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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

giovedì 12 marzo 2020

Bye Bye Calcio

Ieri abbiamo vissuto una serata di Champions favolosa, purtroppo l'impressione è che sarà l'ultima per un po'. Nonostante una partita fantastica, nonostante i 50.000 di Anfield  per 120 minuti hanno attanagliato il mondo reale, la testa alla fine torna sempre là, torna alla realtà di un mondo sotto assedio e che con ogni probabilità dovrà abbandonare il tanto amato football per qualche tempo.
Io ho sempre detto che l'Atletico Madrid poteva essere l'avversario più ostico per il Liverpool di Jurgen Klopp. Hanno due modi di giocare diametralmente opposti, e Simeone ha sempre dato fastidio alle squadre che vogliono esprimere il bel calcio.
Quando giochi contro i Colchoneros, ti verrebbe voglia di sgozzarli, giocano con due trincee da superare e quando riesci miracolosamente a passare devi vedertela contro un muro invalicabile in porta. Io non sono assolutamente d'accordo con quelli che definiscono l'Atletico l'anticalcio, perchè se batti una squadra che nessuno sa battere sei una grande di questo sport.
Bisogna distinguere il "giocare bello" e il "giocare bene". D'altronde chi gioca male non va ad Anfield a segnare 3 gol in 120 minuti.
Quest'ultimo discorso calza a pennello con la stagione di Serie A 2017/2018, quando ci fu il duello fra la cinica corazzata della Juve di Allegri e il meraviglioso Napoli di Sarri. Sappiamo tutti chi vinse lo scudetto quell'anno.
Il calcio, ieri sera ad Anfield ci ha voluto fare un ultimo saluto, perchè adesso per un po' di tempo bisognerà metterlo da parte per concentrarsi su altro. Dopo la positività al virus dei primi giocatori, è l'ora che la Uefa si pieghi alla logica.
Perchè giocare oggi a calcio non ha alcun senso, dobbiamo accettarlo e combattere per riprendercelo il più presto possibile.
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mercoledì 11 marzo 2020

L'Atalanta è il nuovo che avanza

Nonostante il momento delicato, che percepiamo intorno a noi, proviamo a parlare di calcio. La situazione comincia a farsi pesante in tutta Europa, in Inghilterra è stata rinviata la partita tra Arsenal e Manchester City, in Liga l'associazione dei calciatori ha ufficialmente chiesto di sospendere il campionato. I calciatori, come è giusto che sia non si sentono immuni e insieme alle loro famiglie rischierebbero troppo, e onestamente non c'è proprio motivo in questo momento in cui tutta l'Europa è sotto attacco di pensare al pallone.
I risultati di ieri sera ci hanno dato i primi due nomi delle squadre che parteciperanno ai quarti di finale della Champions League. Sono due nomi su cui ai nastri di partenza nessuno avrebbe scommesso un soldo, sono due squadre che con la grande programmazione societaria sono riuscite a costruire questo capolavoro. Lipsia e Atalanta sono il nuovo che avanza nel calcio europeo.
L'Atalanta nonostante le situazioni problematiche di Bergamo si è presentata al Mestalla con grande concentrazione e voglia. Ha giocato al solito suo, con spensieratezza, senza smettere mai di giocare il suo calcio e con grandissima calma. Questo modo di giocare la porta a vincere, a vincere tanto e a farsi apprezzare in tutta Europa. L'Atalanta nel vuoto Mestalla si è presentata facendo la sua solita partita,ha voluto mettere le cose in chiaro a un minuto e mezzo dall'inizio della partita e poi ha continuato con le giocate e le progressioni magiche del suo totem Josip Ilicic ad incantare in una serata tutt'altro che spensierata. Io da quando Zamparini lo ha portato a Palermo ho sempre stravisto per lui, il suo unico problema in tutto l'arco della carriera è stata l'incostanza che non gli ha permesso di fare una carriera di un certo tipo. Ilicic quest'anno, a 32 anni suonati sta giocando la stagione più importante della sua carriera, ha segnato 15 gol in serie A e 5 in Champions. 4 dei 5 in Europa sono arrivati ieri nella magica serata di Valencia, in cui Ilicic si è preso sulle spalle l'intera Bergamo che sta affrontando una situazione difficilissima. I meriti vanno a lui, ma grande riconoscenza lui deve avere della squadra, che l'ha messo nelle condizioni di siglare queste 4 reti. Il Valencia di certo ha agevolato il compito dell'Atalanta con le assenze, ha dovuto affrontare il match con la Dea con in difesa Diakhaby e Coquelin.
L'Atalanta si è dimostrata più forte e più squadra, ha cominciato questo progresso di crescita qualche anno fa e continua a progredire con i risultati che brillano sotto gli occhi di tutti. L'Atalanta è capace all'interno di una partita di cambiare assetto e di riuscire in qualunque caso a segnare, a fare gioco e divertirsi. All'orizzonte anche se un po' oscurato dalla nebbia Coronavirus c'è un quarto di finale storico, da vivere in tutti i 180 minuti. Il problema non se lo deve porre l'Atalanta bensì la squadra che si scontrerà con la Dea.
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martedì 10 marzo 2020

