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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

martedì 10 marzo 2020

La grande partita: Italia vs Coronavirus

Da questa mattina il nostro paese è unito nell'emergenza. Si è fermato tutto, e onestamente era parecchio complicato anche solo pensare di fare diversamente. Tutte le manifestazioni sportive sono state sospese fino al 3 Aprile. Andare ad argomentare questa decisione è francamente inutile oltre che inopportuno. NON possiamo in questo momento concentrarci su qualsiasi partita che non sia la GRANDE PARTITA in cui tutti siamo chiamati a svolgere un ruolo fondamentale, in queste settimane che verranno.
Dobbiamo impegnarci per noi stessi, per i nostri cari e in generale per tutta la popolazione italiana.
Il calcio al momento non può assolutamente svolgersi. Si giocano le competizioni internazionali, anche se molte a porte chiuse. Il mondo del pallone, ma dello sport in generale va in questo momento in secondo piano.
L'ATTENZIONE VA DATA AL VIRUS. Dobbiamo compattarci, come noi italiani sappiamo fare.
Rimanendo sul tema del blog voglio metaforicamente paragonare questa emergenza ad una partita di calcio. In questa frazione di partita dobbiamo fare CATENACCIO ALL'ITALIANA, stando tutti chiusi in difesa. Lo so, è difficile rimanere in casa, ci vuole sacrificio, sforzo e il massimo della dedizione. Prima o poi arriverà il momento di CONTRATTACCARE, DI ANDARE IN CONTROPIEDE, cominceremo a prendere campo e vinceremo questa partita.
E' un occasione per ricordarci che siamo un grande paese, che siamo uniti e che dobbiamo remare tutti nella stessa direzione.
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giovedì 5 marzo 2020

Garbage Time

Bentornati con Garbage Time, la rubrica che fa il punto della settimana Nba appena trascorsa.
Abbiamo tantissime cose di cui parlare, con anche un tema scottante che esce dal parquet.
E' stata una settimana ricca di career high:

  1. Mitchell Robinson realizza 23 punti in una settimana in cui i Knicks vincono due partite.
  2. Jerami Grant mette a referto 29 punti nella vittoria contro Detroit dei Nuggets.
Proprio Denver ha perso in maniera pesante (103-132) lo scontro diretto contro i Clippers, e ancora una volta probabilmente gli manca l'ultimo tassello per essere una reale contender. Al momento sono comunque terzi nella Western Conference con un record di 41-20.

I Clippers hanno subito il career high più pesante della settimana, ovvero il record di punti di Shake Milton. Giocatore che gioca poco, ma quando viene chiamato in causa risponde sempre alla grande. Questa grande prestazione acquista ulteriormente valore se consideriamo che i Clippers attuano una buona fase difensiva.

Altro career high è quello di Seth Curry (sconfitta contro gli Heat). Mavericks che nell'ultimo periodo non riescono a trovare continuità, ma rimangono saldamente in settima posizione nella Western Conference.

Questa settimana c'è stato per la prima volta Zion contro Lebron, era una partita molto attesa, e ha rispettato le aspettative. Le due star hanno giocato alla grande rendendo molto avvincente la partita.

Nella Eastern Conference i Bucks continuano a dominare la lega. Giannis ha fatto registrare la prima partita in carriera da 40 punti e 20 rimbalzi (41+20) nella partita più faticosa del previsto contro gli Hornets. Un dato però assolutamente da sottolineare sono le due sconfitte rifilate in stagione su altrettante sfide degli Heat proprio a Milwaukee.

Inoltre Cobe White è il primo rookie dopo Micheal Jordan nella storia dei Chicago Bulls a fare 3 partite di fila sopra i 30 punti.

Passiamo all'argomento caldo della settimana, perchè abbiamo assistito allo scambio di frecciatine tra Giannis e Harden. Tutto è partito dalla mancata scelta di Harden tra i titolari dell'All Star Game. Antetokoumpo ha preferito scegliere Trae Young. A questo si sommano delle dichiarazioni del greco che reputa il gioco di Harden  brutto e non coinvolgente per i compagni.
La risposta di Harden non si è fatta attendere, ed ha risposto dicendo che se lui avesse il fisico di Giannis farebbe 50 punti, 20 rimbalzi e 20 assist a sera.
Io non mi voglio esprimere su questa accesa discussione, ma onestamente devo ammettere che mi piace quando due giocatori se le dicono di tutti i colori.

