios avevano le qualità per poterlo fare.
È chiaro che alla Colombia è mancato l’apporto di James Rodriguez. In panchina per settanta minuti, complice un acciacco di troppo, il trequartista del Bayern Monaco è l’unico elemento di puro talento in una squadra di incontristi e corridori. Juan Quintero é sbarazzino, imprevedibile, tecnico (che gol su punizione!), ma non ha il peso specifico di James nella manovra.
Male i due terzini: Arias superficiale nella marcatura di Osako in occasione del secondo gol, Mojica troppo grezzo tecnicamente.
Radamel Falcao poco servito: del resto, mancava il tramite con il resto della squadra.
La vittoria del Giappone è interessante anche per l’intera confederazione asiatica: attualmente, l’AFC é la seconda confederazione per punti ottenuti nell’intero Mondiale (6), dietro all’inarrivabile UEFA. Un bel risultato.

Polonia - Senegal 1-2
Sapevamo che il girone H potesse rivelarsi quello più equilibrato, ma non potevamo immaginare che sarebbe diventato anche quello più sorprendente.
Il Senegal è la squadra più convincente del Mondiale. Sia chiaro, non la più forte: semplicemente, quella che ha usato nel modo migliore i propri punti di forza.
Aliou Cissè, che peraltro è il tecnico meno pagato della competizione, ha saputo impostare un gioco tanto semplice quanto efficace, fortemente verticale e impostato sull’esplosività dei propri esterni, pur non rinunciando a mantenere la squadra compatta in una zona avanzata di campo. In questo senso, fondamentale il lavoro della coppia difensiva formata da Koulibaly e Sanè: entrambi sono in grado sia di coprire ampie porzioni di campo alle proprie spalle, sia di esaltarsi nei duelli aerei che nelle uscite aggressive sul portatore di palla.
Il Senegal non perde tanto tempo nel muovere il possesso. Spesso il pallone passa direttamente da una corsia all’altra, con i due mediani impegnati soprattutto nel fornire protezione in posizionamento preventivo o nel farsi trovare pronti per la conclusione in porta.
In un Mondiale in cui gran parte delle squadre preferisce mantenere un ritmo piuttosto compassato, una compagine con una tale esplosività lungo gli esterni diventa potenzialmente incontenibile. Il Senegal basa le proprie azioni d’attacco sulle combinazioni lungo gli esterni, con i terzini pronti a sovrapporsi per tutta la gara e gli elementi più avanzati impegnati nella ricerca della superiorità numerica.
Paradossalmente, Sadio Manè è quello che meno si mette in luce nella vittoria odierna. Lungo la corsia di sinistra, Sabaly e soprattutto Ismaila Sarr fanno quello che vogliono: impressionante la facilitá con cui il secondo, laterale del Rennes classe 1998 (!), riesce a rendersi pericoloso con la sua velocità palla al piede. Buona anche la prova di Moussa Wague sulla corsia opposta, anch’egli classe 1998, in forza al KAS Eupen: non era facile mantenere il controllo di Grosicki e allo stesso tempo scivolare per il raddoppio su Lewandowski.
M’baye Niang irriconoscibile (in positivo) rispetto a quanto visto nel nostro campionato. Il giocatore del Torino viene schierato da seconda punta, de-responsabilizzandolo da qualsiasi compito difensivo: ciò gli permette di concentrare tutte le energie nella ricerca della verticalitá, come in occasione del bellissimo raddoppio.
Aliou Cissè ha anche ragione nella scelta del portiere, preferendo il longilineo ma meno quotato N’Diaye (in forza ai guineani dell’Horoya) rispetto agli “europei” Gomis e Diallo.
La Polonia è ampiamente la squadra più deludente del Mondiale (finora). La squadra di Nawalka trova un gol nel finale quasi per caso, sugli sviluppi di una palla buttata in area di rigore. Per il resto, pochissime e confuse idee. La squadra non riesce a produrre una manovra sensata: Milik sbaglia tutti gli appoggi, Lewandowski rimane bloccato tra i due centraloni senegalesi, Zielinski fatica da mediano e Krychowiak mette in difficoltà i compagni con decisioni improvvide. Male anche Thiago Cionek, chiamato a sostituire l’infortunato Glik, sempre in ritardo nelle uscite e negli interventi.
Le difficoltà dei polacchi trascinano nella confusione anche l’ottimo Sczeszny, mai così incerto negli ultimi anni.
A questo punto, la prossima sfida tra Polonia e Colombia diventa una partita da ultima spiaggia. La vittoria dell’una manda a casa l’altra, il pareggio praticamente elimina entrambe.
Occhio al Senegal, soprattutto nell’eventualità in cui dovesse incrociare il superbo Belgio.