La grande partita: Italia vs Coronavirus

Da questa mattina il nostro paese è unito nell'emergenza. Si è fermato tutto, e onestamente era parecchio complicato anche solo pensare di fare diversamente. Tutte le manifestazioni sportive sono state sospese fino al 3 Aprile. Andare ad argomentare questa decisione è francamente inutile oltre che inopportuno. NON possiamo in questo momento concentrarci su qualsiasi partita che non sia la GRANDE PARTITA in cui tutti siamo chiamati a svolgere un ruolo fondamentale, in queste settimane che verranno.
Dobbiamo impegnarci per noi stessi, per i nostri cari e in generale per tutta la popolazione italiana.
Il calcio al momento non può assolutamente svolgersi. Si giocano le competizioni internazionali, anche se molte a porte chiuse. Il mondo del pallone, ma dello sport in generale va in questo momento in secondo piano.
L'ATTENZIONE VA DATA AL VIRUS. Dobbiamo compattarci, come noi italiani sappiamo fare.
Rimanendo sul tema del blog voglio metaforicamente paragonare questa emergenza ad una partita di calcio. In questa frazione di partita dobbiamo fare CATENACCIO ALL'ITALIANA, stando tutti chiusi in difesa. Lo so, è difficile rimanere in casa, ci vuole sacrificio, sforzo e il massimo della dedizione. Prima o poi arriverà il momento di CONTRATTACCARE, DI ANDARE IN CONTROPIEDE, cominceremo a prendere campo e vinceremo questa partita.
E' un occasione per ricordarci che siamo un grande paese, che siamo uniti e che dobbiamo remare tutti nella stessa direzione.
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giovedì 5 marzo 2020

Garbage Time

Bentornati con Garbage Time, la rubrica che fa il punto della settimana Nba appena trascorsa.
Abbiamo tantissime cose di cui parlare, con anche un tema scottante che esce dal parquet.
E' stata una settimana ricca di career high:

  1. Mitchell Robinson realizza 23 punti in una settimana in cui i Knicks vincono due partite.
  2. Jerami Grant mette a referto 29 punti nella vittoria contro Detroit dei Nuggets.
Proprio Denver ha perso in maniera pesante (103-132) lo scontro diretto contro i Clippers, e ancora una volta probabilmente gli manca l'ultimo tassello per essere una reale contender. Al momento sono comunque terzi nella Western Conference con un record di 41-20.

I Clippers hanno subito il career high più pesante della settimana, ovvero il record di punti di Shake Milton. Giocatore che gioca poco, ma quando viene chiamato in causa risponde sempre alla grande. Questa grande prestazione acquista ulteriormente valore se consideriamo che i Clippers attuano una buona fase difensiva.