Chiudiamo col quintetto della settimana:
  1. Shake Milton
  2. Giannis
  3. Jerami Grant
  4. Mitchell Robinson
  5. Seth Curry
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lunedì 2 marzo 2020

Un Clasico nel segno di Vinicius Jr

E' stata una partita pazzesca, qualità straordinaria da una parte e dall'altra con un ritmo altissimo, il Barça fraseggiava lentamente per poi accelerare con degli scambi o delle verticalizzazioni, il Real ha saputo soffrire e con un secondo tempo di pura prepotenza si è ripreso il Clasico e allo stesso tempo la vetta della Liga.
Il Barça arrivava a questa partita con difficoltà palesi in trasferta: Da quando Setien siede sulla panchina del Barça ha presieduto a 5 trasferte (2 vittorie di misura, ha pareggiato a Napoli e ha perso a Valencia e contro l'Athletic Bilbao). Questi numeri fanno già paura, ma mi voglio ricollegare col fatto che Messi non segna in trasferta in una partita in cui i catalani giocano sul campo della squadra avversaria dal primo Dicembre.
Hanno entrambe le squadre giocato un calcio sopraffino, giocando al massimo, ma il Real ha messo anche maggiore intensità e voglia, due caratteristiche che sono risultate fondamentali insieme al cuore per vincere il match.
Questa partita, non è mai una sfida come le altre, è la più grande partita che ci sia in questo continente, a maggior ragione ieri, perchè la posta in palio era altissima e una vittoria blaugrana avrebbe potuto ridurre all'osso le speranze madrilene di vincere la Liga.
Prima che iniziasse la partita, avevo già identificato il duello Vinicius-Semedo come possibile chiave del match. Il giovane attaccante brasiliano continua con la prestazione di ieri sera a dimostrare di essere il talento più grande di questa squadra, nonostante la strenua marcatura del portoghese crea diversi pericoli su quella fascia, sbagliando spesso il passaggio finale. Nell'azione del gol è fortunato, Pique cambia completamente la traiettoria del pallone beffando un'incolpevole Ter Stegen.
Portiere tedesco che si è reso protagonista al cinquntacinquesimo minuto di una parata super su Isco, con la palla che è stata tolta dal sette.
Dopo il vantaggio di Vinicius Jr, la partita si accende ulteriormente, Marcelo copre il buco centrale lasciato da Sergio Ramos, tiene Messi in velocità e arringa il pubblico.
Da quel momento le emozioni si susseguono da una parte e dall'altra, saltati tutti gli schemi con le squadre che corrono avanti e indietro senza mai fermarsi.
Il Real riesce a uscire dal primo pressing del Barça con una facilità disarmante, ed è proprio da una situazione di pressing che le Merengues trovano il gol che chiude la partita: da una rimessa laterale, Mariano Diaz (appena entrato) scappa alle spalle della difesa del Barcellona e buca Ter Stegen sul primo palo.
Il Real Madrid è riuscito ad isolare un Messi opaco e mal supportato da Griezmann e Vidal.
Il Clasico di ieri sera può avere un peso specifico non indifferente sul campionato, ma guai a tirare giù delle sentenze, perchè la storia di questa rivalità, la storia di questo campionato non finisce mai finchè non vi è una certezza matematica.
Il Real ha vinto con il carattere e con la voglia che il proprio allenatore ha inculcato nei suoi giocatori. Si riprende la vetta della classifica e vince una partita che può significare tantissimo.
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venerdì 28 febbraio 2020

FantaFalco: i consigli per i fantallenatori

Benvenuti a FantaFalco la nuova rubrica del venerdì che va a consigliare gli 11 (secondo me) giocatori che potrebbero fare la differenza in questo turno di serie A.
Essendo il primo appuntamento potrebbero esserci delle modifiche in corso, al fine di migliorare questo corner.
Inoltre cercherò d'inserire nomi interessanti, senza citare i giocatori più scontati, in maniera tale da non essere troppo ovvio nelle scelte ed aiutarvi in situazioni complicate.
Partiamo dai portieri:

  • Gollini: l'Atalanta gioca al Via Del Mare contro il Lecce. La squadra di Liverani prima della brutta sconfitta con la Roma veniva da 3 successi di fila che l'avevano tirata su in classifica. In più la Dea ha avuto modo di riposare dopo la grande prestazione in Champions, mi aspetto una vittoria e Gollini fornirà una prestazione all'altezza.
  • Silvestri: Il Verona è la piacevole sorpresa di questo campionato, è ottavo in classifica e insegue un sogno chiamato Europa League. Un grande merito va alla fase difensiva, i veneti sono la squadra che ha fatto segnare il maggior numero di clean sheet in stagione (9), e giocano lunedì sera contro la Samp.
  • Begovic: Il terzo portiere che vi consiglio è Begovic. Con Donnarumma fuori gioco, tocca al bosniaco difendere i pali dei rossoneri. Con Gigio in porta la squadra di Pioli ha tenuto la porta inviolata 9 volte, questo numero è simbolo di grande solidità difensiva, e chissà che pure Begovic non possa portare bonus in questa giornata.
Difensori:

  • Theo Hernandez/ Criscito: Un consiglio, due nomi. Mi aspetto una partita giocata a viso aperto e i due esterni possono dire la loro. Criscito inoltre ha il grande vantaggio di tirare i rigori e le punizioni, ha segnato 7 rigori su 8 ed è praticamente una certezza. Dall'altra parte Theo con i suoi 5 gol non sfigura affatto, anzi sono tutti arrivati su azione.
  • Luiz Felipe: La Lazio gioca contro il Bologna, il brasiliano è sicuro del posto da titolare a causa dell'assenza di Acerbi. E' cresciuto tantissimo e sta attraversando un momento di forma smagliante.
  • Gosens: In questo caso sarò scontato, ma non poteva fare a meno di nominarlo. Vale lo stesso discorso fatto per Gollini, i bergamaschi giocano contro il Lecce, per cui potrebbero esserci degli spazi o magari delle marcature rivedibili che potrebbero portare all'ennesimo bonus per il calciatore tedesco.
  • Kolarov: Ha vissuto qualche settimana d'oblio, ma sono convinto che sia un giocatore imprescindibile per questa Roma. Questa scelta fatela con cautela, perchè la Roma ha una partita complicata contro un Cagliari che è obbligato a tornare al successo. 
Centrocampisti: 
  • Chalanoglu: Nel nuovo sistema del Milan è un giocatore determinante. Può finalmente essere maggiormente impattante nelle conclusioni dalla distanza. Magari potrebbe deciderla con una sua punizione...
  • Mkhitaryan: E' un giocatore in crescendo, essendosi lasciato gli infortuni alle spalle, sta cominciando ad avere continuità, ed è secondo me il trequartista giusto per sopperire all'assenza di Nicolò Zaniolo.
  • Pulgar: Quella tra Udinese e Fiorentina sarà una partita vera, un match scintillante e penso che un giocatore come Pulgar possa risultare una pedina importante per la squadra di Iachini. Ha messo insieme numeri importanti per essere un vertice basso, ha fornito 3 assist e ha segnato 4 rigori.
  • De Paul: Se da una parte Pulgar può secondo me essere impattante, dall'altra prendo assolutamente il leader dei friulani. Quando Rodrigo De Paul s'accende con le sue vampate, tutta l'Udinese lo segue e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nonostante i numeri non lo premiano più di tanto (5 gol e 2 assist), l'argentino sta giocando una stagione importante, l'annata che potrebbe finalmente consacrarlo e portarlo in una squadra importante. Prima però vuole salvare l'Udinese e quindi occhio a Rodrigo De Paul.
Attaccanti: 
  • Zapata: Potrebbe sembrare un nome scontato, ma non lo è affatto. La fisicità e l'incisività del colombiano possono rivelarsi determinanti per il successo dell'Atalanta. E' in crescita, non è ancora al 100%, ma nelle prossime settimane penso che aumenteranno le sue realizzazioni.
  • Boga: Il Sassuolo gioca contro il Brescia,  e ha bisogno di ritrovare la vittoria dopo lo stop doloroso contro il Parma e il rinvio di Domenica scorsa contro l'Atalanta. L'ivoriano ha avuto un leggero calo del rendimento, ma è fisiologico, potrebbe essere la partita giusta per tornare a splendere
  • Ibrahimovic: Nella scorsa giornata Ibra è stato privato di un super gol per un fallo di mano a Firenze. Ha trasformato il Milan e non vede l'ora di essere sempre più protagonista di questa squadra.
Infine volevo darvi un suggerimento a proposito del derby d'Italia tra Juventus e inter, se potete evitate di schierare giocatori di questa partita. Potrà sembrarvi una follia, ma è sempre rischioso mettere giocatori importanti in queste partite così imprevedibili. 
Per il resto, divertitevi e commentate, scrivendo il vostro 11 di questa giornata.
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giovedì 27 febbraio 2020