Russia - Egitto 3-1
La fortuna aiuta gli audaci.
Bisogna dare merito a Cherchesov di aver completamente abbandonato le imposizioni tattiche e alcuni degli interpreti che lo hanno accompagnato nei mesi precedenti alla competizione mondiale.
Si è fatto un ulteriore passo in avanti rispetto alla vittoria con l’Arabia Saudita. Il CT russo, dopo aver abbandonato il lacunoso 3-5-1-1 per una più funzionale linea a quattro, ha promosso nella formazione titolare i due elementi più decisivi nella propria rosa: Dzyuba e Cheryschev.
La Russia non può prescindere dal contributo di questi due. Il possente centravanti in realtá non fa granchè, si muove poco e anche piuttosto male, ma tiene impegnati i centrali avversari e gode di un’aura favorevole. L’ala del Villareal riesce a trovare con grande facilità il fondo del campo e dispone anche delle qualità tecniche adeguate per poter servire interessanti traversoni.
Ciò non significa che la Russia abbia giocato una partita spettacolare. La vittoria netta non rispecchia i valori delle due squadre, piuttosto equi-livellati. Tuttavia, un Mondiale è fatto soprattutto di episodi e la selezione di casa sembra particolarmente abile nel determinare qualcosa di importante da palle non proprio pulite.
La partita di questa sera è inevitabilmente cambiata con lo sfortunato autogol di Fathi. L’Egitto si è ritrovato inaspettatamente a dover scalare una montagna dopo aver iniziato la salita di una collina, chiunque si sarebbe scoraggiato, a maggior ragione dopo un primo tempo più che dignitoso.
La squadra di Cuper ha cercato di appoggiarsi soprattutto sul proprio centravanti, il volenteroso Mohsen. Personalmente mi è piaciuto: non possiamo essere tutti Ibrahimovic nell’interpretare quel ruolo con quel fisico e il 29enne dell’Al Ahly ha comunque dimostrato di creare sempre qualcosa di sponda nello stretto raggio d’azione attorno a lui. In questo senso, un peccato non aver visto Salah da seconda punta: le migliori occasioni egiziane sono arrivate proprio quando il fuoriclasse del Liverpool si muoveva vicino al proprio attaccante.
Salah ha fatto quello che poteva. Essere completo trascinatore di un’intera squadra riesce solamente a CR7 su questo pianeta e le condizioni fisiche non ottimali non hanno contributo a mettere a proprio agio l’ex romanista.
L’Egitto esce dalla competizione mondiale senza praticamente aver nè demeritato nè inciso, pagando a caro prezzo due episodi. È il Mondiale.
Appunto su Golovin, dal momento che gli occhi della stampa accreditata sono tutti su di lui. Il trequartista classe 1996 è sicuramente un giocatore moderno, tecnico, di prospettiva, si sa muovere bene sulla trequarti, ma lui come tanti altri. Personalmente non andrei mai a spendere una cifra importante per un profilo che, seppur di giovane etá, è facilmente identificabile in contesti ben più affini alla nostra cultura e al nostro calcio di quello russo.
Piuttosto, andrei a prendere Zobnin (classe 1994 dello Spartak), perchè un mediano con tale forza nelle gambe e puntualità negli interventi non si vede facilmente.
Detto questo, io scrivo su Facebook, mentre Marotta e Paratici arrivano dall’ennesimo Scudetto: un motivo ci sarà.