Altro career high è quello di Seth Curry (sconfitta contro gli Heat). Mavericks che nell'ultimo periodo non riescono a trovare continuità, ma rimangono saldamente in settima posizione nella Western Conference.

Questa settimana c'è stato per la prima volta Zion contro Lebron, era una partita molto attesa, e ha rispettato le aspettative. Le due star hanno giocato alla grande rendendo molto avvincente la partita.

Nella Eastern Conference i Bucks continuano a dominare la lega. Giannis ha fatto registrare la prima partita in carriera da 40 punti e 20 rimbalzi (41+20) nella partita più faticosa del previsto contro gli Hornets. Un dato però assolutamente da sottolineare sono le due sconfitte rifilate in stagione su altrettante sfide degli Heat proprio a Milwaukee.

Inoltre Cobe White è il primo rookie dopo Micheal Jordan nella storia dei Chicago Bulls a fare 3 partite di fila sopra i 30 punti.

Passiamo all'argomento caldo della settimana, perchè abbiamo assistito allo scambio di frecciatine tra Giannis e Harden. Tutto è partito dalla mancata scelta di Harden tra i titolari dell'All Star Game. Antetokoumpo ha preferito scegliere Trae Young. A questo si sommano delle dichiarazioni del greco che reputa il gioco di Harden  brutto e non coinvolgente per i compagni.
La risposta di Harden non si è fatta attendere, ed ha risposto dicendo che se lui avesse il fisico di Giannis farebbe 50 punti, 20 rimbalzi e 20 assist a sera.
Io non mi voglio esprimere su questa accesa discussione, ma onestamente devo ammettere che mi piace quando due giocatori se le dicono di tutti i colori.

Chiudiamo col quintetto della settimana:
  1. Shake Milton
  2. Giannis
  3. Jerami Grant
  4. Mitchell Robinson
  5. Seth Curry
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lunedì 2 marzo 2020

Un Clasico nel segno di Vinicius Jr

E' stata una partita pazzesca, qualità straordinaria da una parte e dall'altra con un ritmo altissimo, il Barça fraseggiava lentamente per poi accelerare con degli scambi o delle verticalizzazioni, il Real ha saputo soffrire e con un secondo tempo di pura prepotenza si è ripreso il Clasico e allo stesso tempo la vetta della Liga.
Il Barça arrivava a questa partita con difficoltà palesi in trasferta: Da quando Setien siede sulla panchina del Barça ha presieduto a 5 trasferte (2 vittorie di misura, ha pareggiato a Napoli e ha perso a Valencia e contro l'Athletic Bilbao). Questi numeri fanno già paura, ma mi voglio ricollegare col fatto che Messi non segna in trasferta in una partita in cui i catalani giocano sul campo della squadra avversaria dal primo Dicembre.
Hanno entrambe le squadre giocato un calcio sopraffino, giocando al massimo, ma il Real ha messo anche maggiore intensità e voglia, due caratteristiche che sono risultate fondamentali insieme al cuore per vincere il match.
Questa partita, non è mai una sfida come le altre, è la più grande partita che ci sia in questo continente, a maggior ragione ieri, perchè la posta in palio era altissima e una vittoria blaugrana avrebbe potuto ridurre all'osso le speranze madrilene di vincere la Liga.
Prima che iniziasse la partita, avevo già identificato il duello Vinicius-Semedo come possibile chiave del match. Il giovane attaccante brasiliano continua con la prestazione di ieri sera a dimostrare di essere il talento più grande di questa squadra, nonostante la strenua marcatura del portoghese crea diversi pericoli su quella fascia, sbagliando spesso il passaggio finale. Nell'azione del gol è fortunato, Pique cambia completamente la traiettoria del pallone beffando un'incolpevole Ter Stegen.
Portiere tedesco che si è reso protagonista al cinquntacinquesimo minuto di una parata super su Isco, con la palla che è stata tolta dal sette.
Dopo il vantaggio di Vinicius Jr, la partita si accende ulteriormente, Marcelo copre il buco centrale lasciato da Sergio Ramos, tiene Messi in velocità e arringa il pubblico.
Da quel momento le emozioni si susseguono da una parte e dall'altra, saltati tutti gli schemi con le squadre che corrono avanti e indietro senza mai fermarsi.
Il Real riesce a uscire dal primo pressing del Barça con una facilità disarmante, ed è proprio da una situazione di pressing che le Merengues trovano il gol che chiude la partita: da una rimessa laterale, Mariano Diaz (appena entrato) scappa alle spalle della difesa del Barcellona e buca Ter Stegen sul primo palo.
Il Real Madrid è riuscito ad isolare un Messi opaco e mal supportato da Griezmann e Vidal.
Il Clasico di ieri sera può avere un peso specifico non indifferente sul campionato, ma guai a tirare giù delle sentenze, perchè la storia di questa rivalità, la storia di questo campionato non finisce mai finchè non vi è una certezza matematica.
Il Real ha vinto con il carattere e con la voglia che il proprio allenatore ha inculcato nei suoi giocatori. Si riprende la vetta della classifica e vince una partita che può significare tantissimo.
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venerdì 28 febbraio 2020