Il Coronavirus contagia la Serie A

Il nostro campionato è in questo momento sotto scacco per quello che sta succedendo nel nostro paese, un'emergenza che sta portando a delle misure particolarmente pesanti che si riflettono anche nel mondo del calcio.
Inizialmente non avevo molta voglia di scrivere su questo argomento, ma adesso con le partite del prossimo turno che si giocheranno per la maggior parte senza pubblico, ho sentito il dovere di dire la mia.
Nel fine settimana passato non si sono giocate 4 partite, che andranno recuperate in momenti diversi.
Giocando in un altro periodo cambia tutto, si affronta un match in un periodo di forma differente e in condizioni diverse rispetto a quelle che avrebbero caratterizzato il regolare svolgimento della partita.
Il prossimo turno che ci viene prospettato (in questo momento, perchè la situazione è in costante divenire) è fortemente condizionato, infatti ad oggi abbiamo almeno 5 partite a porte chiuse

  • Udinese-Fiorentina
  • Milan-Genoa
  • Parma-Spal
  • Sassuolo-Brescia
  • Juve-Inter
Inoltre oggi l'Inter sarà costretto a giocare i sedicesimi di ritorno di Europa League contro il Ludogorets senza l'apporto del suo pubblico.
Quello del Coronavirus è un qualcosa di difficile da analizzare, ma che sta avendo ripercussioni su tutto, anche sugli aspetti sportivi del nostro paese.
Un pensiero in una situazione del genere va rivolto ai tifosi, che in un momento complicato, vengono privati pure di un divertimento, come può essere il calcio.
In tutto questo vi è ovviamente (e soprattutto) una ricaduta economica, alcune società prevedono il rimborso del biglietto, ma altre no.
Per non parlare degli aspetti commerciali, vengono meno gli introiti legati al marketing.
Questa è una situazione che ci sta colpendo non solo dal punto di vista dell'emergenza sanitaria, ma anche e forse primariamente dal punto di vista economico. 
Questo è un momento estremamente complesso per il nostro paese, ma bisogna viverlo con lucidità e responsabilità.
Molti avevano parlato proponendo la sospensione della Serie A, ma questa possibilità è da scartare, i calendari sono foltissimi e non c'è la possibilità di andare a recuperare tante partite.
Ci sono squadre che logicamente sono più danneggiate d'altre da questa emergenza; proviamo a fare una panoramica nazionale su cosa sta succedendo oggi in serie A.
Per quanto riguarda la lotta scudetto, al momento la squadra più in difficoltà è l'Inter, non ha potuto disputare il match contro la Samp ed è quella che ha il calendario più denso.
Il meno quattro dalla vetta (dato da una partita in meno) potrebbe pesare dal punto di vista psicologico, anche in questo caso i nerazzurri non hanno potuto rispondere sul campo ai successi di Juventus e Lazio. 
La Juventus dovrà affrontare l'Inter senza pubblico, ci sarà la negazione della possibilità di beneficiare economicamente della grande partita.
La terza squadra, la Lazio, domenica ha giocato e ha vinto per 3-2 su un campo difficile come Marassi, traendo energia positiva da tutto ciò.
Una squadra che non ha giocato, ma che secondo me ne ha tratto beneficio è l'Atalanta, la banda del Gasp in questa maniera ha potuto tirare un bel respiro dopo la grande notte di San Siro contro il Valencia.
La compagine che invece è stata messa più in difficoltà da questa pausa forzata è secondo me il Torino, la squadra di Cairo dopo 5 sconfitte consecutive avrebbe dovuto sfidare il Parma in una partita che avrebbe potuto significare tanto per i granata, che ora invece si ritrovano a dover giocare sabato sera al San Paolo contro un Napoli apparentemente ritrovato, insomma piove sul bagnato.
Spero di aver fatto un buon riassunto sulla situazione complicata che stiamo vivendo nel nostro paese, io non ho grande voglia di pensarci, ma anzi mi voglio distrarre.
Questa settimana è quella perfetta per pensare ad altro, ci sono state grandi partite di Champions, oggi si gioca l'Europa League, torna la Serie A e domenica sera si chiude in bellezza con El Clasico, insomma tanta carne al fuoco, e ovviamente rimanete connessi e aspettate i vari commenti sul blog.
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giovedì 20 febbraio 2020

