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Juventus, CR7 prove di addio: Storia di un'amore mai decollato

 Rispetto, passione e voglia di vincere . Tre pensieri che accomunavano la Juventus e Cristiano Ronaldo tre anni orsono e che sono stati f...

sabato 13 luglio 2019

Scambio Westbrook-Paul tra Okc e Houston

Dopo aver parlato nella giornata di ieri delle mosse di mercato dei Los Angeles Clippers, siamo qui per discutere di un'altra trade che ha scosso per l'ennesima volta il mercato NBA.
Ebbene Russell Westbrook è un nuovo giocatore degli Houston Rockets, e andrà a comporre il duo delle meraviglie con James Harden. Per Westbrook, Houston ha sacrificato 4 prime scelte al draft: due protette e due scambi.
Nel breve termine la trade dovrebbe essere stata vinta dai Rockets, ma nel lungo periodo i Thunder potrebbero aver fatto la scelta giusta, infatti potrebbero trovarsi nei prossimi anni con tantissime scelte al primo giro che potrebbero permettere di scegliere diversi giocatori alle prime chiamate del draft..
Houston potrebbe aver trovato un duo veramente atomico, certo molti in questi giorni dicono che hanno bisogno di due palloni in campo per giocare assieme, ma la stessa cosa si affermava quando Chris Paul arrivò a Houston e poi in qualche modo sono arrivati due volte a un passo dalle finali NBA.
Se mettiamo nella stessa situazione un Russell Westbrook più atletico, più pronto fisicamente, più giovane, teoricamente le cose dovrebbero migliorare in Texas.
Se i risultati non dovessero essere quelli sperati per Houston i problemi sarebbero enormi, da parte dei Rockets questa è stata una scelta molto rischiosa, e sarà molto curioso vedere come Mike D'Antoni riuscirà a rendere efficace questo duo.
Il gioco penetra e scarica di Westbrook messo in un sistema di gioco come quello di Houston, che prevede solo tiratori potrebbe diventare l'arma segreta dei Rockets.
Su questo duo ho parecchi dubbi e non credo che porterà ai risultati sperati, ma se mi dovessi sbagliare e riuscissero a trovare la quadra a quel punto diventerebbe parecchio complicato contrastare gli Houston Rockets.
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venerdì 12 luglio 2019

Kawhy Leonard e Paul George ai Los Angeles Clippers

Dopo quasi un mese di pausa dovuto ad impegni personali e vacanze, torno a scrivere sul blog.
Neanche il tempo di allontanarsi che ci sono state un sacco di bombe di mercato in NBA.
Cominciamo dalla notizia che ha sconvolto letteralmente la parte Clippers di Los Angeles: l'arrivo di Kawhi Leonard e Paul George, il primo è arrivato dalla free agency e ha firmato un triennale da 103 milioni, mentre il secondo è arrivato in cambio di Gallinari,Shai Gilgeous Alexander e quattro prime scelte.
Da quello che è trapelato, sembrerebbe che nel primo incontro Leonard avrebbe detto alla dirigenza Clippers, che lui avrebbe firmato con la franchigia solamente se fosse arrivata un'altra star.
Questi due, vanno ad aggiungersi ad un roster già di suo molto valido,con Patrick Beverley, Lou Williams, Montrezl Harrell, Mo Harkless e Landry Shamet.
Inoltre sembrerebbe che sia stato Paul George a chiedere la trade ai Thunder
I Toronto Raptors perdono Kawhi Leonard dopo una stagione, ma hanno vinto il titolo.
I Lakers, hanno preso Anthony Davis, Danny Green e Avery Bradley, ma non sono riusciti a convincere Leonard.
La squadra che invece stupisce di più con questa trade è ovviamente Oklahoma City (che nel frattempo ha pure scambiato Westbrook a Houston in cambio di Chris Paul), adesso sembrerebbe che sia Gallinari che Paul siano destinati a lasciare i Thunder per accasarsi magari in qualche contender.
Adesso dopo questa mossa i Clippers possono tranquillamente inserirsi nella lista per il titolo.
In pochissime ore è cambiata per l'ennesima volta completamente la NBA.
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sabato 15 giugno 2019