FantaFalco: i consigli per i fantallenatori

Benvenuti a FantaFalco la nuova rubrica del venerdì che va a consigliare gli 11 (secondo me) giocatori che potrebbero fare la differenza in questo turno di serie A.
Essendo il primo appuntamento potrebbero esserci delle modifiche in corso, al fine di migliorare questo corner.
Inoltre cercherò d'inserire nomi interessanti, senza citare i giocatori più scontati, in maniera tale da non essere troppo ovvio nelle scelte ed aiutarvi in situazioni complicate.
Partiamo dai portieri:

  • Gollini: l'Atalanta gioca al Via Del Mare contro il Lecce. La squadra di Liverani prima della brutta sconfitta con la Roma veniva da 3 successi di fila che l'avevano tirata su in classifica. In più la Dea ha avuto modo di riposare dopo la grande prestazione in Champions, mi aspetto una vittoria e Gollini fornirà una prestazione all'altezza.
  • Silvestri: Il Verona è la piacevole sorpresa di questo campionato, è ottavo in classifica e insegue un sogno chiamato Europa League. Un grande merito va alla fase difensiva, i veneti sono la squadra che ha fatto segnare il maggior numero di clean sheet in stagione (9), e giocano lunedì sera contro la Samp.
  • Begovic: Il terzo portiere che vi consiglio è Begovic. Con Donnarumma fuori gioco, tocca al bosniaco difendere i pali dei rossoneri. Con Gigio in porta la squadra di Pioli ha tenuto la porta inviolata 9 volte, questo numero è simbolo di grande solidità difensiva, e chissà che pure Begovic non possa portare bonus in questa giornata.
Difensori:

  • Theo Hernandez/ Criscito: Un consiglio, due nomi. Mi aspetto una partita giocata a viso aperto e i due esterni possono dire la loro. Criscito inoltre ha il grande vantaggio di tirare i rigori e le punizioni, ha segnato 7 rigori su 8 ed è praticamente una certezza. Dall'altra parte Theo con i suoi 5 gol non sfigura affatto, anzi sono tutti arrivati su azione.
  • Luiz Felipe: La Lazio gioca contro il Bologna, il brasiliano è sicuro del posto da titolare a causa dell'assenza di Acerbi. E' cresciuto tantissimo e sta attraversando un momento di forma smagliante.
  • Gosens: In questo caso sarò scontato, ma non poteva fare a meno di nominarlo. Vale lo stesso discorso fatto per Gollini, i bergamaschi giocano contro il Lecce, per cui potrebbero esserci degli spazi o magari delle marcature rivedibili che potrebbero portare all'ennesimo bonus per il calciatore tedesco.
  • Kolarov: Ha vissuto qualche settimana d'oblio, ma sono convinto che sia un giocatore imprescindibile per questa Roma. Questa scelta fatela con cautela, perchè la Roma ha una partita complicata contro un Cagliari che è obbligato a tornare al successo. 
Centrocampisti: 
  • Chalanoglu: Nel nuovo sistema del Milan è un giocatore determinante. Può finalmente essere maggiormente impattante nelle conclusioni dalla distanza. Magari potrebbe deciderla con una sua punizione...
  • Mkhitaryan: E' un giocatore in crescendo, essendosi lasciato gli infortuni alle spalle, sta cominciando ad avere continuità, ed è secondo me il trequartista giusto per sopperire all'assenza di Nicolò Zaniolo.
  • Pulgar: Quella tra Udinese e Fiorentina sarà una partita vera, un match scintillante e penso che un giocatore come Pulgar possa risultare una pedina importante per la squadra di Iachini. Ha messo insieme numeri importanti per essere un vertice basso, ha fornito 3 assist e ha segnato 4 rigori.
  • De Paul: Se da una parte Pulgar può secondo me essere impattante, dall'altra prendo assolutamente il leader dei friulani. Quando Rodrigo De Paul s'accende con le sue vampate, tutta l'Udinese lo segue e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante i numeri non lo premiano più di tanto (5 gol e 2 assist), l'argentino sta giocando una stagione importante, l'annata che potrebbe finalmente consacrarlo e portarlo in una squadra importante. Prima però vuole salvare l'Udinese e quindi occhio a Rodrigo De Paul.
Attaccanti: 
  • Zapata: Potrebbe sembrare un nome scontato, ma non lo è affatto. La fisicità e l'incisività del colombiano possono rivelarsi determinanti per il successo dell'Atalanta. E' in crescita, non è ancora al 100%, ma nelle prossime settimane penso che aumenteranno le sue realizzazioni.
  • Boga: Il Sassuolo gioca contro il Brescia,  e ha bisogno di ritrovare la vittoria dopo lo stop doloroso contro il Parma e il rinvio di Domenica scorsa contro l'Atalanta. L'ivoriano ha avuto un leggero calo del rendimento, ma è fisiologico, potrebbe essere la partita giusta per tornare a splendere
  • Ibrahimovic: Nella scorsa giornata Ibra è stato privato di un super gol per un fallo di mano a Firenze. Ha trasformato il Milan e non vede l'ora di essere sempre più protagonista di questa squadra.
Infine volevo darvi un suggerimento a proposito del derby d'Italia tra Juventus e inter, se potete evitate di schierare giocatori di questa partita. Potrà sembrarvi una follia, ma è sempre rischioso mettere giocatori importanti in queste partite così imprevedibili. 
Per il resto, divertitevi e commentate, scrivendo il vostro 11 di questa giornata.
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giovedì 27 febbraio 2020

Il Coronavirus contagia la Serie A

Il nostro campionato è in questo momento sotto scacco per quello che sta succedendo nel nostro paese, un'emergenza che sta portando a delle misure particolarmente pesanti che si riflettono anche nel mondo del calcio.
Inizialmente non avevo molta voglia di scrivere su questo argomento, ma adesso con le partite del prossimo turno che si giocheranno per la maggior parte senza pubblico, ho sentito il dovere di dire la mia.
Nel fine settimana passato non si sono giocate 4 partite, che andranno recuperate in momenti diversi.
Giocando in un altro periodo cambia tutto, si affronta un match in un periodo di forma differente e in condizioni diverse rispetto a quelle che avrebbero caratterizzato il regolare svolgimento della partita.
Il prossimo turno che ci viene prospettato (in questo momento, perchè la situazione è in costante divenire) è fortemente condizionato, infatti ad oggi abbiamo almeno 5 partite a porte chiuse