Dea divina a San Siro

Ieri è stato un momento storico per la città di Bergamo, per gli atalantini e per tutti gli appassionati di calcio. Il 4-1 della Dea proietta la squadra di Gasperini vicina ai quarti di finale della Champions League. L'Atalanta merita assolutamente la vittoria, ha giocato una partita brillante, non dando spazio al Valencia di esprimersi. Razionalmente bisogna però dire che il Valencia si è presentato a San Siro, con una squadra totalmente rivisitata. Si è sentita la mancanza dei due centrali titolari (non ci saranno nemmeno al ritorno), ma anche quella di Rodrygo, attaccante migliore del Valencia che avrebbe potuto creare parecchi problemi alla retroguardia atalantina.
Il gol preso in casa rimane comunque un neo, perchè lascia una porta aperta al Valencia, e mi aspetto un Mestalla infuocato al ritorno.
L'Atalanta anche nella serata più importante della sua storia, non ha cambiato di una virgola il modo di giocare. E' una squadra che pensa, che gioca, ma non cambia mai spartito, non cambia mai mentalità, e infatti Gasperini a quindici minuti dalla fine, sul 4-1 ha inserito Zapata al posto di Caldara. La Dea è sicuramente una signora squadra, ma è anche un gruppo di giocatori molto importante, che hanno tutti le caratteristiche per essere protagonisti a questo livello.
Un'altra cosa che stupisce nell'Atalanta è la costruzione del gioco per arrivare a premiare l'inserimento da dietro.
L'Atalanta in una partita così determinante è arrivata a segnare il gol del 1-0 con in area di rigore due difensori: un difensore centrale (Palomino) e un esterno destro (Hateboer). Devi avere grandi attributi per riuscire a fare una cosa del genere in tutte le partite che giochi, indipendentemente se giochi la partita all'oratorio o l'appuntamento più importante della carriera.
Non sappiamo come finirà, ma anche se l'Atalanta dovesse venire eliminata verrà ricordata per tantissimo tempo, grazie alle sue idee e alle sue capacità di far innamorare gli appassionati di calcio con le sue splendide trame.
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mercoledì 19 febbraio 2020

E' tornato l'Atletico del Cholo Simeone

Ieri è stato il giorno del ritorno della Champions League, la competizione che porta il più alto livello calcistico, ma anche le emozioni più estremizzate.
Sono state due grandi partite, ma oggi vi parlerò nel dettaglio della vittoria dell'Atletico Madrid contro il Liverpool.
La squadra di Klopp come detto in precedenza si è dovuto inchinare 1-0 al Wanda Metropolitano.
E' stata una vittoria di puro Cholismo, con i colchoneros che si prendono questo risultato positivo, ma bisognerà vedere la reazione focosa del Liverpool in quel di Anfield.
Questa era la prima sfida tra Klopp e Simeone.
Da una parte l'allenatore del momento, campione di tutto, rivoluzionario, che ha portato un calcio esaltante. Ha vinto la Champions League, il Mondiale per club, la Supercoppa Europea a salvo cataclismi, presto alzerà la tanto ambita Premier League.
Di fronte si trovava l'allenatore che ha fatto una grande rivoluzione, ha rimesso l'Atletico sulle mappe più importanti del calcio Mondiale. Lo ha portato a vincere una Liga, lo ha portato due volte in finale di Champions League e ha conquistato in totale 7 titoli.
Quello che non è riuscito al Cholo è stato il cambio di pelle, nel momento in cui l'Atletico era pronto a spiccare il volo sotto il punto di vista del gioco ha fatto dei clamorosi passi indietro.
La sorte ha voluto che il tecnico argentino dovesse affrontare questo match nel momento più difficile dei suoi 8 anni nella capitale spagnola.
In questa serata dai significati più profondi per Simeone e i suoi, la squadra spagnola ha ritrovato la sua pelle, il suo carattere forte e irascibile.
Quello che ha ritrovato, e di conseguenza riproposto Simeone è stata la fusione totale con l'ambiente, ha passato tutto il secondo tempo ad aizzare il suo pubblico.
Altra nota lieta è stata la ritrovata capacità di assorbire il gioco degli avversari. L'Atletico è tornato ad essere impermeabile, ha concesso 0 tiri in porta, ad una squadra che ha fatto il 73% del possesso palla. I madrileni hanno tessuto la propria rete, ed ha imbrigliato una delle squadre più forti del mondo.
Bisogna dire che nei reds non ha funzionato praticamente niente: i terzini non sono riusciti ad imporre il ritmo sperato, e i tre campioni del tridente hanno fornito una prova opaca.
Da sottolineare che questa è soltanto la terza sconfitta stagionale del Liverpool, ma due di queste 3 sconfitte sono arrivate in Champions. Per il Liverpool adesso inizia la stagione della coppa dalle grandi orecchie, e sono curioso di vedere se dopo aver utilizzato tantissime energie per il campionato, avrà ancora benzina per spingere pure per la Champions.
Intanto il messaggio che questa partita fa trapelare è molto chiaro: in casa Atletico il fuoco arde ancora, e un messaggio del genere fa tirare un sospiro di sollievo a tutti i sostenitori dei colchoneros.
Il passaggio del turno non è assolutamente deciso, anzi ci aspetta una gara di ritorno infuocata ad Anfield, intanto però c'è tantissimo altro di cui scrivere, oggi gioca l'Atalanta, domani è il turno dell'Europa League, e poi nel fine settimana sarà nuovamente il turno della nostra amata serie A.
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martedì 18 febbraio 2020