Il girone C della Copa America

Oggi andremo ad analizzare l'ultimo girone della Copa America 2019, il girone probabilmente più equilibrato di questa fase finale.
Questo è il girone del Cile, ma soprattutto dell'Uruguay: la squadra che ha vinto più volte questa competizione. E' probabilmente la favorita numero 2, dietro solo al Brasile e davanti all'Argentina.
Nelle ultime partite la formazione uruguagia ha dimostrato di aver risolto il problema degli anni precedenti: il centrocampo.
Per anni l'Uruguay ha sofferto incredibilmente la mancanza di centrocampisti di livello, l'ultima generazione ha portato all'Uruguay dei centrocampisti centrali dotati di uno straordinario talento.
I nomi sono quelli di Torreira, Nandez e Bentancur.
Dietro e davanti, l'Uruguay fa semplicemente paura, nella retroguardia ha la coppia Godin-Gimenez, un terzino polivalente come Caceres o Laxalt. L'attacco non ha neanche bisogno di presentazioni: Suarez, Cavani, Stauni e Maxi Gomez formano un parco attaccanti veramente interessante.
Tutto questo sarà gestito e controllato dal maestro Oscar Tabàrez.
Le ultime due edizioni della Copa America, sono state vinte dal Cile, dopo i trionfi la formazione allenata da Reinaldo Rueda ha trovato diverse difficoltà.
Difficoltà che sono partite dalla mancata qualificazione allo scorso Mondiale, qualificazione sfuggita all'ultima partita per mano del Brasile già qualificato. Il Cile arriva all'appuntamento con diversi problemi all'interno del gruppo, nati dalla mancata convocazione del portiere Bravo e del mediano Marcelo Dìaz.
Il giocatore simbolo di questo Cile rimane Arturo Vidal.
L'allenatore Reinaldo Rueda è un tipo molto carismatico e qualitativo, il gioco del Cile dipenderà molto da come reagirà Alexis Sanchez alla stagione da incubo appena trascorsa.
le altre due squadre, sono due formazioni che fin dall'inizio dovranno costruirsi il loro cammino, una è l'Ecuador e l'altra è una delle due invitate: il Giappone.
in Ecuador questo è senza dubbio il momento sportivo più alto della loro storia, basti pensare al trionfo del giro d'Italia di Carapas o ai risultati della nazionale under 20 nel mondiale di categoria.
Quello dell'Ecuador non è più un calcio soltanto fisico, ma è un calcio che cresce come organizzazione, nella ricerca del gioco.
Sono state provate un sacco di cose per provare a far rendere questa squadra, forse anche troppe ed è per questo che ancora non è riuscito a dare un identità ben precisa alla sua formazione.
L'ultima squadra è il Giappone, formazione nipponica che torna a disputare la Copa America 20 anni dopo la sua prima e unica apparizione.
E' una squadra che è cresciuta parecchio, e che punta a fare esperienza per vincere l'olimpiade di casa nel 2020.
Nonostante la poca esperienza è una squadra da tenere d'occhio, il primo su tutti Kubo, fresco diciottenne ed appena acquistato dal Real Madrid. Kubo è un centrocampista offensivo, mancino e velocissimo.
Di sicuro questo è un girone livellato, e il rischio di lasciare punti per strada è molto elevato.
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venerdì 14 giugno 2019