sabato 16 giugno 2018

Guida al girone E Mondiali Russia 2018

Girone E
Brasile                passano Brasile e Svizzera
Svizzera
Serbia
Costa Rica

Quadro generale
Senza troppi dubbi è proprio il Brasile di Neymar jr. la squadra favorita a passare il turno per prima nel girone E. Senz'altro questo sarà uno dei raggruppamenti più spettacolari del Mondiale. L'ultima volta che i brasiliani sono usciti dalla competizione l'hanno fatto con la Germania perdendo 7-1. Di conseguenza dovranno riscattare questa brutta figura. Di contro però bisogna anche analizzare la situazione delle altre. Serbia e Svizzera mi incuriosiscono molto. Infine la Costa Rica, l'ultima grande sorpresa del Mondiale

Calendario:

Costa Rica - Serbia domenica 17 giugno ore 14

Brasile - Svizzera domenica 17 giugno ore 20

Brasile - Costa Rica venerdì 22 giugno ore 14

Serbia - Svizzera venerdì 22 giugno ore 20

Serbia - Brasile mercoledì 27 giugno ore 20

Svizzera - Costa Rica mercoledì 27 giugno ore 20

Le squadre ai raggi x

Brasile: Il Brasile è senza ombra di dubbio la protagonista di questo Mondiale. Ha tantissimi fenomeni, a cominciare da Neymar per passare a Gabriel Jesus, senza dimenticare i vari Marcelo e Allison. Inoltre sono molto curioso di vedere all'opera i vari Willian, Douglas Costa o Coutinho. Il centrocampo sarà formato dalla linea Casemiro, Paulinho e Fernandinho.

BRASILE (4-3-3): Alisson, Danilo, Miranda, Thiago Silva, Marcelo; Fernandinho, Casemiro, Paulinho; Willian, Gabriel Jesus, Neymar.

Il giocatore rivelazione per me sarà senza troppi dubbi Allison Becker. Sarebbe davvero troppo facile parlare di Neymar o di Gabriel Jesus, che sono giocatori fortissimi e giovani, ma che già ad alto livello si sono confermati rispettivamente al Barcellona - Psg e al Manchester City.

Svizzera: La Svizzera ha una situazione molto più particolare. Particolare per il semplice fatto che è obbligata a passare il turno da pronostico. Anche la compagine svizzera ha ottimi giocatori, vedi i vari Seferovic, Xhaka o Shakiri. Inoltre di giocatori che conosciamo noi possiamo citare Freuler (Atalanta), Rodriguez (Milan) e Lichsteiner (ex Juve dall'anno prossimo all'Arsenal). Non ha chiaramente quel talento che possiamo trovare nei giocatori della Serbia, però ha un gruppo coeso.
Petkovic, l'allenatore dei crociati è riuscito a creare una squadra compatta, che sa lottare per l'obiettivo comune.

SVIZZERA (4-2-3-1): Sommer, Lichtsteiner, Schar, Akanji, Rodriguez; Xhaka, Freuler; Shaqiri, Dzemaili, Zuber; Seferovic. 

Il giocatore che "esploderà" in questo Mondiale sarà Xhaka. E' senz'altro il giocatore più rappresentativo della squadra e gioca ormai all'Arsenal da circa 2 anni. Nel 4-3-3 di Petkovic avrà il compito di dare equilibrio e sarà il metronomo della squadra svizzera.

Costa Rica: A dir la verità la Costa Rica sembra la vittima sacrificale del gruppo E, ma io vi dico che non è assolutamente da sottovalutare, come fecero invece Italia, Uruguay e Inghilterra nell'ultimo Mondiale. Nel 2014 si arrese solamente ai quarti di finale, il che è un traguardo clamoroso. La Costa Rica negli ultimi anni ha avuto un miglioramento improvviso che l'ha portata ad essere una presenza fissa nel calcio continentale e intercontinentale. La nota positiva della Costa Rica è che non ha nulla da perdere.