Stop pesante per l'Inter

Come ormai vuole la prassi, ci troviamo a commentare un weekend di serie A ricco di fatti e di emozioni. Nella fattispecie oggi ho voglia di analizzare la brutta battuta d'arresto dell'Inter nello scontro diretto con la Lazio.
L'Inter ha subito uno stop severo, ma anche giusto per come è andata la partita.
La cosa più evidente che viene fuori da questa partita è la differenza di qualità tra i due centrocampi, i nerazzurri non sono riusciti a bilanciare la differenza qualitativa con i laziali, inoltre l'Inter ancora una volta si era trovato in vantaggio, ma non è riuscito a conservarlo fino alla fine.
La squadra di Conte è al primo anno di un progetto importante, ed è ancora una squadra immatura, che pecca in qualità dal punto di vista del gioco.
Nel mercato invernale sono stati fatti degli acquisti importanti, il primo che sta facendo molto bene è Ashley Young, il terzino si sta dimostrando di un livello superiore rispetto a Biraghi, sta bene fisicamente e ha un piede che gli permette di fare delle cose estremamente importanti nella metà campo avversaria.
Se parliamo di acquisti invernali non possiamo non citare Christian Eriksen. Nonostante le difficoltà che sta incontrando, il danese rimane un giocatore importantissimo, per le prospettive generali dell'Inter. E' un giocatore diverso rispetto al DNA di questa squadra, e di conseguenza ci vuole un po' di pazienza. Rimane determinante secondo me inserire Eriksen per dare un gioco diverso, più creativo e più imprevedibile.
Ritornando alla partita, la squadra interista ha affrontato il match con troppo timore, e questo non è stato particolarmente gradito dai tifosi.
Lautaro Martinez è finito anche lui al tavolo degli imputati, per non essere stato particolarmente incisivo, ma bisogna anche dire che è stato sorvegliato con grande attenzione da Lucas Leiva.
Partite di questa importanza girano sui dettagli, e anche in questo caso ha vinto chi ha sbagliato di meno, l'Inter dopo il vantaggio, si è fatto riprendere a causa di alcuni malintesi difensivi.
Proprio i malintesi difensivi mettono ancora in dubbio la stabilità di una difesa priva di Handanovic.
Skriniar sta attraversando un periodo complicato, De Vrij paga il troppo utilizzo mentre Godin ancora una volta dimostra di non vivere una delle migliori stagioni della propria carriera.
Come detto in precedenza, tutto questo si unisce all'assenza di Handanovic, che per ora è stato sostituito da Padelli.
Le grandi squadre, hanno dei secondi portieri sicuramente più affidabili di Padelli: La Juve ha Buffon, il City ha Bravo, il Real ha Areola e il Barça ha Neto.
Il portiere ex Toro non ha commesso errori clamorosi, ma nell'occasione del rigore della Lazio c'è una mancata comunicazione, mentre nel gol di Milinkovic Savic non è stato rapidissimo ad andare giù.
L'Inter esce comunque dall'Olimpico con un vantaggio che non deve essere sottovalutato: i nerazzurri hanno il vantaggio negli scontri diretti e, in una classifica così corta, la prospettiva di arrivare a pari punti non è così lontana dalla realtà.
Questo scontro diretto dimostra una volta di più che il gap si è ridotto, l'Inter e la Lazio sono diventate concorrenti credibili per la Juventus.
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giovedì 13 febbraio 2020