Il girone B della Copa America

Il girone B della Copa America 2019, è un girone non scontato, in cui è consigliato partire forte.
Le prime due gare mettono a confronto le due big e le due possibili outsider.
E' il girone dell'Argentina, un'Argentina che non vince da troppo tempo, ed arriva a questa rassegna non partendo da favorita.
Senza pressione potrebbe essere più semplice arrivare a vincere il titolo, per questa nuova squadra.
Il ricambio generazionale è dato dal fatto che nelle convocazioni ci siano solo 9 reduci del mondiale in Russia.
Scaloni, l'allenatore più giovane di questa Copa America, ha preparato una squadra che si fonda sul 4-3-3 che però lascia molta libertà d'interpretazione in fase offensiva.
L'Albiceleste si va a costruire attorno alla figura di Leo Messi, con interpreti nuovi e vecchi scuderi.
Avanti insieme alla pulce, partiranno due reduci dallo scorso mondiale: Aguero e Di Maria.
Hanno dimostrato di essere in un periodo di forma incredibile: il primo ha condotto il City all'ennesimo scudetto, mentre il secondo ha trascinato il PSG dopo gli infortuni di Neymar e Cavani.
In avanti Scaloni ha comunque delle alternative importanti: Lautaro Martinez, Paulo Dybala e Rodrigo de Paul. In più ci saranno almeno due centrocampisti di spiccata attitudine offensiva, che prendono i nomi di Leandro Paredes e Giovani Lo Celso. L'equilibrio dovrebbe essere garantito da Rodriguez, un giocatore molto solido.
Proprio la solidità è da testare, la difesa crea qualche punto interrogativo, i centrali dovrebbero essere Pezzella e Otamendi, mentre i terzini Sarabia e Tagliafico.
Argentina che dovrà partire subito bene, perchè come anticipato in precedenza, la partita inaugurale, sarà contro la Colombia.
Colombia che sarà l'outsider numero uno di questa competizione. La Colombia possiede una formazione molto matura, una squadra che è arrivata al momento di raccogliere qualcosa di quanto di buono coltivato negli anni passati.
Il CT Queiroz, insiste sull'equilibrio, nonostante possegga una squadra decisamente a trazione anteriore.
La difesa è un po' un enigma, a reggerla oltre al portiere del Napoli Ospina, ci sono due difensori centrali di grandissimo potenziale: Davinson Sanchez e Yerry Mina.
Le due mezzali sono propositive, una addirittura è Cuadrado, l'altra è Uribe, una mezzala che si muove e sa perfettamente inserirsi nella difesa avversaria.
Davanti la Colombia ha l'imbarazzo della scelta, ci sono James Rodriguez, Falcao, Muriel e Duvan Zapata, insomma davanti la Colombia ha solamente garanzie.
Se Queiroz riuscirà a trovare l'equilibrio, di cui tanto parla, allora il sogno di rivincere quella Copa America dopo 18 anni dall'ultima potrebbe diventare più semplice.
Le altre due squadre invece devono cercare di ritagliarsi un ruolo, ha qualche chanche in più il Paraguay.
Una squadra che cercherà di rimanere compatta.
Bisognerà innescare il talento del miglior giocatore della squadra: Almiron, uno che ha tutto per diventare un signor giocatore, ma che quest'anno al Newcastle non ha fatto granchè.
L'obiettivo è quello di fare risultato pieno contro il Qatar.
Il Qatar che è l'enigma più grande di questa Copa America, punta a fare esperienza in vista del Mondiale casalingo del 2022. Un Qatar che ha stupito tutti vincendo la coppa d'Asia, vincendo tra l'altro 7 partite su 7 disputate e distruggendo in finale il Giappone.
La squadra asiatica non è certamente una nazionale spettacolare, si appoggia su una difesa a 5, e cerca quando possibile il contropiede.
L'obiettivo del Qatar non è certamente la Copa America, l'obiettivo è farsi vedere e fare esperienza.
Occhio al Qatar. che se dovesse fare lo sgambetto al Paraguay nella prima partita, potremmo vederne delle belle.
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giovedì 13 giugno 2019