COSTARICA (4-4-2): Navas, Oviedo, Waston, Gonzalez, Gamboa; Venegas, Borges, Guzman, Ruiz; Campbell, Urena. 

Il giocatore rivelazione secondo me sarà Bryan Ruiz che già negli anni precedenti ha dimostrato di essere un ottimo giocatore. Ruiz è il capitano della Costa Rica ed è il giocatore più rappresentativo. Questa volta non ho scelto un giocatore giovane (Ruiz ha 33 anni). Ha giocato in Inghilterra e Olanda, anche se poi è definitivamente esploso in Portogallo nello Sporting Lisbona.

Serbia: Quattro anni fa la Serbia era mancata, e all'europeo aveva fatto davvero molto male. Adesso vorrà rifarsi, il miglior risultato della loro storia risulta 1998 ottavi di finale.
Secondo me la nota positiva di questa squadra è la qualità, ci sono tanti giocatori che devono esplodere, ma di qualità clamorosa.
Il capitano Kolarov a Roma è tornato quello di un tempo e adesso è pronto a rimettersi in gioco anche in nazionale, anche se il giocatore più forte della squadra è Milinkovic-Savic.

SERBIA (4-2-3-1): Stojkovic, Rukavina, Ivanovic, Tosic, Kolarov; Milivojevic, Matic; Tadic, Milinkovic Savic, Ljajic; Mitrovic. 

Per concludere l'uomo da tenere d'occhio è ovviamente Milinkovic-Savic. E' stato nell'ultimo anno uno dei migliori centrocampisti al mondo, con la Lazio ha avuto una vetrina clamorosa. Un giocatore spaziale, una stagione fatta ad altissimi livelli.
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martedì 12 giugno 2018

Guida al girone A Mondiali Russia 2018

Girone A                                                                  
Uruguay
Russia
Egitto
Arabia Saudita   pronostico: passano Uruguay - Egitto

Quadro generale
Nel girone A avremo Uruguay, Russia, Egitto Arabia Saudita.
La Russia avrà il vantaggio di giocare in casa, ma onestamente penso che non riuscirà a passare il turno. L'Uruguay ha avuto una crescita esponenziale assurda negli ultimi 6 mesi grazie ad alcuni giocatori che nei propri club sono maturati, mentre l'Egitto ha visto l'esplosione definitiva di Momo Salah. Infine l'Arabia Saudita si sta costruendo piano piano per arrivare al Mondiale in Qatar nel 2022 pronta e preparata per fare la differenza in territorio.
L'Egitto dovrà comunque stare attento: non dovesse farcela Salah dopo il brutto infortunio in Champions potrebbe risultare difficile fare il colpaccio.

Il Calendario

Russia - Arabia Saudita Giovedì 14 Giugno ore 17

Egitto - Uruguay  Venerdi 15 giugno ore 14

Russia - Egitto  Martedì 19 giugno ore 20

Uruguay - Arabia Saudita 20 giugno ore 17

Uruguay - Russia Lunedì 25 giugno ore 16

Arabia Saudita - Egitto Lunedì 25 giugno ore 16

Le squadre ai raggi x

Russia: Senz'altro il tallone d'achille di questa Russia è la fase difensiva; molto compatta, ma troppo lenta.
Sarà molto curioso vedere il centrocampo russo ad alti livelli, probabilmente quest'ultimo è il miglior reparto della squadra. La Russia in questa parte del campo può contare su giocatori come Zhirkov e Samedov. Mi convince meno invece Yerokhin.
Attenzione davanti all'attacco Miranchuk - Smolov con Dzyuba pronto a inserirsi.
Se dovessi puntare qualcosa sul giovane della Russia andrei a dire Golovin.

Probabile formazione Russia
(3-5-2) Akinfeev, Granat, Ignashevich, Kudryashov; Samedov, Dzagoev, Golovin, Kuzjaev, Zhirkov; Miranchuck Al., Smolov. 