Le difficoltà della Juventus di Sarri

La Juventus lo scorso weekend ha subito un brusco stop contro il Verona.
Questa sconfitta ha causato dei malumori intorno alla squadra, che dovrà essere brava a riscattarsi.
Ho voglia di darvi delle mie sensazioni a proposito di queste difficoltà riscontrate dai bianconeri.
Io ho la sensazione che la squadra è l'allenatore non remino nella stessa direzione, o quantomeno non lo facciano sempre. La Juve sta perdendo le caratteristiche che l'avevano resa una squadra solidissima, ma non riuscendo ad assimilare ancora i concetti di Maurizio Sarri.
Il gioco del tecnico toscano si è visto in piccole porzioni all'interno di una partita, questo non va assolutamente bene, e bisogna immediatamente invertire la rotta, perchè la società si è posta giustamente obiettivi ambiziosi, ma non mi sembrano tutti (i giocatori) sintonizzati sullo stesso canale.
Come sapete, a me piace prendere in analisi i numeri e usarli per spiegare determinate dinamiche. La Juve fino ad ora ha numeri che non sono adeguati a questo tipo di squadra.
I piemontesi hanno la terza difesa del campionato, e il quarto attacco.
Partiamo dall'attacco, la situazione offensiva è particolare: i bianconeri sono trascinati da Cristiano Ronaldo, il portoghese ha segnato 20 gol e senza di lui sarebbe nei guai.
Quelli che dovevano essere i due comprimari, Dybala e Higuain, hanno segnato solamente 5 gol a testa, troppo poco. In più le alternative (Douglas Costa, Bernardeschi), hanno fatto ancora peggio: 0 gol. Questo dato è particolarmente interessante, perchè nessun top club europeo dipende esclusivamente da un solo giocatore. Se allarghiamo il discorso alla rosa, la Vecchia Signora ha mandato in rete solamente 10 marcatori in questa stagione, 5 dei quali sono difensori (8 gol).
La Juve ha segnato in totale 44 gol, e manca una collaborazione realizzativa adeguata rispetto a quelli che sono gli standard di CR7.
Nei primi 5 campionati europei non c'è nessuna capolista che abbia segnato così poco, anzi solo il Real ha segnato così poco, ma può contare su una fase difensiva solidissima (9 gol in meno subiti).
Se prendiamo le rivali della Juve in campionato notiamo ancor di più le difficoltà realizzative:

  • INTER: ha segnato di più pur senza poter contare su un tridente ( la coppia Lautaro-Lukaku ha segnato 28 gol). I nerazzurri inoltre hanno 15 marcatori in campionato, con i gol dei difensori che sono stati molti meno ( 4 reti), questo è simbolo che il reparto di centrocampo funziona alla grande.
  • LAZIO: ha numeri ancora più strabilianti, Immobile ha segnato più di Ronaldo (25-20), la coppia Correa-Caicedo 14 gol e infine il duo Luis Alberto-Milinkovic Savic ha timbrato il cartellino 6 volte.
Per darvi una panoramica più ampia, voglio prendere in esame i top club europei
  • LIVERPOOL: Salah è un trascinatore, ma segnano anche Manè e Firmino.
  • BARCELLONA: Messi è un mostro, ma senza Suarez e Griezmann non andrebbe da nessuna parte.
  • PSG: ha un grande talento come Mbappè, ma Icardi, Neymar, Cavani e Di Maria danno il loro contributo.
  • MANCHESTER CITY: miglior attacco della Premier, ha tra le sue file Aguero, ma sia Sterling che Gabriel Jesus sono in doppia cifra.
  • BAYERN MONACO: ho tenuto appositamente i tedeschi come ultima squadra, è il caso che più si avvicina a quello juventino, Lewandowski svetta per numero di gol, ma comunque ci sono tanti giocatori che danno il loro contributo ( è la squadra che segna di più a livello assoluto).
Oggi il calcio è questo, si vince facendo tanti gol, bisogna creare molto, ed è questo il motivo per cui una squadra ha bisogno di diversi realizzatori che ti garantiscono doppie cifre.
La Juve questa cosa non la vanta, perchè mancano i gol degli altri attaccanti, attenzione: sia Dybala che Higuain stanno disputando una buona stagione, ma non stanno svolgendo il primo compito che si chiede ad un attaccante: fare gol.
I problemi però non riguardano solo l'attacco, l'apporto del centrocampo è in calo.
Pjanic che doveva essere il giocatore imprescindibile sta deludendo, e dopo una partenza positiva appare in difficoltà. il bosniaco non ha veri e propri sostituti, quello che più si avvicina al suo ruolo è Bentancur, anche se non è un vero vertice basso. I nuovi acquisti Rabiot e Ramsey non stanno dando l'apporto sperato e Matuidi giocando tutte le partite, ne sta risentendo fisicamente.
Khedira è infortunato, e Can è stato inspiegabilmente venduto al Borussia Dortmund.
In questo caso le colpe se le deve assumere la società che è stata immobile nel mercato di riparazione, quando probabilmente qualche innesto a centrocampo avrebbe fatto comodo.
La difesa è un'altra nota dolente, i bianconeri prendono più gol rispetto agli anni scorsi, e non possiedono più quel muro che permetteva di blindare i risultati. C'è sicuramente da considerare l'assenza di Giorgio Chiellini, è un'assenza pesantissima per la retroguardia.
De Ligt avrebbe giovato un sacco a dividere il reparto con il capitano juventino, l'olandese invece si trova al suo fianco Bonucci, giocatore fondamentale in fase d'impostazione, ma che in fase difensiva non è irresistibile.
Maurizio Sarri in tutte le sue stagioni, si è sempre messo in mostra per il bel gioco offensivo, ma tutto si basa su concetti difensivi codificati, questi concetti vanno contro corrente rispetto ai dettami che i giocatori juventini seguivano precedentemente, Il primo esempio che mi viene in mente è la richiesta di Sarri di applicare la difesa a zona.
Adesso si fa la stagione, quindi la Juve è ancora in tempo per limare questi aspetti, ci vuole un messaggio chiaro della squadra, ci sono giocatori che devono adeguarsi agl'input dell'allenatore, allenatore che deve essere sempre la persona ad aver l'ultima parola. 
La fase cruciale è adesso, per cui non c'è più possibilità d'errore. Questa è una settimana fondamentale, stasera c'è la semifinale di Coppa Italia e domenica c'è il Brescia, che può essere il giusto avversario per ritrovare la vetta e ritrovare se stessa.
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mercoledì 12 febbraio 2020