  • Udinese-Fiorentina
  • Milan-Genoa
  • Parma-Spal
  • Sassuolo-Brescia
  • Juve-Inter
Inoltre oggi l'Inter sarà costretto a giocare i sedicesimi di ritorno di Europa League contro il Ludogorets senza l'apporto del suo pubblico.
Quello del Coronavirus è un qualcosa di difficile da analizzare, ma che sta avendo ripercussioni su tutto, anche sugli aspetti sportivi del nostro paese.
Un pensiero in una situazione del genere va rivolto ai tifosi, che in un momento complicato, vengono privati pure di un divertimento, come può essere il calcio.
In tutto questo vi è ovviamente (e soprattutto) una ricaduta economica, alcune società prevedono il rimborso del biglietto, ma altre no.
Per non parlare degli aspetti commerciali, vengono meno gli introiti legati al marketing.
Questa è una situazione che ci sta colpendo non solo dal punto di vista dell'emergenza sanitaria, ma anche e forse primariamente dal punto di vista economico. 
Questo è un momento estremamente complesso per il nostro paese, ma bisogna viverlo con lucidità e responsabilità.
Molti avevano parlato proponendo la sospensione della Serie A, ma questa possibilità è da scartare, i calendari sono foltissimi e non c'è la possibilità di andare a recuperare tante partite.
Ci sono squadre che logicamente sono più danneggiate d'altre da questa emergenza; proviamo a fare una panoramica nazionale su cosa sta succedendo oggi in serie A.
Per quanto riguarda la lotta scudetto, al momento la squadra più in difficoltà è l'Inter, non ha potuto disputare il match contro la Samp ed è quella che ha il calendario più denso.
Il meno quattro dalla vetta (dato da una partita in meno) potrebbe pesare dal punto di vista psicologico, anche in questo caso i nerazzurri non hanno potuto rispondere sul campo ai successi di Juventus e Lazio. 
La Juventus dovrà affrontare l'Inter senza pubblico, ci sarà la negazione della possibilità di beneficiare economicamente della grande partita.
La terza squadra, la Lazio, domenica ha giocato e ha vinto per 3-2 su un campo difficile come Marassi, traendo energia positiva da tutto ciò.
Una squadra che non ha giocato, ma che secondo me ne ha tratto beneficio è l'Atalanta, la banda del Gasp in questa maniera ha potuto tirare un bel respiro dopo la grande notte di San Siro contro il Valencia.
La compagine che invece è stata messa più in difficoltà da questa pausa forzata è secondo me il Torino, la squadra di Cairo dopo 5 sconfitte consecutive avrebbe dovuto sfidare il Parma in una partita che avrebbe potuto significare tanto per i granata, che ora invece si ritrovano a dover giocare sabato sera al San Paolo contro un Napoli apparentemente ritrovato, insomma piove sul bagnato.
Spero di aver fatto un buon riassunto sulla situazione complicata che stiamo vivendo nel nostro paese, io non ho grande voglia di pensarci, ma anzi mi voglio distrarre.
Questa settimana è quella perfetta per pensare ad altro, ci sono state grandi partite di Champions, oggi si gioca l'Europa League, torna la Serie A e domenica sera si chiude in bellezza con El Clasico, insomma tanta carne al fuoco, e ovviamente rimanete connessi e aspettate i vari commenti sul blog.
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giovedì 20 febbraio 2020