Uruguay: Per me sarà una di quelle squadre che passerà al turno successivo. L'Uruguay negli ultimi anni è apparso un po' troppo rilassato. Dopo un ottimo mondiale nel 2010, nel 2014 è andata male ed è apparsa come semplice presenza, ma comunque Oscar Tabarez è ancora li.
Durante quest'anno sono esplosi giocatori in maniera definitiva che saranno i perni per questo Uruguay. All'interno della rosa possiamo ammirare Vecino, Bentancur, Fernandez e Torreira.
Se una nota positiva del centrocampo sarà la qualità e ovviamente l'aggressività, dall'altra parte però questi giocatori sono poco intelligenti tatticamente. I titolari davanti saranno senza dubbio Cavani e Suarez, ma sono curioso di vedere all'opera Maxi Gomez e anche Stuani.
Il giovane rivelazione della squadra uruguayana potrebbe essere Rodrigo Bentancur, i palloni chiave passano tutti dai suoi piedi e alla Juventus ha già dimostrato di avere ottime capacità con il pallone tra i piedi.

Probabile formazione Uruguay
(4-4-2): Muslera, Caceres, Godin, Gimenez, Pereira; Nandez, Bentancur, Vecino, Rodriguez; Suarez, Cavani. 

Egitto: L'altra squadra che secondo me passerà il girone. Sia le note positive sia quelle negative le troviamo tutte in Momo Salah. Il giocatore più forte che la storia egiziana abbia mai visto. L'unica cosa negativa che troviamo nel piccoletto è l'infortunio. Il k.o. potrebbe mettere in discussione tutto quello che ha fatto di buono il CT egiziano Hèctor Cùper. Qualora Salah non dovesse farcela (e per le prime partite pare sia assente) l'hombre Vertical tornerà a giocare con il 4-2-3-1. Con la sua punta di diamante invece Cùper probabilmente farà scendere la propria squadra in campo con un 4-3-3.
Il giovane rivelazione secondo me sarà Mohamed Trezeguet, è un ottimo trequartista dalle indubbie qualità. Nelle partite in cui mancherà Salah probabilmente la stella sarà lui.
Ha pagato molto spesso una discontinuità che in questo mondiale potrebbe mettere a tacere definitivamente.

Probabile formazione Egitto
 (4-2-3-1): El Hadary, Abdel Shafy, Gabr, Hegazi, Fathy; Hamed, Elneny; Salah, Said, Sobhi; Mohse

Arabia Saudita: Il fatto che l'Arabia Saudita si sia qualificata al Mondiale è già come aver vinto la competizione. Dopo la qualificazione storica 9 giocatori dell'Arabia Saudita hanno firmato contratti con squadre di Liga Spagnola. E questo sarà molto importante per il futuro di questa nazionale. Come scritto in precedenza L'Arabia Saudita sta optando per cambiamenti importanti in vista dei mondiali del 2022, dove vorrà arrivare preparata. Il giocatore chiave di questa squadra è la prima punta del Levante Al -Muwallad (il primo giocatore Saudito ad aver esordito in Liga). Un altro giocatore che gioca in Spagna è Al - Shehri del Leganès. Quest'ultimo potrebbe sfruttare questo mondiale per esplodere definitivamente e convincere il Leganès a tenerlo e a renderlo un giocatore importante della squadra. A dir la verità gli altri giocatori sono molto poco conosciuti.
Se dovessi tenere d'occhio un giocatore giovane ovviamente la mia scelta ricadrebbe su Al- Muwallad, per quello che ha fatto in Europa e per quello che potrebbe fare vedere in questo Mondiale.

Probabile formazione Arabia Saudita
 (4-2-3-1): Al Owais, Al Shahrani, Hawsawi M., Hawsawi O., Al Harbi; Al Faraj, Otayf; Al Dawsari, Al Muwallad, Al Jassim; Al Sahlawi.

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