Il girone A della Copa America

Il countdown sta per terminare, domani prenderà ufficialmente il via la Copa America 2019.
Cominciamo col girone A, il girone della squadra di casa, il Brasile.
I verdeoro, in brasile, 100 anni fa, vincevano il loro primo titolo importante della loro storia.
100 anni dopo, il Brasile vuole ripetere l'impresa.
La seleçao parte come la favorita per portare a casa il titolo, anche se priva della superstar che tutti attendevano.
Oltre a Neymar, non ci sarà neanche Vinicius Jr, che non è stato convocato neanche in sostituzione di Neymar. Al posto del giocatore del PSG è rientrato Willian.
Il Brasile nelle ultime partite, ha dimostrato di essere una squadra forte, compatta, con tanto talento offensivo. Potenzialmente all'interno della rosa possiede due prime punte (Firmino e Gabriel Jesus), il giocatore del Liverpool, inizialmente sarà l'attaccante titolare, ma non ci sarà da stupirsi qualora il CT brasiliano decidesse di far giocare tutti e due assieme arretrando leggermente Firmino.
Quello del Brasile dovrebbe essere un 4-2-3-1, si usa il condizionale, perchè il gioco brasiliano prevede uno schema molto libero.
I due esterni alle spalle di Firmino, saranno Neres e Richarlison, reduci da un'ottima stagione rispettivamente con Ajax e Watford. Il giocatore chiave sarà Philippe Coutinho, che a differenza dei due sopracitati, viene da una stagione fatta da più ombre che luci.
Come trequartista ci sarà anche il milanista Lucas Paquetà, che può avere spazio e può fare molto bene. Il Brasile potrà contare anche su Arthur, un giocatore d'impostazione pura, che giocherà a centrocampo, con compiti un po' diversi rispetto a quelli di Barcellona.
La Seleçao avrà due terzini molto propositivi in fase offensiva, che rispondono ai nomi di Dani Alves e Filipe Luis, quest'ultimo parte titolare davanti ad Alex Sandro. Probabilmente questa scelta è data dal fatto che il giocatore dell'Atletico sappia oltre che spingere anche assorbire le ripartenze degli avversari.
Una squadra molto sbilanciata in avanti, per cui bisognerà vedere se l'impalcatura reggerà.
I giocatori difensivi hanno nomi altisonanti, stiamo parlando di Allison, Marquinhos, uno tra Miranda e Thiago Silva e Casemiro.
La formazione verdeoro avrà un debutto abbastanza morbido: la Bolivia.
La Bolivia è una squadra che ha vinto 1 sola delle ultime 15 partite giocate, con la maggior parte dei giocatori che giocano in patria. Vanta come unica stella Marcelo Moreno Martins, un giocatore che ha scritto delle pagine importanti nella storia del calcio sudamericano, ma non penso che da solo possa reggere un'intera squadra.
Le altre due squadre invece sono due formazioni che partono abbastanza in equilibrio, e avranno subito lo scontro diretto che potrebbe rivelarsi fondamentale per la classifica finale.
Stiamo parlando di Perù e Venezuela.
Il Perù parte forse con un leggero vantaggio iniziale, ma solo per quello che ha fatto vedere negli ultimi anni. Il Perù si è qualificato al Mondiale con grandi meriti e ha fatto una buona rassegna in Russia.
Nonostante ciò, il Perù arriva con più dubbi che certezze. Le ultime amichevoli sono state preoccupanti. Ci sono diverse cose che faticano a funzionare, ma in patria sono convinti che quando si comincerà a fare sul serio il Perù saprà lasciarsi i problemi alle spalle.
Perù che davanti può vantare la presenza di Paolo Guerrero. Oltre al centravanti ha un'altro veterano come Farfàn.
Il Venezuela, non ha una tradizione vincente, ma in questo momento è all'apice, curiosamente il picco arriva in un momento devastante per il paese dal punto di vista politico.
Il Venezuela nell'ultima amichevole ha dato tre gol agli Stati Uniti, a marzo ha battuto l'Argentina, ed è bello vedere che questo gruppo nonostante le difficoltà sia rimasto compatto verso un solo obiettivo.
Il Venezuela ha in Rondon il goleador, in Rincon il leader temperamentale, mentre ha in Josef Martinez una variabile che può fare la differenza.
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giovedì 30 maggio 2019