Dea divina a San Siro

Ieri è stato un momento storico per la città di Bergamo, per gli atalantini e per tutti gli appassionati di calcio. Il 4-1 della Dea proietta la squadra di Gasperini vicina ai quarti di finale della Champions League. L'Atalanta merita assolutamente la vittoria, ha giocato una partita brillante, non dando spazio al Valencia di esprimersi. Razionalmente bisogna però dire che il Valencia si è presentato a San Siro, con una squadra totalmente rivisitata. Si è sentita la mancanza dei due centrali titolari (non ci saranno nemmeno al ritorno), ma anche quella di Rodrygo, attaccante migliore del Valencia che avrebbe potuto creare parecchi problemi alla retroguardia atalantina.
Il gol preso in casa rimane comunque un neo, perchè lascia una porta aperta al Valencia, e mi aspetto un Mestalla infuocato al ritorno.
L'Atalanta anche nella serata più importante della sua storia, non ha cambiato di una virgola il modo di giocare. E' una squadra che pensa, che gioca, ma non cambia mai spartito, non cambia mai mentalità, e infatti Gasperini a quindici minuti dalla fine, sul 4-1 ha inserito Zapata al posto di Caldara. La Dea è sicuramente una signora squadra, ma è anche un gruppo di giocatori molto importante, che hanno tutti le caratteristiche per essere protagonisti a questo livello.
Un'altra cosa che stupisce nell'Atalanta è la costruzione del gioco per arrivare a premiare l'inserimento da dietro.
L'Atalanta in una partita così determinante è arrivata a segnare il gol del 1-0 con in area di rigore due difensori: un difensore centrale (Palomino) e un esterno destro (Hateboer). Devi avere grandi attributi per riuscire a fare una cosa del genere in tutte le partite che giochi, indipendentemente se giochi la partita all'oratorio o l'appuntamento più importante della carriera.
Non sappiamo come finirà, ma anche se l'Atalanta dovesse venire eliminata verrà ricordata per tantissimo tempo, grazie alle sue idee e alle sue capacità di far innamorare gli appassionati di calcio con le sue splendide trame.
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mercoledì 19 febbraio 2020

E' tornato l'Atletico del Cholo Simeone

Ieri è stato il giorno del ritorno della Champions League, la competizione che porta il più alto livello calcistico, ma anche le emozioni più estremizzate.
Sono state due grandi partite, ma oggi vi parlerò nel dettaglio della vittoria dell'Atletico Madrid contro il Liverpool.
La squadra di Klopp come detto in precedenza si è dovuto inchinare 1-0 al Wanda Metropolitano.
E' stata una vittoria di puro Cholismo, con i colchoneros che si prendono questo risultato positivo, ma bisognerà vedere la reazione focosa del Liverpool in quel di Anfield.
Questa era la prima sfida tra Klopp e Simeone.
Da una parte l'allenatore del momento, campione di tutto, rivoluzionario, che ha portato un calcio esaltante. Ha vinto la Champions League, il Mondiale per club, la Supercoppa Europea a salvo cataclismi, presto alzerà la tanto ambita Premier League.
Di fronte si trovava l'allenatore che ha fatto una grande rivoluzione, ha rimesso l'Atletico sulle mappe più importanti del calcio Mondiale. Lo ha portato a vincere una Liga, lo ha portato due volte in finale di Champions League e ha conquistato in totale 7 titoli.
Quello che non è riuscito al Cholo è stato il cambio di pelle, nel momento in cui l'Atletico era pronto a spiccare il volo sotto il punto di vista del gioco ha fatto dei clamorosi passi indietro.
La sorte ha voluto che il tecnico argentino dovesse affrontare questo match nel momento più difficile dei suoi 8 anni nella capitale spagnola.
In questa serata dai significati più profondi per Simeone e i suoi, la squadra spagnola ha ritrovato la sua pelle, il suo carattere forte e irascibile.
Quello che ha ritrovato, e di conseguenza riproposto Simeone è stata la fusione totale con l'ambiente, ha passato tutto il secondo tempo ad aizzare il suo pubblico.
Altra nota lieta è stata la ritrovata capacità di assorbire il gioco degli avversari. L'Atletico è tornato ad essere impermeabile, ha concesso 0 tiri in porta, ad una squadra che ha fatto il 73% del possesso palla. I madrileni hanno tessuto la propria rete, ed ha imbrigliato una delle squadre più forti del mondo.
Bisogna dire che nei reds non ha funzionato praticamente niente: i terzini non sono riusciti ad imporre il ritmo sperato, e i tre campioni del tridente hanno fornito una prova opaca.
Da sottolineare che questa è soltanto la terza sconfitta stagionale del Liverpool, ma due di queste 3 sconfitte sono arrivate in Champions. Per il Liverpool adesso inizia la stagione della coppa dalle grandi orecchie, e sono curioso di vedere se dopo aver utilizzato tantissime energie per il campionato, avrà ancora benzina per spingere pure per la Champions.
Intanto il messaggio che questa partita fa trapelare è molto chiaro: in casa Atletico il fuoco arde ancora, e un messaggio del genere fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i sostenitori dei colchoneros.
Il passaggio del turno non è assolutamente deciso, anzi ci aspetta una gara di ritorno infuocata ad Anfield, intanto però c'è tantissimo altro di cui scrivere, oggi gioca l'Atalanta, domani è il turno dell'Europa League, e poi nel fine settimana sarà nuovamente il turno della nostra amata serie A.
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martedì 18 febbraio 2020