I sogni del Bologna

Ve lo avevo promesso lunedì nell'analisi del periodo nero della Roma, dopo aver dovuto per ovvi motivi dare precedenza al derby di Milano, oggi vi porto l'approfondimento sul Bologna, una squadra che sta bene e si sta rivelando una squadra di grande prospettiva.
Il Bologna è una squadra che ha trovato la svolta, è coraggiosa, estremamente organizzata, con grandissima voglia di vincere. Il Bologna dopo aver battuto la Roma è arrivata a 3 vittorie consecutive e 4 successi nelle ultime 5.
Rispecchia alla perfezione il carattere di Mihajlovic, nella prima parte di stagione quello che ho elencato in precedenza ( squadra coraggiosa, estremamente organizzata e con grandissima voglia di vincere) avveniva ad intermittenza, da quando l'allenatore è tornato in panca la squadra è decollata e adesso ha una classifica particolarmente interessante.
Il lavoro sta pagando e possiamo subito vederlo nell'attacco, la squadra di Saputo ha una fase offensiva che trova gol, ed ha visto una crescita in tutti gli elementi.
Orsolini sta avendo continuità realizzativa, ed è un giocatore che è cresciuto tantissimo nel suo tipo di gioco; il rendimento di Palacio è qualcosa di pazzesco, ha da poco compiuto i 38 anni, ma è ancora un giocatore fantastico, è la guida di questa squadra grazie al suo acume tattico; infine Musa Barrow, è l'attaccante che serviva a questa squadra, è stato una grande presa nel mercato di riparazione e si è messo in luce segnando una doppietta di grande voglia.
Il Bologna si sta dimostrando un club di livello, sta investendo in maniera oculata su giovani prospetti. Lo stesso Barrow è stato acquistato per venti milioni, sforzo significativo per un club di quelle dimensioni. Il gambiano è arrivato ed ha dimostrato di essere il tassello giusto che serviva per completare questa splendida realtà.
Gli emiliani hanno rinunciato a giocatori più affermati ed esperti come Dzemaili, Poli e Medel, per dare spazio a dei giovani che si stanno dimostrando all'altezza. I vari Svanberg, Olsen, Dominguez... nonostante la giovane età si stanno facendo trovare pronti.
Altra grande idea di Mihajlovic e staff è stata quella di basare la difesa sui 4 centrali, una scelta che poteva sembrare folle, ma in realtà sta portando tanti benefici alla squadra.
Il Bologna con la Roma all'Olimpico ha vinto ancora, e adesso si trova a 33 punti in classifica, solo 6 in meno dei giallorossi. Adesso può sognare, la strada è lunga, ma questa squadra è pronta a stupirci in questa grande bagarre chiamata Serie A.
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