Tempo di Finals NBA

Ebbene si, il momento più atteso per gli appassionati di basket americano è arrivato, purtroppo dopo 7 mesi di basket ad alto livello, siamo arrivati all'epilogo di questa stagione.
Ad Ovest è arrivata la squadra che da tutti era data come l'avversaria da battere,  che dunque ha mantenuto i pronostici.
Ad Ovest c'era lo spazio vuoto lasciato da Cleveland, che è stato colmato dai Toronto Raptors di Kawhi Leonard.
Si tratta di due squadre molto diverse, con i Warriors che partono favoriti, anche perchè i Raptors potrebbero pagare l'inesperienza a questi livelli. Gli unici ad aver giocato partite di questo tipo sono stati Ibaka, Green e Leonard.
Già questo sarà un fattore positivo per i Warriors e negativo per i Raptors.
Gara 1 si giocherà a Toronto, perchè i Raptors hanno avuto un record migliore durante la stagione regolare. Neanche a dirlo, per rimanere nella serie, per Toronto è necessario che la panchina sia produttiva.
Nelle finali di Conference la sostanziale differenza è stata data dalla panchina. Per capire questo concetto basta guardare la differenza tra le prime due partite della serie (quelle vinte dai Bucks) e le altre partite.
Nelle prime due uscite la panchina dei Raptors non è neanche scesa in campo. Cosa ben diversa è accaduta nelle altre 4 partite, in cui la panchina dei Raptors ha surclassato letteralmente gli avversari.
Per Toronto il giocatore chiave potrebbe essere Marc Gasol, lo spagnolo nelle finali di Conference, non ha praticamente mai messo piede dentro l'area, ma con l'assenza di Cousins può avere il vantaggio con tutti gli avversari.
Kerr potrebbe optare per Green in marcatura sul centro spagnolo, Gasol è alto 2,16 m mentre Green 2,1 m. Questo significa che Gasol può tranquillamente tirare in testa a Green e mettere in difficoltà gli Warriors, attirando raddoppi e lasciando tiratori liberi per le conclusioni da 3. Bisogna inoltre ricordare che Draymond è un tipo abbastanza caldo, e potrebbero dunque scapparci dei falli tecnici.
Dal punto di vista difensivo Gasol, si potrebbe trovare più in difficoltà. I Raptors non devono assolutamente cambiare sul pick and roll Curry-Green, perchè altrimenti lo spagnolo finirebbe in marcatura su Steph Curry.
Toronto per mettere in difficoltà la squadra della baia dovrà scoprire un gioco di squadra che debba mettere tutti nelle condizioni migliori per giocare.
Golden State dalla sua, deve cercare di tornare alla Oracle Arena, con almeno una vittoria conquistata in Canada per evitare che possano nascere dei malumori all'interno dello spogliatoio.
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mercoledì 29 maggio 2019

Garbage Time speciale playoff

Prima o poi doveva arrivare, ultima puntata di Garbage Time, la rubrica che analizza tutto quello che è accaduto nella settimana precedente nel basket americano.
Settimana che ha visto solo due partite, gara 5 e gara 6 della serie tra Raptors e Bucks.
Chiaramente non ci sono tanti argomenti da trattare, ma quei pochi sono veramente interessanti.
Infatti dopo queste due partite, sappiamo quali saranno le due squadre che si contenderanno gli anelli NBA in questa stagione. Queste due partita hanno visto entrambe i Raptors vincitori, e sinceramente erano abbastanza impronosticabili, soprattutto gara 5.
La differenza è stata fatta dai giocatori che stanno dietro le star, in particolare da quelli che stanno dietro Kawhi Leonard. Proprio quest'ultimo, sta riscrivendo la storia della postseason, sia dei Raptors che della lega. Lowry Van Vleet e Powell hanno letteralmente spiegato pallacanestro ai vari Bledsoe, George Hill, Connaughton e Tony Snell. Lowry che finalmente è riuscito a trovare un minimo di continuità in queste finali di Conference, aiutando Leonard a portare i canadesi in finale NBA.
Questa sarà la prima apparizione nella storia della franchigia per i Toronto Raptors per quel che riguarda le Finals.
I Raptors sfideranno col fattore campo a favore i Golden State Warriors.
L'altro lato della medaglia, quello più triste a causa della sconfitta, sono i Milwaukee Bucks, che dopo le prime due partite sembravano perfettamente in controllo.
I Bucks hanno sulla coscienza anche gara 3, partita persa dopo due supplementari, in cui Milwaukee ha avuto diverse possibilità di vincere la partita.
In una maniera o nell'altra, con Kawhi sempre molto clutch, gara 3 la vince Toronto, che prende coraggio e porta a casa la serie.
A parte Brook Lopez, che ha giocato una serie importante, tutti gli altri hanno lasciato molto a desiderare. Middleton ha deluso parecchio, Bledsoe è incostante come pochi, Mirotic e Ilyasova hanno smesso di segnare, un po' per meriti di Toronto, un po' per demeriti dei Bucks.
Tutto ciò non cancella comunque la bella stagione dei Bucks, che se riescono a mantenere il nucleo della squadra e a migliorare dietro a Giannis, questa stagione è solo l'inizio di qualcosa d'importante.
Questa rimane un'occasione che non è detto ricapiti i prossimi anni.
Inoltre la settimana scorsa sono usciti i quintetti della stagione Nba.
Contento per Kemba Walker che si toglie una soddisfazione, nella sua carriera fin qui sfortunata. Per il resto sugli altri nomi sono d'accordo.
Adesso si aspetta metà giugno, per gli NBA Awards.