Stop pesante per l'Inter

Come ormai vuole la prassi, ci troviamo a commentare un weekend di serie A ricco di fatti e di emozioni. Nella fattispecie oggi ho voglia di analizzare la brutta battuta d'arresto dell'Inter nello scontro diretto con la Lazio.
L'Inter ha subito uno stop severo, ma anche giusto per come è andata la partita.
La cosa più evidente che viene fuori da questa partita è la differenza di qualità tra i due centrocampi, i nerazzurri non sono riusciti a bilanciare la differenza qualitativa con i laziali, inoltre l'Inter ancora una volta si era trovato in vantaggio, ma non è riuscito a conservarlo fino alla fine.
La squadra di Conte è al primo anno di un progetto importante, ed è ancora una squadra immatura, che pecca in qualità dal punto di vista del gioco.
Nel mercato invernale sono stati fatti degli acquisti importanti, il primo che sta facendo molto bene è Ashley Young, il terzino si sta dimostrando di un livello superiore rispetto a Biraghi, sta bene fisicamente e ha un piede che gli permette di fare delle cose estremamente importanti nella metà campo avversaria.
Se parliamo di acquisti invernali non possiamo non citare Christian Eriksen. Nonostante le difficoltà che sta incontrando, il danese rimane un giocatore importantissimo, per le prospettive generali dell'Inter. E' un giocatore diverso rispetto al DNA di questa squadra, e di conseguenza ci vuole un po' di pazienza. Rimane determinante secondo me inserire Eriksen per dare un gioco diverso, più creativo e più imprevedibile.
Ritornando alla partita, la squadra interista ha affrontato il match con troppo timore, e questo non è stato particolarmente gradito dai tifosi.
Lautaro Martinez è finito anche lui al tavolo degli imputati, per non essere stato particolarmente incisivo, ma bisogna anche dire che è stato sorvegliato con grande attenzione da Lucas Leiva.
Partite di questa importanza girano sui dettagli, e anche in questo caso ha vinto chi ha sbagliato di meno, l'Inter dopo il vantaggio, si è fatto riprendere a causa di alcuni malintesi difensivi.
Proprio i malintesi difensivi mettono ancora in dubbio la stabilità di una difesa priva di Handanovic.
Skriniar sta attraversando un periodo complicato, De Vrij paga il troppo utilizzo mentre Godin ancora una volta dimostra di non vivere una delle migliori stagioni della propria carriera.
Come detto in precedenza, tutto questo si unisce all'assenza di Handanovic, che per ora è stato sostituito da Padelli.
Le grandi squadre, hanno dei secondi portieri sicuramente più affidabili di Padelli: La Juve ha Buffon, il City ha Bravo, il Real ha Areola e il Barça ha Neto.
Il portiere ex Toro non ha commesso errori clamorosi, ma nell'occasione del rigore della Lazio c'è una mancata comunicazione, mentre nel gol di Milinkovic Savic non è stato rapidissimo ad andare giù.
L'Inter esce comunque dall'Olimpico con un vantaggio che non deve essere sottovalutato: i nerazzurri hanno il vantaggio negli scontri diretti e, in una classifica così corta, la prospettiva di arrivare a pari punti non è così lontana dalla realtà.
Questo scontro diretto dimostra una volta di più che il gap si è ridotto, l'Inter e la Lazio sono diventate concorrenti credibili per la Juventus.
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