giovedì 23 maggio 2019

Garbage Time speciale playoff

Nuovo episodio di Garbage Time, la rubrica che riassume tutto quello accaduto nella settimana precedente nel mondo del basket oltreoceano. Stagione quasi giunta al culmine, cioè alle NBA Finals.
Nella settimana appena trascorsa sono iniziate le Conference Finals.
Da una parte si sono già concluse, ed hanno portato ai Warriors la quinta partecipazione consecutiva alle Finals NBA. Warriors troppo forti anche senza Durant, rispetto ai Blazers. Sia in gara 2, sia in gara 3, Portland si era trovata sul +18, ma Curry e compagni sono riusciti in entrambe le circostanze a ribaltare il risultato. Curry sta viaggiando a 35 punti di media, cifre surreali.
Con questa serie, i Warriors hanno dimostrato che anche senza Durant sono uno squadrone senza precedenti. Senza KD mettono in risalto altre caratteristiche, che magari con l'ex Oklahoma si evincono di meno.
L'Eastern Conference Finals, sono ancora in corso e ci stanno regalando parecchie gioie. Era prevedibile che la serie sarebbe stata divertente, le prime due partite sono state divertenti, ma non combattute. Gara 3 è stata la partita più bella con due supplementari e alla fine ha visto trionfare i Raptors, che poi successivamente si sono aggiudicati pure gara 4.
La particolarità di questa serie al momento, è che è decisa non da Leonard e Giannis, che più o meno si annullano a vicenda, ma dagli altri. Spero che questa serie duri il più possibile, per potere assistere ad altri dialoghi di trash talking, tra Giannis e Drake.

mercoledì 15 maggio 2019

Garbage Time edizione playoff

Diamo nuovamente continuità a Garbage Time, la rubrica che racconta tutto ciò che è accaduto nella settimana precedente nei parquet NBA.
In questa settimana abbiamo visto la fine di tutte e quattro i turni di playoff e adesso ci apprestiamo a vivere le finali di Conference. é stata una sette giorni di partite spettacolari e divertenti.
Cominciamo dalla serie che è finita prima, ovvero Milwaukee Bucks - Boston Celtics.
Delusione pazzesca i Celtics, che erano una delle squadre più accreditate per raggiungere le NBA Finals. Uno dei principali candidati a doversi assumere le proprie responsabilità è Kirye Irving, che è stato autore di alcune prestazioni veramente scadenti. La colpa non è sua, non è di Stevens e neanche di Hayward, ma troppe cose sono andate storte quest'anno ai Celtics.
Irving, è il giocatore che più si è esposto davanti ai giornalisti e quindi merita qualche critica in più rispetto ad altri.
Dopo questa disfatta ci saranno sicuramente tante decisioni chiave da prendere per Danny Ainge.
Vedendola dalla parte dei Bucks, Antetokoumpo, dopo aver perso malamente gara 1 si è messo in moto e ha letteralmente spazzato via i celtici.
I Bucks incontreranno in finale di conference i Toronto Raptors, che hanno estromesso dalla corsa al titolo i Philadelphia 76ers in gara 7. Gara 7 molto rocambolesca, con Kawhi Leonard ancora una volta dominante, è quarto in assoluto per punti segnati all'interno di una singola serie di playoff, sta viaggiando a 36 punti di media. Raptors che dando via DeRozan, hanno preso Kawhy e sono arrivati alle finali di conference.
Leonard è forse l'unico giocatore in grado di bloccare Giannis, e sicuramente sarà una serie spettacolare, d'altronde si sfidano le due migliori compagini dell'est.
Passiamo alla Western Conference parlando dell'eliminazione degli Houston Rockets. Eliminazione in gara 6 che ha sorpreso parecchio, infatti dopo l'infortunio di Durant in gara 5, tutti davano già la serie a gara 7, ma poi sono entrati in gioco gli Splash Brothers, che hanno portato da soli gli Warriors alle conference Finals. Perdere in gara 6 in quella maniera non è accettabile per i Rockets, che avevano una chanche ghiottissima di portare la serie alla settima partita, e l'hanno sprecata.
Per Houston, era l'occasione della vita, e non l'hanno sfruttata.
Ultima serie è quella tra Denver Nuggets e Portland Trail Blazers, che si è conclusa in gara 7 con un suicidio sportivo da parte dei Nuggets, che dopo essere stati sopra di 18 punti ad inizio partita, sono partiti di nervi. I Blazers invece sono rimasti tranquilli, e alla fine trascinati da McCollum, Turner e Lillard hanno portato a casa gara 7 tornando alle finali di Conference dopo 19 anni.
Adesso si scontreranno contro gli Warriors, e voglio godermi la serie, perchè questi Blazers sono impronosticabili e possono ancora stupire.
Delusione comunque i Nuggets, che hanno pagato l'inesperienza e diverse scelte errate nella partita decisiva.

mercoledì 8 maggio 2019

Garbage Time speciale playoff

Dopo una settimana di pausa dovuta a diversi impegni personali, eccoci ritornati con Garbage Time, la rubrica che riassume tutto quello accaduto nella settimana precedente.
Anche in questa settimana ci siamo divertiti tanto, con molte partite in bilico fino alla fine.
Partiamo da Golden State-Houston, i Rockets vincendo ieri notte hanno portato la serie in parità, e adesso andranno a Oakland con tutta la pressione addosso ai campioni in carica.
Partite non bellissime, ma molto equilibrate, giocate con il sangue agli occhi da ambe le parti.
Harden nonostante l'occhio rossissimo dopo la botta subita da Draymond Green, sta mettendo su numeri pazzeschi che stanno permettendo ai texani di rimanere incollati ai campioni in carica.
La serie più divertente del secondo turno è invece Denver-Portland, che ha toccato l'apice nella partita dell'altra notte che ha avuto ben 4 supplementari, con le squadre rimaste quattro ore e mezza sul parquet e con Jokic che ha toccato i 65 minuti. Partita incredibilmente risolta da Rodney Hood, che viene pescato dalla panca nel quarto supplementare e infila la bomba della vittoria.
Stanotte i Nuggets hanno vinto gara 5 con un immenso Jokic, e hanno portato la serie sul 3-2.
Passando nell'altra Conference andiamo a vedere la serie tra Boston e Milwaukee. Avevamo parlato della vittoria nel Wisconsin da parte dei celtici, ma da quella partita Boston non ne ha più vinta una, con Milwaukke che ha vinto due volte al Boston Garden e portandosi sul 3-1. Questa serie dal punti di vista spettacolare e probabilmente quella che sta deludendo di più, non ci sono state partite ai supplementari o vinte alla sirena, si vede che sono due squadre corazzate per andare avanti nei playoff e si stanno giocando una finale anticipata. Sul 3-1 penso che la serie sia giunta al capolinea, occhio però a dare per morti i Boston Celtics.
L'ultima serie di cui parleremo e ovviamente quella tra Philadelphia e Toronto. Kawhy sta viaggiando a cifre stratosferiche. Toronto dopo la vittoria facile di questa notte conduce la serie 3-2. In questa serie stanno deludendo Simmons ed Embiid (tolta gara 3), che stanno lasciando completamente solo Butler. Un accoppiamento interessante è quello tra Gasol ed Embiid, il lungo dei Sixers sta patendo molto la marcatura del centro spagnolo, che lo sta tenendo a cifre tutto sommato ragionevoli.
Il giocatore che sta mancando ai Raptors è Lowry, come ogni anno quando arrivano i playoff, il playmaker sembra scordarsi come si gioca a pallacanestro.
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